Miosessuologo

Miosessuologo Siamo un'azienda specializzata in psicologia e sessuologia, composta da un team di psicologi, sessuologi e psicoterapeuti altamente qualificati.

La nostra missione è offrire un servizio terapeutico professionale, accessibile e riservato.

Troppo noi ✨
08/06/2026

Troppo noi ✨

Secondo uno studio pubblicato su PLOS ONE, l’85% delle donne dichiara di essere soddisfatta delle dimensioni del proprio...
08/06/2026

Secondo uno studio pubblicato su PLOS ONE, l’85% delle donne dichiara di essere soddisfatta delle dimensioni del proprio partner, eppure il 45% degli uomini vorrebbe essere più grande. Questo divario enorme tra percezione maschile e realtà relazionale è la prova che il problema non è anatomico, ma culturale.

La convinzione che le dimensioni del pene determinino il valore sessuale e personale di un uomo viene alimentata ogni giorno dalla pornografia, dalla pubblicità e da una certa narrazione dei media, che trasformano un dato anatomico in una misura di adeguatezza.

La pornografia, in particolare, offre una rappresentazione sistematicamente distorta dell’anatomia maschile, costruita su campioni estremi e selezionati, senza mai esplicitare quanto sia lontana dalla media reale, lasciando che soprattutto i più giovani costruiscano la propria identità sessuale su basi irrealistiche.

Quando un uomo percepisce le proprie dimensioni come inadeguate, quella percezione può generare insicurezza, vergogna, evitamento delle relazioni e, sul piano sessuale, ansia da prestazione: un’apprensione anticipatoria che interferisce direttamente con i meccanismi del desiderio e dell’eccitazione, producendo esattamente le difficoltà che si temevano.

Dal punto di vista sessuologico, il parametro rilevante nella sessualità non è la dimensione dell’organo, ma la capacità di comunicare, di essere presenti e di sintonizzarsi con i bisogni del partner. Rompere questo mito non è rassicurazione superficiale: è un atto di salute, perché la sofferenza psicologica legata all’immagine corporea merita lo stesso rispetto di qualsiasi altra forma di disagio. 💗

05/06/2026

Ecco 4 cause della mancanza del desiderio sessuale. 💗

Il trauma può lasciare tracce profonde nel corpo, anche quando la mente non riesce a trasformarlo in un ricordo chiaro e...
05/06/2026

Il trauma può lasciare tracce profonde nel corpo, anche quando la mente non riesce a trasformarlo in un ricordo chiaro e raccontabile. In molti casi, l’esperienza traumatica resta frammentata e non integrata, riemergendo attraverso tensione muscolare, ipervigilanza, disturbi del sonno, nausea, blocchi improvvisi o reazioni intense a stimoli che ricordano, anche solo lontanamente, ciò che è accaduto. Non si tratta di un ricordo narrativo, ma di un allarme interno che non si è mai davvero spento.

Queste conseguenze possono riflettersi anche sulla sessualità, che è spesso una delle aree più vulnerabili dopo un trauma, soprattutto se il trauma ha coinvolto il corpo o la fiducia nell’altro. Possono comparire riduzione del desiderio, difficoltà di eccitazione, dolore nei rapporti, difficoltà orgasmiche, evitamento dell’intimità o sensazioni di paura e disgusto. Non sono segni di debolezza o mancanza di volontà, ma risposte di protezione di un sistema psico-fisico che ha imparato a difendersi.

Quando il trauma è intenso, soprattutto se vissuto precocemente, può esserci anche difficoltà a ricordare l’evento in modo consapevole, pur continuando a esserne influenzati. Questo rende ancora più importante un approccio rispettoso, capace di riconoscere che ogni esperienza è diversa e che il corpo può custodire ciò che la mente fatica a nominare. Prendersene cura significa restituire sicurezza, significato e dignità a quelle tracce. ❤️‍🩹

Parlare di aromanticismo e asessualità significa fare spazio a modi diversi di vivere i legami, senza pensare che esista...
04/06/2026

Parlare di aromanticismo e asessualità significa fare spazio a modi diversi di vivere i legami, senza pensare che esista un solo modo “giusto” di amare o di stare in relazione.

L’asessualità riguarda l’attrazione sessuale, mentre l’aromanticismo riguarda l’attrazione romantica: due dimensioni che non coincidono necessariamente, e che proprio per questo aiutano a capire quanto sia variegata l’esperienza umana. Una persona asessuale può desiderare una relazione romantica, così come una persona aromantica può sentire affetto, vicinanza e connessione profonda senza provare attrazione romantica nel senso tradizionale del termine.

Raccontare questi orientamenti è importante perché permette di uscire da alcuni stereotipi ancora molto diffusi, come l’idea che chi non prova attrazione sessuale o romantica sia freddo, distante o incapace di amare. In realtà, si tratta semplicemente di persone che vivono desiderio, intimità e relazioni in modo diverso da ciò che più spesso viene rappresentato. E riconoscere questa diversità significa offrire più linguaggi, più comprensione e più libertà a chi per troppo tempo si è sentito fuori posto.

Parlare di aromanticismo e asessualità, quindi, non vuol dire definire ciò che manca, ma dare dignità a ciò che c’è: affetto, connessione, cura, reciprocità, presenza. Ed è proprio da qui che può nascere una cultura delle relazioni più ampia, più inclusiva e più rispettosa delle sfumature di ciascuno. 💗

Ci sono cose che non riesci a risolvere, e per tutto questo c'è Miosessuologo.Ci trovi al link in bio. 💗
04/06/2026

Ci sono cose che non riesci a risolvere, e per tutto questo c'è Miosessuologo.

Ci trovi al link in bio. 💗

03/06/2026

Raduno dei delulu nei commenti

Le reazioni dei familiari al coming out variano enormemente in funzione del contesto culturale, del livello di istruzion...
03/06/2026

Le reazioni dei familiari al coming out variano enormemente in funzione del contesto culturale, del livello di istruzione, delle credenze religiose e dello stile relazionale della famiglia, ma le ricerche disponibili offrono un quadro che non può essere ignorato.

Secondo dati raccolti da organizzazioni di supporto LGBT+, nell’arco di un anno 1 giovane LGBT+ su 2 ha sperimentato problemi moderati o gravi in famiglia dopo aver dichiarato il proprio orientamento sessuale, e questa percentuale sale al 70% quando il coming out riguarda l’identità di genere delle persone transgender.

Le reazioni ostili possono assumere forme molto diverse: dal semplice silenzio e dall’incredulità, fino a comportamenti di rifiuto attivo, isolamento, pressioni per “cambiare”, violenza verbale o, nei casi più estremi, allontanamento da casa e sospensione del sostegno economico.

La letteratura scientifica è univoca nel riconoscere che il supporto familiare rappresenta il principale fattore protettivo per la salute psicologica delle persone LGBTQIA+. Uno studio pubblicato sul Journal of Child and Adolescent Psychiatric Nursing ha dimostrato che i giovani LGBTQIA+ che percepiscono accettazione da parte dei propri genitori presentano livelli significativamente più bassi di ansia, depressione e ideazione suicidaria rispetto a coloro che subiscono rifiuto o indifferenza.

Al contrario, la mancanza di supporto tende a generare una forma di rifiuto identitario interiorizzato, che porta la persona a credere che ci sia davvero qualcosa di sbagliato in lei, con conseguenze durature sullo sviluppo emotivo, sulla capacità di costruire relazioni intime sane e sulla fiducia nelle figure di attaccamento. ❤️‍🩹

Quando hai voglia ma il corpo sembra non rispondere, non significa che sei rotta o che è colpa tua (o sua). L’eccitazion...
02/06/2026

Quando hai voglia ma il corpo sembra non rispondere, non significa che sei rotta o che è colpa tua (o sua). L’eccitazione, e quindi anche la lubrificazione, non dipendono solo dal partner giusto o dal momento perfetto: entrano in gioco stress, clima di coppia, fiducia, carico mentale, e molto altro.

A volte il corpo si irrigidisce proprio quando percepisce pressione o aspettativa, anche se una parte di te vorrebbe lasciarsi andare. Invece di chiederti “che cosa non va in me?“, può essere più utile chiedersi
“che cosa sta succedendo a me, e nella coppia?”

Se ti riconosci in questa fatica e vuoi capirla meglio senza sentirti sbagliata, puoi farlo con un uno dei nostri terapeuti: ci trovi al link in bio. 💗

Indirizzo

Via Frà Paolo Sarpi, 7/A
Florence
50136

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