Centro EMDR Firenze

Centro EMDR Firenze Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Centro EMDR Firenze, Psicoterapeuta, piazza dell'Indipendenza, 21, Florence.

Siamo un team di psicologi psicoterapeuti specializzati in EMDR, con esperienza e competenze diversificate, impegnati nel trattamento del trauma e nella promozione del benessere psicologico.

LAVORARE SUL TRAUMA Oriana Piangoloni e Luisa Fossati  al lavoro sulla programmazione del piano editoriale di agosto e s...
23/07/2026

LAVORARE SUL TRAUMA

Oriana Piangoloni e Luisa Fossati al lavoro sulla programmazione del piano editoriale di agosto e settembre.

In studio incontriamo tantissime persone che pagano le conseguenze del trauma.

A volte ne sono consapevoli, altre no, sanno solo che stanno male.

Il trauma, le relazioni e il benessere emotivo sono il nostro campo di lavoro.

Nei prossimi mesi ci impegniamo a raccontare e divulgare esattamente questo.

Siamo qui per fare cultura sul trauma, raccontare gli incastri e come lavoriamo.

Nei prossimi due mesi ci aspettano post e articoli sulle dipendenze affettive, gestione della relazione genitoriale nelle separazioni difficili (quando magari c'è di mezzo il tribunale), genitorialità, trauma complesso, gestione di emozioni faticose sul lavoro, ambiti di applicazione specifici dell'EMDR.

Intanto buona estate e seguiteci sui nostri canali.

NON SEMPRE CHI CERCA ALTROVE STA TRADENDO L'ALTRƏ"A volte, quando cerchiamo lo sguardo di un'altra persona, non è dal no...
09/07/2026

NON SEMPRE CHI CERCA ALTROVE STA TRADENDO L'ALTRƏ

"A volte, quando cerchiamo lo sguardo di un'altra persona, non è dal nostro partner che ci stiamo allontanando, ma dalla persona che siamo diventati. Non stiamo tanto cercando un altro amante, quanto piuttosto un'altra versione di noi stessi." — Esther Perel

Quando si desidera altrove, non è detto che si stia scappando da chi si ama. Spesso si sta cercando qualcuno che veda chi siamo diventatə, quando quella parte di noi non si sente più vista da nessuno, nemmeno dal partner.

La coppia magari continua apparentemente a funzionare. Sono le persone dentro la coppia che continuano a cambiare, e a volte quel cambiamento resta invisibile agli occhi di chi ci sta accanto ogni giorno.

È un po' come guardare una vecchia fotografia di sé e non riconoscersi più. La foto non è sbagliata. È che quella persona nella foto non esiste più.

Se ti riconosci in questo, smetti di chiederti "chi sto cercando?" e prova a domandarti "chi sono diventato o diventata, e chi riesce ancora a vedermi?"

Continua a seguirci.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐜𝐢 𝐟𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐢𝐧𝐜*****𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢? - 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚Dove eravamo rimast*?Ah sì sul perchè scleri con tu* fi...
01/07/2026

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐜𝐢 𝐟𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐢𝐧𝐜*****𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢? - 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚

Dove eravamo rimast*?

Ah sì sul perchè scleri con tu* figli* adolescente.

Ecco altre cinque buone ragioni

5️⃣ Perché ci fanno perdere la pazienza più dei bambini?
Perché ci assomigliano troppo.
I bambini fanno scattare la voglia di protezione.
Gli adolescenti tirano fuori le nostre incoerenze, i nostri limiti, le nostre paure.

6️⃣ Perché sembrano geniali in alcune cose e irresponsabili in altre?
Perché il cervello non matura tutto insieme.
Le parti legate alle emozioni e alla ricerca di gratificazione si sviluppano prima di quelle che servono per il controllo e la pianificazione.

7️⃣ Perché ci sentiamo così spesso impotenti?
Perché in adolescenza perdiamo una fetta del controllo che avevamo quando erano piccoli.
Questo passaggio è tosto per loro e lo è anche per i genitori.

8️⃣ Quindi è normale arrabbiarsi?
Assolutamente sì.
La rabbia fa parte del pacchetto.
Il punto è cosa ci facciamo con quella rabbia.
Un adulto può arrabbiarsi e continuare a restare presente, senza umiliare, senza aggredire, senza chiudere la relazione.

9️⃣ Cosa ci insegnano gli adolescenti?
Ci riportano alla flessibilità.
Ci costringono a rimettere mano a certezze, abitudini, modi di parlare.
Alla fine fanno crescere anche gli adulti.

🔟 In fondo, perché ci fanno così sclerare?
Perché il loro lavoro è diventare persone diverse da noi, mentre spesso la nostra parte affettiva vorrebbe che restassero un po’ simili ai bambini di qualche anno fa.

💬 L’adolescenza è il momento in cui i figli smettono di essere quelli che avevamo in testa e iniziano a diventare davvero sé stessi.

Quindi, respira......respira ancora.....sorridi....armati di pazienza e...continua a seguirci sui nostri canali

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐜𝐢 𝐟𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐢𝐧𝐜*****e 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢? - 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚Tu vorresti solo un po’ di pace, loro sembrano lì apposta...
30/06/2026

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐜𝐢 𝐟𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐢𝐧𝐜*****e 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢? - 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚

Tu vorresti solo un po’ di pace, loro sembrano lì apposta per testare ogni tuo limite.

1️⃣ Gli adolescenti sono davvero più provocatori o siamo noi adulti a vederli così?
Tutte e due le cose.
In questa fase hanno il compito di staccarsi dagli adulti.
Per farlo mettono in discussione regole, idee, autorità.
A chi sta dall’altra parte arriva spesso come provocazione continua.

2️⃣ Perché sembra che non ascoltino mai?
Perché stanno imparando a pensare con la loro testa.
A cinque anni cercano protezione, a quindici cercano autonomia.
In molti casi sentono quello che dici, solo che non eseguono subito.

3️⃣ Perché rispondono male proprio alle persone che vogliono loro bene?
Perché con le persone sicure si mostrano per quello che sono davvero.
Il lato più ruvido, spesso, esce proprio con chi sentono come base sicura.

4️⃣ Perché danno l’idea di sapere tutto?
Perché il cervello in adolescenza è concentrato su autonomia e competenza.

Molti ragazzi costruiscono l’identità attraverso idee forti, posizioni rigide, pensieri “o bianco o nero”.

💬 In pratica stanno facendo il loro sporco lavoro di crescita, solo che questo lavoro passa dritto attraverso i nervi dei genitori.

Hai un figlio o una figlia adolescente? tieni duro e continua a seguirci.

L'identità sessuale non è una realtà statica, ma un processo evolutivo complesso che si costruisce nel tempo e che non r...
23/06/2026

L'identità sessuale non è una realtà statica, ma un processo evolutivo complesso che si costruisce nel tempo e che non riguarda esclusivamente il comportamento sessuale ma che coinvolge il modo in cui ciascuno percepisce sé stesso, costruisce legami significativi, sperimenta il desiderio, l'intimità e il senso di appartenenza.

La letteratura scientifica evidenzia come il riconoscimento sociale e relazionale delle caratteristiche identitarie costituisca un importante fattore di protezione per la salute mentale e come, al contrario, esperienze di stigmatizzazione, esclusione o invisibilità possono incidere negativamente sul benessere psicologico, aumentando il rischio di sofferenza emotiva, isolamento e vulnerabilità.

Il Pride non è soltanto una rivendicazione di diritti, ma anche un'occasione per promuovere una cultura del riconoscimento, del rispetto delle differenze e della dignità della persona e favorire contesti nei quali ciascuno possa sviluppare e integrare la propria identità in modo autentico.

Rappresenta una responsabilità collettiva perché il riconoscimento, oltre ad essere un diritto, è anche una condizione che favorisce benessere, appartenenza e salute psicologica.

E se il vero problema di alcuni leader non fosse la gestione del potere, ma il bisogno di sentirsi riconosciuti? La vera...
17/06/2026

E se il vero problema di alcuni leader non fosse la gestione del potere, ma il bisogno di sentirsi riconosciuti? La vera autorevolezza non viene imposta, emerge quando non si ha la necessità di dimostrare nulla.

Formazione con gli agenti della Polizia Locale.Abbiamo parlato di truffe, manipolazioni, del profilo psicologico del tru...
17/06/2026

Formazione con gli agenti della Polizia Locale.

Abbiamo parlato di truffe, manipolazioni, del profilo psicologico del truffatore e di come prendersi cura delle vittime. Perché la psicologia, quando si parla di truffe, serve sia a capire come funziona l'inganno sia a riparare le ferite che lascia.

Un grazie agli agenti presenti per l'attenzione, le domande e il clima di lavoro. E devo ammettere una cosa: spesso alle divise attribuiamo rigore, autorevolezza e senso del dovere, ma non sempre simpatia e ironia. Probabilmente è colpa di qualche luogo comune.

Oggi, invece, ho trovato persone competenti, umane e decisamente piacevoli con cui lavorare.

DA SOFFERENZA A ALLENZA: DOVE NASCE LA CURAQuando una persona giunge in terapia è spinta dal bisogno di risolvere la sua...
16/06/2026

DA SOFFERENZA A ALLENZA: DOVE NASCE LA CURA

Quando una persona giunge in terapia è spinta dal bisogno di risolvere la sua sofferenza.

Da clinici dobbiamo innanzitutto sintonizzarci con tale bisogno e iniziare un'attenta e meticolosa raccolta della storia di vita del paziente, al fine di conoscere e comprendere a fondo il suo funzionamento e indirizzare successivamente il trattamento.

Come psicoterapeuti che si muovono dentro una cornice relazionale (la terapia è l'incontro tra due persone, due menti, due corpi) siamo chiamati per prima cosa a validare la sofferenza che quel paziente ci riporta, poiché rappresenta il primissimo intervento che consente la costruzione dell'alleanza terapeutica.

E quando un paziente, nel dialogo clinico ci dice ad esempio “è la prima volta che qualcuno prende sul serio i miei problemi”, sappiamo che stiamo andando nella direzione giusta.

TORNIAMO A CASA NUTRITI DI RELAZIONI E STRUMENTI DI LAVORO ​Tre giorni intensi di formazione, condivisione e crescita. T...
14/06/2026

TORNIAMO A CASA NUTRITI DI RELAZIONI E STRUMENTI DI LAVORO

​Tre giorni intensi di formazione, condivisione e crescita. Torniamo nei nostri studi con un bagaglio ricco di nuovi strumenti clinici e con l'energia di una comunità professionale coesa.

​Grazie all'Associazione EMDR Italia per aver creato questa importante occasione di confronto, incontro e aggiornamento.

Negli ultimi giorni i social si sono riempiti di commenti sull'esibizione a sorpresa di Madonna a Times Square. Quasi tu...
10/06/2026

Negli ultimi giorni i social si sono riempiti di commenti sull'esibizione a sorpresa di Madonna a Times Square. Quasi tutti si concentrano sul suo corpo. Quasi nessuno sul messaggio dell'esibizione.

Questo squilibrio è interessante.

Quando qualcosa che non ci riguarda direttamente produce un fastidio sproporzionato, difficile da spiegare o da mettere a fuoco, di solito non parla di ciò che stiamo guardando. Parla di noi.

In psicologia chiamiamo egodistonica un'esperienza interna che non riusciamo ad accettare come nostra: un pensiero, un'emozione, un desiderio che sentiamo come estraneo, disturbante, incompatibile con l'idea che abbiamo di noi stessi. Non lo integriamo. Lo allontaniamo. E spesso lo proiettiamo fuori, su un corpo, su un'espressione, su un'identità che "disturba".

È come guardare da una finestra appannata: credi di vedere fuori, ma stai vedendo il riflesso di ciò che è dentro la stanza.

Il fastidio intenso verso ciò che gli altri fanno con il proprio corpo, la propria sessualità, la propria identità può essere un segnale. Non un giudizio su di te. Un'indicazione che qualcosa dentro di te chiede attenzione.

La domanda utile non è "perché si comportano così?" ma "cosa mi fa, questa scena? Cosa tocca in me?"

Quella domanda, in psicoterapia, apre spesso porte inaspettate.

Indirizzo

Piazza Dell'Indipendenza, 21
Florence
50100

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