15/05/2026
Facciamo chiarezza sulla differenza tra una patologia autoimmune e una tendenza
Celiachia: Patologia cronica sistemica immuno-mediata, dovuta ad intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in cereali quali frumento, farro, kamut, orzo, segale (e avena), in soggetti geneticamente predisposti. Colpisce tutte le fasce di età e prevalentemente il sesso femminile. In Italia, la prevalenza si aggira su 1 caso ogni 100-150 persone.
Moda: Eliminare il glutine "per sentirsi meglio" senza una diagnosi può mascherare altre problematiche e può causare carenze nutrizionali.
Nello specifico l’esclusione selettiva induce l’assunzione di alimenti ultraprocessati ed esclusioni alimentari che compromettono la qualità nutrizionale della dieta, inducono carenze di micronutrienti e alterano il microbiota intestinale
Mito 1: "Il glutine fa ingrassare"
Il glutine è una proteina non direttamente correlata all'aumento di peso.
In realtà, molti prodotti senza glutine industriali sono:
-Più ricchi di grassi saturi
-Più ricchi di zuccheri e amidi raffinati
-Meno ricchi di fibre
Tutte caratteristiche nutrizionali correlate nel lungo periodo ad un aumento di rischio di sovrappeso/obesità ed eventi cardiovascolari.
Mito 2: "Infiamma tutti"
Il gonfiore o disturbi intestinali dopo aver mangiato pane o pasta spesso non è causato dal glutine, ma dai FODMAPs (carboidrati fermentabili) presenti nel grano. Soprattutto se si è in condizioni di disbiosi intestinale o di sindrome dell’intestino irritabile (IBS).
Nelle persone sane, il glutine non innesca infiammazione sistemica. La quale si manifesta solo in persone celiache a seguito della risposta immunitaria verso il glutine o con sensibilità al glutine/grano non celiaca (NCGS) non mediato da una risposta immunitaria.
Attenzione all'effetto Nocebo: la convinzione che un cibo faccia male può generare sintomi reali anche in assenza di patologie sensibili al glutine.