23/08/2026
Esistono libri che ti scelgono. Loro non lo sanno ma hanno la capacità di risuonare, in te, una sinfonia di vera empatia. Le pagine scorrono come un fiume che, all'apparenza placido, nasconde insidie nei suoi fondali. Insidie sotto forma di uomini/padri a dir poco bislacchi, se non addirittura violenti, agli occhi di un ragazzino. Scritto in prima persona, autobiografico, da un cinquantenne che sa calarsi nei suoi dieci anni: un bambino che cerca di dare un senso pensabile a ciò che succede intorno a lui. Agrodolce, ironico e malinconico, a tratti dissacrante e, perché no, urticante, "Maledetti uomini" ti assorbe nella propria narrazione; in una narrazione che potrebbe essere di chiunque altro