Centro EMDR Firenze

Centro EMDR Firenze Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Centro EMDR Firenze, Psicoterapeuta, piazza dell'Indipendenza, 21, Florence.

Siamo un team di psicologi psicoterapeuti specializzati in EMDR, con esperienza e competenze diversificate, impegnati nel trattamento del trauma e nella promozione del benessere psicologico.

L’alleanza professionale nel contesto peritale.Nel contesto peritale non si parla di alleanza terapeutica, poiché non vi...
15/09/2026

L’alleanza professionale nel contesto peritale.

Nel contesto peritale non si parla di alleanza terapeutica, poiché non vi sono pazienti né una finalità di cura, ma di un’alleanza professionale tra i periti coinvolti. E si tratta di costruire uno spazio di confronto fondato sull’ascolto reciproco, sul rispetto, sulla chiarezza dei ruoli e sulla comune responsabilità di contribuire a una valutazione rigorosa, scientificamente fondata ed eticamente corretta.

Durante le operazioni di CTU può accadere che prevalga la logica dello scontro in cui si sostiene una parte, si confuta l’altra e si cerca di “vincere”, come se il lavoro psicologico fosse soltanto il prolungamento dell’aula di tribunale.

Il compito del perito, tuttavia, non è ottenere un risultato favorevole a ogni costo, ma contribuire a una comprensione il più possibile accurata della situazione, attraverso valutazioni scientificamente fondate ed eticamente responsabili dei quesiti cui il giudice ci chiama a rispondere.

Il principio del contraddittorio è imprescindibile, ma non coincide con una contrapposizione sterile. Significa partecipare attivamente al processo valutativo e avere il dovere di segnalare quando una scelta metodologica, un’interpretazione o una conclusione del CTU non appaiono sostenute da criteri scientifici adeguati.

Tacere un’osservazione critica soltanto perché una determinata scelta favorisce la parte assistita, evita di far emergere elementi scomodi o rende più semplice ottenere quanto richiesto ma non tutela realmente nessuno. Anzi, impoverisce la qualità del lavoro peritale e rischia di allontanarlo dalla sua funzione più autentica e cioé, quella di offrire al giudice elementi affidabili per comprendere e decidere.

La correttezza scientifica ed etica deve essere preservata anche quando comporta il riconoscimento di aspetti sfavorevoli alla propria parte, il ridimensionamento di alcune richieste o l’emersione di elementi complessi, dolorosi e difficili da accogliere.

Il rigore professionale non può dipendere dalla convenienza processuale, altrimenti diventa difficile tutelare la salute mentale!

E costruire un’alleanza nel contesto peritale non significa rinunciare all’imparzialità, al contraddittorio o alla possibilità di formulare osservazioni critiche. Significa esercitare ciascuna di queste funzioni con competenza, indipendenza, trasparenza e responsabilità, ricordando che dietro le posizioni processuali ci sono persone reali, la cui salute, le cui relazioni e la cui vita possono essere profondamente condizionate dalle decisioni assunte.

La qualità dell’alleanza professionale costituisce una condizione fondamentale per il rigore della valutazione e il rigore scientifico è autentico soltanto quando viene mantenuto anche di fronte a ciò che è scomodo, complesso o non conveniente.

𝐈𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐮𝐦𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢𝐥𝐢 𝐞 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐥𝐢. 𝐋'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐄𝐌𝐃𝐑 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐬...
12/09/2026

𝐈𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐮𝐦𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢𝐥𝐢 𝐞 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐥𝐢. 𝐋'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐄𝐌𝐃𝐑 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐥'𝐢𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐮𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐩𝐩𝐢𝐚

Oggi abbiamo scelto di condividere insieme qui al centro questo momento di formazione.

Grazie a Associazione EMDR Italia per l'opportunità formativa.

Grazie alla competenza e alla condivisione della collega Elena Isola per questo utilissimo percorso.

Perché loro e non me?Quando parliamo di trauma collettivo dobbiamo considerare l'enorme impatto che un evento che avvien...
11/09/2026

Perché loro e non me?

Quando parliamo di trauma collettivo dobbiamo considerare l'enorme impatto che un evento che avviene su larga scala, come un incidente ferroviario, un attentato o una catastrofe naturale, provoca sulla comunità. Non solo, occorre valutare anche le conseguenze psicologiche su chi sopravvive, su chi cioè fa esperienza diretta dell'evento riuscendo a salvare la propria vita.
Potrebbero sopraggiungere emozioni legate alla “colpa del sopravvissuto”, oppure sensazioni di impotenza di fronte all'impossibilità di aiutare un compagno nella medesima situazione.
Se non si interviene tempestivamente sia sulla comunità colpita sia sui singoli individui che, nonostante la drammaticità dell'evento, riescono a rimanere in vita, l'effetto traumatico potrebbe potenziarsi, aggravarsi e cronicizzarsi, con conseguenze sulla salute psicofisica e sull'assetto comunitario.
Interventi tempestivi, come l'EMDR di gruppo e il protocollo EMDR per gli eventi recenti, possono risultare di fondamentale importanza ed efficacia. Per questo motivo è necessario muoversi precocemente, al fine di garantire aiuti psicologici concreti che siano di reale sostegno per il singolo e la collettività.
Per saperne di più
emdrfirenze.it

👉 𝐈 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐧 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧'𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚, 𝐟𝐞𝐫𝐨𝐜𝐞 𝐮𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚: 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐬...
01/09/2026

👉 𝐈 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐧 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧'𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚, 𝐟𝐞𝐫𝐨𝐜𝐞 𝐮𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚: 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐠𝐠𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨.

Un dolore costante, devastante, che toglie il sonno e la concentrazione.

Persone che cecano disperatamente una via di fuga o un anestetico per sopravvivere a quell'inferno quotidiano. Che poi è la relazione in cui si trovano.

Ed è comprensibile.

Il problema è che quella disperazione spesso è solo il dito.

La luna è da tutt'altra parte.

Tutto quel tormento non nasce oggi; è di solito il risultato finale di vecchi traumi relazionali incastrati dentro e che hanno tracciato la strada per entrare e stare nelle relazioni; a volte non solo quelle di coppia.

Il trauma è una metastasi emotiva.

Ammala tutto in silenzio, non si vede, striscia nell'ombra.

Una persona cresciuta in contesti che le hanno insegnato a pensarsi incapace di scegliere da sola, o che il proprio valore esiste solo se approvato dall'altro, porta questa prospettiva all'interno delle relazioni.

Il punto critico è che avviene tutto al di fuori della consapevolezza.

Per questo le persone in studio, di solito in prima seduta, mi dicono: "Lo so perché faccio così, ho tutto chiaro ma non cambio".

Razionalizzare non serve a niente.
Sapere le cose non significa aver chiaro come si sono incastrate e come impattano sul comportamento e nella relazione.

Ecco perché fa paura sentire parlare di interventi sulle relazioni che lavorano solo sul presente o con l'unico obiettivo di "uscire" da quella relazione.

Uscire non serve a nulla se l'incastro tossico resta intatto.

💡 Il compito del terapeuta è restituire sicurezza nel presente certo ma per poi andare a smontare gli incastramenti del passato.

🔥 Solo estirpando quel veleno le relazioni possono essere vissute veramente in modo diverso.

Trauma complesso, relazioni, fiducia.C'è una cosa che capita spesso a chi ha vissuto esperienze difficili nel tempo: più...
27/08/2026

Trauma complesso, relazioni, fiducia.

C'è una cosa che capita spesso a chi ha vissuto esperienze difficili nel tempo: più una relazione diventa importante o stretta, più qualcosa dentro si allarma. Molti si convincono che sia carattere, oppure che sia una scelta. "Mio padre diceva che ero orgogliosa, che non accettavo mai un aiuto da nessuno. Non gli è mai passato per la testa che l'unica volta che avevo chiesto aiuto, mi aveva riso in faccia." In realtà, è il corpo che ricorda, a modo suo, che un tempo la vicinanza poteva essere pericolosa.

Questo tipo di ricordo non ha bisogno di un'immagine precisa per attivarsi. Si presenta come una tensione, un bisogno improvviso di allontanarsi, una diffidenza che sembra "irrazionale" anche a chi la prova. Per questo, con chi porta questo tipo di storia, costruire fiducia chiedendola direttamente, o offrendo più calore, più in fretta, spesso ottiene l'effetto opposto.

Se ti sei scottato spesso, la mano impara a scattare indietro prima ancora che tu decida. Anni dopo, basta avvicinarsi a qualcosa di caldo, anche innocuo, perché la mano si ritragga da sola.

Se in terapia, o in qualsiasi relazione che conta, senti che quella fiducia che stavi costruendo vacilla all'improvviso, non pensare di aver rovinato tutto. Non è colpa tua, e non significa che sei tornato al punto di partenza. Chiediti cosa si è attivato. E invece di cercare subito più vicinanza per rimediare, prova a cercare più prevedibilità: sapere cosa aspettarti, capire cosa sta succedendo. Il problema non sei tu né la persona che hai davanti, è solo che una parte di te sta ancora facendo la guardia.

👉 Seguici per continuare a parlare di trauma e relazioni.

Quando finisce la coppia, non finisce la base sicuraAnche la psicologia giuridica si occupa di atti relazionali. E a vol...
25/08/2026

Quando finisce la coppia, non finisce la base sicura

Anche la psicologia giuridica si occupa di atti relazionali. E a volte, presi da valutazioni, quesiti peritali, conflitti e contrapposizioni, rischiamo di dimenticarlo. Lo rischiano i genitori, ma talvolta lo rischiano anche i professionisti chiamati a valutarli.

Le vacanze, per le coppie genitoriali separate o in fase di separazione, possono diventare uno dei momenti in cui le tensioni si fanno più evidenti: tempi da dividere, partenze, rientri, nuovi compagni, distanze, aspettative. E, in mezzo a tutto questo, ci sono i figli.

Nella mia esperienza come consulente tecnico, soprattutto nelle situazioni ad alta conflittualità, incontro genitori profondamente feriti dalla fine della loro relazione. Ferite comprensibili, che tuttavia possono diventare così centrali da far perdere una consapevolezza fondamentale: può finire la coppia amorosa, ma non finisce la coppia genitoriale.

Si può smettere di essere amanti. Si può smettere di desiderarsi, scegliersi, progettare insieme. Si può — ed è sano — ricostruire la propria vita affettiva, continuando a essere uomini e donne oltre che padri e madri.

Ma non si smette di essere genitori.

E soprattutto non viene meno il compito più difficile della genitorialità: riuscire ad anteporre i bisogni dei figli ai propri bisogni, alle proprie ferite, alla rabbia, al desiderio di rivalsa o alla necessità di avere ragione sull'altro.

È proprio questa capacità che, nelle separazioni più conflittuali, rischia di andare perduta.

La genitorialità continua a richiedere una responsabilità nei confronti della salute, della sicurezza e del benessere dei figli. Continua a richiedere la capacità di rappresentare per loro una base sicura, anche quando la forma della famiglia è cambiata.

Perché la base sicura non coincide con una famiglia che vive necessariamente sotto lo stesso tetto. È, prima di tutto, una funzione relazionale: la possibilità per il bambino di sentire che gli adulti che si occupano di lui rimangono sufficientemente solidi da proteggerlo e da non chiedergli di occuparsi del loro conflitto.

Questo non significa che due ex partner debbano andare d'accordo a tutti i costi, né negare le ferite, la rabbia o il dolore prodotti dalla separazione. Significa però mantenere la consapevolezza di a chi appartengono quelle ferite e di chi ha la responsabilità di occuparsene.

Le ferite della separazione appartengono agli adulti.

Non dovrebbero essere i figli a portarne il peso, diventando messaggeri, alleati, confidenti, arbitri, consolatori o terreno sul quale continuare una guerra che appartiene alla relazione di coppia.

Un figlio continua ad amare entrambi i propri genitori anche quando loro non si amano più. E dovrebbe poterlo fare liberamente, senza sentire che amare l'uno significhi tradire l'altro.

Essere una base sicura dopo una separazione significa anche proteggere questa libertà.

Significa riuscire, anche quando è difficile, a distinguere ciò che appartiene alla propria sofferenza da ciò di cui ha bisogno il proprio figlio. Significa domandarsi non soltanto “che cosa è giusto per me?”, ma soprattutto “che cosa sta vivendo mio figlio e di che cosa ha bisogno in questo momento?”.

Ed è forse proprio questa la consapevolezza che anche noi professionisti della psicologia giuridica dobbiamo custodire.

Dietro un quesito peritale, una valutazione delle competenze genitoriali, un fascicolo, un conflitto sull'affidamento o sui tempi di permanenza, non ci sono soltanto due adulti da valutare: c'è un sistema di relazioni che continuerà a esistere ben oltre la conclusione del procedimento giudiziario.

Valutare la genitorialità significa allora anche interrogarsi sulla capacità di ciascun genitore di preservare questa funzione: proteggere il figlio dal conflitto, riconoscerne i bisogni come distinti dai propri e continuare a offrirgli una base sufficientemente sicura.

Perché un legame sentimentale può finire.

La responsabilità genitoriale no.

E la sfida della separazione non consiste nel continuare a essere la coppia di prima, ma nel riuscire a trasformare quella relazione abbastanza da poter continuare, in una forma diversa, a essere genitori.

Due adulti possono non scegliersi più come compagni.
Ma devono continuare, ogni volta che è possibile, a scegliere il benessere dei propri figli prima del proprio conflitto.

Quando un bambino vive un’esperienza difficile, il trauma non fa quasi mai il rumore che ci aspettiamo.Il peso sul petto...
20/08/2026

Quando un bambino vive un’esperienza difficile, il trauma non fa quasi mai il rumore che ci aspettiamo.

Il peso sul petto, quel nodo alla gola che non riesci a spiegare, quella paura sottile che tuo figlio stia soffrendo senza che tu riesca a vederlo.

Quando un bambino vive un’esperienza difficile, il trauma non fa quasi mai il rumore che ci aspettiamo. Non ci sono sempre pianti disperati, urla o porte sbattute. Più spesso, il dolore fa un rumore quasi impercettibile: il rumore del silenzio.

A volte ci sono segnali sottili che chiedono solo di essere visti con gli occhi del cuore:

- La perfezione improvvisa: Un bambino che d'un tratto diventa "troppo bravo", iper-responsabile o invisibile non è cresciuto all'improvviso. Sta usando tutte le sue forze per tenere insieme un mondo che sente crollare.
- L'assenza di parole: Il fatto che non faccia domande o non racconti nulla non significa che abbia superato l'accaduto. È un'emozione talmente gigantesca che il bambino non trova le parole per non esserne travolto.
- Un gioco che si spegne: Quando la fantasia lascia il posto a un gioco rigido, ripetitivo, o quando la voglia di giocare scompare, la sua mente ci sta dicendo che è rimasta incastrata lì.

Vedere queste cose fa male, lo so. Ci fa sentire impotenti, spaventati di aver sbagliato qualcosa. Ma un evento stressante non deve per forza trasformarsi in un trauma.

Se noti che questi atteggiamenti proseguono per più di un mese, o se il sonno, la scuola e le relazioni cominciano a farsi faticosi, fermati ad ascoltare.

Chiedere il parere di uno specialista non significa etichettare il tuo bambino o fallire come genitore. Significa tendergli la mano e dargli i giusti strumenti per elaborare ciò che ha vissuto, prima che quel peso si radichi dentro di lui.

Significa aiutarlo a sciogliere quel nodo invisibile e restituirgli la spensieratezza che merita.

Ferragosto, terremoti e risorseLa notte di Ferragosto, a Granada con la Vicepresidente del centro EMDR, una scossa di ma...
15/08/2026

Ferragosto, terremoti e risorse

La notte di Ferragosto, a Granada con la Vicepresidente del centro EMDR, una scossa di magnitudo 5.2 ci ha regalato un risveglio decisamente movimentato.

Fortunatamente nessuna vittima, ma tanto spavento e moltissime persone in strada: una scena che mi ha ricordato diverse situazioni incontrate lavorando nelle emergenze.

A volte comincio a sentirmi l’anello di congiunzione tra la Signora Fletcher e Don Matteo (con cui, peraltro, condivido pure il nome): dove vado, succede qualcosa.

Poi entrano in gioco le risorse: ci si orienta, si decide e si riparte. Qualche ora dopo eravamo nella bellissima Córdoba, stanchi, con due occhiaie notevoli, ma circondati da tanta bellezza.

Buon Ferragosto dal Centro EMDR Firenze

QUANDO I GENITORI CI CHIEDONO: "AGGIUSTAMI IL FIGLIO" MA LO PSICOLOGO NON È UN MECCANICO E IL FIGLIO NON È ROTTO.Ci sono...
14/08/2026

QUANDO I GENITORI CI CHIEDONO: "AGGIUSTAMI IL FIGLIO" MA LO PSICOLOGO NON È UN MECCANICO E IL FIGLIO NON È ROTTO.

Ci sono genitori di adolescenti che arrivano in studio, si siedono e scaricano il pacco:

«Nostro figlio è diventato aggressivo, non studia, si chiude in camera. In famiglia va tutto a meraviglia. Ci dica cosa c’è che non va in lui.»

Traduzione: prendi il guasto, sistemalo e rendici il figlio aggiustato.

Poi però quando inizio a fare domande escono fuori le cose scomode.

Quel sintomo esibito dal ragazzo smette di essere un difetto di fabbrica individuale e diventa il faro piantato su un intero sistema di relazioni.

Il ragazzo è solo la persona che urla per tutti.

In terapia la caccia al colpevole è inutile.

Serve il coraggio di capire quali dinamiche alimentano l'incendio e quali risorse servono per spegnerlo.

Qui casca l'asino.

Sostenere un figlio richiede agli adulti la disponibilità a mettere in discussione sé stessi e alcuni funzionamenti familiari.

È necessario trasformarsi in parte attiva della soluzione.

Uno psicologo non è un meccanico.

Nessuno "aggiusta" vostro figlio.

Guardare dentro quel disagio significa avere l'audacia di guardare dentro le vostre dinamiche familiari.

Se volete aiutarlo seriamente, il primo passo è smettere di nascondervi dietro la sua stanza chiusa e chiedersi: cosa sta succedendo?

"Fai quello che ami e non lavorerai neanche un giorno della tua vita."Ma davvero?È una delle frasi più condivise sui soc...
11/08/2026

"Fai quello che ami e non lavorerai neanche un giorno della tua vita."
Ma davvero?
È una delle frasi più condivise sui social. Peccato che la realtà sia un po' più complessa.
Anche il lavoro che amiamo può stancarci. Può assorbirci, metterci alla prova, consumare energie mentali ed emotive. La passione non rende immuni dalla fatica. Semplicemente... le dà un significato diverso.
Ed è proprio per questo che le vacanze non sono un lusso, ma una necessità.
Staccare la spina non significa "scappare" dal lavoro. Significa concedere alla mente il tempo di rallentare, al corpo la possibilità di recuperare e alle emozioni lo spazio per rimettersi in ordine. È il momento in cui le batterie si ricaricano davvero, permettendoci di tornare a settembre con più energia, lucidità e voglia di affrontare nuove sfide.
Ma c'è una domanda che vale la pena portarsi sotto l'ombrellone.
Se senti il bisogno disperato che arrivino le ferie per riuscire finalmente a respirare... è solo stanchezza? Oppure c'è qualcosa di più?
Perché esiste una differenza sostanziale tra aver bisogno di riposo e aver bisogno di evasione.
Nel primo caso stai semplicemente recuperando energie. Nel secondo, forse, stai cercando di prendere le distanze da una quotidianità che non ti rappresenta più.
E allora le vacanze possono diventare qualcosa di molto più prezioso di una semplice pausa.
Possono essere un'occasione per ascoltarsi. Per fare silenzio. Per chiedersi se il lavoro che stiamo facendo è ancora coerente con i nostri valori, con i nostri bisogni e con la persona che siamo diventati.
Forse la vera provocazione non è chiedersi se esista un lavoro che non faccia desiderare le vacanze.
La vera domanda è un'altra:
Quanto della tua energia stai investendo in una vita che senti davvero tua?
Buone vacanze a chi parte, a chi resta e a chi approfitterà di questi giorni per ricaricare le batterie.
Ma soprattutto, buone vacanze a chi troverà il coraggio di tornare a settembre non solo più riposato, ma anche un po' più consapevole.

Indirizzo

Piazza Dell'Indipendenza, 21
Florence
50100

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Centro EMDR Firenze pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Centro EMDR Firenze:

Scelte rapide

Condividi

Digitare