Dott.ssa Paola Oddo- Psicologa

Dott.ssa Paola Oddo- Psicologa Psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia con numero 9099, Psicoterapeuta ad indirizzo sistemico-relazionale e Pedagogista.

Lo studio offre consulenza e supporto psicologico/pedagogico individuale, alla coppia e alla famiglia.

QUANDO LO SPECCHIO NON RESTITUISCE PIÙ TEGaslighting, love bombing, ghosting, hoovering, breadcrumbing e silent treatmen...
11/08/2026

QUANDO LO SPECCHIO NON RESTITUISCE PIÙ TE

Gaslighting, love bombing, ghosting, hoovering, breadcrumbing e silent treatment non sono sinonimi.

Il gaslighting è una dinamica di manipolazione che, attraverso negazioni, distorsioni e svalutazioni ripetute, può portarci a dubitare della nostra percezione, dei nostri ricordi e persino di noi stessi:
- “Te lo sei immaginato.”
- “Non è mai successo.”
- “Sei troppo sensibile.”
- “Sei tu che hai problemi.”
- “Stai diventando paranoica/o.”
- “Ricordi le cose in modo completamente diverso.”
- “Hai capito male, come sempre.”

Non è una singola frase a definire la dinamica, ma la ripetitività, il contesto e l’effetto che produce sulla persona. È la ripetizione di una dinamica che può finire per farci pensare: “Forse il problema sono davvero io.”

Love bombing: intensa idealizzazione e attenzioni.
Ghosting: interrompere improvvisamente i contatti.
Hoovering: tentare di riportare l’altro nella relazione.
Breadcrumbing: mantenere il legame con piccoli segnali, senza reale reciprocità.
Silent treatment: usare il silenzio come punizione o controllo, diverso dal prendersi uno spazio per poi tornare al dialogo.

In un’ottica sistemico-relazionale possiamo chiederci:
“Che cosa sta accadendo tra noi? E cosa succede alla percezione che ho di me dentro questa relazione?”

Non è un caso che abbia scelto “La reproduction interdite” (1937) di René Magritte. Un uomo guarda nello specchio, ma non ritrova il proprio volto. Vede ancora la propria nuca.

Una potente metafora di ciò che può accadere quando lo specchio che dovrebbe aiutarci a riconoscere la realtà non ci restituisce più ciò che sentiamo di vedere.

E allora, forse, la domanda da cui ripartire è:
“Posso ancora fidarmi di ciò che vedo, sento e ricordo?”

Ascolta le parole di chi scegli di avere accanto, a volte sembrano solo frasi banali, ma raccontano molto più di quanto immaginiamo. La realtà spesso è già davanti ai nostri occhi e nelle nostre orecchie. Siamo noi, a volte, a non volerla vedere.

LE WISHING ROCKS E L’INTRECCIO DEI NOSTRI DESIDERI Avete mai sentito parlare delle pietre dei desideri? La leggenda narr...
01/08/2026

LE WISHING ROCKS E L’INTRECCIO DEI NOSTRI DESIDERI

Avete mai sentito parlare delle pietre dei desideri? La leggenda narra che trovare una pietra attraversata da una linea bianca continua,come uno spacco o un anello,sia un piccolo segno del destino. Se la lanciamo in acqua esprimendo un desiderio per noi stessi, questo si avvererà. Ma se il desiderio è dedicato a qualcun altro, la magia si raddoppia e tutti i nostri desideri diventeranno realtà.

Da un punto di vista sistemico-relazionale, leggende come questa e i credi che ci tramandiamo non sono semplici “superstizioni”, ma potenti metafore del nostro modo di stare nel mondo:
- il desiderio: non nasce mai in un vuoto solitario. Il desiderio è una forza propulsiva che prende forma all’interno della nostra rete di relazioni. Cosa desideriamo per noi e cosa desideriamo per le persone che ci circondano?
- Le leggende e le credenze: i miti storici e familiari costituiscono le lenti con cui leggiamo la realtà. Creano ponti, narrazioni condivise e danno senso al caso, connettendoci agli altri.
- La rete delle relazioni: esprimere un desiderio per l’altro significa uscire dall’individualismo e riconoscere che il nostro benessere è profondo e legato al benessere del sistema di cui facciamo parte. La “generosità” della leggenda si rispecchia nella reciprocità della cura: QUANDO CURIAMO I LEGAMI,NUTRIAMO ANCHE NOI STESSI!

Quella linea bianca sulla pietra ci ricorda che siamo tutti attraversati da segni e connessioni.

Buon desiderio,buone connessioni…

IL CHIODO CHE SPORGE RICEVE SEMPRE PIÙ MARTELLATE……è un famoso detto giapponese che spesso usiamo in senso negativo, com...
30/07/2026

IL CHIODO CHE SPORGE RICEVE SEMPRE PIÙ MARTELLATE…

…è un famoso detto giapponese che spesso usiamo in senso negativo, come un monito a mimetizzarci, a non fare troppo i diversi, a rimanere allineati per evitare conflitti o critiche.
In ottica sistemico-relazionale, quando ti sporgi rompi l’omeostasi di un sistema che cerca solo stabilità.
Sporgersi significa non abbassare la testa né essere come tutti gli altri; espone al rischio del giudizio, delle critiche e, metaforicamente, di qualche colpo di martello. Ma c’è un’altra verità, altrettanto potente, che spesso dimentichiamo. Emergere significa essere osservati, criticati, invidiati o giudicati, non perché sei peggiore, ma perché sei diverso.
E la tua autenticità, la tua onestà e il tuo coraggio inevitabilmente scatenano i mostri di qualcun altro: di chi ha scelto di tacere invece di osare,di chi sceglie di adattarsi invece di essere unico.
Chi vive autenticamente dà fastidio, è innegabile.

Nessuno spreca un colpo di martello su un chiodo che non serve a nulla, che non regge alcun peso o che è nascosto sottoterra. Se ti colpiscono, è perché la tua presenza è tangibile e incide nello spazio.

La prossima volta che ricevi una “martellata”, non prenderla come il segnale che devi tornare indietro. Forse è solo la prova che hai iniziato ad emergere.
Le martellate fanno male, è innegabile. Ma sono anche il segno inequivocabile che ti stai ergendo, che stai reggendo qualcosa di importante e che esisti, pienamente.

Buona riflessione!

🔱NON È TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA🔱…a volte è ignavia,menefreghismo,immaturità emotiva,insensibilità,egocentrismo….Ho sce...
27/07/2026

🔱NON È TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA🔱
…a volte è ignavia,menefreghismo,immaturità emotiva,insensibilità,egocentrismo….

Ho scelto di accompagnare questa riflessione con “gli ambasciatori” di Hans Holbein il Giovane,un’opera che ci ricorda come la realtà cambi quando la osserviamo da una prospettiva diversa. Ciò che appare non sempre coincide con ciò che è.

Quante volte ci chiediamo cosa riveli davvero il carattere di una persona? Non tanto l’assenza di errori,perché tutti sbagliamo,quanto il modo in cui sceglie di affrontarne le conseguenze.

Anche nelle relazioni le persone non si finiscono mai di conoscere.
Non sempre manca la consapevolezza del dolore arrecato. A volte manca qualcosa di più difficile: il coraggio di guardarsi dentro. Assumersi la responsabilità delle proprie azioni richiede maturità emotiva, tollerare il senso di colpa, riconoscere i propri limiti e chiedere scusa senza pretendere di essere assolti.
Quando prevalgono il silenzio, la codardia,l’ignavia,la minimizzazione o l’indifferenza, spesso non siamo di fronte a forza o orgoglio, ma a difese che proteggono dal confronto con la vergogna e con le conseguenze delle proprie azioni.
Dal punto di vista sistemico-relazionale, senza autoriflessione non può esserci responsabilità e, senza responsabilità, l’empatia si affievolisce,la relazione viene governata dalla difesa di sé più che dall’incontro autentico con l’altro.
Chi resta ferito non ha il dovere di cancellare ciò che è accaduto. Il perdono non può essere preteso,è una scelta libera e non sostituisce mai la responsabilità.
Le scuse sincere aprono la strada alla riparazione. Il silenzio, invece, spesso racconta molto più di qualsiasi parola.

Holbein ricorda che l’apparenza può ingannare. Dietro lo splendore degli ambasciatori si cela un monito:l’apparenza affascina, la verità sorprende.
Lasciati sorprendere,è quell’ennesima verità che libera.

23/07/2026

CENTURIPE – Comprendere il fenomeno, prevenire le dipendenze e costruire una rete capace di sostenere chi vive situazioni di fragilità. Sono stati questi i temi al centro della seconda edizione di “Sguardi sul Presente”, promossa dalla Confraternita “Maria SS. Annunziata” e dedicata al te...

23/07/2026
“Rinuncia a combattere. Rinuncia al controllo. Vivi. È un atto di fede che non hai mai fatto.”Oggi ho visto L’Odissea.E,...
20/07/2026

“Rinuncia a combattere. Rinuncia al controllo. Vivi. È un atto di fede che non hai mai fatto.”

Oggi ho visto L’Odissea.
E, ancora una volta, ho pensato che i grandi racconti non parlano del passato. Parlano di noi,del presente.
Non voglio soffermarmi sull’amore di Penelope, sulla fedeltà o sull’attesa. Sono temi meravigliosi, ma ciò che mi ha colpito è stato altro.
Ho visto le lotte di potere che continuiamo a combattere ogni giorno.Ho visto persone che costruiscono il proprio successo sulle idee di altri.Ho visto l’inganno travestito da onestà, la manipolazione vestita da vittimismo,l’apparenza che prende il posto dell’essere.
Ho pensato a quanto spesso vediamo solo ciò che gli altri scelgono di mostrarci.
Sui social raccontiamo felicità, equilibrio, successi, vite perfette. Ma l’immagine non è la verità. E ciò che siamo, prima o poi, trova sempre il modo di emergere.

Ulisse non è un uomo perfetto.
Ha commesso errori enormi. È stato artefice della caduta di T***a. Ha conosciuto il peso delle proprie scelte.Eppure ciò che lo distingue non è l’assenza di errori, ma la capacità di attraversarne le conseguenze, prenderne coscienza e continuare a scegliere il bene.
Essere una persona buona non significa essere impeccabile.
Significa avere il coraggio di riconoscere i propri limiti, assumersi le proprie responsabilità e trasformarsi.

E poi ci sono le Sirene.
Forse non sono solo creature del mito.Forse sono tutte quelle persone che, con parole perfette, immagini curate e frasi ad effetto, riescono ad affascinare chi incontrano. Entrano ed escono dalla vita degli altri lasciando dietro di sé ferite che chi arriva dopo non conosce.
Se sapessimo davvero perché alcune persone sono uscite dalla vita di qualcun altro, forse non permetteremmo loro di entrare così facilmente nella nostra.
Possiamo provare a salvare chi amiamo.Possiamo vedere il buono ovunque. Ma chi non desidera cambiare non si lascerà salvare.E chi vive nell’inganno, prima o poi, rivelerà la propria natura.
Il tempo è sempre il più grande rivelatore. Ma è anche il giudice più imparziale.
…rinuncia a combattere,rinuncia al controllo…vivi. Spesso certe verità e consapevolezze sono liberazioni,no condanne!

12/07/2026

Nasce CenturiMed.

Un’associazione composta da medici e professionisti sanitari Centuripini, uniti da un obiettivo chiaro: contribuire concretamente al miglioramento dei servizi sanitari nel nostro paese.

Crediamo che la salute non debba limitarsi alla cura della malattia, ma debba partire dalla prevenzione, dall’informazione e dalla possibilità per ogni cittadino di accedere a controlli e consulenze specialistiche senza dover necessariamente lasciare il proprio Paese.

Per questo CenturiMed si impegnerà a promuovere campagne di prevenzione e screening gratuiti, iniziative di educazione sanitaria e a favorire la presenza di medici specialisti a Centuripe, creando nuove opportunità per i cittadini e contribuendo a costruire una sanità territoriale sempre più vicina alle persone.

📅 Domenica 19 luglio, dalle 16:00 alle 19:00, presso il Centro Piergiorgio Frassati, si terrà il nostro primo evento pubblico gratuito: una Giornata di Screening Cardiologico.

Durante il pomeriggio sarà possibile usufruire gratuitamente di:
❤️ Anamnesi ed esame obiettivo.
🩺 Valutazione della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e della saturazione di ossigeno, con misurazione e interpretazione dei valori.
📈 Elettrocardiogramma (ECG a 12 derivazioni).
🧪 Valutazione degli esami ematochimici già in possesso del paziente, con relativa interpretazione.

L’iniziativa sarà realizzata dai medici e dei professionisti sanitari di Centuripe e del territorio. Gli elettrocardiogrammi saranno eseguiti durante lo screening e refertati in telemedicina dal Dott. Ruggero Romano, Medico Cardiologo.

📋 La partecipazione è gratuita, con possibilità di prenotazione.

Per prenotare il proprio screening è sufficiente compilare il modulo al seguente link:
👉 https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdi_Kzm0iXkw_glnSRLQRwkLFNHGg0aoZs6JMeJanloqyK1vA/viewform?usp=publish-editor

Un sentito ringraziamento a Padre Pietro Scardilli per la disponibilità dimostrata, avendo gentilmente concesso l’utilizzo dei locali del Centro Piergiorgio Frassati, rendendo possibile lo svolgimento di questa iniziativa.

Vi aspettiamo per inaugurare insieme questo nuovo percorso, con la convinzione che investire nella prevenzione significhi investire nel futuro della salute di tutta la comunità centuripina.

LASCIA ANDAREÈ uno dei consigli più frequenti quando si soffre.Lascia andare una relazione finita.Lascia andare la rabbi...
10/06/2026

LASCIA ANDARE

È uno dei consigli più frequenti quando si soffre.
Lascia andare una relazione finita.
Lascia andare la rabbia.
Lascia andare il passato.
Lascia andare ciò che non puoi controllare.
Ma chi sta vivendo un dolore si scontra spesso con una domanda molto concreta:
come si fa, esattamente, a lasciare andare?
Non è quasi mai una questione di volontà.
Spesso ciò a cui restiamo legati non è solo un evento o una persona, ma un significato:
un ruolo, un’identità, una speranza, un modo di dare senso alla propria storia.
Da una prospettiva sistemico-relazionale, ciò che tratteniamo è intrecciato ai legami che ci hanno costruito.
E per questo non si lascia andare facilmente.
A volte non lasciamo andare perché stiamo ancora cercando una risposta.
Altre volte perché farlo sembra un tradimento.
Altre ancora perché temiamo che, senza quel dolore, non sapremmo più chi essere.
Forse il “lasciare andare” non è un atto di forza.
È un processo di trasformazione.
Non significa cancellare.
Non significa dimenticare.
Significa trovare un nuovo posto, dentro di sé, per ciò che è stato.
Come nel kintsugi, dove le fratture non vengono nascoste, ma rese visibili, integrate, trasformate in parte della storia dell’oggetto.
Il cambiamento inizia quando smettiamo di chiederci:
“Come faccio a lasciare andare?” e iniziamo a domandarci:
“Che cosa sto cercando di proteggere trattenendo?”
Perché a volte non è incapacità di lasciar andare.
È che non abbiamo ancora compreso il valore di ciò a cui restiamo aggrappati.

Ho scelto di rappresentare questo post con l’opera “La condizione umana” di René Magritte perché riflette bene,secondo me, il modo in cui percepiamo la realtà.

Quello che vediamo è davvero il mondo… oppure è sempre una nostra interpretazione?
Il messaggio centrale è questo:
noi non abbiamo accesso diretto alla realtà “pura”.
Vediamo- “sentiamo” sempre attraverso una mediazione: immagini, idee, aspettative,vissuti.

A volte non restiamo legati alle cose reali, ma all’immagine mentale che ci siamo costruiti di esse.

Buona riflessione…

IL NARCISO NON È SOLO UN FIORE…Parte 1Quando una persona manipolativa capisce che hai visto oltre la maschera, raramente...
06/06/2026

IL NARCISO NON È SOLO UN FIORE…
Parte 1

Quando una persona manipolativa capisce che hai visto oltre la maschera, raramente reagisce con autocritica. Più spesso reagisce cercando di recuperare il controllo.

Le reazioni più comuni sono:
- Gaslighting: cerca di farti dubitare della tua percezione della realtà.
- Rovesciamento della colpa: diventi tu il problema, mentre lui assume il ruolo della vittima.
- Vulnerabilità strategica: usa ferite e traumi per riattivare il tuo senso di colpa e il desiderio di salvarlo.
- Silenzio punitivo: si allontana per spingerti a rincorrerlo e a mettere in discussione le tue convinzioni.
- Promesse di cambiamento: ti offre esattamente ciò che desideri sentire, ma senza un reale percorso di responsabilità.

Poi arriva una delle strategie più insidiose:
- LA CAMPAGNA DI SCREDITAMENTO.

Molti immaginano attacchi diretti, accuse plateali o conflitti pubblici. In realtà, spesso funziona in modo molto più raffinato.

Comincia con frasi apparentemente innocue:
- Ultimamente non sta bene...
- È molto confusa...
- Non la riconosco più...
- È una persona falsa…

L’obiettivo non è convincere te.

L’obiettivo è preparare il terreno attorno a te.

Amici, familiari e conoscenti ricevono lentamente una narrazione che mette in dubbio la tua stabilità, la tua affidabilità o le tue intenzioni. Così, se un giorno parlerai di ciò che hai vissuto, qualcuno potrebbe già guardarti attraverso il filtro che è stato costruito contro di te.

La campagna di screditamento serve a:

- Proteggere la sua immagine.
- Isolarti dal sostegno degli altri.
- Ridurre la credibilità della tua testimonianza.

È una manipolazione che non agisce più nella relazione, ma nel contesto sociale che ti circonda.

Per questo la risposta più efficace non è entrare in una guerra di versioni.

Non devi convincere tutti.

Non devi inseguire ogni menzogna.

Non devi difenderti davanti a ogni persona.

Resta ancorato ai fatti. Mantieni la tua coerenza. Conserva la tua lucidità.

Perché la tua forza non sta nel vincere una battaglia di reputazione.

Sta nel non consegnare più la tua realtà nelle mani di chi ha sempre cercato di riscriverla.

Indirizzo

Enna

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 20:00
Martedì 15:00 - 20:00
Mercoledì 15:00 - 20:00
Venerdì 15:00 - 19:00

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