Dr. Leonardo Antonio Ricci

Dr. Leonardo Antonio Ricci Studio privato di psicoterapia Gestalt Analitica

28/05/2026

Il sogno è un frammento di attività psichica involontaria che è cosciente quel tanto che gli occorre per essere riprodotto in stato di veglia. Tra i fenomeni psichici il sogno è quello che forse offre il massimo di elementi irrazionali. … I sogni in cui logica, morale, ed estetica si combinano in maniera soddisfacente sono una eccezione. Di regola il sogno è una creazione singolare a strana, caratterizzata da molte cattive qualità: l’assenza di logica, una dubbia moralità, una conformazione sgradevole ed un evidente controsenso o assurdità. Per questo lo si liquida volentieri come qualcosa di sciocco, privo di senso e di valore”
(Jung, Opere, vol. VIII, L’essenza dei sogni, p.304)
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27/05/2026

Molto spesso ho visto quanto facilmente alcuni individui superavano un problema nel quale altri fallivano completamente. Questo “superamento”, come lo chiamai in passato, risultava – come mi rivelò la mia esperienza successiva – da un innalzamento del livello della coscienza. Quando cioè nell’orizzonte del paziente compariva un ulteriore interesse più elevato e più ampio, il problema insolubile perdeva tutta la sua urgenza grazie a questo ampliamento delle sue vedute. Non veniva dunque risolto in modo logico, per se stesso, ma sbiadiva di fronte a un nuovo e più forte orientamento dell’esistenza. Non veniva rimosso o reso inconscio, ma appariva semplicemente sotto un’altra luce, e diventava così realmente diverso. Ciò che a un livello inferiore avrebbe dato adito ai conflitti più selvaggi e a paurose tempeste affettive, appariva ora, considerato dal livello più elevato della personalità, come un temporale nella valle visto dall’alto della cima di un monte. Con ciò non si toglie alla bufera nulla della sua realtà, ma non le si sta più dentro, bensì al di sopra.

C.G. Jung, Opere, XIII, Studi sull'alchimia.
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24/05/2026

"Nell'esperienza non ci sono regole di comportamento, salvo stare con gli occhi aperti e guardare dove si mettono i piedi; ma una delle passioni più radicate nel genere umano è la carta geografica (cioè i codici) del comportamento. Sono in un luogo sconosciuto? La prima domanda che viene é: come ci si comporta qui? Il problema diventa serio quando poi la persona scambia il comportamento richiesto socialmente con l'esperienza stessa. Questa è la regola fondamentale per ridurre il mondo a cose e il pensiero a un razionalismo meccanico, così che lo spirito viene cancellato anche sul piano dell'immaginazione.

La mappa non è il territorio! si sgola dire la programmazione neurolinguistica da parecchio tempo, ma gli esseri umani sono duri d'orecchio e generalmente si contentano di muoversi sulla mappa e nemmeno si accorgono dell'esistenza del territorio. Così i patiti del Sè amerebbero molto che l'esperienza fosse l'incontro del Sé col mondo, e la psicoterapia vorrebbe tracciarne le mappe, ma in termini di gestaltici il Sé si forma nell'incontro dell'organismo col mondo, cioè il Sé corrisponde concettualmente più o meno all'esperienza stessa, la quale è sempre diversa e non si può né fermare né capitalizzare ,figurarsi tracciarne mappe meno che approssimative.

L'esperienza non si può cioè cosificare, e lo spirito non può passare dal Sé come struttura, perché in questo caso finirebbe per assomigliare più a una bandiera nazionalista che una realtà trascendente.

Questo non significa che le mappe non si possano tracciare, ma sono solo indicazioni che riguardano (per di più) i lati meccanici dell'esistenza, del tipo: se quando ho fame mangio, la fame mi passa e, soprattutto, quando mi esprimo il mondo interno smette di premere con urgenza. Per questo non serve teorizzare i confini che fantasmaticamente stringono: non è per rimanere congrue a se stesse che le persone si chiudono in comportamenti disfunzionali ripetitivi, ma per la paranoica convinzione che chi lascia la via vecchia per la via nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova."

G.P. Quattrini - la ricerca del trascendente.

Invito a contribuire con una testimonianza
Chi avesse avuto l’opportunità di condividere con Paolo un incontro, un’esperienza, un ricordo significativo, e desiderasse offrirlo durante la giornata come narrazione o testimonianza, può candidarsi scrivendo alla segreteria dell’Associazione all’indirizzo:

[email protected]

Sarà prezioso dare voce alle molte storie che continuano a vivere grazie a lui.❤

23/05/2026

Sono stato definito “cercatore”, non so se fosse un complimento. Ringrazio il destino di avere benevolmente impedito alla mia barca di approdare sulle aride sponde di una raccapricciante conclusività.
Chi cerca trova, e colui che sempre cerca, sempre trova. Per questo sono felice di non vedere alcuna conclusività da nessuna parte, bensì un’oscura distesa piena di misteri e di avventura.

Jung, Sulla psicologia.
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19/05/2026

L'ANIMA PER JAMES HILLMAN
James Hillman non è d'accordo con Carl Gustav Jung sulla questione della genderizzazione dell'anima. Egli critica la rigidità della teoria junghiana su Anima/ Animus, che attribuisce all'inconscio una distinzione basata sul genere biologico.
Hillman sviluppa una rivoluzione dell’archetipo Anima sia in relazione al genere, sia in relazione al Sé ed alle immagini. Per Hillman Anima appartiene sia agli uomini sia alle donne, e ogni immagine è Anima. In relazione al genere Hillman, contraddice Jung, che sostiene che Anima, già all’inizio del processo è psiche. In "Il mito dell'analisi" scrive quanto segue:
“Jung per definizione, ha limitato il concetto di Anima alla psicologia degli uomini. Empiricamente l’Anima si rivela soltanto dove la coscienza dell’uomo è debole e vulnerabile, riflettendo la sua interiore controsessualità come una inferiorità femminile, è l’uomo che piagnucola. L’archetipo dell’Anima, tuttavia non può essere limitato alla particolare psicologia degli uomini perché gli archetipi trascendono sia gli uomini che le donne, le loro differenze biologiche e i loro ruoli sociali. Le rappresentazioni dell’Anima nella mitologia greca, dove l’archetipo appare nelle configurazioni di ninfe, menadi, amazzoni, nereidi, ecc. o nelle forme divine più numinose e articolate, di Persefone-Kore, Afrodite, Artemide, Ebe, Atene, si riferiscono ad una struttura di coscienza pertinente sia alla vita degli uomini che delle donne. (…) Per Jung quello di Anima è un concetto empirico il cui solo scopo consiste nel dare un nome a un gruppo di fenomeni psichici connessi o analoghi”.
In relazione alle immagini Hillman in "Fuochi blu" sostiene che dentro ogni immagine c’è un invisibile matrice che ne costituisce l’anima e scrive:
“Se, come dice Jung, ‘l’immagine è psiche’, perché non sviluppare questa affermazione e dire: ‘le immagini sono anime’, e nostro compito è rapportarci ad esse a quel livello, come anime”.
Hillman dimostra dunque che con la psicoterapia si può ritrovare l’Anima che è nell’immagine e comprenderla.
Per Hillman, l'Anima è un principio psichico fluido, non un'entità legata alla polarità maschile-femminile.
Mentre Jung insiste su una visione binaria (Anima per gli uomini, Animus per le donne), per Hillman la psiche è popolata da molteplici immagini archetipiche, che non devono essere ridotte a una semplice dicotomia di genere.
Hillman ci offre un approccio più estetico e immaginativo, vedendo l'Anima come una forza che guida la psiche attraverso immagini, narrazioni e simboli, piuttosto che attraverso una funzione specificamente femminile o maschile.
Per Hillman, l'insistenza di Jung su Anima/Animus rischia di essere un riflesso culturale della sua epoca, più che una verità universale sulla psiche umana. L’Anima non deve essere vincolata a un genere, ma intesa come una funzione più ampia dell'immaginazione e del mondo interiore, sottolineando la complessità e la fluidità dell'inconscio, che non può essere ingabbiato in schemi di genere così rigorosi.

Indirizzo

Foggia
71121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
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