11/08/2026
“La gestione degli ambienti” di Anna Fais
Mi ha conquistata per un motivo che forse non mi aspettavo: dietro il tema apparentemente molto concreto degli spazi, dell’ordine e degli oggetti, ho trovato una riflessione profondamente psicologica sul nostro modo di stare al mondo.
Mi ha colpito fin dall’inizio il racconto della sua infanzia nella casa in cui i suoi genitori lavoravano. È come se proprio quell’esperienza, così particolare e così quotidiana, avesse acceso in lei uno sguardo attento verso gli ambienti che abitiamo e verso il modo in cui questi, silenziosamente, finiscono per abitare anche noi.
E poi il libro fa riflettere sul rapporto che abbiamo con le cose. Sul nostro attaccamento, sul bisogno di accumulare, sulla difficoltà di lasciare andare. Non soltanto perché “una casa in ordine è più bella”, ma perché gli spazi che ci circondano possono alleggerire o appesantire anche la nostra mente.
Mi è rimasta impressa questa frase: “ la radice di questa sofferenza, se la guardiamo con sincerità, è quasi sempre la stessa: desiderio che non si placa, attaccamento alle cose, e una certa dose di ignoranza, nel senso più semplice del termine.”
Interessante il parallelo tra la nostra mente e gli ambienti che abitiamo. L’autrice scrive che l’ordine non si costruisce con rigidità, ma con piccoli gesti, ripetuti: è un’arte del non-sforzo.
Anche nella pratica della , infatti, non si tratta di costringersi a “svuotare la mente”, ma di riportare gentilmente l’attenzione a ciò che stiamo facendo.
“È raccogliere i pezzi dispersi di noi stessi e farli stare nello stesso punto.”
Questa frase, in particolare, me la sono portata via dal libro.
Perché forse è proprio questo il punto: fare spazio fuori può diventare, qualche volta, un modo per fare spazio dentro. Non per raggiungere una casa perfetta, né una mente perfettamente calma, ma per ridurre il rumore, ritrovare attenzione e tornare a ciò che per noi conta davvero.
Una lettura molto piacevole e che invita ad osservare con occhi nuovi gli spazi che abitiamo e il modo in cui li abitiamo.
Anna Fais