16/08/2026
Ciao Ema.
Ciao Presidente.
Ciao ragazzo indomabile.
Il nostro cyborg.
Ci siamo conosciuti da poco, eppure accanto a te mi sentivo sempre piccolissimo. Inadeguato, quasi. Per la tua capacità di essere concreto, razionale e, soprattutto, umile. Di quell’umiltà nobile che appartiene solo alle persone grandi davvero.
Non ti lamentavi mai.
Mi hai detto con orgoglio: «Vado tutti i giorni al lavoro per far capire che non mi hanno assunto per la 104, ma perché sono uno in gamba».
Eri fatto così.
Hai combattuto come un leone, sempre.
Hai fondato l’associazione. Tu, il più affaticato di tutti, hai accettato di farne il Presidente. Hai combattuto perché nascesse davvero e le hai dato anche il nome: Sulla stessa barca.
Ci hai iscritti al RUNTS. Hai aperto il conto corrente. Hai presenziato alle conferenze. Eri pronto a partire per Dublino. Convocavi le riunioni, tenevi insieme le cose, ci indicavi cosa c’era da fare.
E facevi tutto questo mentre combattevi contro l’ennesimo tumore.
Eri grande, Ema.
Grandissimo.
E mancherai in un modo che ancora non riesco nemmeno a immaginare.
Posso solo dirti grazie.
Grazie per avermi insegnato che esistono esseri speciali, quasi celesti, capaci di tracciare la rotta anche quando il mare è terribile.
Noi quella rotta non la perderemo.
Non disperderemo il tuo messaggio.
Continueremo a navigare sulla stessa barca che hai costruito insieme a noi.
E ci prenderemo cura di Elisa, un gigante come te, che ti è stata accanto in ogni momento.
Ti voglio bene, Ema.
Buon viaggio, Presidente.
La rotta ce l’hai indicata tu. Adesso tocca a noi.