30/08/2026
**Il lutto non ha una data di scadenza**
"Dovrei essere già andata/o avanti." "Sono passati mesi, perché sento ancora questo peso?" "Gli altri sembrano essersi ripresi più in fretta di me."
Chi vive un lutto porta spesso, insieme al dolore, anche il peso di sentirsi "in ritardo" rispetto a un tempo che qualcuno — dentro o fuori di noi — ha stabilito.
In psicoanalisi, il lutto non è un processo lineare da "superare" e chiudere, ma un lavoro psichico di elaborazione: significa reimparare a stare nel mondo mentre dentro di noi qualcosa — o qualcuno — continua ad avere un posto. Freud lo descriveva come un lento distacco della libido dall'oggetto perduto; ma la clinica ci insegna che spesso non si tratta di "lasciare andare", quanto di trovare un nuovo modo di portare con sé chi non c'è più.
Non esiste un tempo giusto per il lutto. Esiste il tuo tempo.
Se ti senti bloccato in un dolore che fatica a trovare parole, o hai paura che il tempo che ti stai prendendo non sia "normale": non lo è, nel senso che è unicamente tuo. E può essere accompagnato.
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