22/07/2026
Mai schierarsi con l'opinione popolare senza pensiero critico!!!
Il gioielliere condannato per aver inseguito e ucciso due ladri chiede a Mattarella di mettersi una mano sulla coscienza per esaminare la domanda di grazia avanzata per lui da sua moglie. A chi glielo chiede, dice poi di essere "pentito“ anche se, aggiunge con aria complice, quei momenti bisognerebbe viverli per capire che lui aveva ragione. Che doveva sparare ed uccidere.
Ascolto, guardo e ci sto male. Davvero. Lo schermo televisivo propone immagini e dichiarazioni sfacciatamente a favore del gioielliere. Lui, dal piccolo schermo, si sente al centro di una ammirazione generale. Pronto a ricorrere alla Corte Europea per i diritti ma pronto, soprattutto, per entrare in politica. Mentre nessuno, giornalista o politico, spende una parola per i due morti. Stranieri. Ladri. Espressione del male nel mondo. Silenziosamente accettando ed alimentando l’idea per cui il gioielliere ha fatto bene. Silenziosamente accettando l’idea per cui nel paese in cui, come in tante parti del mondo, la pena di morte è stata abolita, dobbiamo abituarci all’idea per cui lo Stato non può uccidere ma il cittadino parte lesa sì. I ladri, soprattutto se stranieri, suggeriscono oggi tanti (troppi) politici e giornalisti vanno uccisi se qualcuno li coglie sul fatto.
Chiede Roggero a Mattarella di mettersi una mano sulla coscienza. Per paura che lui ce l’abbia, forse, e che sia meglio schermarla. Evitare che la interroghi. Per le persone che ce l’hanno, una coscienza, la consapevolezza delle due persone che sono morte potrebbe esistere ancora.
Il mondo spietato in cui viviamo oggi, fra guerre e scontri di potere, è un mondo in cui la gran parte delle persone sembra aver imparato a non avere a che fare con quella che un tempo chiamavamo “coscienza“ ed a sostituirla con una forma debole e disarmonica di "coscienza di sé“. In perfetto stile trumpiano. Perchè se lui è così popolare e importante, forse, è perché il suo è un modo di fare e di pensare assai più condiviso di quello che vorremmo pensare.
Per questo, forse, amo tanto il mio lavoro. Perché le persone che vengono da me a chiedere aiuto sono persone che stanno male soprattutto perché si interrogano su quello che è giusto e su quello che è sbagliato.
Perché portano avanti una vita affaticata dal peso di una “coscienza“.
Una coscienza in cui c’è posto anche per Roggero, per provare pena di fronte a questo suo atteggiamento.
Luigi Cancrini
Foto ANSA