Clinica Feltre - Centro Odontoiatrico

Clinica Feltre - Centro Odontoiatrico Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Clinica Feltre - Centro Odontoiatrico, Viale XIV Agosto 1866, 31, Feltre.

La Clinica Feltre è un Centro Odontoiatrico che si avvale di uno Staff di medici e odontoiatri, nonché di altro personale sanitario altamente qualificato e all’avanguardia, in costante aggiornamento professionale.

Si*****te elettroniche, ecco gli effetti sulla salute oraleNegli ultimi anni le si*****te elettroniche hanno conquistato...
31/07/2026

Si*****te elettroniche, ecco gli effetti sulla salute orale

Negli ultimi anni le si*****te elettroniche hanno conquistato milioni di utilizzatori. Molte persone le considerano un'alternativa meno dannosa rispetto alle si*****te tradizionali e, in alcuni casi, uno strumento per ridurre o abbandonare il fumo. Ma quali effetti possono avere sulla salute della bocca? Le conoscenze scientifiche sono ancora in evoluzione, ma le ricerche pubblicate negli ultimi anni indicano che lo "svapo" non è privo di conseguenze per denti, gengive e mucose.

Una bocca più secca e meno protetta

Uno degli effetti più frequenti segnalati da chi utilizza la sigaretta elettronica è la sensazione di bocca secca. Questo fenomeno è legato soprattutto alla presenza del glicole propilenico, uno dei principali componenti dei liquidi utilizzati nelle e-cig.
La saliva svolge un ruolo fondamentale nel mantenere in equilibrio l'ambiente orale. Aiuta a neutralizzare gli acidi, contribuisce alla remineralizzazione dello smalto e limita la proliferazione dei batteri. Quando la produzione salivare diminuisce, aumenta il rischio di carie, alitosi, irritazioni delle mucose e maggiore sensibilità dentale.

Gengive sotto stress

Le ricerche suggeriscono che l'uso regolare delle si*****te elettroniche possa favorire uno stato di infiammazione delle gengive. Alcuni studi hanno osservato un aumento dei marcatori infiammatori e modificazioni del microbiota orale, cioè dell'insieme dei microrganismi che vivono normalmente nella bocca.
Quando questo equilibrio si altera, possono aumentare i batteri associati alle malattie parodontali. Se l'infiammazione non viene riconosciuta e trattata precocemente, nel tempo può evolvere verso forme più importanti di malattia gengivale.

Anche la guarigione può rallentare

Molti liquidi per si*****te elettroniche contengono nicotina. Questa sostanza provoca una riduzione dell'afflusso di sangue ai tessuti e può rallentare i processi di guarigione.
Per questo motivo, dopo un'estrazione dentale, un intervento chirurgico o il posizionamento di un impianto, continuare a svapare potrebbe interferire con una corretta cicatrizzazione. Anche in assenza di nicotina, inoltre, alcuni componenti e aromi presenti nei liquidi possono esercitare un'azione irritante sulle mucose orali.

Meno macchie, ma non meno attenzione

Rispetto alle si*****te tradizionali, le si*****te elettroniche tendono a provocare un minor ingiallimento dei denti perché non producono catrame dalla combustione del tabacco. Questo vantaggio, però, non deve far pensare che siano prive di effetti sulla salute orale.
L'assenza delle tipiche macchie del fumo può infatti indurre a sottovalutare i possibili danni ai tessuti gengivali e all'equilibrio del cavo orale, che spesso si sviluppano senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali.

Cosa dice la ricerca

Le principali società scientifiche concordano sul fatto che le si*****te elettroniche espongono l'organismo a un numero inferiore di sostanze tossiche rispetto al fumo tradizionale. Tuttavia, le evidenze disponibili indicano anche che non possono essere considerate innocue.
Gli studi pubblicati finora mostrano possibili effetti negativi sulla saliva, sulle cellule della mucosa orale, sul microbiota e sulla salute delle gengive. Sono però necessari ulteriori studi a lungo termine per comprendere appieno le conseguenze di un utilizzo prolungato.

La prevenzione resta la scelta migliore

Che si fumi una sigaretta tradizionale o si utilizzi una sigaretta elettronica, la salute della bocca merita attenzione. Mantenere una corretta igiene orale domiciliare, effettuare controlli periodici dal dentista e sottoporsi con regolarità alle sedute di igiene professionale permette di individuare precocemente eventuali alterazioni e interve**re prima che si trasformino in problemi più seri.
Se stai utilizzando la sigaretta elettronica come supporto per smettere di fumare, è utile parlarne anche con il tuo dentista di fiducia. Valutare insieme lo stato di salute di denti e gengive e monitorare eventuali cambiamenti rappresenta un passo importante per proteggere il sorriso nel tempo.

Per altri approfondimenti, vista il nostro blog sulla salute orale al seguente indirizzo: https://www.clinicafeltre.com/magazine.html

Mal di denti? Come affrontarlo lontano da casaLe vacanze sono sinonimo di relax, ma un improvviso mal di denti può trasf...
27/07/2026

Mal di denti? Come affrontarlo lontano da casa

Le vacanze sono sinonimo di relax, ma un improvviso mal di denti può trasformare rapidamente un viaggio o un soggiorno al mare in un'esperienza tutt'altro che piacevole. Quando ci si trova lontani da casa e dal proprio dentista di fiducia, è normale sentirsi disorientati. Sapere come comportarsi può aiutare a gestire il problema in sicurezza, in attesa di ricevere le cure necessarie.

La prima cosa da ricordare è che il mal di denti non è una malattia, ma un sintomo. Può essere causato da una carie profonda, da un'infiammazione della polpa dentale, da una frattura del dente, da un'infezione o da un ascesso. In alcuni casi il dolore compare all'improvviso, mentre in altri è preceduto da una sensibilità al caldo, al freddo o durante la masticazione che era stata sottovalutata.

In attesa di una visita odontoiatrica, è importante mantenere una buona igiene orale. Spazzolare delicatamente i denti e utilizzare il filo interdentale può aiutare a rimuovere eventuali residui di cibo che contribuiscono ad aumentare il fastidio. Se il dolore è intenso, è possibile ricorrere a un antidolorifico da banco, seguendo le indicazioni riportate nel foglietto illustrativo e chiedendo consiglio al farmacista in caso di dubbi o di altre terapie in corso.

È invece opportuno evitare i rimedi "della nonna" o i consigli trovati sui social. Applicare aspirina direttamente sulla gengiva, utilizzare alcol, liquori o altre sostanze non solo è inutile, ma può irritare i tessuti e peggiorare la situazione. Anche gli antibiotici non devono essere assunti di propria iniziativa: possono essere prescritti solo dal medico o dal dentista quando sono realmente necessari.

Se il dolore è accompagnato da gonfiore del viso, febbre, difficoltà ad aprire la bocca, a deglutire o a respirare, è fondamentale rivolgersi tempestivamente a un dentista o a un servizio di emergenza odontoiatrica presente nella località in cui ci si trova. Questi sintomi possono indicare un'infezione che richiede un trattamento rapido.

Una volta rientrati a casa, è importante fissare comunque una visita dal proprio dentista, anche se il dolore è scomparso. La scomparsa del sintomo non significa infatti che il problema si sia risolto. Al contrario, in alcuni casi può indicare che il nervo del dente ha smesso di essere vitale, mentre l'infezione continua a svilupparsi senza dare segnali evidenti.

La situazione ideale, naturalmente, è non arrivare mai al mal di denti. Troppo spesso si tende a prenotare una visita solo quando il dolore diventa insopportabile, dimenticando che la maggior parte delle patologie del cavo orale si sviluppa lentamente e, nelle fasi iniziali, è quasi sempre priva di sintomi. Una carie intercettata precocemente richiede generalmente un trattamento semplice e conservativo; se invece viene trascurata, può evolvere fino a coinvolgere la polpa dentale e rendere necessarie cure più complesse.

Per questo motivo, soprattutto prima di partire per un viaggio, è buona abitudine programmare un controllo dal dentista, in particolare se si avvertono piccoli fastidi, se sono presenti otturazioni o protesi datate oppure se è passato molto tempo dall'ultima visita. I controlli periodici, associati a sedute regolari di igiene professionale e a una corretta igiene orale quotidiana, rappresentano lo strumento più efficace per preve**re le emergenze e godersi le vacanze con maggiore serenità.
In fondo, la miglior cura per il mal di denti è la salute orale!

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Caldo e salute orale: 5 consigli per proteggere denti e gengive durante l'estateLe alte temperature mettono a dura prova...
17/07/2026

Caldo e salute orale: 5 consigli per proteggere denti e gengive durante l'estate

Le alte temperature mettono a dura prova tutto l'organismo, bocca compresa. Quando fa molto caldo, come in questi giorni, infatti, è più facile andare incontro a disidratazione e a una riduzione della produzione di saliva. Può sembrare un dettaglio, ma la saliva svolge un ruolo fondamentale: protegge denti e gengive, aiuta a mantenere sotto controllo i batteri e contribuisce a neutralizzare gli acidi che favoriscono la carie.

Ecco alcuni semplici accorgimenti per mantenere il sorriso in salute anche nei mesi più caldi.

1. Bevi acqua con regolarità
Non aspettare di avere sete. Bere frequentemente durante la giornata aiuta a mantenere la bocca idratata e favorisce la normale produzione di saliva. L'acqua è inoltre la bevanda migliore per dissetarsi, senza esporre i denti agli zuccheri.

2. Limita bibite zuccherate e bevande acide
Granite, bibite gassate, tè freddi e bevande energetiche possono sembrare alleati contro il caldo, ma spesso contengono zuccheri e acidi che aumentano il rischio di carie ed erosione dello smalto. Meglio consumarle solo occasionalmente.

3. Non trascurare l'igiene orale
Vacanze e giornate fuori casa non devono far dimenticare le buone abitudini. Spazzola i denti almeno due volte al giorno con un dentifricio al fluoro e utilizza quotidianamente filo interdentale o scovolino. Bastano pochi minuti per preve**re molti problemi.

4. Fai attenzione alla bocca secca
Se avverti spesso la sensazione di bocca asciutta, cerca di bere piccoli sorsi d'acqua durante la giornata e, se necessario, mastica un chewing gum senza zucchero per stimolare la salivazione. Una bocca poco idratata favorisce l'accumulo di placca e aumenta il rischio di carie e infiammazione delle gengive.

5. Non rimandare la visita di controllo
L'estate è spesso il momento ideale per programmare un controllo odontoiatrico. Intercettare precocemente una carie o un'infiammazione gengivale permette di interve**re in modo semplice e meno invasivo.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la maggior parte delle malattie del cavo orale è prevenibile adottando corretti stili di vita e una buona igiene orale. Anche l'American Dental Association ricorda che mantenere una corretta idratazione è essenziale per preservare la funzione protettiva della saliva e ridurre il rischio di carie e altre patologie della bocca.
Un motivo in più per affrontare il caldo... con una bottiglia d'acqua sempre a portata di mano.

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Fluoro e dentifricio: cosa dicono davvero le linee guidaQuando si parla di salute dei denti, pochi argomenti suscitano t...
07/07/2026

Fluoro e dentifricio: cosa dicono davvero le linee guida

Quando si parla di salute dei denti, pochi argomenti suscitano tanti dubbi quanto il fluoro. C'è chi lo considera indispensabile e chi, invece, teme possibili effetti indesiderati. Come spesso accade, la risposta non sta negli slogan, ma nelle evidenze scientifiche.

Le principali linee guida nazionali e internazionali concordano su un punto: il fluoro rappresenta uno degli strumenti più efficaci per preve**re la carie. Utilizzato nelle giuste quantità e secondo le raccomandazioni degli odontoiatri, contribuisce a rafforzare lo smalto dei denti e a renderlo più resistente agli attacchi degli acidi prodotti dai batteri della placca.

Perché il fluoro è importante

Ogni giorno i nostri denti sono sottoposti a un continuo alternarsi di perdita e recupero di minerali. Il fluoro favorisce questo processo naturale di remineralizzazione e aiuta a bloccare le lesioni cariose nelle fasi iniziali, prima che sia necessario ricorrere a un'otturazione.
Per questo motivo i dentifrici al fluoro sono considerati uno dei pilastri della prevenzione orale. La loro efficacia è stata confermata da numerosi studi scientifici condotti nel corso degli anni.

Quando iniziare a usare il dentifricio al fluoro

Secondo le raccomandazioni attualmente più condivise, l'igiene orale dovrebbe iniziare fin dall'eruzione del primo dentino. Anche in questa fase è consigliato utilizzare un dentifricio contenente almeno 1.000 ppm di fluoro.
Ciò che cambia con l'età non è tanto la concentrazione di fluoro, quanto la quantità di dentifricio utilizzata.
Nei bambini fino ai tre anni è sufficiente una quantità pari a un chicco di riso. Dai tre ai sei anni si può passare a una quantità simile a un pi***lo. In entrambi i casi è fondamentale che lo spazzolamento venga eseguito o supervisionato da un adulto, così da limitare l'ingestione del dentifricio.

Il fluoro è sicuro?

Quando viene utilizzato correttamente, il fluoro è considerato sicuro. Le preoccupazioni che talvolta emergono riguardano soprattutto esposizioni eccessive e prolungate nel tempo, molto diverse dall'uso quotidiano di un dentifricio secondo le indicazioni raccomandate.
Anche il rischio di fluorosi dentale, cioè un'alterazione dello smalto dovuta a un'assunzione eccessiva di fluoro durante lo sviluppo dei denti, può essere ridotto seguendo semplici accorgimenti: utilizzare la giusta quantità di dentifricio, evitare che i bambini lo ingeriscano e rispettare le indicazioni del proprio odontoiatra o del pediatra.

Il ruolo del dentista

Ogni persona ha un rischio di carie diverso. Età, alimentazione, igiene orale, presenza di apparecchi ortodontici o di altre condizioni particolari possono richiedere strategie preventive personalizzate.
Per questo è importante non affidarsi alle informazioni reperite sui social o al passaparola, ma chiedere consiglio al proprio dentista. Sarà il professionista a indicare il dentifricio più adatto e a spiegare come utilizzarlo nel modo corretto.

In conclusione

Le conoscenze scientifiche disponibili confermano che il fluoro rimane uno degli alleati più efficaci nella prevenzione della carie. Se utilizzato secondo le raccomandazioni delle linee guida e sotto la supervisione degli adulti nei bambini più piccoli, offre benefici documentati e un elevato profilo di sicurezza.
La prevenzione, del resto, non dipende da un solo prodotto, ma da un insieme di buone abitudini: lavare i denti almeno due volte al giorno, seguire un'alimentazione equilibrata, limitare gli zuccheri e sottoporsi regolarmente ai controlli odontoiatrici. È la combinazione di questi comportamenti che permette di mantenere il sorriso sano nel tempo.

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Carie e parodontite, due facce della stessa medagliaCome si vince la partita della prevenzione? Meglio giocare in difesa...
30/06/2026

Carie e parodontite, due facce della stessa medaglia

Come si vince la partita della prevenzione? Meglio giocare in difesa o all'attacco? In altre parole, come ci si dovrebbe comportare per preservare la salute della bocca?
Innanzitutto, cambiando prospettiva: per molti pazienti la carie è un problema limitato al dente. Se non provoca dolore, spesso viene sottovalutata e il trattamento viene rimandato. Le evidenze scientifiche, però, raccontano una storia diversa: una carie non trattata può evolvere progressivamente fino a coinvolgere la polpa, l'osso e i tessuti di sostegno del dente, aumentando il rischio di complicanze molto più complesse da gestire.

È quanto emerge da una recente revisione della letteratura pubblicata sulla rivista scientifica "Dentistry Journal", nella quale un gruppo internazionale di ricercatori propone una nuova interpretazione del rapporto tra carie, patologie endodontiche e malattia parodontale. Secondo gli autori, queste condizioni non dovrebbero essere considerate sempre come malattie indipendenti, ma come le diverse fasi di uno stesso processo biologico.

Una carie può evolvere nel tempo

La carie è una delle malattie croniche più diffuse al mondo. Nella fase iniziale interessa lo smalto e può non provocare alcun sintomo. Se non viene diagnosticata e trattata, la lesione progredisce verso la dentina fino a raggiungere la polpa, il tessuto che contiene nervi e vasi sanguigni.
In questa fase possono comparire dolore, sensibilità e infiammazione. Se l'infezione continua ad avanzare, la polpa può andare incontro a necrosi, trasformando l'interno del dente in un ambiente favorevole alla proliferazione batterica.

Quando l'infezione raggiunge i tessuti di sostegno

E' proprio questo il momento in cui il problema cambia natura. I batteri e le tossine presenti all'interno del sistema canalare possono diffondersi oltre la radice attraverso il forame apicale e altri piccoli canali anatomici, provocando lesioni periapicali, granulomi e ascessi.
L'infiammazione può quindi interessare anche il parodonto, cioè l'insieme dei tessuti che sostengono il dente, creando un collegamento diretto tra patologia endodontica e malattia parodontale.

Dente e parodonto sono strettamente collegati

Polpa e parodonto comunicano attraverso diverse connessioni anatomiche. Questa continuità biologica spiega perché un'infezione possa estendersi da un distretto all'altro e perché, in alcuni casi, distinguere l'origine del problema richieda un'attenta valutazione clinica e radiografica.
Per questo motivo oggi l'odontoiatria tende sempre più a considerare conservativa, endodonzia e parodontologia come discipline strettamente integrate, con l'obiettivo di preservare il più a lungo possibile i denti naturali.

Interve**re precocemente fa la differenza

Diagnosticare una carie nelle sue fasi iniziali significa poter interve**re con trattamenti conservativi, evitando che l'infezione raggiunga la polpa e i tessuti di sostegno.
Le visite periodiche di controllo, una corretta igiene orale domiciliare, l'uso del fluoro e la riduzione del consumo di zuccheri rappresentano ancora oggi le strategie più efficaci per interrompere l'evoluzione della malattia.
Rimandare una cura, al contrario, può comportare la necessità di trattamenti più complessi, come la terapia canalare, la gestione delle lesioni endodontiche o delle patologie parodontali e, nei casi più avanzati, persino l'estrazione del dente.

Il consiglio degli specialisti

Per vincere la sfida della prevenzione e mantenersi in salute, dunque, non bisogna aspettare che una carie provochi dolore prima di interve**re: una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo consentono di conservare più a lungo il dente naturale, ridurre il rischio di complicanze e mantenere nel tempo la salute di tutto il cavo orale.
E tu, di solito come ti comporti? Se hai il sospetto di avere una carie, ti rivolgi subito al tuo dentista di fiducia?

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Gengive, perché bisogna prendersene cura ogni giornoQuando si parla di salute orale, l'attenzione si concentra spesso su...
27/06/2026

Gengive, perché bisogna prendersene cura ogni giorno

Quando si parla di salute orale, l'attenzione si concentra spesso sui denti. In realtà, la salute delle gengive è altrettanto importante. Le gengive costituiscono il tessuto che sostiene e protegge i denti. Se sono sane, contribuiscono a mantenere stabile l'intera bocca. Se invece si infiammano, possono favorire la comparsa di problemi anche gravi.
Gengive di colore rosa, compatte e che non sanguinano durante lo spazzolamento sono generalmente il segno di una buona salute orale.

Il sanguinamento non è mai normale

Molte persone pensano che un leggero sanguinamento durante lo spazzolamento sia normale. In realtà, rappresenta spesso il primo segnale di un'infiammazione, chiamata gengivite.
La gengivite è causata principalmente dall'accumulo di placca batterica lungo il margine gengivale. Se non viene rimossa con una corretta igiene orale e con controlli periodici dall'igienista dentale, l'infiammazione può peggiorare.
Quando la malattia coinvolge anche l'osso e i tessuti di sostegno del dente, si parla di parodontite, una condizione che può portare alla mobilità dentale e, nei casi più avanzati, alla perdita dei denti.

Le abitudini che fanno la differenza

Prendersi cura delle gengive richiede pochi gesti, ma che devono essere eseguiti con costanza. Le principali regole sono:

- spazzolare i denti almeno due volte al giorno con una tecnica corretta;
- utilizzare ogni giorno filo interdentale o scovolini per pulire gli spazi tra i denti;
- effettuare controlli e sedute di igiene professionale secondo le indicazioni del dentista;
- evitare il fumo, uno dei principali fattori di rischio per la malattia parodontale;
- seguire un'alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura.

Anche alcune condizioni come diabete, cambiamenti ormonali, stress e alcuni farmaci possono aumentare il rischio di infiammazione gengivale. Per questo motivo è importante informare sempre il dentista sul proprio stato di salute.

Quando è il momento di prenotare una visita

Oltre al sanguinamento, altri segnali da non sottovalutare sono alito cattivo persistente, gengive gonfie o arrossate, sensibilità, recessione gengivale e denti che sembrano più lunghi del normale.
Interve**re nelle fasi iniziali permette quasi sempre di risolvere il problema con trattamenti poco invasivi e di preservare la salute dei tessuti di sostegno.

La prevenzione è il miglior investimento

La salute delle gengive non riguarda dunque solo il sorriso, ma il benessere dell'intera bocca. Una corretta prevenzione, associata a visite periodiche e a una buona igiene domiciliare, aiuta a mantenere denti e gengive sani nel tempo.
Prendersi cura delle gengive oggi, significa proteggere il proprio sorriso anche negli anni a ve**re. E tu, lo fai ogni giorno?

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05/04/2026
Rigenerazione dentale: quando la ricerca apre nuove stradeLa perdita di uno o più denti rappresenta da sempre una sfida ...
08/02/2026

Rigenerazione dentale: quando la ricerca apre nuove strade

La perdita di uno o più denti rappresenta da sempre una sfida clinica rilevante. Oggi l’odontoiatria dispone di soluzioni efficaci come protesi e impianti, ma la ricerca guarda oltre. Negli ultimi anni, infatti, il tema della rigenerazione dentale è passato dal laboratorio alla possibile applicazione clinica, aprendo scenari che fino a poco tempo fa sembravano irrealizzabili.

Dalla sostituzione alla rigenerazione biologica

Tradizionalmente, la terapia odontoiatrica si è concentrata sulla sostituzione del dente mancante. L’odontoiatria rigenerativa propone invece un cambio di paradigma: stimolare l’organismo a ricostruire un dente naturale, sfruttando i meccanismi biologici dello sviluppo dentale.
Questo approccio si basa sulle conoscenze di biologia molecolare e genetica acquisite negli ultimi decenni. È ormai noto, infatti, che anche nell’adulto esistono “programmi” biologici silenti, responsabili della formazione dei denti durante lo sviluppo embrionale.

Il ruolo della ricerca farmacologica

Un filone di ricerca particolarmente promettente arriva dal Giappone. Studi preclinici hanno identificato una proteina, chiamata USAG-1, che agisce come un freno naturale alla formazione di nuovi elementi dentari. Bloccando selettivamente questa proteina con un anticorpo monoclonale, i ricercatori sono riusciti a riattivare la crescita dentale in modelli animali.
I risultati hanno mostrato la formazione di nuovi denti strutturalmente completi, con corona e radice. Questo ha portato all’avvio dei primi studi clinici sull’uomo, finalizzati a valutare sicurezza e tollerabilità del trattamento.

Cosa significa per i pazienti

Se confermata, la rigenerazione dentale potrebbe avere un impatto importante soprattutto in alcune condizioni cliniche, come l’ipodontia congenita o la perdita dentale in età precoce. In prospettiva, potrebbe affiancare – ma non sostituire nell’immediato – le terapie attualmente disponibili.
È però fondamentale mantenere un approccio realistico. I trial clinici sono ancora nelle fasi iniziali e restano molte domande aperte: tempi di crescita del dente, controllo della posizione, efficacia nei pazienti adulti e durata dei risultati nel lungo periodo.

Un futuro da osservare con attenzione

La rigenerazione biologica dei denti non è ancora una terapia disponibile nella pratica quotidiana. Tuttavia, il passaggio dalla ricerca di base alla sperimentazione clinica rappresenta un segnale forte. La scienza sta esplorando nuove strade che, in futuro, potrebbero ampliare le opzioni terapeutiche a disposizione di pazienti e clinici.

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Microbioma orale e obesità: un nuovo focus nella ricercaNegli ultimi anni, la ricerca scientifica ha ampliato il concett...
26/01/2026

Microbioma orale e obesità: un nuovo focus nella ricerca

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha ampliato il concetto di salute orale, mostrando come la bocca non sia un compartimento isolato, ma parte integrante della salute sistemica. Un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Cell Reports ha portato nuove prove su un tema di grande interesse: alcuni batteri della bocca potrebbero favorire l’obesità, influenzando i meccanismi metabolici dell’organismo.

Lo studio e il disegno della ricerca

I ricercatori hanno analizzato il microbioma orale, cioè l’insieme dei microrganismi presenti nella saliva, in un gruppo di adulti con obesità e in un gruppo di controllo normopeso. I due gruppi erano comparabili per età, sesso, abitudini di vita e igiene orale, riducendo così i fattori di confondimento.
L’analisi microbiologica e metabolomica ha evidenziato differenze significative nella composizione batterica orale tra i due gruppi. In particolare, nei soggetti obesi è risultata aumentata la presenza di specie batteriche associate a processi infiammatori e a un metabolismo degli zuccheri più attivo.

Quali batteri sono coinvolti

Tra i microrganismi maggiormente rappresentati nella saliva dei pazienti obesi figurano Streptococcus parasanguinis e Actinomyces oris, batteri già noti in ambito odontoiatrico. È stata inoltre osservata una maggiore abbondanza di specie capaci di produrre lattato, come Oribacterium sinus.
Questa composizione microbica è risultata associata a: pH orale più acido; maggiore attività fermentativa; aumento di metaboliti come lattato, colina e uridina.
Tali molecole sono coinvolte nei processi infiammatori e nel metabolismo energetico e sono già state correlate, in altri studi, a disfunzioni metaboliche sistemiche.

Dalla bocca al metabolismo

I dati suggeriscono che il microbioma orale non sia soltanto un indicatore dello stato di salute generale, ma possa partecipare attivamente alla regolazione metabolica, contribuendo a uno stato infiammatorio cronico di basso grado, tipico dell’obesità.
La bocca, quindi, potrebbe rappresentare un anello di congiunzione tra infiammazione locale e alterazioni sistemiche, analogamente a quanto già dimostrato per il microbioma intestinale.

Le conseguenze più rilevanti

Questi risultati rafforzano l’importanza della prevenzione e del controllo dell’equilibrio batterico orale. Una corretta igiene, il trattamento delle malattie gengivali e il monitoraggio del biofilm non hanno solo un valore locale, ma possono inserirsi in una visione più ampia di salute generale del paziente.
Lo studio pubblicato su Cell Reports apre dunque nuove prospettive sul ruolo della bocca nella salute metabolica. Comprendere e mantenere l’equilibrio del microbioma orale potrebbe diventare, in futuro, un ulteriore strumento di prevenzione, confermando ancora una volta che la salute inizia dalla bocca.

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Attenti ai "Deepfake", possono far male alla saluteLe informazioni sulla salute circolano oggi con una rapidità senza pr...
05/01/2026

Attenti ai "Deepfake", possono far male alla salute

Le informazioni sulla salute circolano oggi con una rapidità senza precedenti. Video, post e messaggi raggiungono un pubblico vastissimo in pochi istanti, spesso senza mediazioni o verifiche. Questo vale anche per la medicina e per l’odontoiatria, ambiti in cui la qualità e l’affidabilità delle informazioni sono elementi essenziali per la tutela delle persone.

Negli ultimi tempi, il tema della manipolazione dei contenuti è entrato con forza nel dibattito pubblico. I cosiddetti deepfake, contenuti digitali falsificati – video, immagini o audio – creati usando sistemi di intelligenza artificiale capaci di imitare in modo molto realistico il volto, la voce o i movimenti di una persona reale, possono trasmettere messaggi apparentemente credibili ma del tutto falsi, anche quando riguardano la salute.

L’allarme delle Istituzioni

Su questo fronte sono intervenute istituzioni di primo piano come Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) e il Garante per la protezione dei dati personali, che hanno richiamato l’attenzione sui rischi legati alla diffusione di contenuti sanitari ingannevoli. Il problema non riguarda solo la violazione dell’immagine o dei dati personali, ma soprattutto le conseguenze che una cattiva informazione può avere sui comportamenti dei cittadini.

Quando un messaggio falso o distorto viene percepito come autorevole, può indurre a sottovalutare la prevenzione, a seguire consigli non fondati scientificamente o a diffidare delle indicazioni corrette.

Prevenzione come percorso di consapevolezza

In odontoiatria, la prevenzione non è un concetto astratto, ma un percorso che si costruisce nel tempo. Informare correttamente significa spiegare perché l’igiene orale quotidiana è importante, perché i controlli periodici aiutano a intercettare i problemi prima che diventino complessi e perché la salute della bocca è parte integrante della salute generale.

Questo racconto è efficace solo quando è guidato da un intento autentico. La prevenzione funziona se viene proposta come uno strumento di consapevolezza e non come una leva persuasiva. La chiarezza, la semplicità del linguaggio e il rispetto delle evidenze scientifiche diventano così elementi centrali della comunicazione.

Il valore della fiducia nella comunicazione sanitaria

La fiducia è il fondamento di ogni relazione di cura. In un contesto in cui distinguere il vero dal falso è sempre più difficile, comunicare in modo sobrio, trasparente e responsabile assume un significato ancora più profondo. Le istituzioni lo ricordano chiaramente: senza fiducia, anche le migliori strategie di prevenzione perdono efficacia.

Scegliere di raccontare la salute senza forzature, senza promesse irrealistiche e senza interessi nascosti significa contribuire a una cultura sanitaria più matura. È un impegno che non cerca visibilità, ma punta a creare consapevolezza.

Un impegno che guarda al bene comune

Parlare di prevenzione in modo autentico è, prima di tutto, un atto di rispetto verso chi ascolta. In un’epoca segnata da messaggi ambigui e contenuti manipolati, l’informazione corretta diventa uno strumento di protezione. Non serve enfatizzarla: è il tempo a dimostrarne il valore, attraverso scelte più consapevoli e una relazione più solida tra cittadini e professionisti della salute.

Per altri approfondimenti su prevenzione e salute,
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Mercoledì 08:00 - 12:00
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Giovedì 08:00 - 12:00
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