15/09/2026
L’alleanza professionale nel contesto peritale.
Nel contesto peritale non si parla di alleanza terapeutica, poiché non vi sono pazienti né una finalità di cura, ma di un’alleanza professionale tra i periti coinvolti. E si tratta di costruire uno spazio di confronto fondato sull’ascolto reciproco, sul rispetto, sulla chiarezza dei ruoli e sulla comune responsabilità di contribuire a una valutazione rigorosa, scientificamente fondata ed eticamente corretta.
Durante le operazioni di CTU può accadere che prevalga la logica dello scontro in cui si sostiene una parte, si confuta l’altra e si cerca di “vincere”, come se il lavoro psicologico fosse soltanto il prolungamento dell’aula di tribunale.
Il compito del perito, tuttavia, non è ottenere un risultato favorevole a ogni costo, ma contribuire a una comprensione il più possibile accurata della situazione, attraverso valutazioni scientificamente fondate ed eticamente responsabili dei quesiti cui il giudice ci chiama a rispondere.
Il principio del contraddittorio è imprescindibile, ma non coincide con una contrapposizione sterile. Significa partecipare attivamente al processo valutativo e avere il dovere di segnalare quando una scelta metodologica, un’interpretazione o una conclusione del CTU non appaiono sostenute da criteri scientifici adeguati.
Tacere un’osservazione critica soltanto perché una determinata scelta favorisce la parte assistita, evita di far emergere elementi scomodi o rende più semplice ottenere quanto richiesto ma non tutela realmente nessuno. Anzi, impoverisce la qualità del lavoro peritale e rischia di allontanarlo dalla sua funzione più autentica e cioé, quella di offrire al giudice elementi affidabili per comprendere e decidere.
La correttezza scientifica ed etica deve essere preservata anche quando comporta il riconoscimento di aspetti sfavorevoli alla propria parte, il ridimensionamento di alcune richieste o l’emersione di elementi complessi, dolorosi e difficili da accogliere.
Il rigore professionale non può dipendere dalla convenienza processuale, altrimenti diventa difficile tutelare la salute mentale!
E costruire un’alleanza nel contesto peritale non significa rinunciare all’imparzialità, al contraddittorio o alla possibilità di formulare osservazioni critiche. Significa esercitare ciascuna di queste funzioni con competenza, indipendenza, trasparenza e responsabilità, ricordando che dietro le posizioni processuali ci sono persone reali, la cui salute, le cui relazioni e la cui vita possono essere profondamente condizionate dalle decisioni assunte.
La qualità dell’alleanza professionale costituisce una condizione fondamentale per il rigore della valutazione e il rigore scientifico è autentico soltanto quando viene mantenuto anche di fronte a ciò che è scomodo, complesso o non conveniente.