02/06/2026
Iridologia e memorie familiari: ciò che l’occhio non ha dimenticato
L’iride non racconta solo il corpo.
Racconta il nostro terreno costituzionale, le nostre predisposizioni, il modo in cui il sistema nervoso, gli organi e le emozioni hanno imparato ad adattarsi alla vita.
Ma, nel mio lavoro, l’iride è anche una porta verso qualcosa di più profondo: la memoria familiare.
Per questo, oltre all’iridologia, mi occupo di psicogenealogia.
Perché spesso non portiamo dentro di noi solo la nostra storia personale, ma anche tracce di chi è venuto prima: silenzi, dolori, esclusioni, relazioni difficili, libertà negate, emozioni mai espresse.
Io questo l’ho incontrato prima di tutto nella mia vita.
Mia nonna paterna Tosca è morta giovane, a 44 anni. Non l’ho mai conosciuta, ma in qualche modo la sua storia ha continuato a vivere.
Era una donna che non ha potuto essere libera, prigioniera di un matrimonio difficile e di un maschile violento.
Qualche settimana fa mi sono ritrovata con mia cugina paterna, dopo tanti anni. Pur avendo avuto vite diverse, entrambe avevamo fatto costellazioni familiari ed entrambe avevamo visto emergere proprio lei: nostra nonna Tosca.
Io porto nel mio nome il significato di “libera”.
Mia cugina porta un nome che richiama “colei che è straniera, diversa, che si differenzia dall’albero”.
Io le assomiglio fisicamente.
Lei porta il suo nome come secondo nome.
Come se entrambe custodissimo una sua traccia: io nel corpo, lei nel nome.
Anche nelle iridi questa memoria sembra aver trovato voce: in me attraverso segni legati all’area tiroidea e respiratoria, il non detto, il respiro trattenuto, la libertà mancata; in mia cugina attraverso un terreno più epatico-biliare, legato simbolicamente alla rabbia trattenuta e all’amarezza.
E allora abbiamo scelto di prenderci simbolicamente per mano.
Di onorare quella donna.
Di riconoscere il suo dolore.
Ma anche di non ripeterlo.
Lei non ha potuto essere libera.
Noi abbiamo scelto di esserlo.
Questa, per me, è Iridologia dell’Anima: leggere l’iride non solo come mappa del corpo, ma come porta verso la storia profonda della persona, dov