15/06/2026
Funzionare a un'altra frequenza non è solo una questione di logica, ma anche di intensità. ... è una mente che viaggia ad alta velocità, ma che è guidata da un cuore estremamente sensibile!
𝗜𝗟 𝗠𝗔𝗟𝗜𝗡𝗧𝗘𝗦𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘𝗠𝗢𝗧𝗜𝗩𝗔 𝗡𝗘𝗜 𝗚𝗜𝗙𝗧𝗘𝗗.
Esiste un diffuso malinteso riguardo alla regolazione emotiva nei bambini e ragazzi gifted: l'intensità delle loro risposte emotive viene spesso interpretata come immaturità o incapacità di autoregolazione.
La regolazione emotiva e la consapevolezza emotiva non sono lo stesso concetto:
• la regolazione riguarda la capacità di gestire ed esprimere le emozioni in modo adeguato al contesto ed è influenzata dall’età cronologica, dalle esperienze vissute e dall’ambiente;
• la consapevolezza emotiva, invece, riguarda la capacità di riconoscere, comprendere e attribuire significato alle proprie emozioni e a quelle degli altri.
Le ricerche evidenziano come nei bambini e ragazzi gifted siano osservabili una maggiore sensibilità, profondità emotiva e consapevolezza dei propri vissuti rispetto ai coetanei. Per questo motivo, un’espressione emotiva intensa non dovrebbe essere interpretata come immaturità o incapacità di comprendere ciò che si prova.
Quando parliamo di disregolazione emotiva nei gifted, rischiamo di interpretare come immaturità o incapacità di regolazione ciò che in realtà è una risposta proporzionata a un’esperienza emotiva vissuta con maggiore intensità. Spesso ci aspettiamo che i bambini gifted reagiscano alle emozioni come gli altri bambini della loro età cronologica, senza considerare che potrebbero stare elaborando vissuti più profondi e complessi. Se l’emozione è più intensa, è naturale che anche la sua espressione sia più intensa. Il problema nasce quando valutiamo questa risposta esclusivamente sulla base delle aspettative associate all’età del bambino, anziché in relazione alla natura dell’esperienza che sta vivendo. In questo modo, ciò che appare come disregolazione può essere il tentativo di comprendere e gestire emozioni che molti coetanei non sperimentano con la stessa profondità. Il rischio è quindi quello di considerare l’intensità dell’esperienza emotiva una difficoltà di regolazione.
Vi è tuttavia un ulteriore aspetto da considerare, apparentemente in contrasto con il primo punto, ma che in realtà si inserisce nella medesima prospettiva. Spesso attribuiamo alla giftedness un significato prevalentemente cognitivo e tendiamo quindi a interpretare tutti i comportamenti di questi bambini attraverso la lente delle loro capacità intellettive. Di conseguenza, ci aspettiamo che un bambino capace di compiere ragionamenti straordinariamente complessi sia anche in grado di gestire le proprie emozioni secondo standard tipici di età molto più avanzate.
È un po’ come pretendere che un bambino gifted di dieci anni corra veloce quanto un ragazzo di diciotto.
Nei gifted, profondità emotiva e complessità cognitiva si sviluppano insieme e si alimentano reciprocamente. L’asincronia non deriva da un ritardo emotivo rispetto alle capacità cognitive, ma dal fatto che entrambe possono discostarsi significativamente dalle aspettative associate all’età del bambino. Una maggiore capacità di comprendere il mondo porta a percepirlo e viverlo con maggiore intensità, creando un’esperienza interiore diversa da quella dei coetanei.
Come afferma Linda Silverman: “𝘓𝘢 𝘨𝘪𝘧𝘵𝘦𝘥𝘯𝘦𝘴𝘴 𝘩𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘣𝘢𝘴𝘦 𝘦𝘮𝘰𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘰𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘨𝘯𝘪𝘵𝘪𝘷𝘢: 𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘪𝘵𝘢̀ 𝘤𝘰𝘨𝘯𝘪𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘥𝘢̀ 𝘰𝘳𝘪𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘪𝘵𝘢̀ 𝘦𝘮𝘰𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘦 𝘷𝘪𝘤𝘦𝘷𝘦𝘳𝘴𝘢.”
In quest'ottica, ciò che viene spesso interpretato come immaturità o disregolazione è invece l'espressione di una maggiore profondità emotiva che accompagna la complessità cognitiva. Comprendere la giftedness significa quindi riconoscere l'intreccio tra queste due dimensioni e superare l'idea che le emozioni intense siano segnale di una difficoltà. Solo così concetti come asincronia e overexcitability possono essere compresi nel loro reale significato.