23/09/2026
Per me lo Yoga Mindfulness è soprattutto un modo di tornare a sentire.
Sentire il corpo, il respiro, il movimento. Sentire quello che accade mentre ci muoviamo, mentre rimaniamo in una posizione, mentre passiamo lentamente da un gesto all’altro.
La pratica dello yoga diventa così uno spazio di ascolto.
Posso accorgermi di come appoggio i piedi, di come il respiro attraversa il corpo, di una tensione che compare, di una parte che si apre, di un movimento che cambia mentre lo ascolto.
Anche un movimento molto semplice può diventare un’esperienza ricca quando ci sono davvero dentro.
È questo che mi interessa nello Yoga Mindfulness: entrare nel movimento con attenzione, lasciarmi guidare da ciò che sento e permettere alla consapevolezza di emergere dal corpo.
Non cerco soltanto di arrivare in una posizione. Mi interessa sentire come ci arrivo, cosa accade nel corpo, nel respiro e nella mente mentre sono lì.
E questa attenzione modifica anche il modo in cui vivo la pratica.
Il corpo smette di essere qualcosa da portare verso una forma e torna a essere qualcosa da abitare.
Con il tempo questa sensibilità può accompagnarci anche fuori dal tappetino. Nel modo in cui camminiamo, ci sediamo, respiriamo, ci muoviamo, compiamo un gesto, incontriamo qualcuno.
Lo yoga diventa allora un esercizio continuo di presenza.
Un modo semplice e concreto per tornare a noi stessi.
Per ascoltarci.
Per abitare il corpo.
Per assaporare, con un po’ più di attenzione, l’esperienza di essere vivi.