10/08/2026
Ieri una bellissima serata alla Festa dell'Unità di Capraia e Limite, tante persone e tanto calore umano da parte di una comunità democratica vivace e sempre sul pezzo, come sa essere quella dell'empolese-valdelsa.
Il tema del dibattito riguardava la fribromialgia (sulla quale sono prima firmataria della proposta di legge) e mi ha scaldato il cuore vedere, oltre alle amiche e agli amici dell'associazione ALGEA, anche tanta gente seguire con attenzione l'incontro su un tema che riguarda 1,5-2 milioni di cittadine e cittadini (il 90% del totale sono donne, i casi più gravi invece si attestano a ben 500mila unità).
Serve l'inserimento della fibromialgia nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e il suo riconoscimento ufficiale come patologia invalidante, un obiettivo sostenuto dal PD con l'impegno di portare avanti la battaglia in Parlamento per garantire una tutela concreta del diritto alla salute.
Il Governo, visti il numero di pazienti colpite e la mobilitazione, finalmente si è accorto della questione. Non sta però affrontando realmente il problema, se non in maniera propagandistica. Ci sono due principali aspetti, fondamentali, che si aspettano i malati: il riconoscimento della patologia cronica, ovvero che produce dolore cronico e da trattare sul piano nazionale e, appunto, l'inserimento nei LEA.
Ribadisco, insieme a quanto avanzano le associazioni, che serve un PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) nazionale in cui si dica quali sono i centri di riferimento, cosa si fa nella presa in carico, quali sono i percorsi assistenziali. A quel punto avremo una cornice nazionale in cui il malato sa come muoversi, dove rivolgersi, cosa aspettarsi e soprattutto essere riconosciuto dallo Stato.