Dott.ssa Agnese Scappini

Dott.ssa Agnese Scappini Psicologa del Lavoro, esperta di Comunicazione; Psicoterapeuta Fenomenologica, Psicologa dello sport
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Con il mio lavoro di psicoterapeuta accompagno le persone verso “lo stare bene". Per fare ciò, mi avvalgo del metodo di Psicoanalisi Intersoggettiva Integrata (PAII), orientamento della psicoanalisi che pone al centro del processo terapeutico la relazione tra paziente e terapeuta. La Psicoanalisi Intersoggettiva Integrata è un approccio che considera fondamentale la relazione che nasce tra pazient

e e terapeuta: non si tratta solo di analizzare i pensieri e i ricordi della persona, ma di creare un dialogo vivo, uno scambio autentico in cui entrambi hanno un ruolo attivo.

A differenza della psicoanalisi tradizionale, che guarda soprattutto al mondo interno del paziente, la PAII vede la terapia come un campo condiviso, dove le esperienze, le emozioni e le parole che emergono sono costruite insieme. In questo modo, i significati che nascono nel percorso terapeutico non appartengono solo al paziente o solo al terapeuta, ma sono frutto di una collaborazione che rende possibile una comprensione più profonda e un cambiamento reale e duraturo. In altre parole, la terapia diventa un incontro umano: un cammino fatto di ascolto, di fiducia e di ricerca condivisa, che permette di scoprire nuove risorse e di vivere con maggiore serenità e consapevolezza.

Vedete Identificarsi totalmente con il proprio Ego, cioè pensare di essere quella sola identità o essere solo innun vert...
05/06/2026

Vedete Identificarsi totalmente con il proprio Ego, cioè pensare di essere quella sola identità o essere solo innun verto modo, significa condannarsi a una perenne vulnerabilità.
In psicoanalisi, l’Ego (o Io) non è la totalità della nostra psiche, ma solo una struttura di mediazione: una maschera costruita per difenderci, per performare e per dare un senso di controllo alla realtà. Ora il dramma comincia quando confondiamo questa maschera con la nostra vera essenza.
Quando siamo intrappolati in questa identificazione, scatta un meccanismo di iper-riferimento narcisistico: ogni critica, ogni imprevisto, ogni silenzio dell’altro viene letto come un attacco diretto a noi. Diventiamo i bersagli di un mondo che, in realtà, sta solo seguendo il proprio corso.
Prendere le cose sul personale è, di fatto, un cortocircuito dell’Ego che cerca di confermare la propria esistenza a spese della nostra pace.
La vera guarigione emotiva è fare spazio a ciò che Jung chiamava il Sé, quella dimensione più profonda, saggia e transpersonale che non ha bisogno di difendere alcuna immagine di sé.
Solo quando l’Io abdica alla sua pretesa di essere il centro dell’universo, possiamo finalmente guardare ciò che accade fuori di noi per quello che è, e non per come ci fa sentire. Non è indifferenza: è la nascita della vera libertà interiore.
“Quante volte il vostro Io vi ha convinti che un evento esterno fosse un attacco personale? Come avete imparato a fare un passo indietro per guardarlo dal Sé?
♥️

04/06/2026

Gioia e problemi …

Cresciamo con l’idea che la famiglia debba essere, per definizione, un porto sicuro. Ma per molte persone la realtà è di...
03/06/2026

Cresciamo con l’idea che la famiglia debba essere, per definizione, un porto sicuro. Ma per molte persone la realtà è diversa: la casa non è un rifugio, è una minaccia costante per il proprio benessere.
La parte più difficile? Il senso di colpa opprimente che si prova non appena si inizia a riconoscerlo.

Psicoanaliticamente, questo accade per tre motivi precisi:
Da bambini ci prendiamo la colpa: Per un bambino è troppo terrificante pensare che chi si prende cura di lui sia “sbagliato” o pericoloso. Per sopravvivere, il bambino preferisce pensare: “Il problema sono io”. Crescendo, continuiamo a portarci dentro questo automatismo.

La separazione vissuta come “tradimento”: L’inconscio legge il tentativo di allontanarsi o mettere dei confini con una famiglia tossica come un atto di ribellione imperdonabile. Il senso di colpa è il prezzo che pagiamo per aver osato mettere noi stessi al primo posto.

Il lutto della famiglia ideale: Riconoscere la realtà significa accettare che non avremo mai il calore e il supporto che meritavamo. È un passaggio dolorosissimo, ma necessario.

Mettere dei confini, allontanarsi o ammettere che un legame di sangue ci fa male non è un atto di ingratitudine. È un atto di sopravvivenza e di salute mentale. Non sei tu a tradire loro; stai solo smettendo di tradire te stesso/a.

Siate liberi di amare e rendete liberi di amarvi!
02/06/2026

Siate liberi di amare e rendete liberi di amarvi!

Ecco il passaggio traumatico dal piano dell’Essere a quello dell’Avere.Quando nell’infanzia (e nelle relazioni primarie)...
31/05/2026

Ecco il passaggio traumatico dal piano dell’Essere a quello dell’Avere.
Quando nell’infanzia (e nelle relazioni primarie) manca uno sguardo capace di riconoscere, validare e “vedere” l’autenticità del bambino per ciò che è — con i suoi bisogni, le sue fragilità e la sua unicità —, si crea un vuoto d’amore identitario.

Non essendo stato visto nell’Essere, il soggetto impara precocemente che per esistere agli occhi dell’altro deve attivarsi, produrre, performare.
L’Avere diventa così l’armatura e, al tempo stesso, l’esca. Ci si attiva in una ricerca spasmodica di sostituti del riconoscimento: status, successi professionali, perfezionismo estetico, accumulo di beni o un’immagine sociale impeccabile. “Quello che ho” diventa il disperato tentativo di compensare “quello che sono mancato”.

Si struttura così un Falso Sé iper-performante, una maschera sociale che cerca l’ammirazione per non sentire il dolore del rifiuto. È un tentativo di farsi vedere che purtroppo condanna a una perenne insoddisfazione: perché l’applauso che si riceve per ciò che si ha o si fa non colmerà mai la fame originaria di essere amati per ciò che si è.

29/05/2026

Agnese Scappini vi aspetta a Jesolo con "Fare spazio: in viaggio verso lo stare bene"

🗓️ Venerdì 19 giugno alle 20:30
🌊 Festival Aqua
🏖️ Arenile di Piazza Brescia, Jesolo (VE)
🎟️ INGRESSO GRATUITO

A volte basta fermarsi pochi minuti per riscoprire ciò che di noi è rimasto nascosto. Dott.ssa Agnese Scappini, docente, terapeuta e psicologa clinica, ci invita a esplorare quegli spazi interiori, accompagnandoci passo dopo passo verso lo “stare bene”. Attraverso parole, esercizi e riflessioni, ci guida in un percorso di consapevolezza che ha trasformato la vita di migliaia di persone, raccontando come piccoli gesti quotidiani possano diventare ponti tra ciò che siamo e ciò che desideriamo diventare. In questa conversazione con il pubblico, scopriremo come fare spazio – dentro, fuori, ovunque serva – e come trovare in noi stessi gli strumenti per respirare, osservare e abitare pienamente la vita che ci appartiene.

⛱️ Non sono previsti posti a sedere, consigliamo di portare un telo per sedersi sulla spiaggia.
ℹ️ Tutte le info su www.festivalaqua.it

🫱🏻‍🫲🏽 Suonica | Associazione Futuro delle Idee | Regione del Veneto | Città di Jesolo | JesoloTourism | Consorzio JesoloVenice |

29/05/2026

Cassandra…

Il paradosso più profondo dell’esperienza amorosa risiede nella sua capacità di agire come un potente riattivatore emoti...
28/05/2026

Il paradosso più profondo dell’esperienza amorosa risiede nella sua capacità di agire come un potente riattivatore emotivo. Quando incontriamo una persona significativa, e a maggior ragione se sentiamo che è quella “giusta”, la promessa di un’intimità autentica spalanca le porte alla vulnerabilità assoluta.

È proprio questo investimento affettivo a risvegliare antichi fantasmi: l’altro, diventando importante, acquisisce il potere di toccare quelle corde scoperte e quei nuclei traumatici che per anni abbiamo cercato di proteggere. Non si tratta di un fallimento del legame, ma della natura stessa della relazione profonda, che per esistere deve scendere nelle cavità più recondite del nostro vissuto.

La vera fonte di sconcerto, tuttavia, non è la ricomparsa del dolore, quanto la repentina regressione identitaria che ne consegue. Di fronte alla ferita risvegliata, ripete spesso Gabor Matè, la struttura adulta faticosamente costruita sembra dissolversi: non reagiamo con la maturità e la stabilità del presente, ma veniamo sequestrati dall’età esatta in cui quel trauma è stato subìto.

Ci ritroviamo a percepire e a difenderci con l’emotività totalizzante e indifesa di un tempo, applicando oggi le stesse strategie di sopravvivenza di allora, per quanto anacronistiche. Questo sfasamento genera un profondo smarrimento, ma racchiude una preziosa opportunità evolutiva: la persona “giusta” non ci evita il dolore, ma offre quel contesto di sicurezza in cui quel nucleo infantile può finalmente emergere per essere, stavolta, accolto e integrato.

È Freud che ci spiega come l’individuo nella massa tenda a sospendere il proprio giudizio critico. Il “fanno tutti così”...
27/05/2026

È Freud che ci spiega come l’individuo nella massa tenda a sospendere il proprio giudizio critico. Il “fanno tutti così” è una sorta di regressione rassicurante in cui la responsabilità individuale viene alienata a favore di un gruppo o di un’ideologia dominante.
Se “lo fanno tutti”, la colpa evapora giusto?

Invece che “il giusto rimane giusto anche se nessuno lo fa” significa rivendicare la via dell’individuazione. Per Jung, l’etica non è l’adeguamento cieco alle norme collettive (che spesso è solo Persona, la maschera sociale), ma l’ascolto della propria verità interiore, del Sé. Pensate che il sintomo psichico in effetti sorge spesso proprio quando il soggetto tradisce la propria verità profonda per conformarsi al “così fan tutti”.

Ricordate che la salute psichica e non coincide proprio con la capacità di tollerare l’angoscia di separazione. Sostenere ciò che è “giusto” per te, di fronte a un mondo che va nella direzione opposta, richiede un Io fortemente integrato, capace di abitare la solitudine e della scelta esistenziale senza farsi fagocitare dal collettivo.

(massima — tradizionalmente attribuita a Sant’Agostino (anche se la sua formulazione esatta risuona molto con il pensiero successivo di G.K. Chesterton)

Buongiorno a tutti voi

26/05/2026

Un po’ di leggerezza😊

Indirizzo

Via Dell'Arte, 26
Deruta
06053

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 17:00

Sito Web

https://www.amazon.it/stores/Agnese-Scappini/author/B0BMJDV1Q8?ref=ap_rdr&isDramIntegrat

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