Dott.ssa Sara Strufaldi - Psicologa

Dott.ssa Sara Strufaldi - Psicologa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Sara Strufaldi - Psicologa, Psicoterapeuta, Via XX Settembre, 78, Florence.

✔️ Specializzata in Psicoterapia Breve Strategica
✔️ Ansia, attacchi di panico, fobie, doc, pensiero ossessivo, ipocondria
✔️ Blocco della performance
✔️ Senso di inadeguatezza, paura del fallimento
✔️Sostegno genitorialità

Molte donne arrivano alla fine della giornata esauste.Finalmente avrebbero un po’ di tempo per sé.Per riposarsi.Guardare...
04/06/2026

Molte donne arrivano alla fine della giornata esauste.

Finalmente avrebbero un po’ di tempo per sé.

Per riposarsi.
Guardare una serie.
Leggere qualche pagina di un libro.
Oppure semplicemente non fare niente.

Ma appena si fermano, iniziano a pensare.

A quello che non hanno fatto.
A quello che dovrebbero fare domani.
A quella telefonata.
A quella visita da prenotare.
A quella decisione che continuano a rimandare.
A quel progetto che vorrebbero realizzare.

La stanchezza aumenta.

Sale il nervosismo.

Sale la frustrazione.

E allora arriva la dispensa segreta.

Non fa domande.
Non chiede spiegazioni.
Non pretende niente.

Per qualche minuto offre qualcosa che assomiglia a una tregua.

Il problema non è il biscotto.

Il problema è arrivare alla sera così stanche da non riuscire più a distinguere la fame dal bisogno di fermarsi.

🌿 Ti è mai capitato di cercare nel cibo una pausa che non riuscivi a concederti in nessun altro modo?

02/06/2026

Tutto sotto controllo.
Tutto il giorno.
Tutti giorni.
Per mesi.
Per anni.

Ti sei adattata alle richieste di tutti. Gli altri, la società, il mondo!
Quelle regole, spesso non ti piacciono ma “si deve fare così”. É necessario.
Il dovere supera sempre il piacere.
Ogni volta.

Poi arriva un momento in cui nessuno chiede.
Nessuno guarda.
L’unico momento in cui ti concedi qualcosa per te.

Mangi di nascosto.
Perché sei stanca.
Ed è lì che appare il tuo giudice interno che trasforma l’espressione di un bisogno in senso di colpa.

Non sei sbagliata, devi imparare a riconoscere ed esprimere i tuoi bisogni che sono importanti tanto quanto quelli degli altri❤️

✨Se ti sei riconosciuta, salva questo video per ricordarti di riconoscere almeno un tuo piccolo bisogno quotidiano.

30/05/2026

Ci siamo, è arrivato!
Il lunghissimo ponte del 2 Giugno ti da l’opportunità di poterti finalmente riposare.

Eppure, non appena ti fermi, il tuo cervello (sempre in movimento) inizia a pensare ancora di più.

Le cose che hai rimandato e lasciato in sospeso.
Impegni, visite, task da completare una volta finito il ponte.
Magari hai un progetto tuo, al quale vorresti dedicare un po’ di tempo ma sei sempre veramente troppo stanca per poterlo fare.

Ed è lí che ti crolla letteralmente addosso, tutta la stanchezza.

Ansia.
Rabbia.
Frustrazione.

Iniziano a salire.

E allora ti avvicini alla dispensa.
Inizi a mangiare, una cosa poi l’altra.
In piedi, velocemente, quando nessuno ti guarda.

Pensi di avere un problema con il cibo, ma il problema con il cibo è solo la punta dell’iceberg.

Il vero problema è che non ti concedi il riposo nemmeno quando ne hai l’opportunità.
Non sei inadeguata, sei stanca.

28/05/2026

Nel mio lavoro incontro molte donne che si rivolgono a me perché pensano di avere un problema di controllo.
Sono donne che funzionano benissimo e hanno standard altissimi.
Gestiscono casa, lavoro, relazioni e mille altri impegni in maniera super organizzata e impeccabile.

Succede peró, che durante la giornata magari in macchina oppure la sera, a casa, mangiano di nascosto.
In piedi, velocemente.

Ecco che qui, la perdita di controllo fa pensare loro di avere un problema di controllo.
In realtà il problema è che proprio perché tengono tutto sotto controllo, ogni giorno, corpo e mente chiedono una tregua.
Il problema è l’eccesso di controllo che fa perdere il controllo.

Ci sono decisioni che abbiamo paura di prendere.Perché mettono in discussione tutto.Perché ci fanno scontrare con la pau...
24/05/2026

Ci sono decisioni che abbiamo paura di prendere.
Perché mettono in discussione tutto.
Perché ci fanno scontrare con la paura dell’ignoto.
E l’ignoto ci fa sentire instabili, vulnerabili.

Ma qualcosa che preme c’è.

Un’esigenza che in qualche caso puo’diventare urgenza.
Un progetto, un’idea che è dentro di te da molto tempo ma che stai ignorando perché hai paura che sia troppo, che sia fuori dalla tua portata.
Ti sei creata una Gabbia Dorata di stabilità, lasciando indietro la creatività.
Perché la creatività non è pragmatica e non è stabile.

Da sempre l’essere umano aspira al controllo del mondo circostante e la paura dell’ignoto è forse una delle paure più ataviche che ci siano.
Per questo è importante accogliere la paura e iniziare ad agire per realizzare i propri sogni.

Ci sono donne che imparano molto presto ad adattarsi.A essere affidabili. Brave. Forti. Capaci di gestire tutto.E spesso...
14/05/2026

Ci sono donne che imparano molto presto ad adattarsi.
A essere affidabili. Brave. Forti. Capaci di gestire tutto.
E spesso diventano davvero bravissime a farlo.
Il problema è che a forza di adattarsi:

smettono di ascoltarsi,
di rischiare,
di seguire l’istinto,
di chiedersi cosa sia davvero giusto per loro.

Così la rabbia cresce in silenzio.

Non perché siano sbagliate.
Ma perché una parte di loro continua a sentire che sta vivendo costantemente in modalità sopravvivenza e troppo poco in libertà.
E no, non significa mollare tutto.
🌿A volte significa semplicemente smettere di vivere costantemente con il freno a mano tirato.

12/05/2026

Molte donne non riescono a fermarsi.
Non riescono a godersi una pausa.
La vedono come una perdita di tempo.
Non se lo possono permettere.
Ci hanno insegnato a vivere in un mondo che non si ferma mai.
Ma il nostro cervello ha bisogno di fermarsi, e anche il nostro corpo.
Fare una pausa è un booster di energia che ci rende ancora più efficienti.

Spesso è proprio così, a volte fermarsi è l’unica soluzione per tornare lucide.

⚡️Salvalo per quando oggi pensi di non poterti permettere una pausa.

Funzioni bene. Forse benissimo.Lavoro, impegni, relazioni — tutto sotto controllo.C'è chi gestisce figli e casa. C'è chi...
11/05/2026

Funzioni bene. Forse benissimo.
Lavoro, impegni, relazioni — tutto sotto controllo.
C'è chi gestisce figli e casa. C'è chi si prende cura di qualcun'altro.
Il carico ha forme diverse. La stanchezza no.
Eppure c'è qualcosa che non torna.
Una stanchezza che il weekend non risolve. Una sensazione di vivere sempre in rincorsa. Il pensiero che da qualche parte, in mezzo a tutto questo, ti sei persa tu.
Non è pigrizia. Non è debolezza.
È che nessuno ti ha mai dato il permesso di mettere te stessa in cima alla lista.
Oggi te lo do io.

Se ti sei riconosciuta, scrivimi nei DM. 🌿

Festa della mamma va bene.Ma fuori dallo stereotipo che vuole le madri sempre “sul pezzo”, che “hanno voluto la biciclet...
10/05/2026

Festa della mamma va bene.
Ma fuori dallo stereotipo che vuole le madri sempre “sul pezzo”, che “hanno voluto la bicicletta”, “che se non ce la fai smetti di lavorare”, “sei fortunata che il padre di tuo figlio o tua figlia TI AIUTA”, per non parlare dei vissuti di inadeguatezza che credenze di questo tipo si formano nelle donne.
Anche nelle donne che decidono di non avere figli proprio a causa di questi stereotipi.
La maternità e la genitorialitá sono fenomeni sociali e in qualche modo ci riguardano tutti.

Buona Festa a tutte le persone che si prendono cura.
❤️🌸

In questo articolo su Leggo si affronta il tema della depressione post partum, una condizione che in Italia riguarda ogni anno tra le 40.000 e le 50.000 donne e che, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 50% dei casi non viene riconosciuta in tempo.

«Il concetto di maternità felice è una delle trappole psicologiche più insidiose», sottolinea Massimo Aiello, Presidente dell'Ordine degli Psicologi della Calabria. «Si ha l'idea che la mamma debba per forza sorridere e questo rappresenta uno standard errato. Si crea un divario tra la realtà vissuta e l'aspettativa sociale, quasi un'esigenza estetica di essere felici, mentre invece si prova tutt'altro: paura di non essere all'altezza, paura di sbagliare».

Una pressione costante che può trasformarsi in isolamento, senso di inadeguatezza e sofferenza emotiva. «È possibile amare il proprio figlio ma anche, contemporaneamente, detestare la condizione di fatica che si sta vivendo», continua Aiello.

«Parlarne con uno psicologo aiuta a comprendere che questo meccanismo non è una colpa, ma un processo che incide pesantemente sullo stress percepito e sull'umore».

L’articolo mette inoltre in evidenza quanto sia importante sapere che esistono percorsi di supporto accessibili e concreti per chiedere aiuto. «È utile rivolgersi al medico di famiglia per escludere cause organiche, ma l'opzione più diretta è il consultorio. Lì opera un'équipe multidisciplinare, psicologi, ginecologi, ostetriche, che si prende cura non solo della donna, ma della coppia. Chiedere aiuto non è difficile, basta una telefonata».

Centrale anche il tema della prevenzione e del sostegno intorno alla madre già prima della nascita del bambino: «Il corso pre-parto è l'arma più efficace. Serve a sfatare il mito della mamma perfetta e permette ai partner di acquisire la capacità di diventare custodi del benessere della compagna». Un supporto che, secondo Aiello, deve rispettare i bisogni e i confini della donna.

«Bisogna stabilire confini chiari», conclude Aiello. «Non dispensate consigli se non richiesti, non prendete il bambino dalle braccia della mamma se non lo chiede lei. Lo spazio mentale della madre è sacro».

Per approfondire👇
https://www.leggo.it/crescere_insieme/06_maggio_2026_depressione_post_partum_sintomi_durata_cura_psicologo_psichiatra_famiglia-9493576.html

🌿 Il bambù non resiste al vento.Si piega.Quando arriva il vento forte non cerca di restare rigido.Si muove.Oscilla.Si ad...
08/05/2026

🌿 Il bambù non resiste al vento.
Si piega.

Quando arriva il vento forte non cerca di restare rigido.

Si muove.
Oscilla.
Si adatta.

Ed è proprio per questo che raramente si spezza.

In natura la forza spesso non nasce dalla rigidità, ma dalla capacità di adattarsi al movimento.

Anche il nostro corpo funziona in modo molto simile.

Il movimento non serve solo a “fare sport” o a inseguire un ideale di forma fisica.

Serve a mantenere energia, equilibrio e salute nel tempo.

Il problema spesso non è iniziare a fare movimento.

Il problema è continuare quando l’entusiasmo iniziale finisce.

È proprio lì che entrano in gioco i nostri valori.

Quando il movimento diventa solo un dovere è facile abbandonarlo.
Quando invece si collega a qualcosa di più profondo — prendersi cura di sé, della propria salute, della propria libertà nel corpo — diventa molto più facile mantenerlo nel tempo.

A volte non serve fare di più.

Serve semplicemente continuare a muoversi, con la stessa flessibilità del bambù.

💭 Qual è un piccolo movimento che potresti mantenere con più continuità nella tua giornata?

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