Centro Psicoanalitico di Firenze "Giovanni Hautmann"

Centro Psicoanalitico di Firenze "Giovanni Hautmann" Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Centro Psicoanalitico di Firenze "Giovanni Hautmann", Psicoterapeuta, Piazza Isidoro Del Lungo, 2, Florence.

Il Centro Psicoanalitico di Firenze, intitolato a Giovanni Hautmann, è una delle undici Sezioni Locali della Società Psicoanalitica Italiana (S.P.I.), componente della International Psychoanalytical Association (I.P.A.), fondata da S.Freud nel 1910.

Condividiamo il programma scientifico per l’anno 2027, che propone un percorso teorico-clinico sul lavoro con esperienze...
28/08/2026

Condividiamo il programma scientifico per l’anno 2027, che propone un percorso teorico-clinico sul lavoro con esperienze non rappresentate e non ancora pensabili, che si manifestano attraverso “gesti psichici” e configurazioni relazionali.
Al centro del percorso vi è la questione dei processi di costituzione del Sé quando l’esperienza originaria non è stata sufficientemente pensata o contenuta, e delle modalità attraverso cui, nel trattamento, essa può essere trasformata e resa progressivamente rappresentabile.

https://ecm.coopmatrix.it/corsi-ecm/abitare-il-non-pensato/?fbclid=Iwb21leAT-PzRjbGNrBP4-K3Bkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEellXtZsQu8ejh4dlJ9REvHgQfKXDUL8yyaGUX60frB8kkI7pjbRrD8TCR9wA_aem_9wdlwatnLNWDOyElmR7E_A

L'estate è spesso associata al riposo e alla leggerezza. Eppure ogni pausa può avere anche un altro significato: offrirc...
30/07/2026

L'estate è spesso associata al riposo e alla leggerezza. Eppure ogni pausa può avere anche un altro significato: offrirci il tempo di rallentare e di ascoltare ciò che, nella vita di tutti i giorni, resta sullo sfondo.
Non si tratta di trovare risposte a tutti i costi, ma di concedersi uno spazio in cui pensieri, emozioni e ricordi possano emergere senza fretta. A volte è proprio questo cambiamento di ritmo a permetterci di guardare noi stessi con occhi nuovi.
Con l'augurio che queste settimane possano essere un tempo di riposo e di nuove scoperte interiori, il Centro Psicoanalitico di Firenze vi augura buone vacanze e una serena estate.

Ci ritroveremo a settembre con nuovi incontri, riflessioni e iniziative.

Ogni giorno non è semplicemente la continuazione di quello precedente.Bion, parlando del lavoro dell’analista, pone una ...
21/07/2026

Ogni giorno non è semplicemente la continuazione di quello precedente.
Bion, parlando del lavoro dell’analista, pone una domanda radicale: posso incontrare la prossima seduta senza sapere già che cosa accadrà?
Questo non significa dimenticare ciò che è successo. Significa non lasciare che ciò che è accaduto ieri diventi una certezza su ciò che accadrà oggi.
Nella relazione analitica, il paziente che entra nella stanza oggi non è necessariamente lo stesso paziente che vi è entrato ieri. E anche l’analista non è esattamente lo stesso. Nel frattempo qualcosa può essersi mosso, anche se ancora non sappiamo cosa.
Ma questo vale anche fuori dalla stanza d’analisi.
Quante volte incontriamo una persona portandole già incontro ciò che pensiamo di sapere di lei?
“Tanto reagirà così.”
“Con lui è sempre la stessa storia.”
“So già come andrà a finire.”
A volte non stiamo più incontrando l’altro: stiamo incontrando la nostra idea dell’altro.
E lo stesso può accadere con noi stessi. Possiamo pensare:
“Io sono fatto così.”
“Non cambierò mai.”
“So già che questa situazione finirà nello stesso modo.”
Lasciare che una situazione si evolva significa allora tollerare, almeno per un momento, di non sapere.
Non cancellare il passato.
Non negare ciò che conosciamo.
Ma evitare che il passato diventi una profezia.
Forse ogni nuovo giorno ci chiede proprio questo: ricordare ciò che è stato, senza pretendere che debba essere ancora ciò che è.
La possibilità di qualcosa di nuovo comincia spesso nel momento in cui smettiamo di sapere già come andrà.

In una relazione autentica non comunichiamo solo con le parole.Anche quando non ce ne accorgiamo, cogliamo il modo di es...
17/07/2026

In una relazione autentica non comunichiamo solo con le parole.
Anche quando non ce ne accorgiamo, cogliamo il modo di essere dell'altro: il suo ascolto, le sue esitazioni, la sua presenza, il suo stato emotivo. Questo accade anche nell'analisi.
A volte ciò che viene percepito in modo inconsapevole prende forma nei sogni, nelle immagini o nelle libere associazioni del paziente, offrendo preziosi spunti per comprendere ciò che sta accadendo nella relazione terapeutica.
La psicoanalisi ci ricorda che l'incontro tra due persone è sempre uno scambio profondo, in cui molto viene comunicato ben oltre le parole.
Ascolto SaluteMentale

Ci sono persone che desiderano profondamente una relazione, ma quando l'altro si avvicina troppo iniziano a sentirsi in ...
13/07/2026

Ci sono persone che desiderano profondamente una relazione, ma quando l'altro si avvicina troppo iniziano a sentirsi in pericolo. Non perché l'amore faccia paura in sé, ma perché l'intimità può risvegliare antiche ferite, il timore di essere delusi, invasi o abbandonati.
Per questo possono alternare momenti in cui ti fanno sentire speciale a improvvisi allontanamenti. Ti cercano con intensità, poi diventano freddi. Ti idealizzano, poi sembrano vedere solo i tuoi difetti. È un movimento che spesso lascia chi lo vive accanto confuso e sofferente.
Nella vita quotidiana questo può accadere quando una persona, dopo giorni di messaggi affettuosi e progetti insieme, improvvisamente sparisce senza una spiegazione. Oppure quando, appena la relazione diventa più stabile, inizia a creare litigi, a prendere le distanze o a mettere in discussione tutto ciò che fino a poco prima sembrava prezioso.
Questi comportamenti non sono necessariamente una scelta consapevole. Spesso rappresentano un modo, appreso nel tempo, per difendersi da emozioni che vengono vissute come troppo intense.
Comprendere questi meccanismi non significa giustificarli, ma riconoscere che dietro certi comportamenti può esserci una sofferenza profonda che merita di essere ascoltata e, quando possibile, elaborata.

Per approfondire, si può consultare la relazione di Silvia Bitossi tenuta al Centro Psicoanalitico di Firenze nel 2013

https://www.spi-firenze.it/bitossi-s-2013-claustrofobia-quando-l-incontro-diventa-toccata-e-fuga/

La creatività non nasce solo dall'ispirazione. Nasce dalla capacità di alternare due modi diversi di funzionare della me...
09/07/2026

La creatività non nasce solo dall'ispirazione. Nasce dalla capacità di alternare due modi diversi di funzionare della mente: quello che immagina, associa liberamente e sogna nuove possibilità, e quello che riflette, organizza e dà forma alle idee.
È ciò che accade quando troviamo un modo nuovo per affrontare un problema sul lavoro, quando riusciamo a parlare con un figlio in modo diverso dal solito, o quando trasformiamo un'intuizione in un progetto concreto.
Anche nella vita emotiva questa alternanza è preziosa. La fantasia ci permette di immaginare ciò che ancora non esiste; il pensiero ci aiuta a renderlo possibile. Quando queste due capacità dialogano tra loro, possiamo adattarci, inventare, trasformare.
Per questo la creatività non appartiene soltanto agli artisti. È una risorsa che tutti possiamo coltivare, ogni volta che riusciamo a lasciare spazio sia all'immaginazione sia alla riflessione.

Quando iniziamo qualcosa di importante, spesso la guardiamo con gli occhi dell'entusiasmo. Un nuovo lavoro, una relazion...
06/07/2026

Quando iniziamo qualcosa di importante, spesso la guardiamo con gli occhi dell'entusiasmo. Un nuovo lavoro, una relazione, un progetto, un percorso di psicoterapia.
All'inizio tendiamo a immaginare il meglio. In psicoanalisi questo si chiama idealizzazione. Spesso la consideriamo un'illusione da smontare, ma non è solo questo.
A volte è proprio quell'immagine luminosa del futuro a darci la forza di affrontare la fatica, le incertezze e gli inevitabili ostacoli. È il motore che ci aiuta a partire.
Il problema non è idealizzare. Il problema nasce quando pretendiamo che la realtà resti identica a ciò che avevamo immaginato.
Quando un progetto, una relazione o una persona smettono di essere perfetti, non è detto che abbiano perso valore. È proprio in quel momento che può iniziare un legame più vero, capace di resistere alla prova della realtà

L'adolescenza non è semplicemente un periodo di cambiamenti fisici. È un tempo in cui ciascuno prova, spesso faticosamen...
03/07/2026

L'adolescenza non è semplicemente un periodo di cambiamenti fisici. È un tempo in cui ciascuno prova, spesso faticosamente, a rispondere alla domanda: Chi sto diventando?
La persona che siamo non nasce tutta in una volta. Si costruisce nel tempo, attraverso le relazioni, le esperienze, i successi, le delusioni e i conflitti. Per questo la psicoanalisi parla di processo di soggettivazione: il lungo percorso che porta ciascuno a diventare autore della propria storia.
L'adolescenza rappresenta un passaggio decisivo di questo cammino. Il ragazzo riprende ciò che ha vissuto nell'infanzia, lo mette in discussione, lo rielabora e cerca nuovi modi di stare con se stesso e con gli altri.
Pensiamo a un adolescente che improvvisamente rifiuta passioni, amicizie o idee che fino a poco prima sembravano definirlo. Non sta necessariamente "buttando via" ciò che era: sta cercando di capire cosa gli appartiene davvero e cosa, invece, aveva semplicemente ereditato.
Anche i conflitti con i genitori, il bisogno di maggiore autonomia o i continui cambiamenti possono essere letti in questa prospettiva. Non sono soltanto segni di opposizione, ma tentativi, spesso confusi, di diventare sempre più se stessi.
Crescere, in fondo, non significa smettere di cambiare. Significa continuare a costruire la propria soggettività, un'esperienza alla volta.

Per approfondire, si può consultare la relazione di Adriana Ramacciotti tenuta al Centro Psicoanalitico di Firenze nel 2013
https://www.spi-firenze.it/ramacciotti-a-2013/

La parola e la sua ombraSono disponibili il video e i materiali del seminario del 6 giugno, Fallo parlare, con la relazi...
01/07/2026

La parola e la sua ombra
Sono disponibili il video e i materiali del seminario del 6 giugno, Fallo parlare, con la relazione di Roberto Musella e il commento di Marina Breccia.
L'incontro si inserisce nel ciclo La parola e la sua ombra, dedicato all'esplorazione della dimensione clinica e teorica della parola nella pratica psicoanalitica.
Invitiamo tutti gli interessati a rivedere il seminario e a consultare le relazioni, per continuare il dialogo e la riflessione aperti durante l'incontro.
Buona visione e buona lettura.

https://www.spi-firenze.it/5869-2/

https://www.spi-firenze.it/breccia-m-2026-commento-a-fallo-parlare-di-roberto-musella/

https://www.spi-firenze.it/musella-r-2026-fallo-parlare/

L'interpretazione analitica non è una verità che viene imposta, né una spiegazione calata dall'alto. È qualcosa che pren...
30/06/2026

L'interpretazione analitica non è una verità che viene imposta, né una spiegazione calata dall'alto. È qualcosa che prende forma nel dialogo, rispettando i tempi, il linguaggio e la storia di chi abbiamo di fronte.
Quando nasce all'interno di una relazione autentica, l'interpretazione non invade: apre uno spazio di pensiero, rende dicibile ciò che prima era solo vissuto e permette al paziente di riconoscere come proprio ciò che emerge.
Forse il vero cambiamento non avviene quando qualcuno ci dice chi siamo, ma quando, insieme, troviamo le parole per scoprirlo.

Indirizzo

Piazza Isidoro Del Lungo, 2
Florence

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Centro Psicoanalitico di Firenze "Giovanni Hautmann" pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Centro Psicoanalitico di Firenze "Giovanni Hautmann":

Scelte rapide

Condividi

Digitare