Ilaria Bolzon Musicoterapista

Ilaria Bolzon Musicoterapista Sono Ilaria Bolzon, musicoterapista laureata presso il conservatorio di Ferrara nell'ottobre 2016.

A volte, in musicoterapia, la cosa più importante è quella che rischiamo di non vedere.In un centro mi hanno chiesto di ...
09/08/2026

A volte, in musicoterapia, la cosa più importante è quella che rischiamo di non vedere.

In un centro mi hanno chiesto di svolgere una documentazione del lavoro che sto svolgendo. Stanca delle sole foto che, a mio avviso non rendono il lavoro che c'è dietro un incontro musicoterapico, ho optato per i video e in seguito ho iniziato a fare delle micro-analisi di alcuni frammenti di seduta.

I video permettono di rivedere una seduta, fermarsi, tornare indietro, osservare un gesto, uno sguardo, un movimento, un cambiamento nella respirazione, un’attesa che prima non avevamo notato.

Sono dettagli piccoli e i cambiamenti non sempre sono evidenti. Ma, nella grave disabilità, spesso, sono proprio questi dettagli a raccontare l’evoluzione di un percorso.

Un incontro dopo l’altro, ciò che a una prima osservazione può sembrare quasi impercettibile diventa parte di un percorso: una risposta che arriva prima, una maggiore intenzionalità, un movimento diverso, un momento di attenzione condivisa, un modo nuovo di stare nella relazione.

E questa foto mi fa sorridere proprio per questo. 😊
È uno di quei momenti della seduta in cui succede qualcosa che vale la pena fermare, osservare e riguardare. Peccato che io con i video sia ancora un disastro: spesso, nel tentativo di riprendere tutta la stanza finisco per tagliare proprio il dettaglio più importante: di solito l'ospite o la musicoterapeuta! 😅

Ad ogni modo, documentare non significa semplicemente conservare una registrazione o trovare grandi cambiamenti.
Significa imparare a vedere.
In più, qualche volta, per capire quanto è cambiato un percorso, bisogna proprio fermarsi sui dettagli che spesso fanno la differenza. ❤️

Sabato 8 agosto 2026 nonché 29° ed ultimo incontro di questo bellissimo ciclo di musicoterapia presso il reparto di riab...
08/08/2026

Sabato 8 agosto 2026 nonché 29° ed ultimo incontro di questo bellissimo ciclo di musicoterapia presso il reparto di riabilitazione.

Un percorso fatto di musica, ascolto, emozioni, sorrisi e tanti momenti condivisi che mi ha regalato molto più di quanto potessi immaginare. Percorso ricco, articolato e sfidante.

Sono felice di essere entrata in punta di piedi in questo contesto e di aver avuto la possibilità di condividere la musica con le persone che ho incontrato lungo il cammino. ❤️

Grazie a chi ha reso possibile questo percorso, a chi ci ha accolto e a tutti coloro che, incontro dopo incontro, hanno dato valore a questa esperienza.

Concludo questo ciclo con il cuore pieno di gratitudine e fiducia, consapevole che la cura appartiene al "fare" mentre il prendersi cura appartiene a quella del "fare" e dell'"esserci". ❤️

Il lutto nei luoghi di cura è una presenza silenziosa. Fa parte del lavoro, soprattutto quando si lavora con persone anz...
31/07/2026

Il lutto nei luoghi di cura è una presenza silenziosa. Fa parte del lavoro, soprattutto quando si lavora con persone anziane o con grave disabilità.

C'è chi dice che, con il tempo, ci si faccia l'abitudine e che si impari a costruire uno scudo. In parte è vero: impari a continuare a prenderti cura degli altri anche quando il dolore bussa alla porta.

Ma la verità è che non ci si abitua mai davvero!

Dal 2025 ho salutato tante persone con le quali ho lavorato per diversi anni... Ogni volta è diverso... Però c'è un'unica costante: le persone continuano a vivere nei ricordi e nelle tracce che lasciano negli altri.

Così, quando vedo un anziano usare le claves come fossero un uncinetto, rivedo L.

Quando parte Il ballo del Qua Qua, penso subito a K.

Quando vedo un Bacio Perugina, mi torna in mente G. che mi chiedeva: "Posso darti un bacio?" e poi mi lasciava un cioccolatino sulla tastiera.

Quando preparo una crostata, ricordo E., che arrivava orgogliosa con la sua e mi diceva: "Questa l'ho fatta per te!"

Quando canto Rose rosse, sorrido pensando a R., che ne faceva un medley tutto suo.

E poi c'è E. Con lei il nostro dialogo vocale era fatto di poche parole, quelle che appartenevano al suo vocabolario. Nell'ultimo incontro ci eravamo soffermate su una sola parola: "buonanotte". Non immaginavo che sarebbe stato il nostro ultimo incontro!

[...]

E ho imparato anche a dare un valore enorme a una frase che prima sembrava banale: "Poi, passo a salutarti." perché nei luoghi di cura non è mai un semplice saluto. È una promessa di presenza.

Forse è questo il privilegio e il peso di chi lavora nella cura: accompagnare le persone in un tratto del loro cammino e continuare a portarne con sé un pezzetto. Il ricordo non cancella la mancanza, ma permette a chi abbiamo incontrato di continuare a vivere ed esistere. ❤️

A volte mi chiedo perché continuo a crederci così tanto. Ci sono periodi in cui vorrei mollare tutto... Poi entro in una...
25/07/2026

A volte mi chiedo perché continuo a crederci così tanto. Ci sono periodi in cui vorrei mollare tutto... Poi entro in una stanza, incontro una persona e cominciamo a lavorare...

C'è una parte di me che ha bisogno di capire, studiare, trovare spiegazioni, cercare evidenze, modelli e strumenti. Ogni giorno, la mia parte razionale accompagna il mio lavoro.

E poi c'è oggi, c'è la musica...

Quella parte che non sempre si lascia spiegare, ma che riesce a creare connessioni profonde.

Credo nella musicoterapia, credo che una relazione autentica possa fare la differenza, che sentirsi accolti e ascoltati sia il punto da cui può nascere qualcosa di importante.

Di sicuro, la musica, da sola, non "cura". Ma nella relazione può diventare un linguaggio, un ponte, un mediatore capace di creare connessioni, dare spazio alle emozioni e aprire possibilità che, a volte, sembravano irraggiungibili.

È per questo motivo che ogni giorno cerco di studiare, crescere e mettermi in gioco, ma anche di battermi perché si comprenda davvero il potenziale di questa disciplina e il valore della professionalità del musicoterapeuta.

So che il cambiamento ha bisogno di tempo, fiducia e coraggio. Per questo voglio, oggi più degli altri giorni, dire grazie a tutte le persone che hanno scelto di affidarsi e ai colleghi, collaboratori, medici e coordinatori che, magari con qualche dubbio iniziale, hanno deciso di credere nella possibilità di integrare la musicoterapia nei percorsi di cura e che hanno saputo coglierne il valore e che ogni giorno contribuiscono a darle spazio e riconoscimento. ❤️

Lavorare in ambito socio-riabilitativo significa mettere in dialogo competenze diverse, con un obiettivo comune: il bene...
24/07/2026

Lavorare in ambito socio-riabilitativo significa mettere in dialogo competenze diverse, con un obiettivo comune: il benessere della persona.

Come musicoterapeuta in libera professione, entro nelle équipe portando competenze musicoterapiche specifiche, uno sguardo (forse) diverso e strumenti che si integrano nel percorso di presa in carico della persona. Ma questo ha valore solo quando diventa un lavoro realmente condiviso.

L'équipe non è il luogo in cui delegare con frasi come "Poi ci dirai tu..." oppure "Tu sei il/la professionista, quindi...". Al contrario, è uno spazio di confronto, dove ciascuno mette a disposizione la propria esperienza, osservazioni, dubbi e proposte.

Condividere modalità operative, strategie e obiettivi non significa perdere il proprio ruolo, ma rafforzarlo. Significa costruire interventi più coerenti, efficaci e centrati sulla persona.

Ogni professionista ha una competenza specifica. Nessuno è superiore o può sostituire gli altri. Il rispetto reciproco nasce proprio dal riconoscimento del valore di ogni sguardo professionale.

La qualità del lavoro non dipende da chi "sa di più", ma da quanto siamo disposti ad ascoltare, a confrontarci e assumerci insieme la responsabilità del nostro lavoro.

Un'équipe funziona davvero quando ci si confronta, non si delega il pensiero agli altri e ciascuno si assume la responsabilità di contribuire con le proprie competenze. È dal dialogo che nascono interventi realmente condivisi in un'ottica interdisciplinare che avvalora la cultura della collaborazione.

LiberaProfessione

Cvd.Come volevasi dimostrare. Non è più ricapitato!Si scherza, ma non troppo! 😉
14/07/2026

Cvd.
Come volevasi dimostrare. Non è più ricapitato!

Si scherza, ma non troppo! 😉

Connecting Borders [Bologna, 7-12 luglio 2026]Il congresso mondiale di musicoterapia è stata un'esperienza che mi porto ...
12/07/2026

Connecting Borders [Bologna, 7-12 luglio 2026]

Il congresso mondiale di musicoterapia è stata un'esperienza che mi porto a casa con tanta gratitudine.

Ho avuto la possibilità di presentare due lavori e per me è stato davvero un momento importante. Ma, ripensandoci, la cosa che mi ha colpito di più è stata l'atmosfera che si respirava: sentirsi parte di una comunità fatta di persone che hanno voglia di confrontarsi, imparare e crescere insieme.

È curioso come nello stesso giorno tu possa essere sul palco a raccontare il tuo lavoro e, poco dopo, sederti tra il pubblico a prendere appunti e lasciarti ispirare dagli altri. Dall'altra parte invece, ascolti persone che hai conosciuto solo attraverso i libri, le ricerche e i manuali di musicoterapia. E poi, ti ritrovi a scambiare qualche chiacchiera, un sorriso e un semplice "Hi" nei corridoi.

Questo è ciò che mi piace del mio lavoro: sapere che c'è sempre qualcosa da imparare e qualcuno con cui condividere idee ed esperienze. Mi piace pensare che il valore di una comunità non stia solo nelle competenze dei singoli, ma in quello che succede quando queste competenze si incontrano. Da quei confronti nascono nuove idee, collaborazioni, domande e, spesso, nuove strade da percorrere.

Riparto con tanti spunti, qualche domanda in più e molta motivazione. Sono convinta che continuare a condividere ciò che sappiamo sia uno dei modi più belli per crescere come professionisti e come persone.

🚧🚧🚧 Totem 🚧🚧🚧La costruzione dei totem durante le ore di formazione in musicoterapia è sempre stato per me un argomento m...
04/07/2026

🚧🚧🚧 Totem 🚧🚧🚧

La costruzione dei totem durante le ore di formazione in musicoterapia è sempre stato per me un argomento molto interessante e profondo.

Ricordo chiaramente una sensazione: il desiderio quasi irresistibile di spostare alcuni strumenti, di renderli più ordinati, più "giusti". Il totem spesso mi sembrava incompleto, sbilanciato. Mi infastidiva. Solo con il tempo ho compreso quanto quella esperienza parlasse anche di me.

Oggi invece, lavorando con persone con disabilità grave e gravissima, mi capita spesso di co-costruire dei totem. Durante gli incontri, quando costruiamo insieme il totem con gli strumenti e gli oggetti non emerge un'opera da osservare con criteri estetici. Emerge un'altra storia.

Ogni oggetto occupa un posto che racconta qualcosa: una vicinanza, una distanza, un'esplorazione, una ripetizione, un'associazione, un incontro.

Il totem diventa così una fotografia del processo.

Post muto.Anzi, mutissimo. 😂Vediamo le vostre 😂
01/07/2026

Post muto.
Anzi, mutissimo. 😂

Vediamo le vostre 😂

Con grandissima emozione sarò a Bologna per partecipare al diciottesimo congresso mondiale di musicoterapia.Quest'anno h...
28/06/2026

Con grandissima emozione sarò a Bologna per partecipare al diciottesimo congresso mondiale di musicoterapia.

Quest'anno ho l'onore di presentare tre lavori che raccontano esperienze, riflessioni e collaborazioni in cui credo molto:

- una presentazione orale sull'importanza dell'intervisione nella professione del musicoterapeuta;
- un e-poster dedicato al valore del lavoro condiviso con l'équipe nella presa in carico di una persona con afasia;
- un e-poster su un caso clinico di paralisi cerebrale infantile.

Ogni contributo è il risultato di un percorso di confronto, ricerca e lavoro di squadra. Per questo desidero ringraziare di cuore tutti i colleghi con cui ho avuto il privilegio di collaborare e Comusicando, con cui questi lavori hanno preso forma.

Portare queste esperienze in un contesto internazionale è per me motivo di grande responsabilità e gratitudine.

Connecting Borders. 🍀

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