07/08/2026
Chi mi conosce sa quanto io sia profondamente legata alla montagna. Sa quanto la mia storia personale sia intrecciata al silenzio dei sentieri e alla sensazione di aria sottile nei polmoni.
Per me la quota non è mai stata una questione di prestazione fisica o di mete da conquistare. È sempre stata, prima di tutto, un rifugio della mente.
Nella vita di tutti i giorni siamo costretti a dimostrare. Costruiamo ruoli, rincorriamo scadenze, ci sforziamo di essere performanti. L'ego lavora senza sosta per mantenere il controllo e ricordarci quanto dobbiamo valere.
Poi saliamo. E ad alta quota l'illusione si spezza.
Davanti all'immensità della roccia, scopriamo di non essere al centro di nulla. E in quella solenne indifferenza della natura troviamo il regalo più grande: la vertigine più dolce non è guardare verso il basso, ma accorgerti che puoi finalmente smettere di dimostrare chi sei.
Perché è solo quando l'ego si fa piccolo che la mente impara di nuovo a respirare. ⛰️✨