10/05/2026
Oggi celebriamo le madri,
ma anche le donne che madre lo sono nel cuore,
anche senza un figlio tra le braccia.
Celebriamo quelle che hanno desiderato una maternità mai arrivata,
quelle che hanno perso un figlio e continuano a portarlo nell’anima ogni giorno,
quelle che crescono i figli degli altri con amore silenzioso,
quelle che lottano ogni giorno contro ferite invisibili,
contro il dolore, la solitudine, la mente che a volte diventa tempesta.
E un pensiero va anche a quelle madri che non riescono a proteggere come vorrebbero,
che si perdono dentro le proprie fragilità,
che feriscono ciò che hanno creato non per assenza d’amore,
ma perché stanno combattendo battaglie troppo grandi dentro di sé.
Che nessuna donna venga definita solo dalle sue ferite.
Perché ogni essere umano merita ascolto, cura e compassione.
A tutte le donne che ogni giorno cercano di sopravvivere a sé stesse,
che cadono, sbagliano, si spezzano e continuano comunque a cercare luce:
possa il mondo guardarvi con meno giudizio e più amore.
E possano i vostri figli accettare il dolore ricevuto senza sentirsi colpevoli,
spezzare le catene disfunzionali ereditate
e scegliere di diventare genitori diversi, più consapevoli, più liberi.
Così che quelle crepe non diventino condanne,
ma spazi da cui possa finalmente entrare amore nuovo.