Ambulatorio Anoressia Bulimia Obesità Dott.ssa Calugi

Ambulatorio Anoressia Bulimia Obesità Dott.ssa Calugi Medicina e salute

Anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da binge-eating e obesità|
🖊Percorsi terapeutici specialistici con équipe multidisciplinare| 💻 Terapia online per chi non può raggiungerci| 📍Empoli | 🌐 ambulatorioanoressiabulimiaobesita.it |

Prediabete e salute nel tempo: il valore dello stile di vitaQuanto possono incidere le nostre abitudini sulla salute nel...
27/08/2026

Prediabete e salute nel tempo: il valore dello stile di vita

Quanto possono incidere le nostre abitudini sulla salute nel lungo periodo?

Un nuovo studio pubblicato su JAMA, basato su oltre 20 anni di osservazione, ha analizzato persone con prediabete e mostra come un intervento precoce sullo stile di vita possa contribuire non soltanto a prevenire il diabete, ma anche a ridurre il rischio di sviluppare più malattie croniche contemporaneamente.

La multimorbidità – cioè la presenza di due o più patologie croniche – diventa infatti sempre più frequente con l’avanzare dell’età e può comprendere condizioni come ipertensione, malattie cardiovascolari, malattia renale cronica, artrite e depressione.

Nello studio, l’intervento sullo stile di vita, basato su modifiche dell’alimentazione e incremento dell’attività fisica, è risultato associato a una riduzione del 21% del rischio di multimorbidità rispetto al placebo. La metformina, invece, non ha mostrato una differenza statisticamente significativa.

Un dato importante perché suggerisce che intervenire precocemente sui comportamenti di salute può avere effetti che vanno oltre la prevenzione di una singola patologia e accompagnare la persona nel corso degli anni.

Promuovere uno stile di vita salutare, però, non significa perseguire il dimagrimento a tutti i costi né adottare regole alimentari rigide. L'obiettivo è costruire comportamenti equilibrati, sostenibili e compatibili con la salute fisica e psicologica della persona.

Ambulatorio Abo

Fame, ricompensa e ambiente: cosa sappiamo sulla neurobiologia dell’eccessiva assunzione di ciboL’assunzione di cibo è r...
21/08/2026

Fame, ricompensa e ambiente: cosa sappiamo sulla neurobiologia dell’eccessiva assunzione di cibo

L’assunzione di cibo è regolata da sistemi biologici complessi che hanno il compito di garantire all’organismo l’energia necessaria. Tuttavia, non mangiamo soltanto quando abbiamo fame: possiamo farlo perché un alimento è particolarmente gradevole, perché siamo esposti a segnali che lo richiamano, per abitudine o in risposta a stati emotivi e situazioni sociali.

Una recente revisione pubblicata sulla rivista Neuron mostra come l’eccessiva assunzione di cibo possa derivare dall’interazione tra sistemi omeostatici ed edonici, apprendimento, predisposizione genetica e ambiente alimentare. Il sistema omeostatico risponde ai bisogni energetici dell’organismo e contribuisce a regolare fame e sazietà, mentre quello edonico riguarda il valore gratificante del cibo. Per questo un alimento può continuare a essere desiderabile anche quando il bisogno energetico è stato soddisfatto.

Un ruolo importante è svolto anche dai circuiti cerebrali della ricompensa e dalla dopamina, coinvolta soprattutto nei processi di motivazione, apprendimento e previsione della ricompensa. Con l’esperienza, la vista o l’odore di un alimento, un luogo o un particolare momento della giornata possono diventare segnali capaci di aumentare la motivazione a mangiare anche quando la fame biologica è modesta.

Anche l’ambiente alimentare conta: disponibilità di alimenti altamente palatabili, pubblicità, abitudini familiari e sociali e ripetuta esposizione a stimoli associati al cibo possono influenzare il comportamento alimentare. Stress, noia e altre condizioni emotive possono inoltre aumentare, in alcune persone e in alcuni momenti, la ricerca di cibo gratificante.

La revisione sottolinea inoltre che una maggiore assunzione di cibo può comparire dopo una fase di restrizione energetica. Mangiare molto dopo una restrizione, mangiare in risposta alla ricompensa in assenza di fame e avere episodi di abbuffata possono apparire simili, ma non necessariamente derivano dagli stessi meccanismi.

👉 Non esiste quindi un’unica forma di “mangiare troppo” e ridurre l’eccessiva assunzione di cibo a una semplice questione di forza di volontà non considera la complessità dei meccanismi coinvolti. Fame, ricompensa, restrizione, predisposizione biologica, esperienze e ambiente possono interagire tra loro. Comprendere questa complessità aiuta a superare interpretazioni moralistiche e suggerisce la necessità di considerare insieme biologia, comportamento e ambiente.

Fonte: Stuber GD, Schwitzgebel VM, Luscher C. The neurobiology of overeating. Neuron. 2025.

Il trattamento dei disturbi dell’alimentazione è un percorso, costruito passo dopo passo.La CBT-E, Terapia Cognitivo Com...
18/08/2026

Il trattamento dei disturbi dell’alimentazione è un percorso, costruito passo dopo passo.

La CBT-E, Terapia Cognitivo Comportamentale Migliorata, prevede un’organizzazione precisa del trattamento, adattata alle caratteristiche e alle difficoltà della persona.

Il percorso parte da una fase di valutazione e preparazione, fondamentale per comprendere il problema, iniziare a stare meglio e costruire insieme la motivazione al cambiamento.

Successivamente si affrontano i meccanismi che mantengono il disturbo dell’alimentazione: dalla restrizione dietetica all’eccessiva importanza attribuita al peso e alla forma del corpo, fino alle difficoltà legate alle emozioni, all’autostima o alle relazioni interpersonali, quando presenti.

Durante tutto il trattamento sono previste sedute di revisione, utili per valutare i progressi, individuare eventuali ostacoli e orientare il lavoro terapeutico.

L’ultima fase è dedicata al consolidamento dei cambiamenti raggiunti e alla costruzione di strategie utili per affrontare il futuro.

Un trattamento efficace non significa semplicemente “mangiare di più” o “mangiare diversamente”: significa comprendere e modificare, con un lavoro strutturato e condiviso, i meccanismi che mantengono il problema.

Ambulatorio Abo
Percorsi specialistici per i disturbi dell’alimentazione e del peso.

Il Minnesota Starvation Experiment, condotto negli anni Quaranta da Ancel Keys e collaboratori, ha rappresentato uno stu...
14/08/2026

Il Minnesota Starvation Experiment, condotto negli anni Quaranta da Ancel Keys e collaboratori, ha rappresentato uno studio fondamentale per comprendere gli effetti della restrizione calorica e della perdita di peso sull’organismo.

Durante l’esperimento, uomini inizialmente sani furono sottoposti per diversi mesi a una forte restrizione alimentare.

Con il passare del tempo comparvero cambiamenti importanti non solo sul piano fisico, ma anche psicologico, comportamentale e sociale.

Aumentarono la fame e la preoccupazione per il cibo, comparvero rituali alimentari, irritabilità, ansia, apatia, difficoltà di concentrazione e maggiore isolamento sociale. Sul piano fisico furono osservati debolezza, stanchezza, vertigini, disturbi gastrointestinali, sensazione di freddo e rallentamento del metabolismo.

Lo studio ha avuto grande rilevanza nella comprensione dei disturbi dell’alimentazione perché ha mostrato che molti sintomi presenti nelle persone sottopeso possono essere una conseguenza diretta della malnutrizione e della restrizione alimentare, e non necessariamente caratteristiche della personalità.

Per questo la rialimentazione e il recupero nutrizionale rappresentano una parte fondamentale del trattamento: recuperare un adeguato stato nutrizionale può contribuire al miglioramento dei sintomi fisici, psicologici e comportamentali.

Il messaggio che emerge è chiaro: quando l’organismo riceve troppo poca energia, non cambia soltanto il peso. Possono cambiare anche il modo di pensare, le emozioni, i comportamenti e le relazioni con gli altri.

ÉQUIPE MULTIDISCIPLINAREIl trattamento è condotto da un’équipe multidisciplinare specializzata nella CBT-E per i disturb...
12/08/2026

ÉQUIPE MULTIDISCIPLINARE

Il trattamento è condotto da un’équipe multidisciplinare specializzata nella CBT-E per i disturbi dell’alimentazione.

L’équipe è composta da medici, psicologi e dietisti. Tutti i membri dell’équipe hanno conseguito l’Advanced Certificate nella CBT-E.

La caratteristica distintiva del trattamento è che i terapeuti utilizzano gli stessi concetti e la medesima terminologia e adottano strategie e procedure mutuamente compatibili, secondo un approccio multidisciplinare non eclettico.

Qual è il contributo dei vari terapeuti nel trattamento?

Il contributo individuale dei vari terapeuti è determinato caso per caso, in accordo ai meccanismi di mantenimento operanti nel paziente e descritti nella sua Formulazione Personalizzata.

In generale, la seduta di valutazione è eseguita da un medico e il trattamento dei pazienti è somministrato da uno psicologo. Nel Passo Due, nei pazienti sottopeso, lo psicologo è affiancato dalla dietista.

Durante il trattamento sono previste periodiche visite mediche per valutare lo stato fisico del paziente e gestire le eventuali complicanze internistiche e psichiatriche.

L’ÉQUIPE MULTIDISCIPLINARE

Medico – Psicologo – Dietista

- utilizzano gli stessi concetti e la medesima terminologia
- adottano strategie e procedure mutuamente compatibili

🔎 Disturbi dell’alimentazione: servono più ricerca, formazione e cure basate sull’evidenzaI disturbi dell’alimentazione ...
10/08/2026

🔎 Disturbi dell’alimentazione: servono più ricerca, formazione e cure basate sull’evidenza

I disturbi dell’alimentazione rappresentano un importante problema di salute, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti. L’anoressia nervosa, in particolare, è associata a un rischio di mortalità significativamente elevato e può avere un decorso grave e persistente.

Nonostante questo, le risorse destinate alla ricerca e alla cura dei disturbi dell’alimentazione restano ancora insufficienti.

Nell'approfondimento AIDAP, Riccardo Dalle Grave e Simona Calugi sottolineano alcune priorità fondamentali: investire maggiormente nella ricerca, garantire una formazione specifica dei professionisti, favorire l’accesso a trattamenti psicologici basati sull’evidenza scientifica e costruire percorsi di cura realmente coordinati tra territorio, ambulatorio e strutture intensive.

Un altro elemento centrale è la continuità del trattamento: i diversi livelli di assistenza dovrebbero condividere modelli e strategie coerenti, evitando che il paziente riceva indicazioni contraddittorie durante il proprio percorso.

Investire nella ricerca e utilizzare meglio le risorse disponibili significa aumentare le possibilità di offrire cure efficaci, tempestive e appropriate alle persone con disturbi dell’alimentazione.

📊 Prevenire oggi per proteggere la salute nel tempoIntervenire sullo stile di vita nelle persone con prediabete può aver...
07/08/2026

📊 Prevenire oggi per proteggere la salute nel tempo

Intervenire sullo stile di vita nelle persone con prediabete può avere benefici che si estendono ben oltre la prevenzione del diabete.

Un recente studio pubblicato su JAMA, che ha seguito per oltre vent’anni i partecipanti al Diabetes Prevention Program (DPP), ha evidenziato come un intervento intensivo su alimentazione, attività fisica e cambiamento comportamentale fosse associato a una riduzione del rischio di sviluppare più malattie croniche nel corso della vita.

Un dato importante anche per la pratica clinica: lavorare precocemente e in modo strutturato sui comportamenti di salute può rappresentare uno strumento concreto di prevenzione a lungo termine.

👉 Nell’articolo AIDAP vengono approfonditi lo studio e le sue principali implicazioni cliniche.

🔗 Approfondisci:
https://www.aidap.org/2026/prediabete-e-multimorbidita-perche-lo-stile-di-vita-conta-piu-che-mai/

Coinvolgere i familiari nel trattamento della persona con obesitàIl sostegno della famiglia può avere un ruolo important...
04/08/2026

Coinvolgere i familiari nel trattamento della persona con obesità

Il sostegno della famiglia può avere un ruolo importante nel percorso di cambiamento della persona con obesità, favorendo l’adozione di abitudini alimentari più salutari, una maggiore attività fisica e una migliore adesione al trattamento.

Nella terapia cognitivo comportamentale dell’obesità, il coinvolgimento di coniugi, partner o genitori ha l’obiettivo di creare un ambiente familiare che faciliti il cambiamento, rispettando però le preferenze del paziente.

Non tutti, infatti, desiderano ricevere lo stesso tipo di aiuto: alcune persone apprezzano consigli e incoraggiamenti, mentre altre vivono i commenti sul cibo, sul peso o sull’attività fisica come critiche o forme di controllo.

Il supporto familiare può concretizzarsi in tre modi principali:

➡️ creare in casa un ambiente favorevole a nuove abitudini;
➡️ aiutare nella pianificazione dei pasti e delle attività;
➡️ offrire sostegno emotivo nei momenti di difficoltà.

È invece fondamentale evitare critiche, giudizi e pressioni. L’obesità non dipende semplicemente da pigrizia o mancanza di volontà, ma deriva da una complessa interazione tra fattori genetici, ambientali, biologici, emotivi e comportamentali.

La famiglia può quindi diventare una risorsa preziosa, attraverso una comunicazione calda, rispettosa e collaborativa, capace di sostenere la persona senza controllarla.

🔗 Leggi l’articolo completo sul sito AIDAP.

Nel trattamento degli adolescenti con disturbi dell’alimentazione, il coinvolgimento della famiglia può rappresentare un...
01/08/2026

Nel trattamento degli adolescenti con disturbi dell’alimentazione, il coinvolgimento della famiglia può rappresentare una risorsa importante.

Nella terapia cognitivo-comportamentale migliorata, CBT-E, i genitori non devono assumere il controllo dell’adolescente o sostituirsi a lui nel percorso di cura. Il loro compito è sostenerlo, aiutarlo ad applicare le strategie concordate con il terapeuta e favorire un ambiente familiare più sereno e funzionale.

Questo significa adottare una comunicazione calda, evitare commenti su peso, corpo, diete e magrezza, gestire insieme i momenti di difficoltà e trasmettere fiducia nella possibilità di guarire.

L’adolescente rimane parte attiva del trattamento: viene aiutato a comprendere il disturbo, a prendere decisioni consapevoli e a recuperare progressivamente autonomia e controllo sulla propria vita.

I genitori non sono responsabili del disturbo dell’alimentazione dei figli, ma possono diventare preziosi alleati nel percorso di cambiamento e guarigione.

Struttura non significa imposizioneLa CBT-E è un trattamento strutturato per i disturbi dell’alimentazione, ma questo no...
29/07/2026

Struttura non significa imposizione

La CBT-E è un trattamento strutturato per i disturbi dell’alimentazione, ma questo non significa che il paziente debba limitarsi a seguire passivamente delle prescrizioni.

Terapeuta e paziente lavorano insieme per comprendere i meccanismi che mantengono il disturbo e costruiscono una formulazione personalizzata, una vera e propria “mappa” che guida il percorso terapeutico.

Il paziente ha un ruolo attivo: osserva pensieri e comportamenti, sperimenta nuove strategie nella vita quotidiana e ne valuta i risultati insieme al terapeuta.

La struttura serve quindi a organizzare e sostenere il cambiamento, non a controllare la persona. L’obiettivo finale della CBT-E è favorire una crescente autonomia, aiutando il paziente a riconoscere e gestire in modo consapevole i meccanismi del disturbo anche dopo la conclusione del trattamento.

Struttura e autonomia non sono in contrasto: la prima può diventare uno strumento per costruire la seconda.

Indirizzo

Via Pio Fedi, 12
Empoli
50053

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393451639017

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Ambulatorio Anoressia Bulimia Obesità Dott.ssa Calugi pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Ambulatorio Anoressia Bulimia Obesità Dott.ssa Calugi:

Scelte rapide

Condividi