17/08/2026
❗️Terapia di coppia in coppie miste : approccio sistemico relazionale
❗️Nelle relazioni a neurotipo misto (neurotipico/neurodivergente), il divario comunicativo non nasce necessariamente da una mancanza di affetto, ma può derivare dall’incontro tra differenti modalità di elaborazione, comunicazione e attribuzione di significato. ❗️Spesso il linguaggio verbale satura lo spazio terapeutico: per alcune persone neurodivergenti, ad esempio nello spettro autistico o con ADHD, può aumentare il carico cognitivo e rendere più difficile accedere e comunicare nell’immediato esperienze emotive o corporee complesse. ❗️Per il partner neurotipico, questo può tradursi in frustrazione e nella sensazione di non essere compreso.
❗️Nella psicoterapia sistemico-relazionale, l’integrazione di mediatori analogici e immagini può introdurre un terzo vertice nella relazione terapeutica, offrendo alla coppia un oggetto condiviso attraverso cui osservare e costruire significati.
🌿 Perché il linguaggio visivo può essere utile nel setting clinico
🖼️ Riduzione del carico cognitivo e verbale: l’immagine può offrire una rappresentazione sintetica di un’esperienza complessa e ridurre, in alcuni momenti, la necessità di tradurre immediatamente stati corporei, sensoriali o emotivi in un linguaggio lineare.
🔄 Oggetto fluttuante e decostruzione dei pattern: nel modello sistemico, carte figurative, immagini e mappe possono agire come mediatori. Il conflitto viene in parte esternalizzato: la coppia non si trova soltanto l’una contro l’altro, ma può osservare insieme una dinamica rappresentata attraverso un oggetto condiviso.
🤝 Ponte per il “Double Empathy Problem”: le immagini possono favorire la co-costruzione di significati tra persone che utilizzano modalità comunicative differenti, senza assumere una modalità neurotipica come unico parametro di reciprocità comunicativa.
🔎 La domanda di interpretazione sistemica: dal visivo al significato
L’immagine, da sola, non basta. È il terapeuta chetrasforma il mediatore visivo in uno strumento di esplorazione della relazione.
Anziché ricorrere esclusivamente a domande aperte come “Cosa provi?”, che in alcune situazioni possono avere un elevato carico cognitivo, la domanda può ancorarsi all’immagine per esplorare nessi, differenze, risonanze e attribuzioni di significato:
🖼️ Esplorazione del significato soggettivo:
“Quale dettaglio di questa immagine rappresenta meglio ciò che accade dentro di te durante una discussione?”
🔄 Domanda circolare mediata:
“Se dovessi scegliere un’immagine per rappresentare il modo in cui percepisci il tuo partner quando è in sovraccarico o tende a chiudersi, quale sceglieresti? E guardando la sua scelta, che cosa pensi che stia cercando di comunicarti?”
💭 Attribuzione di intenzione e rilettura:
“Questa immagine per te rappresenta più distanza o protezione? Come potrebbe il tuo partner comprendere questa differenza senza doverla indovinare?”
👥 Esplorazione delle diverse attribuzioni:
“Che significato attribuisci tu a questa immagine? Quale significato pensi che potrebbe attribuirle il tuo partner? Dove coincidono le vostre letture e dove invece divergono?”
Quest’ultima domanda permette di distinguere ciò che osserviamo, ciò che interpretiamo e ciò che attribuiamo all’altro, riducendo il rischio che la lettura dell’immagine diventi una nuova forma di “mind reading”.
🧩 Applicazioni pratiche nella terapia di coppia
🃏 Carte evocative e metafore visive
Facilitano l’espressione di stati emotivi, bisogni o esperienze difficili da verbalizzare nell’immediato. Possono ridurre fraintendimenti e favorire la negoziazione di significati condivisi.
🔋 Mappatura visiva delle energie
Permette di rappresentare i livelli percepiti di energia sociale, sensoriale ed emotiva dei partner. Aiuta a riconoscere differenze nei bisogni, nei confini e nei tempi di recupero, favorendo strategie condivise per gestire il sovraccarico.
🎨 Sculture di coppia e disegno congiunto
Rappresentano distanze, asimmetrie e posizionamenti relazionali, rendendo più tangibile la dinamica interattiva e permettendo di osservare le ridondanze relazionali.
Integrare il linguaggio visivo non significa semplificare la complessità della relazione né presupporre che tutte le persone neurodivergenti abbiano una modalità di elaborazione visiva privilegiata.
Significa, piuttosto, ampliare il repertorio comunicativo della terapia e offrire alla coppia un ulteriore canale di co-costruzione del significato, capace di valorizzare le differenze neurobiologiche e comunicative senza trasformarle automaticamente in deficit.
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