Centro EMDR Firenze

Centro EMDR Firenze Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Centro EMDR Firenze, Psicoterapeuta, piazza dell'Indipendenza, 21, Florence.

Siamo un team di psicologi psicoterapeuti specializzati in EMDR, con esperienza e competenze diversificate, impegnati nel trattamento del trauma e nella promozione del benessere psicologico.

CONNESSIONE, REGOLAZIONE E COMPETENZA: LE TRE CHIAVI PER ENTRARE NEGLI "ANFRATTI" DEL TRAUMA.Quando il trauma attraversa...
04/06/2026

CONNESSIONE, REGOLAZIONE E COMPETENZA: LE TRE CHIAVI PER ENTRARE NEGLI "ANFRATTI" DEL TRAUMA.

Quando il trauma attraversa un’intera comunità dobbiamo lavorare tenendo stretto il contatto umano in condizioni estreme.

Nei traumi collettivi vediamo memorie intrusive, paura, disorientamento, ma anche risorse.

Come terapeut3 dobbiamo avere la capacità di rimanere presenti a noi stess3 e concentrat3 per tenere insieme tutti i pezzi che vediamo, ascoltiamo e leggiamo nel non detto.

La competenza è necessaria ma da sola non basta se la paura di sbagliare o il carico emotivo ci fanno perdere il contatto con noi stess3.

Perdiamo l'ascolto.

L'ascolto, la centratura e la competenza sono le chiavi per entrare “negli anfratti del trauma”.

👉 Nel primo commento trovi l’articolo “Psicotraumatologia e traumi collettivi: come intervenire nei contesti di crisi collettiva?”.

Luisa Fossati

DICE CHE MI VUOLE BENE MA POI MI FERISCE. USCIRE DALL'AMBIVALENZA RELAZIONALEL’ambivalenza è un pattern che confonde la ...
29/05/2026

DICE CHE MI VUOLE BENE MA POI MI FERISCE. USCIRE DALL'AMBIVALENZA RELAZIONALE

L’ambivalenza è un pattern che confonde la mente e sfinisce il sistema nervoso.

Come una montagna russa emotiva: un giorno ti vuole vicinissimə, il giorno dopo ti tratta freddo, distante, tagliente.

Chi vive una relazione ambivalente riceve segnali opposti: vicinanza e distanza, riconoscimento e indifferenza.

Alla lunga questo mina la fiducia nelle proprie percezioni e nella capacità di capire cosa sta succedendo.

Ti senti fuori fuoco: a momenti percepisci che ci tiene, subito dopo ti sembra che potresti sparire senza lasciare traccia.
Allora inizi a iper-leggere ogni gesto, ogni messaggio, ogni silenzio.

Piano piano:
- ti correggi
- ti riduci
- ragioni in modo strategico (apparentemente) invece che spontaneo

Quando arrivi a fare questo ti stai adattando alla sua instabilità.
La relazione diventa un terreno su cui ti muovi con cautela costante.

A un certo punto smetti di essere in rapporto con l’altra persona e inizi a regolarti sulle sue oscillazioni.
In quel momento il danno è già aperto: la fragilità non riguarda solo la relazione, tocca la tua identità.

Per uscirne non basta “capire meglio lui o lei”.
Serve reggere il vuoto che arriva quando ti confronti con l’esame di realtà: quella sensazione precisa in cui tocchi con mano che l’altra persona c’è e non c’è, e che l’idea di una sua presenza costante è un’invenzione tua.

I traumi relazionali spingono a legarsi proprio a persone così, ambivalenti, e il legame nasce e si rafforza spesso senza che te ne accorga.

Finisci per provare a “scegliere” chi non ti sceglie, trasformando tutto in un test di valore personale: “se gli dimostro quanto valgo, allora mi sceglie”.

Nel momento in cui lasci che sia la scelta dell’altro a definire il tuo valore, entri in una posizione di dipendenza affettiva.

La terapia EMDR lavora proprio su quei nodi e su quelle ferite che ti tengono agganciatə a chi non ti sceglie davvero, aiutandoti a rielaborare i traumi relazionali e a cambiare il modo in cui ti leghi.

Se vuoi conoscere meglio il centro EMDR Firenze visita il nostro sito - Link al primo commento

Oggi su Rai 3 abbiamo avuto il piacere di parlare di adolescenti, benessere emotivo e psicologia scolastica: temi sempre...
27/05/2026

Oggi su Rai 3 abbiamo avuto il piacere di parlare di adolescenti, benessere emotivo e psicologia scolastica: temi sempre più centrali in una scuola che cambia e che ha bisogno di ascolto, prevenzione e collaborazione tra studenti, famiglie e docenti.
La psicologia scolastica non significa “intervenire solo quando c’è un problema”, ma costruire spazi di crescita, relazione e consapevolezza per tutta la comunità educante.
Grazie alla professoressa Tota e il Dirigente Scolastico Marchetti per l’invito e a anche a chi ogni giorno lavora nella scuola con passione e responsabilità.

In crescita il disagio psicologico degli adolescenti. L'allarme lanciato anche dall'Ordine dei medici di Firenze. Decisivo il ruolo della scuola.

QUANTO È DIFFICILE PARLARE DI SESSO?Grazie a Oriana Piangoloni  che insieme a Ilaria Rusignuolo  ci hanno restituito chi...
26/05/2026

QUANTO È DIFFICILE PARLARE DI SESSO?

Grazie a Oriana Piangoloni che insieme a Ilaria Rusignuolo ci hanno restituito chiavi di lettura e strumenti per il lavoro in terapia.

​In un mondo apparentemente ipersessualizzato, la sessualità resta uno dei tabù più grandi e dolorosi.

Tutto ciò che non diciamo però resta dentro, spinge e si trasforma in pesi enormi.

​Il sesso non è solo un atto fisico.
Il sesso è un atto relazionale, e per questo può fare malissimo o essere meraviglioso.

Spesso si muove sul filo dell'ambivalenza, qualcuno che ti desidera e un attimo dopo ti scaccia. Oppure può essere connessione o un modo per sentire la presenza dell'altro o per compensare una ferita.

È uno dei modi in cui leggiamo noi stessi e l’altro, il nostro rapporto con il piacere ma anche con la paura viscerale di perdere il controllo.

​Eppure, tra vecchi schemi e l'idea che sia qualcosa di "sporco", le persone restano drammaticamente sole con questo caos emotivo.

​La sessualità entra di continuo nelle nostre vite e nella stanza di terapia.

Ringraziamo di cuore Oriana per il suo prezioso intervento di ieri sera in cui ci ha offerto chiavi di lettura fondamentali per decodificare queste dinamiche così intime e complesse durante le sedute.

​Come terapeuti, il nostro compito è essere una base sicura. Uno spazio protetto e senza giudizio dove le persone possono finalmente dare voce all'ambivalenza e a come stanno davvero.

​Al Centro EMDR accompagniamo le persone verso un benessere emotivo e relazionale autentico.

Oggi al Centro Giovani di Piombino abbiamo parlato di genitorialità.Lo abbiamo fatto come piace a noi: senza paroloni in...
23/05/2026

Oggi al Centro Giovani di Piombino abbiamo parlato di genitorialità.
Lo abbiamo fatto come piace a noi: senza paroloni inutili, senza trasformare la psicologia in qualcosa di lontano o pesante, ma cercando di stare dentro alle cose vere della vita quotidiana.
Essere semplici senza semplificare.
Essere profondi senza perdere il sorriso.
Perché a volte parlare di figli, paure, dubbi ed emozioni può diventare anche un momento leggero, umano e condiviso.
Grazie a tutte le persone presenti per l’ascolto, la partecipazione e i sorrisi.
Un ringraziamento speciale a Roberta Castagnoli, che era sempre presente.

IERI SERA AL TWIST BISTROT UN VIAGGIO DENTRO LE RELAZIONI (...E OTTIMI GIN TONIC)Ieri sera al Twist Bistrot, un luogo do...
20/05/2026

IERI SERA AL TWIST BISTROT UN VIAGGIO DENTRO LE RELAZIONI (...E OTTIMI GIN TONIC)

Ieri sera al Twist Bistrot, un luogo dove accadono solo cose belle, abbiamo attraversato il mondo delle relazioni, sviscerando l'amore, i legami e quel modo silenzioso in cui i traumi del passato tornano a guidare le nostre scelte.

Abbiamo parlato a di quando sentiamo che una relazione è sbagliata ma continuiamo a restare, esplorando il motivo per cui spesso rimaniamo incastrati con chi marca il territorio ma non ci sceglie fino in fondo.

È esattamente qui che arriviamo noi accompagnando le persone a sciogliere questi nodi, guidandole verso il loro benessere emotivo e relazionale.

Grazie di cuore a Ilaria Rusignuolo Oriana Piangoloni Simone Bellini Federica Fiorilli e Luisa Fossati

Grazie allo staff del Twist Bistrot

Al prossimo viaggio! 🥂✨

Non è successo niente di così grave… eppure il paziente sta male.Te lo racconta così: “Non ho vissuto incidenti o disast...
14/05/2026

Non è successo niente di così grave… eppure il paziente sta male.

Te lo racconta così: “Non ho vissuto incidenti o disastri, però mi sento come se dentro fosse passato un camion”.
Nessun “trauma evidente”, eppure il funzionamento è chiaramente traumatico.

Nel lavoro clinico incontriamo traumi che si vedono da fuori e traumi che si accumulano nelle microfratture della vita quotidiana.
I primi sono i traumi con la T maiuscola: incidenti, lutti, violenze, eventi in cui la vita o l’incolumità sono a rischio.

I secondi sono i traumi con la t minuscola: umiliazioni ripetute, svalutazioni, genitori emotivamente assenti, mobbing, bullismo, rotture di legami significativi.

Sono proprio queste “t minuscole” a essere spesso sottostimate, anche nel setting.
Eppure sappiamo che la loro reiterazione incide in modo importante su salute mentale, vulnerabilità depressiva, dipendenze, somatizzazioni e assetto relazionale.

Nel modello AIP, l’idea centrale è che esista un sistema fisiologico innato di Elaborazione Adattiva dell’Informazione che tende alla risoluzione.

Quando l’esperienza è troppo intensa o troppo distante dagli schemi disponibili, questo sistema si blocca e il ricordo viene immagazzinato in modo disfunzionale, come “presente continuo” più che come passato.

L’EMDR si inserisce qui: facilita il riavvio di questo processo, permettendo alle memorie traumatiche – T e t – di integrarsi in reti adattive, con un cambiamento osservabile su emozioni, credenze su di sé e risposte corporee.

Se sei un* terapeuta e vuoi entrare di più nel lavoro del trauma con EMDR, approfondendo proprio la clinica delle T maiuscole e delle t minuscole, leggi la scheda del nostro libro.

Vi aspettiamo il 19/05/2026 alle 19.00 al Twist BistrotParliamo insieme di legami, emozioni, coppie felici, cappi psicol...
13/05/2026

Vi aspettiamo il 19/05/2026 alle 19.00 al Twist Bistrot

Parliamo insieme di legami, emozioni, coppie felici, cappi psicologici di cui non ci accorgiamo nemmeno, relazioni, affetto.

Parliamo di amore.

Parliamo di trauma.

Parliamo di come il trauma blocca l'amore.

Parliamo di come la cura del trauma curi le relazioni.

“Non mi hai consideratə.”“Perché consideri sempre gli altri?”Nel lavoro come nelle relazioni, queste frasi sembrano parl...
12/05/2026

“Non mi hai consideratə.”
“Perché consideri sempre gli altri?”

Nel lavoro come nelle relazioni, queste frasi sembrano parlare di attenzione.
Ma spesso riguardano altro: il bisogno di riconoscimento come conferma del proprio valore.

Il punto critico è questo:
quando diventa una pretesa che l’altro ti valorizzi nel modo in cui ti aspetti, stai spostando all’esterno qualcosa che dovrebbe essere interno.

Stai delegando all’altro la misura del tuo valore.

E qui l’equilibrio si rompe.

Perché nessun feedback, anche positivo, è sufficiente quando l’autostima è fragile:
arriva, ma non stabilizza.
Funziona per poco, poi serve di nuovo.

In termini clinici, è un sistema di regolazione basato su rinforzi esterni:
necessari, ma mai risolutivi.

È come un secchio bucato:
puoi riempirlo quanto vuoi, ma non trattiene.

Nel contesto professionale questo si traduce in dipendenza da approvazione, fatica nel reggere il feedback, bisogno costante di conferme.

Il lavoro vero non è ottenere più riconoscimento.
È costruire indipendenza emotiva.

Significa sviluppare un senso di valore che non oscilli in base a quanto vieni visto, approvato o scelto dagli altri.
Significa poter utilizzare il feedback senza dipenderne.

Perché un valore stabile non ha bisogno di essere continuamente confermato: è qualcosa che sa reggersi.

Su questo lavoriamo ogni giorno, con pazienti e professionisti.

"𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐬𝐮𝐭𝐨 𝐠𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐮𝐦𝐢 𝐞𝐩𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐚𝐥𝐞". 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐮𝐦𝐚 𝐭𝐢 𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐞 𝐧𝐞...
07/05/2026

"𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐬𝐮𝐭𝐨 𝐠𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐮𝐦𝐢 𝐞𝐩𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐚𝐥𝐞". 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐮𝐦𝐚 𝐭𝐢 𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐞 𝐧𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐠𝐢.

Di solito il paziente ti dice qualcosa tipo: “Non ho vissuto incidenti o disastri, però mi sento come se dentro fosse passato un treno; ho uno stato di tristezza che non mi lascia mai in pace, mi sveglio la notte con l'ansia, piango”.

Nessun “trauma evidente”, eppure il funzionamento è chiaramente traumatico.

Nel lavoro clinico incontriamo traumi conclamati e visibili (si pensi a un tutto o a un incidente) e traumi che si accumulano nelle microfratture della vita quotidiana. Quelli che non si vedono ma fanno i danni.

I primi sono i traumi con la T maiuscola: incidenti, lutti, violenze, eventi in cui la vita o l’incolumità sono a rischio.

I secondi sono i traumi con la t minuscola: umiliazioni ripetute, svalutazioni, genitori emotivamente assenti, mobbing, bullismo, rotture di legami significativi. Ferite sottili ma che creano ferite dolorose come la goccia che scava la pietra.

Sono proprio queste “t minuscole” a essere spesso sottostimate. Sono loro che fanno i danni. Sono loro che spesso ti predispongono a infilarti in relazioni disfunzionali, farti mettere i piedi in testa o a farti avere gli scatti d'ira.

Nel modello AIP, alla base della terapia EMDR, l’idea centrale è che esista un sistema fisiologico innato di Elaborazione Adattiva dell’Informazione che serve proprio per "digerire" le esperienze traumatiche quando le viviamo.

Quando l’esperienza però è troppo intensa, questo sistema si blocca e il cervello non riesce a "digerirla". Per questo resta bloccata lì e spesso, senza che ce ne rendiamo contro, continua a mettersi in mezzo tra noi e la nostra vita.

L’EMDR si inserisce qui: facilita il riavvio di questo processo, permettendo alle memorie traumatiche (T e t) di essere "digerite" così che la persona possa riprendere le redini della propria vita senza essere più ostaggio dei traumi passati.

Al centro clinico EMDR ci occupiamo proprio di aiutare le persone a "digerire" i loro traumi.
Visita il nostro sito.

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Florence
50100

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