Progetto Hermes consulenza psicologica e psicoterapia a costi sociali

  • Casa
  • Italia
  • Florence
  • Progetto Hermes consulenza psicologica e psicoterapia a costi sociali

Progetto Hermes consulenza psicologica e psicoterapia a costi sociali Servizio di Psicologia e Psicoterapia a Costi Sociali a Firenze e Borgo S.Lorenzo

Servizio di Psicologia e Psicoterapia a Costi Sociali a Firenze e Borgo S.Lorenzo

• Consulenza e psicoterapia individuale
• Consulenza e psicoterapia di coppia
• Sostegno alla genitolrialità

CHIAMACI PER FISSARE UN COLLOQUIO DI ORIENTAMENTO SENZA IMPEGNO


FIRENZE: segreteria (Coop. Il Girasole)
[email protected]
Tel: 3299843168, Lun-Ven ore 12-14

BORGO S LORENZO: segreteria (

ConVoi s.n.c.) [email protected]
Tel: 0558458431, Mar e Gio ore 09-13

I costi, a partire da circa 15 euro a incontro, variano secondo la fascia di reddito calcolata sulla base del modello ISEE. Il servizio prevede cicli di 8 incontri rinnovabili e il primo colloquio è senza impegno (poi incluso nel pacchetto di 8 incontri, eventualmente).

03/09/2026

".. In psicoterapia della Gestalt si accompagna la persona in un passaggio di relazione con il suo mondo interno, dalla tirannia alla democrazia, per incarnarsi come essere umano più libero. Sottrarsi all'omologazione e al farsi massa richiede di smettere di uniformarsi, di riconoscere i mandati interiorizzati, le obbedienze alle aspettative esterne, le zone cieche interne dove non ci si chiede e non si risponde, non si restituisce niente. .."

da "Voci per la Democrazia", della rivista Formazione IN Psicoterapia, Counselling, Fenomenologia, n°47
di Valentina F. Barlacchi, psicolga, psicoterapeuta, direttrice IGF


🤝Vieni a conoscerci negli 𝗢𝗣𝗘𝗡𝗗𝗔𝗬 𝗜𝗚𝗙 🗣
Prossimo incontro disponibile:

📆𝗠𝗘𝗥𝗖𝗢𝗟𝗘𝗗𝗜' 𝟵 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟲
⏰𝟭𝟴.𝟬𝟬 - 𝟮𝟬.𝟬𝟬 | 𝗢𝗡𝗟𝗜𝗡𝗘 su 𝗭𝗢𝗢𝗠

Presentazione della Scuola di Specializzazione in:
Psicoterapia della Gestalt a orientamento Fenomenologico-Esistenziale

🗣 Con:
Valentina F. Barlacchi, direttrice IGF

ℹ️📧𝗣𝗲𝗿 𝗶𝗻𝗳𝗼 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗮:
[email protected]

📣Ricordiamo lo 𝗦𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝟱𝟬% 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗔 𝗧𝗔𝗦𝗦𝗔 𝗗’𝗜𝗦𝗖𝗥𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝟭° 𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗖𝗛𝗜 𝗦𝗜 𝗜𝗦𝗖𝗥𝗜𝗩𝗘 𝗘𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝟭𝟱 𝗢𝗧𝗧𝗢𝗕𝗥𝗘.

👇𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝗹𝗮 𝗶𝗹 𝗳𝗼𝗿𝗺 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗶𝗻𝗸:
https://www.igf-gestalt.it/2026/07/07/specializzazione-in-psicoterapia-open-day-igf/

[Specializzazione in Psicoterapia, Psicoterapia della Gestalt, Istituto Gestalt]

16/07/2026

👨‍👩‍👧‍👦𝐂𝐎𝐒𝐓𝐄𝐋𝐋𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐅𝐀𝐌𝐈𝐋𝐈𝐀𝐑𝐈 𝐅𝐄𝐍𝐎𝐌𝐄𝐍𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐂𝐇𝐄
𝐄𝐃𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝟐𝟎𝟐𝟕 | 𝟏° 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨

📆Corso dal 𝟯𝟭 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 al 𝟳 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟳
📍Tavernuzze, 𝗙𝗜𝗥𝗘𝗡𝗭𝗘

Ripresentiamo nel 2027 una nuova edizione della proposta formativa in Costellazioni Familiari Fenomenologiche, per psicoterapeuti di scuole diverse e psicologi con esperienza clinica.

🌀Un formato residenziale di 8 giorni consecutivi che favorisce un percorso immersivo.

Il corso interseca la teoria delle Costellazioni Familiari su base sistemica ideata da Bert Hellinger, con la visione olistica della psicoterapia della Gestalt basata sulla fenomenologia e sull’esistenzialismo.

❤️‍🔥Il tema di cui ci occupiamo è come costruiamo o distruggiamo amore e creatività nelle sue diverse forme, dentro e fuori di noi.

👤📋SHOBHA ARTURI
Medico, psicoterapeuta, didatta IGF

ℹ️🎫𝗣𝗲𝗿 𝗶𝗻𝗳𝗼 𝗲 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗶:
https://www.igf-gestalt.it/2026/03/15/costellazioni-familiari-fenomenologiche-2027/

📧𝗼 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗮:
[email protected]
Gestalt in movimento con Shobha Arturi

Costellazioni Familiari, Formazione Psicoterapia

16/06/2026

Femminicidio: che cos'è e perché si chiama così

Quando si discute se il femminicidio "esista", si rischia di trasformare in opinione un fenomeno che la ricerca studia da cinquant'anni. Come psicologhe e psicologi sentiamo la responsabilità di riportare il discorso su quello che gli studi, i dati e l’esperienza clinica hanno già documentato, perché comprendere questo fenomeno fa parte del nostro lavoro di ogni giorno.

La parola ha una storia precisa. La criminologa Diana Russell usa il termine femicide nel 1976, parlando al Tribunale internazionale sui crimini contro le donne, e ne mette a fuoco il significato nel volume del 1992, quando lo definisce come l'uccisione di una donna in quanto donna, cioè per ragioni che hanno a che fare con il genere. Negli stessi anni l'antropologa messicana Marcela Lagarde conia in spagnolo feminicidio, poi reso in italiano con femminicidio, allargando il concetto fino a comprendere le forme di sopraffazione e di violenza che spesso preparano il terreno all'omicidio. Serviva una parola nuova proprio perché "omicidio", termine neutro, finiva per cancellare l'informazione che più conta, e cioè il movente.

Prima ancora delle teorie, sono i numeri a raccontarlo. Nel 2025, secondo il report del Servizio analisi criminale del Ministero dell'Interno, in Italia sono state uccise 97 donne, di cui 85 in ambito familiare o affettivo e 62 per mano del partner o dell'ex. C'è un dato che colpisce più di tutti: mentre gli omicidi complessivi calano fino al minimo degli ultimi dieci anni, gli omicidi di donne dentro la coppia restano fermi, con le stesse 62 vittime sia nel 2024 sia nel 2025, tanto che le donne arrivano a rappresentare la quota più alta mai registrata sul totale delle persone uccise. Gli uomini vengono uccisi in contesti molto diversi e quasi mai da chi dicono di amare, e questa asimmetria si ripete identica anno dopo anno, segno di un fenomeno strutturale che ha una sua grammatica riconoscibile.

Quella grammatica la conosciamo bene, perché è materia clinica prima ancora che statistica. Il femminicidio arriva raramente all'improvviso, dal momento che di solito è l'ultimo gradino di una lunga escalation. Già nel 1979 la psicologa Lenore Walker, nel suo studio sulle donne maltrattate, descriveva il ciclo della violenza, in cui si alternano una fase di accumulo della tensione, l'esplosione vera e propria e una fase di riconciliazione che illude e trattiene la vittima, mentre la spirale a ogni giro si stringe un po' di più. Anni dopo il sociologo Evan Stark ha aggiunto un tassello che ai clinici dice molto, quello del controllo coercitivo, una forma di dominio fatta di svalutazione, isolamento, sorveglianza, controllo del denaro e delle relazioni, capace di non lasciare lividi e di restare per questo invisibile a chi osserva da fuori. È dentro dinamiche come queste, segnate dal possesso e dall'incapacità di accettare un rifiuto o una separazione, che si misura la distanza tra il femminicidio e gli altri omicidi.

Riconoscere questa specificità produce conseguenze molto concrete. Permette di prevenire, perché aiuta a valutare il rischio nei passaggi più pericolosi, a cominciare dalla fine di una relazione. Permette di proteggere chi è in pericolo e di prendere in carico, nei programmi dedicati, gli uomini che usano violenza, con l'obiettivo di interrompere le aggressioni e ridurre il rischio che si ripetano, tenendo sempre al primo posto la sicurezza delle donne. Permette, a chi resta, di dare un nome al proprio dolore e di sentirsi finalmente creduta. Una parola precisa diventa così uno strumento di lavoro, perché dove manca il nome si fatica perfino a vedere il problema.

Su questo terreno la legge 181 del 2025, che ha introdotto nel Codice penale il reato di femminicidio all'articolo 577-bis, ha recepito quanto la comunità scientifica andava dicendo da tempo. Nella stessa direzione si muove l'Unione europea, visto che la direttiva 2024/1385 nomina espressamente sia il femminicidio sia il controllo coercitivo tra le forme della violenza contro le donne. Quelle norme riconoscono un movente specifico, fatto di odio, dominio e possesso esercitati sulla donna in quanto donna e radicati in una cultura precisa, e gli danno un nome perché senza nome non lo si può contrastare. La dignità di ogni vittima resta identica davanti alla legge, e proprio per questo distinguere il movente aiuta a capire e a prevenire.

Come psicologhe e psicologi mettiamo a disposizione le nostre competenze, dai centri antiviolenza alla valutazione del rischio, dal lavoro con le vittime a quello con gli autori, fino alla formazione di chi accoglie le donne nei servizi. La parola femminicidio è il primo di questi strumenti, e rinunciarvi vorrebbe dire tornare a non vedere, come società intera, ciò che con fatica abbiamo imparato a riconoscere.

𝐶𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑐𝑎 𝑆𝑐ℎ𝑖𝑟 𝑆𝑒𝑔𝑟𝑒𝑡𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑁𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑃𝑎𝑟𝑖 𝑂𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑁𝑂𝑃, 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑖 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒

Per approfondire 👇
https://www.psy.it/femminicidio-che-cos-e-perche-si-chiama-cosi/

05/06/2026

🌀Un'opera che si abita nella relazione.

𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐋𝐎 𝐒𝐆𝐔𝐀𝐑𝐃𝐎
𝑨𝒃𝒊𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆𝒏𝒕𝒆, 𝒂𝒕𝒕𝒓𝒂𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐, 𝒎𝒐𝒗𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒆 𝒓𝒆𝒍𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆.

Un’opera performativa e laboratorio immersivo che prende vita nel qui e ora, invitandoti a vivere un’esperienza diretta e consapevole del presente.

Un percorso in cui i confini tra spettatore e performer si dissolvono, dando spazio a un processo creativo condiviso, dove corpo, percezione e relazione diventano strumenti espressivi.

Attraverso pratiche di contatto, movimento e ascolto, il lavoro si sviluppa attorno al gesto tattile e alle sue possibilità narrative: il corpo diventa racconto, il tocco linguaggio, il movimento una forma di narrazione sensibile e incarnata.

Uno spazio in continua trasformazione, in cui l’esperienza prende forma attraverso l’incontro, aprendo nuove possibilità di relazione, creazione e accesso alla scena performativa.

Con LORENA CHIARCOS
Gestalt Counsellor a mediazione artistica

🆓 La partecipazione è gratuita, prenota il tuo posto!✨

✅Per i counsellor in formazione gli incontri valgono come ore di tirocinio.
✅Per i soci ACoFE verranno erogati crediti di formazione continua

𝗟𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗹'𝗮𝗯𝘀𝘁𝗿𝗮𝗰𝘁 𝗲 𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗶𝘁𝗶 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲:
https://www.azionicontaminazioni.it/2026/06/04/laboratorio-di-art-counselling-oltre-lo-sguardo/

[Laboratorio di Art Counselling, Art Counseling, Arte e Gestalt, Arte contemporanea]

29/05/2026

𝗦𝗘𝗥𝗔𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗦𝗘𝗡𝗦𝗜𝗕𝗜𝗟𝗜𝗭𝗭𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗜𝗚𝗙 ▶️

Le Serate di Sensibilizzazione IGF sono degli incontri, gratuiti, online e in presenza, di sensibilizzazione intorno al tema della Gestalt, trattato da psicoterapeuti, gestaltisti e didatti della nostra Scuola di formazione in Psicoterapia della Gestalt.

Sul nostro canale YouTube trovate tutti gli incontri del 2026 e delle passate annualità delle serate di sensibilizzazione targate Istituto Gestalt Firenze.

Qui trovate la playlist delle 𝘀𝗲𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 proposte finora:
👉https://www.youtube.com/playlist?list=PL3sdyQMRoVQN0oO5t26UgydhJ7ZKqISLh

Qui la playlist con le 𝘀𝗲𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱:
👉https://www.youtube.com/playlist?list=PL3sdyQMRoVQMqRDnQHFWtUKtfFV9wVL-c

🌀Oppure potete scegliere l'annualità che desiderate e lasciarvi ispirare dai contenuti.

👍𝗜𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗶𝘁𝗶 𝗮𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗶𝗺𝗮𝗻𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶:
https://www.youtube.com/?sub_confirmation=1

Ai prossimi incontri🙏

15/05/2026

🐾Alcuni maestri non usano parole.

🆓𝗦𝗘𝗥𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗘𝗡𝗦𝗜𝗕𝗜𝗟𝗜𝗭𝗭𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗚𝗥𝗔𝗧𝗨𝗜𝗧𝗔!

𝐈𝐍𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐈 𝐌𝐄𝐑𝐀𝐕𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎𝐒𝐈 𝐂𝐎𝐍 𝐀𝐋𝐓𝐑𝐈 𝐌𝐀𝐄𝐒𝐓𝐑𝐈

📆lunedì 𝟮𝟱 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 |⏰ 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟬.𝟯𝟬
📍Sede IGF, 𝗙𝗜𝗥𝗘𝗡𝗭𝗘 e💻𝗢𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲

Ci sono incontri che attraversano la nostra vita e, con delicatezza, la trasformano.

L’Istituto Gestalt Firenze ti invita a una Serata di Sensibilizzazione dedicata agli “incontri meravigliosi” che nutrono l’anima, aprono nuovi sguardi e ci ricordano quanto la relazione sia esperienza viva, dentro e fuori la stanza terapeutica.

Sarà lo spazio per la presentazione del libro "Animalia" di Shobha Arturi, la testimonianza di esperienze, di apprendimenti sottili e della bellezza degli incontri con tanti "altri maestri".

📋 con SHOBHA ARTURI
Medico, psicoterapeuta, didatta IGF

🔗𝗟𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗹'𝗮𝗯𝘀𝘁𝗿𝗮𝗰𝘁:
https://www.igf-gestalt.it/2026/05/05/incontri-meravigliosi-con-altri-maestri/

📧𝗣𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗮 / 𝗣𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮
Compila il pratico modulo che trovi nel link sopra oppure scrivendo a:
[email protected]

Gestalt e altri maestri, Psicoterapia della Gestalt

11/05/2026

𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝐼𝑙 𝑀𝑒𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑒𝑟𝑜, 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎 𝐴𝑛𝑡𝑜𝑛𝑖𝑒𝑡𝑡𝑎 𝐺𝑢𝑙𝑖𝑛𝑜, 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑁𝑂𝑃, 𝑟𝑖𝑓𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑙 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑠𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑒 𝑒𝑚𝑒𝑟𝑔𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑙𝑜𝑔𝑎𝑛.

“Gentile Direttore,
ho letto con molta attenzione l’interessante analisi del prof. Ricolfi pubblicata dal suo giornale e devo ammettere che ha suscitato in me sensazioni contrastanti.

C’è un riflesso quasi automatico, nel dibattito pubblico italiano, che merita di essere guardato con più freddezza: ogni volta che si parla di disagio, fragilità, crisi sociale, si invoca – talvolta con tono salvifico – la psicologia. È un punto che non può essere liquidato con sufficienza, perché pone una domanda lecita: stiamo trasformando ogni fatica della vita in un caso clinico?

Il rischio esiste. Ma fermarsi qui può essere un errore speculare che alimenta polarizzazioni, rischiose per il benessere della popolazione. Perché mentre discutiamo di “psicologizzazione della società”, la realtà intorno a noi racconta tutt’altro: la psicologia, nei servizi pubblici, è marginale, residuale, spesso l’ultima ruota del carro tra gli operatori sanitari.

Meno del 7% di presenza nei servizi è un dato poco rassicurante che dovrebbe far sobbalzare. Nell’offerta di salute, siamo molto lontani da un “overbooking” di psicologi e, invece, testimoni di una clamorosa insufficienza. Allora il punto non è se si parli troppo di psicologia.

Il punto è che se ne parla tanto ma si investe poco. Il cosiddetto “bonus psicologo” ne è l’esempio perfetto: grande visibilità politica, risorse limitate, accesso incerto destinato a pochi. Una misura che intercetta il bisogno, circa 800mila domande, ma non costruisce sistema. È la logica della misura emergenziale, non quella della strategia strutturale.

Qui si inserisce un secondo equivoco, più sottile: confondere la cura con la prevenzione. La prima arriva quando il problema è già esploso; la seconda lavora prima, quando si può evitare che il disagio, la crisi evolutiva, lo stress accumulato diventino patologia. Eppure, nel nostro modello sociale, la prevenzione psicologica resta ancora un timido corpo estraneo, quasi un lusso teorico.

C’è poi un ultimo punto, spesso rimosso perché meno spendibile mediaticamente: la prevenzione non produce consenso immediato. Non si inaugura, non si fotografa, non si taglia con un nastro.

È un processo lento, che chiede continuità e due qualità preziose e quindi rare nel ciclo breve della politica. E resta ai margini intrappolata nel paradosso: in una fase storica segnata da instabilità, pressione sociale, violenze e aggressività diffuse, trasformazioni profonde nel mondo del lavoro e delle relazioni, proprio ciò che servirebbe di più – strumenti diffusi di lettura del reale, gestione e accompagnamento del disagio – è ciò che meno viene offerto.

Dire, allora, che non tutto è psicologia è corretto. Basta non usarlo come alibi per aggirare il problema e rallentare la presenza solida della psicologia nella sanità pubblica e nei contesti educativi, perché diventerebbe una scorciatoia intellettuale. E anche politica.

Eppure, è proprio lì che si gioca la partita più seria: nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei servizi territoriali, negli ambienti sportivi, dove le persone vivono, dove la presenza dello psicologo non dovrebbe essere un’eccezione o soltanto sperimentazione, ma una componente ordinaria.

Non per trasformare ogni disagio in terapia, ma per arrivare in tempo e permettere a ciascuno di far ripartire le autonome risorse personali per affrontare le proprie fatiche. Questo sarebbe un reale risparmio di costi e di salute.

Il punto di equilibrio, dunque, non sta tra due estremi – tutto è psicologia o niente lo è – ma in una distinzione più esigente: riconoscere che ogni difficoltà non richiede necessariamente lo psicologo, ma che una società senza psicologia accessibile nei territori e integrata tra le professioni sociosanitarie è una società più fragile, poco vista e ascoltata.

La società del giorno dopo, quella delle cronache sui giornali, in cui si continua a intervenire tardi, quando il costo umano ed economico è già esploso. La vera sfida è uscire dalla retorica.

Meno slogan, più architettura. Meno bonus, più sistema. E soprattutto, finalmente, più prevenzione: quella che non fa notizia, ma che può cambiare la vita di molte persone di ogni fascia d’età.”

𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐆𝐮𝐥𝐢𝐧𝐨
Presidente Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi

11/05/2026

Il desiderio di comunità è una necessità profonda dell’essere umano.
Ma non può esistere vera appartenenza senza libertà.

Dal 14 al 17 maggio 2026, a Roma, si terrà l’8° Convegno FISIG:
“Desiderio di comunità. L’approccio gestaltico tra conflitto, dialogo e appartenenza”.

Un appuntamento fondamentale per chi si occupa di psicoterapia, psicologia, Gestalt, e per chi sente il bisogno di interrogarsi sul rapporto tra individuo e gruppo, tra identità personale e legame comunitario.

Un luogo di incontro, confronto e crescita, dove il conflitto diventa possibilità di dialogo e l’appartenenza nasce solo dal rispetto della libertà.

👉 Un’occasione preziosa per professionisti e studenti che credono in una psicoterapia viva, attuale e profondamente umana. Per allievi, ex allievi collaboratori e docenti iGAT.

📍 Roma
📅 14–17 maggio 2026

📞 Per informazioni e percorsi di psicoterapia a Napoli: 081 579 0855
📍 Via Pirro Ligorio, 20 – Napoli

06/05/2026

Indirizzo

Florence

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Progetto Hermes consulenza psicologica e psicoterapia a costi sociali pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Digitare