Dott.Andrea Guerrini psicologo e psicoterapeuta

Dott.Andrea Guerrini psicologo e psicoterapeuta Esperto in problematiche relazionali, di coppia e gestione delle emozioni.

02/09/2026
02/09/2026

🌿 INCONTRO DI BIOENERGETICA – PAURA E CONTROLLO
Quante volte sentiamo il bisogno di controllare tutto per cercare di non sentire la paura, l’ansia o l’incertezza?
A volte il controllo diventa una strategia per proteggerci: ci irrigidiamo, tratteniamo il respiro, restiamo nella testa e facciamo fatica a lasciarci andare.
In questo incontro lavoreremo attraverso il corpo, il respiro, il movimento e la consapevolezza, per imparare ad ascoltare ciò che accade dentro di noi e sperimentare un modo diverso di stare nella paura.
Non si tratta di eliminare la paura, ma di fare spazio a ciò che sentiamo, ritrovando maggiore presenza, fiducia e libertà.
✨ LA PAURA TI CHIUDE.
IL CORPO PUÒ RIAPRIRE CIÒ CHE IL CONTROLLO HA IRRIGIDITO.
📅 Sabato 12 settembre
🕘 Dalle 9.00 alle 10.30
📍 Studio F.G. – Via Pianezzoli, 4 – Empoli
📲 Prenotazione obbligatoria tramite WhatsApp:
347 770 9274
Un'ora e mezza per fermarsi, respirare, ascoltarsi e tornare a sentire il proprio corpo.
Lascia andare il bisogno di controllare.
Ritrova la forza di vivere pienamente il presente. 🌿

30/08/2026

ANSIA DA RIENTRO
È più comune di quanto pensi.
Dopo le vacanze, riprendere la routine può far emergere:
• Stanchezza
• Pensieri continui
• Agitazione
• Irritabilità
• Difficoltà a dormire
• Sensazione di non essere pronti
Non è necessariamente il lavoro il problema.
È il passaggio troppo improvviso.
L’ansia può diventare un segnale da ascoltare:
Che cosa sta chiedendo il mio corpo?
Di cosa ho bisogno per ripartire?
Nella psicoterapia lavoriamo insieme su:
Pensieri • Emozioni • Corpo • Respirazione
Il rientro non deve essere una corsa.
Può essere l’occasione per ripartire con più consapevolezza e ascolto di sé.

25/08/2026

COME DARE IL PEGGIO DI SÉ, IN 5 SEMPLICI MOSSE
Vuoi sabotare lentamente il tuo benessere?
È più facile di quanto pensi.
Pensa tantissimo, agisci pochissimo.
Analizza ogni possibilità. Aspetta di essere sicuro. Rimanda.
Diventa il tuo peggior giudice.
Nota soprattutto ciò che non va. E non concederti sconti.
Confrontati continuamente con gli altri.
Guarda i loro risultati e dimentica tutto il percorso che c’è dietro.
Evita ciò che ti fa paura.
Funziona benissimo… almeno nel breve periodo. Poi la paura diventa sempre più grande.
Fai finta che le emozioni non esistano.
Ignorale, distraiti, vai avanti. Prima o poi presenteranno il conto.
Il problema è che queste strategie spesso non sembrano strategie.
Sembrano semplicemente “il mio modo di essere”.
E quando diventano automatiche, può essere difficile accorgersi che si può vivere anche in un altro modo.
A volte il primo passo non è cambiare tutto.
È fermarsi e capire cosa stiamo facendo a noi stessi.
Se ti sei riconosciuto in qualcosa, forse vale la pena ascoltare quel segnale.

24/08/2026

A volte il problema non è sentirsi “non abbastanza”.
È vivere con una voce interiore che trova sempre qualcosa da correggere: il corpo, le scelte, gli errori, il modo di essere.
L’ipercriticismo può sembrare un modo per migliorarsi. Ma quando diventa incessante, finisce per rendere difficile persino riconoscere ciò che di noi va già bene.
E allora forse la domanda non è: “Come posso diventare migliore?”
Ma: “Come posso smettere di essere così duro con me stesso?”
Accettarsi non significa smettere di crescere. Significa imparare a farlo senza essere continuamente contro di sé.
E a volte, capire da dove nasce quella voce può essere un passo importante.

22/08/2026

A volte non soffriamo perché la vita è necessariamente sbagliata o perché ci manca qualcosa di evidente. A volte soffriamo perché, lentamente e quasi senza accorgercene, abbiamo imparato ad adattarci.
Ci abituiamo a fare sempre le stesse cose, a seguire routine che ci fanno sentire al sicuro, a rimandare scelte, desideri, cambiamenti. Non perché siamo pigri o incapaci, ma perché la mente, dopo alcune esperienze, può imparare due strategie molto comuni: la rassegnazione appresa e l’evitamento esperienziale.
La rassegnazione appresa nasce quando, dopo delusioni, fatiche, critiche o situazioni in cui ci siamo sentiti impotenti, iniziamo a convincerci che non valga più la pena tentare. È quel pensiero silenzioso che dice:
“Tanto non cambierà nulla.”
“Sono fatto così.”
“È inutile provarci.”
E così continuiamo ad andare avanti, ma spesso con una sensazione di stanchezza, vuoto o mancanza di direzione.
L’evitamento esperienziale, invece, è il tentativo di allontanare ciò che ci fa stare male: emozioni, paure, ricordi, dubbi, desideri che potrebbero mettere in discussione l’equilibrio costruito nel tempo. Ci teniamo occupati, restiamo nella zona conosciuta, rimandiamo, ci adattiamo. A breve termine sembra proteggerci. A lungo termine, però, può allontanarci da ciò che conta davvero.
Forse non è una mancanza di volontà. Forse è una modalità che abbiamo imparato per proteggerci.
Se leggendo queste parole ti sei riconosciuto anche solo un po’, può essere utile fermarsi e chiedersi:
Sto vivendo la vita che desidero o solo quella a cui mi sono abituato?
La psicoterapia può essere uno spazio in cui esplorare queste domande senza giudizio, comprendere i propri schemi e ritrovare, passo dopo passo, la possibilità di scegliere.
Se qualcosa di tutto questo ti risuona, possiamo parlarne insieme.

A volte non soffriamo perché la vita è necessariamente sbagliata o perché ci manca qualcosa di evidente. A volte soffria...
22/08/2026

A volte non soffriamo perché la vita è necessariamente sbagliata o perché ci manca qualcosa di evidente. A volte soffriamo perché, lentamente e quasi senza accorgercene, abbiamo imparato ad adattarci.
Ci abituiamo a fare sempre le stesse cose, a seguire routine che ci fanno sentire al sicuro, a rimandare scelte, desideri, cambiamenti. Non perché siamo pigri o incapaci, ma perché la mente, dopo alcune esperienze, può imparare due strategie molto comuni: la rassegnazione appresa e l’evitamento esperienziale.
La rassegnazione appresa nasce quando, dopo delusioni, fatiche, critiche o situazioni in cui ci siamo sentiti impotenti, iniziamo a convincerci che non valga più la pena tentare. È quel pensiero silenzioso che dice:
“Tanto non cambierà nulla.”
“Sono fatto così.”
“È inutile provarci.”
E così continuiamo ad andare avanti, ma spesso con una sensazione di stanchezza, vuoto o mancanza di direzione.
L’evitamento esperienziale, invece, è il tentativo di allontanare ciò che ci fa stare male: emozioni, paure, ricordi, dubbi, desideri che potrebbero mettere in discussione l’equilibrio costruito nel tempo. Ci teniamo occupati, restiamo nella zona conosciuta, rimandiamo, ci adattiamo. A breve termine sembra proteggerci. A lungo termine, però, può allontanarci da ciò che conta davvero.
Forse non è una mancanza di volontà. Forse è una modalità che abbiamo imparato per proteggerci.
Se leggendo queste parole ti sei riconosciuto anche solo un po’, può essere utile fermarsi e chiedersi:
Sto vivendo la vita che desidero o solo quella a cui mi sono abituato?
La psicoterapia può essere uno spazio in cui esplorare queste domande senza giudizio, comprendere i propri schemi e ritrovare, passo dopo passo, la possibilità di scegliere.
Se qualcosa di tutto questo ti risuona, possiamo parlarne insieme.

22/08/2026

Ci sono persone che continuano ad andare avanti ogni giorno, fanno ciò che devono fare, rispettano impegni, si prendono cura degli altri. Da fuori sembrano funzionare bene.
Eppure, dentro, qualcosa si è spento.
Non sempre perché manchi la forza o la volontà. A volte entrano in gioco meccanismi psicologici molto comuni, ma poco conosciuti: la rassegnazione appresa e l’evitamento esperienziale.
La rassegnazione appresa nasce quando, dopo esperienze ripetute di delusione, fatica, mancanza di ascolto o tentativi andati a vuoto, iniziamo lentamente a convincerci che cambiare sia inutile. Così smettiamo di chiederci cosa desideriamo davvero e iniziamo a dirci:
“Tanto le cose non cambiano.”
“Ormai sono fatto così.”
“È inutile provarci.”
L’evitamento esperienziale, invece, è la tendenza ad allontanarsi da emozioni, pensieri o situazioni che ci fanno stare male. Cerchiamo sicurezza nelle routine, ci teniamo sempre occupati, rimandiamo decisioni importanti, evitiamo ciò che ci mette in contatto con paure, tristezza, senso di inadeguatezza o desideri profondi.
Il problema è che ciò che ci protegge nel breve periodo, a volte, nel lungo periodo ci allontana da noi stessi.
Così si può continuare a vivere per anni in una sorta di “pilota automatico”: si fa quello che c’è da fare, ma senza chiedersi davvero:
“Questa vita mi assomiglia?”
“Cosa desidero, al di là di ciò che devo fare?”
Se ti riconosci, anche solo in parte, in queste parole, non significa che ci sia qualcosa che non va in te. Forse hai semplicemente imparato, nel tempo, modi di adattarti che un tempo ti sono stati utili, ma che oggi ti fanno sentire fermo, vuoto o lontano da te stesso.
A volte la psicoterapia non inizia perché si sta “molto male”, ma perché nasce una domanda:
“E se esistesse un modo diverso di vivere?”
Se queste riflessioni ti risuonano, possiamo parlarne insieme. Uno spazio di ascolto può essere il primo passo per comprendere meglio ciò che ti blocca e tornare, poco alla volta, a scegliere la tua vita.

Indirizzo

Via Pianezzoli 4
Empoli
50053

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