09/09/2020
BPCO ED ALLUNGAMENTO PASSIVO DEI MUSCOLI RESPIRATORI: QUANDO AGIRE SULLA STRUTTURA MIGLIORA LA FUNZIONE
La BPCO (Broncopneumopatia cronico ostruttiva) è un disturbo molto conosciuto in ambito pneumologico.
Nel tempo, questa patologia, porta il paziente ad assumere un atteggiamento di iperinflazione dei polmoni, a un rimodellamento dei muscoli inspiratori, a respiro affannoso e a cambiamenti posturali tipici quali: protrazione, elevazione o abduzione delle scapole, rotazione mediale dell'omero ed aumento di cifosi. Questo quadro porterà successivamente ad un ulteriore irrigidimento dei muscoli respiratori ed un utilizzo sempre più difficile degli arti superiori.
A tale scopo, alcuni autori, hanno deciso di testare l'effetto dello stretching passivo dei muscoli respiratori nei pazienti con BPCO moderata/grave e di valutarne l'impatto sui parametri di espansione toracica e sul 6MWD-TEST (massima distanza percorsa camminando in 6 minuti).
🔴MATERIALI E METODI:
Trenta pazienti sono stati divisi in due gruppi (sperimentale n = 15 - controllo n = 15) e sono stati sottoposti ad impacchi di acqua calda più mobilizzazioni passive dell'articolazione gleno-omerale.
I soggetti del gruppo sperimentale, inoltre, sono stati posti in posizione supina o decubito laterale, con le ginocchia piegate (manovra correttiva della lordosi lombare), minimizzando qualsiasi compenso posturale e sono stati sottoposti a tecniche di allungamento passivo dei muscoli in fase espiratoria (eccezione fatta dei muscoli intercostali).
I muscoli coinvolti sono stati, bilateralmente, sternocleidomastoideo, scaleni (ant, med e post), trapezi (pt discend), pettorale maggiore (pt clavicolare, pt sternale e pt addominale), pettorale minore, muscoli intercostali interni/esterni e diaframma.
Ogni sessione ha avuto durata di circa 60 minuti ed è stato eseguito per 5 gg consecutivi e con un criterio di 2 serie x 10 ripetizioni su ciascun muscolo trattato.
🔴RISULTATI:
I risultati hanno mostrato un miglioramento significativo, nel gruppo sperimentale, dei parametri di espansione del torace (in particolare a livello ascellare) e del 6MWD test.
Come esposto dagli autori, lo stretching dei muscoli inspiratori non può influenzare direttamente la struttura polmonare, ergo, considerando il contesto di generale debolezza diaframmatica, l'aumento dell'espansione toracica non può che essere ricondotto al miglioramento dei parametri di mobilità della parete toracica.
L'aumento dell'espansione toracica e la contemporanea riduzione di rigidità, potrebbe a sua volta indurre miglioramenti nei parametri di ventilazione, compliance e dei pattern respiratori generali, incidendo notevolmente sul 6MWD.
Secondo altri studi, un simile miglioramento potrebbe essere attribuibile anche al cambio di informazioni afferenti dei muscoli respiratori ed alle influenze della posizione della testa e del collo sulla funzione respiratoria.
🔴CONSIDERAZIONI:
Considerando la semplicità nonché l'efficacia delle tecniche di allungamento passivo e considerando i guadagni ottenibili in termini di mobilità, potenza, capacità polmonare, ventilazione ed ossigenazione, l'implementazione di queste tecniche nei programmi di riabilitazione, potrebbe essere una soluzione efficiente ed oltremodo economica da tenere in considerazione.
🔴FONTE:
10.3390/ijerph17186480