Psicologa Paola Cervellati

Psicologa Paola Cervellati Psicologa analitica specializzata in Sand Play Therapy, metodo di gioco simbolico per adulti/bambini

11/08/2026

"La vita ci sfugge via e se per caso sarete depressi, alzate lo sguardo al cielo d'estate con le stelle sparpagliate nella notte vellutata, quando una stella cadente sfreccerà nell'oscurità della notte col suo bagliore esprimete un desiderio e pensate a me.
"Fate che la vostra vita sia spettacolare..."

Robin McLaurin Williams (Chicago, 21 luglio 1951
– Paradise Cay, 11 agosto 2014)

✨️✨️✨️BuoneNotti di Stelle✨️✨️✨️

"Pensavo che la cosa peggiore nella vita fosse restare solo. No, non lo è. Ho scoperto invece che la cosa peggiore nella vita è quella di finire con persone che ti fanno sentire veramente solo."

- Robin Williams -

10/08/2026
06/08/2026

“Bologna capace d'amore, capace di morte
Che sa quel che conta e che vale, che sa dov'è il sugo del sale
Che calcola il giusto la vita e che sa stare in piedi per quanto colpita”

Grazie Maestrone❤️

06/08/2026

Grazie per averci insegnato che libertà, riscatto, musica e poesia sono le facce dello stesso prisma, che la bellezza e la giustizia stanno dalla stessa parte e si confondono in una gioiosa unione, che Dio muore, ma che risorge in ciò in cui noi crediamo, vogliamo e faremo.

E grazie per aver composto la colonna sonora per chi non si arrende alle ingiustizie.

06/08/2026

A volte il rumore non fa solo rumore: può cambiare il modo in cui ti senti.

Non serviva una passeggiata nel bosco, né un’intera giornata lontano dalla città. In un esperimento online, a 295 persone è stato chiesto di ascoltare un paesaggio sonoro per appena sei minuti.

I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi: alcuni hanno ascoltato il canto degli uccelli, altri il rumore del traffico. In entrambi i casi, i suoni potevano essere più semplici oppure più vari, cioè composti da una maggiore varietà di rumori.

Il risultato più netto riguarda il birdsong: dopo l’ascolto, le persone che avevano sentito gli uccelli mostravano meno ansia e meno paranoia rispetto a prima. Non significa che sei minuti di audio possano curare un disturbo, ma che anche un’esposizione molto breve a certi suoni può influenzare il nostro stato mentale.

La parte più interessante arriva quando si guarda alla depressione. La riduzione è comparsa soltanto nel gruppo che ascoltava il canto degli uccelli più vario, e l’effetto era piccolo. Quindi non basta dire semplicemente “gli uccelli fanno bene”: conta anche il tipo di suono ascoltato.

E il traffico? Non si è comportato come un sottofondo innocuo. Tendeva ad aumentare i sintomi depressivi, soprattutto nella versione più varia e movimentata. È come se il cervello, invece di ricevere una pausa, continuasse a restare agganciato a segnali diversi e imprevedibili.

Questo non vuol dire che ogni clacson faccia precipitare l’umore o che ogni canto degli uccelli abbia lo stesso effetto. Lo studio era un esperimento online e misurava i cambiamenti subito prima e subito dopo i sei minuti di ascolto. Non ha inoltre trovato effetti significativi sulla performance cognitiva: sentirsi un po’ meno in allarme non significa automaticamente concentrarsi meglio.

La scoperta, però, resta curiosa: il paesaggio sonoro intorno a noi non è soltanto arredamento per le orecchie. Può diventare una piccola spinta verso la calma, oppure un altro filo di tensione da portarsi dietro.

Se la città ti sembra spesso troppo piena, forse non è solo una sensazione: anche ciò che ascolti, senza farci caso, può lasciare il segno.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 6 minuti di ascolto hanno ridotto ansia e paranoia nei gruppi birdsong
👉 295 partecipanti divisi in 4 condizioni sonore
📚 Fonti: scientificreports

05/08/2026

A volte la creatività non aggiunge un’idea: lascia entrare quelle che la mente degli altri scarta.

Il nostro cervello passa gran parte del tempo a fare pulizia. Seleziona ciò che serve, mette in secondo piano il resto e ci evita di ricevere ogni suono, forma o dettaglio con la stessa intensità. Senza questo filtro, anche una stanza normale potrebbe diventare un piccolo caos.

In alcune persone, però, quel filtro sembra essere meno rigido. Non significa avere una vista più potente o accorgersi magicamente di ogni particolare: vuol dire che, in certe condizioni, più informazioni possono restare disponibili abbastanza a lungo da essere messe in relazione.

È quello che è emerso in alcuni esperimenti legati all’apertura all’esperienza, un tratto della personalità spesso collegato alla curiosità, all’immaginazione e alla creatività. In uno studio del 2017, ai partecipanti venivano mostrate immagini incompatibili, una per ciascun occhio. Di solito la percezione tende ad alternarle: prima appare una figura, poi l’altra.

Le persone con punteggi più alti in apertura riferivano più spesso una percezione “mista”, quasi una fusione delle due immagini. Non stavano vedendo una scena migliore o più nitida. Il loro sistema percettivo sembrava, in quel compito preciso, più disposto a tenere insieme elementi che normalmente vengono separati.

Questo dettaglio cambia parecchio il senso della frase. Dire che una persona creativa “vede più cose” è un modo suggestivo per raccontarlo, ma non è una regola valida per la vita di tutti i giorni. Gli studi parlano di prove molto specifiche, non di una superiorità generale degli occhi o della mente.

Lo stesso vale per il filtraggio dell’attenzione. Una minore inibizione latente può lasciare passare stimoli che altri ignorano: un rumore di fondo, un collegamento insolito, un particolare che sembrava irrilevante. È un possibile vantaggio quando bisogna trovare associazioni nuove, cambiare punto di vista o uscire dagli schemi.

Ma ogni porta aperta lascia entrare anche qualcosa di troppo. Se il cervello fatica a decidere cosa escludere, troppe informazioni possono competere contemporaneamente. Da qui il possibile sovraccarico sensoriale e, in alcuni contesti, una maggiore difficoltà nel selezionare gli stimoli.

La creatività, quindi, non è semplicemente “vedere di più”. È forse anche saper combinare ciò che normalmente viene tenuto separato. Il talento sta nel trovare un significato dentro quel rumore, senza lasciarsi sommergere.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 2017 — studio sulla percezione “mista” e l’apertura all’esperienza
📚 Fonti: non disponibili

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Via Roma 16
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50053

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
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