01/06/2023
“L’uomo autentico è l’uomo libero” si può riscrivere in questo modo: “l’uomo autentico è l’uomo fedele a se stesso”.
L'autenticità è una dimensione sintetica dell'esistenza, uno di quei rari concetti che può servire da sigla complessiva per definire un uomo per quello che è veramente, al di là di quello che possiede, di quello che sa, e anche al di là di quello che compie.
Non bastano neppure le azioni, perché persino dietro atti eroici e gesti sublimi di ca**tà ci può essere solo narcisismo.
Io ritengo che nella pienezza del concetto di autenticità siano presenti due dimensioni, una soggettiva e una oggettiva.
La prima riguarda il rapporto del soggetto con se stesso e si traduce in genuinità, spontaneità, schiettezza.
La seconda riguarda il rapporto del soggetto con gli altri e si traduce in sincerità, onestà, fedeltà, giustizia.
(...) Ogni essere umano è in se stesso interiorità ed esteriorità; la situazione di autenticità soggettiva si ha quando tra l'esteriorità (le parole che uno dice, le azioni che uno compie) e l'interiorità (le intenzioni che lo animano, i sentimenti che prova davvero) c'è armonia.
Un uomo così dice quello che pensa, compie quello che crede, sente davvero quello che manifesta.
Ognuno di noi infatti è abitato da una duplice melodia: una melodia interiore che risuona da sé quasi in modo necessario e una melodia esteriore che eseguiamo consapevolmente in relazione agli altri con le parole, le azioni, i sorrisi, i silenzi (...)."
V. Mancuso, "A proposito del senso della vita"