13/07/2026
L’aumento delle temperature estive e le ondate di calore sono una delle principali minacce per la salute pubblica, soprattutto in Europa e in Italia, dove la mortalità correlata al caldo è tra le più elevate. Le linee guida OMS sui Heat Health Action Plans (HHAP) evidenziano la necessità di passare dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione strutturata.
La vulnerabilità al caldo dipende da condizioni cliniche, esposizione e capacità di protezione. I gruppi più a rischio includono anziani, bambini, donne in gravidanza, pazienti cronici, soggetti con deficit cognitivi o ridotta mobilità, lavoratori all’aperto, sportivi e persone in condizioni abitative inadeguate.
Il caldo deve essere considerato prevedibile e prevenibile. Le raccomandazioni OMS includono la revisione delle terapie farmacologiche nei fragili prima dell’estate. Farmaci come diuretici, ACE-inibitori, sartani, betabloccanti, anticolinergici, neurolettici e antidepressivi aumentano il rischio di disidratazione, squilibri elettrolitici e colpo di calore. È necessario rivalutare le terapie e monitorare la funzione renale.
Fondamentale è l’educazione sanitaria: riconoscere sintomi come debolezza, cefalea, confusione, nausea, ridotta diuresi, tachicardia e respiro accelerato. In questi casi è necessario spostarsi in un luogo fresco, bere acqua e chiedere assistenza se persistono, evitando sole e alcol nelle ore più calde.
L’idratazione è essenziale: gli anziani spesso percepiscono poco la sete, quindi si raccomandano 1,5-2 litri di acqua al giorno, salvo controindicazioni, distribuiti nella giornata. Utili anche frutta, verdura e tisane; da limitare alcol, zuccheri e caffeina. In caso di sudorazione intensa può servire il reintegro dei sali minerali.
Anche l’ambiente domestico è importante: mantenere freschi gli ambienti, chiudere tapparelle di giorno, arieggiare nelle ore più fresche e usare ventilazione o climatizzazione. Per i fragili è utile l’accesso a luoghi climatizzati durante le allerte.
📍 Via Aurelia, Km 24,300
📲 3512214836
•
•