Dott. Di Carlo Arianna Psicologa-Psicoterapeuta

Dott. Di Carlo Arianna Psicologa-Psicoterapeuta Dott.ssa Arianna Di Carlo Psicologa-Psicoterapeuta

03/09/2026

PARLARE DI ADOZIONE, PER CONOSCERLA DAVVERO

L’adozione fa parte della nostra società, ma spesso la conosciamo attraverso immagini, convinzioni e luoghi comuni.
“Che bella cosa avete fatto!”
“È stato fortunato.”
Frasi che possono nascere spontaneamente, dalla curiosità, dall’affetto o dal desiderio di comprendere una realtà che non conosciamo direttamente.
Ma cosa c’è dietro queste parole? E come possiamo parlare di adozione in modo sempre più attento e consapevole?
Ne parleremo insieme, con *l'associazione Giunone* e l' *associazione Genitori si Diventa* , organizzatori dell’incontro, all’interno di *Impronte Femminili* , la rassegna che ospita l’evento.
Rifletteremo su pregiudizi, stereotipi e rappresentazioni dell’adozione, con uno sguardo alla famiglia, alla scuola, al linguaggio e alle relazioni.
Un’occasione per ascoltare, confrontarsi e conoscere più da vicino una realtà fatta di storie e percorsi diversi. 🌱

📍 Sala Ipogea, MEMO - Mediateca Montanari, Fano
📅 Venerdì 11 settembre
🕐 Ore 17:00

Vi aspettiamo!
Genitori si Diventa OdV - Sezione di Pesaro

15/08/2026

L’IMMAGINE PUBBLICITARIA E’ STATA RIMOSSA: E ADESSO?

L’immagine della pubblicità della Apple è stata rimossa. In questo lungo articolo provo a spiegare perché questa rimozione rappresenta un primo step importante del cambiamento oggi necessario al mondo e soprattutto ai nostri figli. L’articolo è lungo, ma importante. Per leggerlo ci vogliono circa 10 minuti. Se li hai prosegui, altrimenti torna a leggerlo in un altro momento. Io ci ho lavorato per parecchie ore, perciò ti sono grato se saprai valorzzarne i contenuti, ritenendoli adeguati e competenti, facendolo leggere ad altre persone.
La rimozione dell’immagine pubblicitaria, che oggi non è più visibile a Milano, dove era stata affissa, potrebbe rappresentare una vittoria per tutti noi che abbiamo considerato quell’immagine totalmente incongruente con quanto oggi sappiamo rispetto ai rischi correlati all’ingresso precoce dei minori nel mondo digitale. Al tempo stesso, ieri il Conseil Consitutionnel francese ha bloccato la legge, voluta da Macron, che stabiliva il divieto di accesso ai social media da parte dei minori di 15 anni. Al tempo stesso, negli Stati Uniti, Meta sta affrontando un’azione legale che potrebbe portarla a pagare una multa cumulativa di proporzioni mai viste prima, a causa dell’architettura che contraddistingue le sue piattaforme social, considerate additive nei confronti dei minori (e non solo) e in quanto tali, dannose per la salute mentale dei soggetti in età evolutiva.
Questa congiunzione di elementi è solo un piccolo indicatore di come il mondo stia cercando – con molta fatica – di guardare al mondo digitale con uno sguardo totalmente nuovo rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi.

Per anni, si è guardato al mondo digitale considerandolo una straordinaria opportunità. Questo ha favorito la logica pervasiva delle Big Tech che hanno introdotto devices e piattaforme in tutti gli ambienti scolastici (e di conseguenza nella vita di tutti i nostri figli e figlie) proponendo un’urgenza e una precocità di ingresso e di utilizzo che oggi la scienza definisce non oggettivamente vantaggiosa per i minori, che in tutto il mondo presentano indicatori di salute fisica e mentale usurati.

La rimozione dell’immagine gigantesca che a Milano mostrava un bimbo piccolissimo con in mano uno smartphone non è una vittoria né una sconfitta. E’ semplicemente un indicatore che qualcosa sta cambiando e rappresenta la prova che una parte significativa del mondo adulto oggi ha consapevolezze che pochi anni fa non esistevano.

Per anni, tutto il mondo tecno-entusiasta – fortemente sostenuto, finanziato e reso a sua volta pervasivo grazie al sostegno delle Big Tech (tutti ci ricordiamo la presenza alla Casa Bianca di tutti i Ceo delle Big Tech il giorno della seconda elezione di Trunp negli USA) non ha mai considerata degna di approfondimenti e di valutazioni serie e oggettive la correlazione tra uso dei devices e salute degli utenti. Tutte le volte che gli esperti (vedi il lavoro di J.Haidt con il suo fondamentale saggio “Generazione ansiosa”) hanno provato a dare evidenza dell’impatto sulla salute dei minori causato dalla frequenza del mondo online, le Big Tech, corroborate dalle dichiarazioni di alcuni scienziati e specialisti, si sono difese dicendo che non esistono prove scientifiche certe che dimostrino che quei danni siano la conseguenza dell’uso dei devices. Si utilizzano spiegazioni che si rifanno al paradigma della “complessità”, al mantra “correlation is not causation”: tutto ammissibile, se non che genitori e docenti quella correlazione la vedono molto chiaramente nella quotidianità dei loro figli e studenti e la scienza oggi ha sufficienti evidenze epidemiologiche e cliniche per sentirsi autorizzata a non arretrare di fronte ai detrattori che vorrebbero continuare ad affermare al mondo che “il digitale non è il problema”.

Tra l’altro, come spiegazione alternativa, da tutte le parti viene affermato che il problema siamo noi genitori, che non siamo capaci di educare i figli al buon uso del digitale, in quanto pigri, assenti, inetti: alla luce di quale evidenza scientifica, tutti i genitori dei cinque continenti nello stesso momento storico si sarebbero alleati per produrre nei loro figli la peggiore crisi di salute mentale mai vista in età evolutiva? Questa sarebbe la spiegazione scientifica dei dati epidemiologici di cui disponiamo oggi?

Non va trascurato che proprio di recente la stessa Corte di Cassazione, in un caso riguardante proprio la Apple, ha affermato che “l’incertezza scientifica non fa venir meno il dovere di informare l’utente da parte del produttore che gli vende un servizio o un prodotto. Infatti, quando gli studi disponibili abbiano prospettato un rischio plausibile, pur senza dimostrare in modo definitivo la nocività del prodotto, il professionista deve valutare misure informative proporzionate. .L’incertezza scientifica, dunque, non equivale a irrilevanza giuridica. Non dimostra automaticamente la responsabilità del produttore, ma impone al giudice di verificare se il rischio sia stato adeguatamente comunicato e governato”..
Ad oggi, le Big Tech non solo non hanno comunicato il rischio correlato all’uso dei loro prodotti e servizi, ma anche quando lo hanno identificato (ed è successo molte volte) hanno fatto di tutto per negarlo, nasconderlo, minimizzarlo al fine di tutelare il loro profitto economico ritenuto più importante della salute dei suoi utenti. Esattamente la stessa cosa avevano fatto le multinazionali del tabacco e per questo poi sono state condannate. Da quella condanna, è derivato che il tabacco è stato trattato per sempre e in tutto il mondo come “fattore di rischio” per la salute dei suoi utilizzatori.

La sanità pubblica oggi si è assunta la funzione e la responsabilità di raccontare, denunciare, prevenire il rischio oggettivo correlato all’uso del digitale in età evolutiva. Lo fa perché i dati oggi disponibili ci fanno parlare di “emergenza”. E quando c’è un’emergenza di sanità pubblica, si devono fare tre cose: educazione preventiva (interventi formativi rivolti alla comunità), cambiamenti ambientali (per esempio: scuole smartphone-free oppure rimozione di immagini come quella della pubblicità denunciata), interventi legislativi (per esempio: divieti basati sui limiti di età). La sanità pubblica ha già fatto questo con alcol, tabacco, gioco d’azzardo, etc.

Gli interessi delle multinazionali che fanno profitto con questo genere di prodotti e comportamenti non ha mai sostenuto il lavoro degli specialisti di prevenzione. Ogni giorno, io che faccio questo lavoro, vedo quanta contro-narrazione viene rivolta verso ciò che la sanità pubblica afferma e anche contro noi specialisti che stiamo provando a generare un cambiamento di cui siamo convinti non in quanto ideologicamente schierati contro il digitale, ma in quanto le competenze cliniche, epidemiologiche e preventive che abbiamo ci obbligano a fare questo lavoro per la salute della comunità. I pediatri parlano dei rischi associati al digitale in età evolutiva e le loro linee guida vengono smentite da filosofi e sociologi che certamente hanno competenze elevatissime, ma che non si troveranno mai a dover gestire problemi di salute mentale e fisica dei piccoli pazienti. Psichiatri e neuropsichiatri denunciano addiction e dipendenza correlati all’uso dei devices e in giro tantissimi opinionisti affermano che non esiste evidenza che il mondo digitale generi fenomeni di dipendenza. Lo si nega per i social e per i videogiochi, per la pornografia e per lo shopping online, per l’ossessione rivolta al corpo e per le pratiche di skin care e beauty-routine messe in atto da bambini di 9 anni (e ripeto: 9 anni). come è possibile tutto ciò? Come si può smentire di continuo l’emergenza clinica che chi lavora con l’età evolutiva osserva tutti i giorni?

Io da anni, come medico specialista di sanità pubblica e psicoterapeuta dell’età evolutiva, ho deciso di parlare a genitori e comunità educante raccontando ciò che so, che studio, che constato nello svolgimento della mia professione. Non importa se nel farlo, ho collezionato ormai una lunga lista di haters e detrattori che mi definiscono: tecnofobico, profeta di sventura, ideologo, dinosauro, amante del vintage e spesso anche grande ignorante. No, non importa. Proseguo nel mio lavoro divulgativo e psicoeducativo, consapevole che negli ultimi quindici anni non ho mai dovuto cambiare la mia narrazione, alla luce dei dati di ricerca ad oggi disponibili. Per questo, io personalmente, considero la rimozione del manifesto pubblicitario che tanto ha fatto discutere in questi giorni, un passaggio che segna un movimento fondamentale dalla fase di “precontemplazione” a quella di “contemplazione” del problema, cosa che obbligherà le Big Tech a fare molta più attenzione non solo nei processi comunicazionali ma anche nella qualità, offerta e tipologia dei loro prodotti e servizi, perché la collettività ha dimostrato di aver cominciato a mettere l’asticella (che prima non c’era mai stata) al giusto posto: ovvero all’altezza della tutela della salute dei minori e non della tutela del profitto.
Se pensi che questo messaggio serva oggi ad altri adulti che stanno provando a cambiare lo status quo, commenta e condividi. Credo che sia utile farlo circolare soprattutto fra quegli adulti che ancora faticano ad avere accesso alla divulgazione medico-scientifica su questo tema.

Buon ferragosto.

P.S. L'immagine mi è stata inviata ed è tratta dalla pagina Facebook di Scuole Naturali.

10/08/2026

🛑📺 "Relax, it's iPhone"? No. Mettere un bebè di fronte a uno schermo è DANNOSO per la sua salute. Punto.
Non giriamoci intorno con slogan accattivanti. Questa pubblicità banalizza un comportamento che la pediatria e le neuroscienze considerano un rischio concreto per lo sviluppo dei più piccoli.
Ecco la verità medica e scientifica che il marketing ignora:
🚫 ZERO SCHERMI SOTTO I 2 ANNI: Le linee guida pediatriche globali (e italiane) sono chiarissime: i bambini sotto i due anni non dovrebbero avere alcuna esposizione agli schermi (TV, smartphone, tablet). Non è un consiglio, è una prescrizione sanitaria.
Perché?
1️⃣ Cervello in pericolo: Nei primi mesi di vita, il cervello attraversa una fase di plasticità straordinaria. Ha bisogno di interazione umana interattiva (sguardi, voce, tocco, gioco reale) per costruire le connessioni neurali alla base del linguaggio, dell'attenzione e della regolazione emotiva. Lo schermo è un input passivo, unidirezionale e iper-stimolante che "anestetizza" queste funzioni, non le allena.
2️⃣ Danni allo sviluppo del linguaggio e cognitivo: L'uso precoce degli schermi è correlato a ritardi significativi nello sviluppo della parola e delle capacità di problem-solving. Il bambino impara a parlare interagendo con voi, non guardando un video "educativo".
3️⃣ Alterazione del sonno e ritmi biologici: La luce blu emessa dai dispositivi inibisce la produzione di melatonina, l'ormone del sonno. Normalizzare lo smartphone fin dallo svezzamento significa compromettere il riposo, fondamentale per la crescita e il consolidamento della memoria.
4️⃣ Sostituzione dell'esperienza reale: Ogni minuto passato davanti a uno schermo è un minuto rubato all'esplorazione sensorimotoria (toccare, lanciare, assaggiare oggetti veri, muoversi nello spazio), che è l'unico modo in cui un neonato impara a conoscere il mondo.
Dire ai genitori "Rilassati" di fronte a un bebè che morde un iPhone significa normalizzare la trascuratezza delle basi della salute infantile.
La tecnologia non è un succhietto digitale. Proteggiamo il cervello dei nostri bambini.
Voi come gestite gli schermi con i vostri piccoli? Conoscevate queste raccomandazioni?

28/07/2026

📌Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che ha come oggetto l’imputabilità minorile.

Con le modifiche proposte, la dimensione evolutiva e dinamica della personalità dell’adolescente deviante non verrebbe più considerata come un aspetto centrale, ma un’eccezione da verificare.

I Tribunali per i Minorenni quotidianamente registrano storie di disagio psicologico, grave trascuratezza, povertà educativa, traumi e contesti familiari profondamente fragili o violenti. In questi contesti, l’intervento punitivo difficilmente svolge una funzione deterrente e rischia anzi di produrre un aumento di criminalità e recidiva.

Le ricerche ci suggeriscono infatti che la migliore forma di deterrenza consiste nella sollecitazione di azioni ed esperienze socialmente positive, attrattive e motivanti.

Invitiamo pertanto le istituzioni governative a rafforzare il sistema di welfare, intervenendo preventivamente sui contesti di vita, sul sostegno alla genitorialità, sulla scuola, sulla salute mentale e sulla costruzione di opportunità alternative alla cultura della violenza.

👉Confidiamo che la risposta della giustizia minorile continui a mettere al centro la persona minorenne, a partire dalla valutazione della sua personalità e non solo del reato. Una giustizia orientata in un’ottica educativa e psicologica promozionale di benessere.

Leggi l'articolo completo: https://ordinepsicologilazio.it/post/imputabilita-minorile

03/07/2026
30/06/2026
29/06/2026

C’è sempre qualcuno che ascolta. E, soprattutto, c’è sempre qualcuno che dà un peso a quanto viene raccontato. Anche per questo denunciare una violenza di genere è importante, spesso salvifico, ed è il messaggio che intendono ribadire i promotori dello spettacolo che andrà in scena gioved....

19/06/2026

🎭 "IO TI CREDO"
Lo spettacolo che rompe il silenzio

​Il primo passo per contrastare la violenza di genere è stare dalla parte di chi parla. Spesso, lo scoglio più grande per chi denuncia è la solitudine, il peso di una voce che resta inascoltata o non viene creduta.
​Il monito "Io ti credo" è il messaggio centrale che le nostre associazioni vogliono gridare insieme.

​📅 Quando: Giovedì 2 luglio 2026

📍 Dove: Ex Chiesa di San Francesco, Fano

🎟 Ingresso: Libero e aperto a tutta la cittadinanza

​🌟 Cosa vi aspetta sul palco?
​Un viaggio intenso che unisce teatro, musica e condivisione, nato da un'idea dell'Aps Giunone e messo in scena dall'APS Oltre il Sipario, con la regia di Edoardo Frustaci:
​Testimonianze reali: Storie vere e testi inediti scritti e interpretati dai giovani attori e attrici della scuola di teatro Oltre il Sipario.

​Una sinergia di voci: Insieme ai ragazzi e alle ragazze della scuola e alle psicologhe dell'associazione, sul palco si alterneranno le cantanti dirette da Katia Natalini, per una serata nata per emozionare e renderci consapevoli.

Ci teniamo a ringraziare

per il contributo ed il patrocinio la Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna della Regione Marche, nella figura di Alessia Di Girolamo

Per il patrocinio l'Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi delle Marche e il Comune di Fano

Per il contributo la Fano


​💬 Un cambiamento che riguarda tutte tutti!

​Questo spettacolo non è solo un momento di denuncia, ma un invito a essere protagonisti di una trasformazione culturale.

Non basta che siano le donne a opporsi alla violenza e alla cultura dello stupro: è fondamentale che il mondo maschile si affianchi e si contrapponga attivamente a una mentalità patriarcale che produce una cultura sbagliata e maschilista.
​Ci riguarda tutti da vicino.

Vi aspettiamo per fare rumore, insieme.

​ StopViolenza CambiamentoCulturale

15/05/2026

💜 15 maggio, Giornata Internazionale della Famiglia.

🫂 La famiglia non è solo un luogo.È il primo spazio in cui impariamo a sentirci accolti, ascoltati, riconosciuti. È lì che costruiamo l’idea che avremo di noi stessi, degli altri, dell’amore, del limite, della fiducia. Non esiste una famiglia perfetta. Esistono relazioni che provano, ogni giorno, a esserci davvero. Con fatica, presenza, dialogo, errori e riparazioni.

👀 Quando in una famiglia c’è ascolto, quando ci si sente visti e non solo giudicati, cresce qualcosa di fondamentale: la possibilità di diventare persone più sicure, più consapevoli, più capaci di stare nel mondo senza sentirsi sole.

💌 Prendersi cura delle relazioni familiari significa prendersi cura della salute psicologica delle persone e della comunità intera. Perché il benessere emotivo nasce quasi sempre da lì: da qualcuno che ci ha fatto sentire importanti anche nei momenti più difficili.

Ogni legame che educa al rispetto, all’ascolto e alla presenza è un luogo in cui si cresce davvero.

Indirizzo

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61032

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