Dottoressa De Luca Arianna Psicologa

Dottoressa De Luca Arianna Psicologa Psicologa clinica iscritta all'Ordine degli Psicologi Toscana (n° iscrizione 7711, sezione A). Spec Sono esperta in mindfullness per bambini.

In qualità di psicologa, esperta in neuropsicologia dello sviluppo, mi occupo della valutazione e del trattamento dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento, del potenziamento delle abilità scolastiche e delle funzioni cognitive. Organizzo un Doposcuola Specialistico per i bambini e ragazzi con DSA poiché intendo fornire loro strumenti e metodi per raggiungere la piena autonomia nello studio. Mi oc

cupo di dare sostegno psicologico nelle seguenti aree:
- Difficoltà emotivo relazionali e del comportamento.
- Difficoltà di attenzione e concentrazione.
- Faticabilità e demotivazione scolastica.
- Scarsa autostima.
- Difficoltà nella socializzazione.
- Bullismo.
- Fobia scolare.
- Abbandono scolastico.
- Orientamento scolastico
- Sostegno alla genitorialità.
- Ansia.
- Sviluppo di autonomie. Scrivo sulla rivista italiana Cambiamenti che si occupa di fare informazione sui disturbi del neurosviluppo. Mi sto formando per diventare un RBT.

❤️  BUON FERRAGOSTO ❤️
15/08/2026

❤️ BUON FERRAGOSTO ❤️

NON É TUTTO OK!https://www.facebook.com/share/p/19Pw1yreeL/
10/08/2026

NON É TUTTO OK!

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NO, NON É TUTTO OK.
Il manifesto pubblicitario di I-phone é la negazione di tutto ciò che la scienza sta cercando di dire al mondo e in particolare ai genitori dei bambini in età prescolare che oggi rappresentano la popolazione che ha maggiore bisogno di essere sensibilizzata nei confronti dei danni prodotti dai devices digitali in età precoce.

A me che da anni cerco di fare prevenzione su questo tema importantissimo - che è diventato una vera e propria emergenza di sanità pubblica - questo billboard appare come una provocazione gigantesca.

In realtà, questa immagine mostra in modo perfetto al mondo il lavoro sottile, costante e davvero patogeno con cui le Big Tech hanno cercato di convincere noi genitori, negli ultimi 15 anni, che i nostri figli non possono immaginare di diventare grandi senza avere in mano un device digitale.

La narrazione degli ultimi 15 anni - molto sostenuta anche da tanti specialisti di età evolutiva - è che il problema non è lo smartphone, ma come lo si usa. Ora gli esperti di marketing di i-Phone cercno di convincere i genitori che il problema non è più nemmeno legato a come lo si usa, perché è arrivato lo smartphone sicuro che non farà mai danni nella vita di un minore, ovvero lo smartphone del loro brand.

Il messaggio implicito che viene comunicato è che un bambino piccolissimo con in mano uno smartphone é cosa buona e giusta.

INVECE NO! É importante ribadirlo. É Importante sottolineare che la Società Italiana di Pediatria ha dato linee guida molto precise in questo senso, invitando tutti i genitori italiani a non consegnare uno smartphone ad uso personale a nessun figlio prima dei 13 anni.

Per questo, il messaggio di questo cartellone pubblicitario non solo racconta una grande bugia, ma contrasta anche con le linee guida di prevenzione proposte dei pediatri

E proprio per questo non dovrebbe essere visibile all'interno della nostra nazione.

Se volete avere evidenze scientifiche e davvero comprendere perché questa pubblicità é ingannevole e pericolosa leggete "Esci da quella stanza" (Mondadori) un libro che fornisce agli adulti conoscenze di ciò che la scienza ha scoperto rispetto al rischio per la salute fisica e mentale in età evolutiva connesso all'uso precoce degli strumenti digitali. Commentate e, se volete e potete, condividete questo messaggio con più genitori ed educatori possibili.

https://www.facebook.com/share/p/19UMXmoV3u/
07/08/2026

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⚠️ 5 PAROLE CHE POSSONO DIVENTARE PERICOLOSE NEI DSA

Le parole servono a descrivere la realtà. Ma quando vengono usate male possono trasformare una difficoltà in una colpa, una differenza in un difetto e un diritto in un privilegio.

Vediamole una per una. 👇

1️⃣ PIGRIZIA

📌 Nasce per descrivere la scelta di non agire, nonostante si abbiano le capacità e le condizioni per farlo.

Nel mondo dei DSA, però, viene spesso usata per spiegare:

🔹 lentezza;
🔹 errori;
🔹 rifiuto del compito;
🔹 scarsa partecipazione.

Così la fatica cognitiva, la frustrazione e la paura di fallire vengono interpretate come mancanza di volontà.

⚠️ Diventa pericolosa quando ogni difficoltà viene liquidata con: «Potrebbe farcela, ma non vuole».

Un bambino con DSA può evitare un compito non perché sia pigro, ma perché lo vive come troppo faticoso o come l’ennesima occasione per sentirsi incapace.

❌ Chiamarlo pigro non lo motiva.
❌ Nasconde il problema.
❌ Trasforma una difficoltà in un difetto personale.

2️⃣ NORMALITÀ

📌 Nasce per descrivere ciò che accade più frequentemente, ciò che è comune all’interno di un gruppo.

Nel mondo dei DSA, però, viene spesso usata come misura di ciò che un bambino dovrebbe saper fare, nello stesso modo e negli stessi tempi degli altri.

Così un modo differente di apprendere rischia di essere interpretato come qualcosa di sbagliato.

⚠️ Diventa pericolosa quando “essere come gli altri” viene considerato l’unico obiettivo possibile.

Un bambino con DSA non deve essere riportato dentro una presunta normalità. Deve trovare strumenti e strategie adatti al proprio funzionamento.

📌 La normalità descrive ciò che è più frequente: non stabilisce ciò che ha valore.

3️⃣ TEMPO

📌 Nasce per indicare la durata necessaria per svolgere un compito.

Nel mondo dei DSA, però, viene spesso usato come parametro rigido: leggere, scrivere, studiare o rispondere “nei tempi degli altri” diventa il criterio con cui si valuta persino la competenza.

Così si finisce per confondere la rapidità con la capacità.

⚠️ Diventa pericoloso quando si pretende che tutti apprendano con gli stessi ritmi.

Un bambino con DSA può avere bisogno di più tempo per:

🔹 leggere;
🔹 comprendere;
🔹 scrivere;
🔹 recuperare le informazioni.

Questo non dice nulla sul suo valore o sul suo impegno.

⏳ Negargli il tempo necessario non lo rende più capace: rende soltanto più difficile mostrare ciò che sa davvero.

4️⃣ AIUTO

📌 Nasce per indicare un sostegno offerto quando una persona incontra una difficoltà.

Nel mondo dei DSA, però, viene spesso confuso con una facilitazione o con un vantaggio.

Leggere una consegna, usare una mappa, disporre di più tempo o ascoltare un testo diventano “aiuti” che renderebbero il compito meno valido.

Così uno strumento necessario viene interpretato come un privilegio.

⚠️ Diventa pericoloso quando si pensa che riceverlo impedisca al bambino di imparare o di diventare autonomo.

Gli strumenti compensativi:

✅ non svolgono il compito al suo posto;
✅ non regalano il risultato;
✅ riducono l’effetto della difficoltà;
✅ gli permettono di mostrare ciò che sa.

L’aiuto giusto non sostituisce le capacità: crea le condizioni perché possano emergere.

5️⃣ DIAGNOSI

📌 Nasce per comprendere e descrivere una difficoltà attraverso informazioni cliniche raccolte da più fonti.

Nel mondo dei DSA, però, viene spesso confusa con un’etichetta capace di definire interamente il bambino: «È dislessico», come se quella caratteristica spiegasse tutto ciò che è, ciò che può fare e ciò che potrà diventare.

⚠️ Diventa pericolosa quando viene usata per:

🔹 limitare;
🔹 prevedere il futuro;
🔹 giustificare qualsiasi comportamento;
🔹 diffondere statistiche che, nella realtà, non esistono.

Una diagnosi non stabilisce il futuro. Serve a comprendere dove e come intervenire.

Non dovrebbe chiudere un bambino dentro una definizione, ma mostrarci tutte le reali possibilità per aiutarlo.

🧠 Pigrizia, normalità, tempo, aiuto e diagnosi non sono parole sbagliate. Diventano pericolose quando vengono usate senza comprendere davvero il funzionamento del bambino.

❤️ Seguici, perché ogni bambino merita qualcuno capace di guardare oltre le sue difficoltà e riconoscere il valore che gli altri non vedono.

PLUSDOTAZIONE & FATICA
11/06/2026

PLUSDOTAZIONE & FATICA

CIAO MAESTROCi lascia Edgar Morin, un gigante del pensiero, ma la sua eredità resta intatta. Nel saggio “Insegnare a viv...
30/05/2026

CIAO MAESTRO

Ci lascia Edgar Morin, un gigante del pensiero, ma la sua eredità resta intatta.

Nel saggio “Insegnare a vivere” ci ha insegnato che educare non è accumulare nozioni, ma insegnare a navigare l'incertezza, connettere i saperi e coltivare l'empatia.

Per insegnanti, educatori e genitori, la sua visione continua a guidarci ogni giorno, ricordandoci che l'educazione è, prima di tutto, un atto di libertà. ✨

(Immagine presa sul web)

MAPPE E ALTRI MEDIATORI DIDATTICI PER STUDENTI CON DSALeggete la novità:
20/05/2026

MAPPE E ALTRI MEDIATORI DIDATTICI PER STUDENTI CON DSA

Leggete la novità:

📣 Una notizia che non vedevamo l'ora di dare: il Comitato Scuola AID ha scritto la prima guida sulle mappe concettuali e i mediatori didattici per studenti e studentesse con DSA!

🔎 28 pagine, 10 capitoli, evidenze scientifiche e normativa vigente: un riferimento autorevole e gratuito per docenti, famiglie, studenti e operatori scolastici.

🚀 Come ha scritto il Comitato Scuola nella nota conclusiva della guida: "La competenza che dimostri usando un mediatore è competenza piena." Una frase che vale per ogni studente, ogni famiglia e ogni insegnante che si sia mai trovato a dover giustificare l'uso di uno strumento compensativo...

👉 La guida è scaricabile gratuitamente dal nostro sito, per tutti, senza eccezioni. Scaricala qui e condividila con chi potrebbe averne bisogno: più la conoscenza circola, più i diritti si fanno reali!
https://bit.ly/4npr1MK

AGEVOLAZIONI FISCALI E DSA ⤵️
06/05/2026

AGEVOLAZIONI FISCALI E DSA ⤵️

❤️ LE STORIE DI VITA, QUELLE BELLE ❤️
24/04/2026

❤️ LE STORIE DI VITA, QUELLE BELLE ❤️

QUELLA PROSPETTIVA CHE RENDE MIGLIORE IL MONDO🩵

Abbiamo ricevuto una lettera da un papà felice e vogliamo condividere con tutti voi che ci seguite un po' di questa stessa felicità. Che è anche la nostra. Non aggiungiamo altro perché spiega già tutto lui.💪👇

+++

Buongiorno, volevo condividere con voi, come ex associato AID, il bel traguardo recentemente raggiunto da mio figlio Lorenzo (Dislessico, disgrafico, discalculico... e chi più ne ha più ne metta 😄), che dopo cinque anni di sofferenza e tribolazioni al Liceo classico, nei tre anni normali di corso, ha raggiunto il suo primo traguardo accademico, laureandosi, con Lode, in Storia presso l'Università degli studi di Torino.

Dopo i cinque anni di liceo Lorenzo è letteralmente rinato all'università, dove ha trovato un ambiente "accogliente" e privo di preconcetti ed un ufficio DSA dell'ateneo torinese, che lo ha affiancato e consigliato nella sua prima parte di percorso accademico con grande professionalità.

Dopo esserci dovuti sorbire la solita domanda da parte dei professori del liceo: Ma perché gli avete fatto fare questa scuola? Lorenzo ha dimostrato che era solo una questione di metodo e di approccio.
Oltre ad essere, ovviamente, orgoglioso di lui, sono felice perché ha dimostrato, nel suo piccolo, quanto sia fallimentare ed antiquato l'attuale sistema scolastico. Incapace di adattarsi alle diversità ed alle differenze, rigido ed ingessato.

Volevo parlarvi della sua storia perché tanti ragazzi dislessici, che come lui, arrancano e tribolano, durante gli anni delle superiori, capiscano che questo è solo un brutto momento della loro vita destinato a passare in fretta. Quando all'università o in altri percorsi post diploma, potranno seguire le loro passioni in un contesto (spesso, magari non sempre) privo di preconcetti, rinasceranno come ha fatto Lorenzo.

Adesso Lorenzo è in procinto ad iscriversi alla magistrale, senza nessuno di tutti quei timori che aveva quando si iscrisse alla triennale, paure retaggio residuo delle scuole superiori, ma felice e motivato per raggiungere nuovi traguardi.

Volevo infine ringraziare (last but not least 😁) la Sezione AID di Ascoli Piceno, che in un momento davvero difficile del percorso scolastico di Lorenzo ci ha affiancato e sostenuto, e che lo ha fatto e lo sta facendo anche con la nostra terza figlia, Elena, dislessica anche lei.

I dislessici sono persone davvero speciali, ma non perché dei geni incompresi, ma perché persone "normali" che guardano la vita da un'altra prospettiva e angolazione, spesso necessaria per rendere migliore il mondo!

Un caro saluto, Alessandro, papà di Lorenzo

📚  ᴇ ꜱᴇ ɪʟ "ɴᴏɴ ꜱᴀᴘᴇʀ ꜰᴀʀᴇ" ꜰᴏꜱꜱᴇ ꜱᴏʟᴏ ᴜɴ "ꜰᴀʀᴇ ᴅɪᴠᴇʀꜱᴀᴍᴇɴᴛᴇ"? ✨​Cari genitori, colleghi e insegnanti,​Avete presente qu...
16/04/2026

📚 ᴇ ꜱᴇ ɪʟ "ɴᴏɴ ꜱᴀᴘᴇʀ ꜰᴀʀᴇ" ꜰᴏꜱꜱᴇ ꜱᴏʟᴏ ᴜɴ "ꜰᴀʀᴇ ᴅɪᴠᴇʀꜱᴀᴍᴇɴᴛᴇ"? ✨

​Cari genitori, colleghi e insegnanti,
​Avete presente quei momenti in cui un bambino sembra non riuscire a stare al passo? Quei giorni in cui le fatiche nell'apprendimento appaiono come muri insormontabili? O quando un bambino non si sente adeguato?

​Oggi voglio parlarvi di un albo illustrato che considero un piccolo gioiello terapeutico: "A Rita queste cose non capitano", di Simona Ciraolo (Ed. Franco Cosimo Panini).

​Non è solo una storia, ma uno strumento prezioso per chi lavora con i disturbi del neurosviluppo (e non solo).

Il libro affronta con delicatezza temi cruciali come l'autostima, la gestione della frustrazione e l'accettazione dell'imperfezione.

​Perché utilizzarlo nel nostro lavoro o a casa?
​Il testo è perfetto per affrontare le piccole e grandi sfide quotidiane attraverso concetti chiave della psicologia dello sviluppo:

1. ​𝐆𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐫𝐮𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞
Tutto parte da una macchia che "rovina" un disegno. È la metafora perfetta per lavorare con i bambini che hanno una scarsa tolleranza all'errore o un perfezionismo rigido che blocca l'iniziativa.

2. ​𝐂𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐀𝐮𝐭𝐨𝐬𝐭𝐢𝐦𝐚
Il racconto insegna a guardare oltre l'insuccesso, promuovendo una visione positiva di sé nonostante le fragilità.

3.​ 𝐅𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭à 𝐂𝐨𝐠𝐧𝐢𝐭𝐢𝐯𝐚
Quando la macchia prende vita e suggerisce nuovi modi di vedere le cose, stimoliamo nel bambino lo shift cognitivo — la capacità di cambiare prospettiva — fondamentale per contrastare la rigidità.

4.​ 𝐈𝐥 𝐏𝐞𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞
Rita è l'amica a cui "riesce tutto bene".
Il libro aiuta a elaborare quel senso di inadeguatezza che nasce spesso dal confronto costante con i pari.

​✨ ᴄᴏᴍᴇ ᴜꜱᴀʀʟᴏ?
Che sia in studio durante una terapia, a scuola o prima di dormire, questo libro apre canali di comunicazione profondi.

​ʟᴏ ᴄᴏɴᴏꜱᴄᴇᴠɪ ɢɪà?
Se lo hai già utilizzato in classe o letto con i tuoi figli, raccontami nei commenti come hanno reagito i bambini! 👇

Indirizzo

Zona Statuto
Florence

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 13:00

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