02/05/2026
Pensavo di ritrovarmi immersa nel silenzio del bosco, tra alberi e vento leggero.
E invece mi sono ritrovata in un paese, con suoni, ritmi e presenze diverse da quelle che avevo immaginato.
Mi immaginavo tra volpi e gazze... oddio, a dire il vero una volpina che gira in questo zona e le gazze ci sono!
All’inizio c’è stata una piccola resistenza, quella sensazione sottile di “non è come volevo”.
Poi mi sono fermata.
Ho respirato.
E ho osservato.
Mi sono accorta che non è tanto il luogo a fare la differenza, ma lo stato con cui lo abitiamo.
Quando siamo agitati, anche il posto più bello sembra stonato.
Quando siamo in equilibrio, invece, riusciamo a trovare spazio, bellezza e quiete anche dove non pensavamo fosse possibile.
La pratica — che sia sul lettino, sul cuscino o nella vita — è proprio questa:
ritornare al centro, ascoltare, lasciare andare l’aspettativa.
Oggi, dopo qualche mese da questo passaggio, mi piace andare al mercato a piedi, avere una piazza vicina e sentire che comunque le rondini cantano anche intorno a questa casa.
A volte lasciar andare il voler dirigere forzatamente il cambiamento fa cambiare tutto.
Anche un paese può diventare un piccolo bosco interiore 🌿