23/07/2026
Questa immagine non mi colpisce per il gesto che alcuni definiscono eroico.
Mi colpisce perché mostra quanto consideriamo ancora scandaloso un corpo che smette di essere controllabile.
La vergogna non nasce da ciò che accade al corpo. Nasce dallo sguardo che abbiamo imparato ad anticipare: chi vedrà, cosa penserà.
A un certo punto non serve più che qualcuno ci dica di nascondere una macchia. Diventiamo noi a sorvegliare il corpo.
Li Meizhen non ha trasformato quel sangue in una bandiera. Ha continuato a correre.
Ed è questa normalità a risultare scomoda: un corpo reale, che non chiede scusa per esistere.
Mi viene spontaneo domandarmi "quante energie spendiamo non per stare bene, ma per non far vedere ciò che ci rende umane?"
Chi mi conosce sa che direi a chiusura della vicenda un bel brava e siamo tutte donne con il ciclo!
Non è una protesta, né una performance artistica. Né una campagna di sensibilizzazione. È l’immagine di una giovane donna che corre una maratona e alla quale, arrivano le mestruazioni. Roba normale.
Eppure quell’immagine ha fatto il giro del mondo. Perché?
Perché quel sangue non si vuole vedere.
Perché il corpo femminile continua a essere accettato solo se controllato. Sudare con eleganza. Soffrire in silenzio. Vincere, purché non si ricordi a nessuno di essere un corpo attraversato da processi biologici che la cultura maschile ha trasformato in vergogna.
Li Meizhen ha rotto questo racconto.
È arrivato il sangue durante la gara e lei non si è fermata. Il sangue è arrivato e lei ha continuato a correre.
Milioni di ragazze in ogni angolo del mondo ancora imparano a nascondere gli assorbenti, a parlare del ciclo con giri di parole, a temere una macchia sui vestiti più del dolore.
Quel sangue non deve essere visto.
Forse perché è meravigliosamente straordinario?
È il sangue che rende possibile la vita.
Lo sport amplifica la contraddizione.
Gli atleti maschi coperti di fango, sudore o sangue per una ferita sono eroi. Tracce che raccontano sacrificio, forza, eroismo. Quando una atleta femmina palesa il sangue mestruale produce imbarazzo, scandalo.
Questa immagine è potente perché mostra una giovane donna che rifiuta di lasciare che la vergogna degli altri la fermi.