19/08/2026
C'è qualcosa che mi disturba nel modo in cui si sta raccontando la vicenda degli insulti sul corpo di Manila Esposito.
Breve recap: Manila Esposito è una ginnasta, già medagliata olimpica e campionessa all-around uscente.
In questi giorni si sono svolti gli Europei di ginnastica.
Prima delle gare, sotto alcune sue foto, i soliti leoni da tastiera si sono lasciati andare a un profluvio di commenti sul suo fisico.
Cose tipo "è troppo grossa per la ginnastica artistica", "sei brava, ma dovresti dimagrire" e robe così.
Manila Esposito è andata dritta per la sua strada, ha vinto l'oro, e adesso tutti a scrivere che ha risposto ai critici con una prestazione di altissimo livello.
Ora.
Capisco il senso di rivalsa — a maggior ragione quando è lei stessa a esprimerlo.
Perché quando finisci in mezzo a una gogna pubblica, per quanta mindfulness tu possa fare, bene non ci stai mai.
Soprattutto se hai 19 anni e non fai niente di male se non fare quello che ti piace.
Ma tutti questi titoli del tipo "Manila Esposito vince l'oro e risponde agli haters" mi fanno pensare a cosa sarebbe successo se l'oro non l'avesse vinto.
Se avesse portato a casa un argento, un bronzo o — peggio ancora — nessun risultato.
Non avremmo avuto una risposta valida per questi imbecilli?
Se la legittimità di Manila Esposito a fare la ginnasta dipende dall'oro che si porta a casa, vuol dire che a noi, per primi, la sua storia da atleta, da persona, il suo fisico — tutto questo — non basta.
I commenti sono stati zittiti dal risultato, non smentiti per l'aggressività che portavano in sé verso un individuo — una ragazza di 19 anni — che con impegno, passione, tutti i santissimi giorni si reca al campo di allenamento.
E non è la stessa cosa.
Perché arriva il giorno in cui un'atleta arriva quarta, si infortuna, non è in giornata.
E allora, senza un risultato a sovrastare i commenti degli imbecilli sul corpo, sulla presunta salute mentale (ci ricordiamo di Simone Biles?), non ci resterà nient'altro da opporgli?