16/08/2026
IL VOLO DEI CORMORANI
A VOLTE, PER TORNARE A VOLARE, DOBBIAMO TORNARE AL NIDO
Nel libro “quando volano i cormorani”, Canevaro utilizza una metafora che trovo profondamente evocativa.
Il cormorano è un uc***lo acquatico,si immerge nelle profondità per cercare nutrimento, riemerge, si asciuga e torna ai suoi luoghi conosciuti, al proprio nido.
E forse c’è qualcosa di profondamente umano in questo movimento.
Immergersi. Cadere. Tornare. Ripartire.
Ognuno di noi, nel corso della vita, può attraversare cadute, fratture, momenti in cui ciò che ci sosteneva sembra crollare.
In ottica sistemico-relazionale, però, una caduta non riguarda mai soltanto l’individuo: coinvolge i suoi legami, la sua storia, il sistema di appartenenza e i significati che ha costruito nel tempo.
E allora, dopo un crollo, tornare indietro non significa necessariamente regredire.
Può significare tornare al proprio “nido”, alle proprie radici, alla propria storia, alle relazioni, per comprendere cosa ci ha portati fin lì e cosa possiamo portare con noi nel futuro.
Lo dico spesso ai miei pazienti: “a volte tornare indietro è prendere la rincorsa.”
Perché una caduta può diventare anche uno spazio di riorganizzazione.
Il punto non è evitare di cadere.
È poter trovare, dentro e intorno a noi, le risorse per rialzarci e ripartire.
Forse non torneremo a volare come prima.
Ma potremo imparare un volo nuovo!!