16/06/2026
Virginia Salles
ESSERE COSCIENTI SFINISCE
"Interrompere il vivere esteriore, in favore di un lavorìo interiore che chiarisca, metta i punti, sia in grado di comprendere le correlazioni, ma anche i legami causali, è operazione non semplice, ma che anzi mobilita passioni, vissuti, quindi sentimenti e angosce di una valenza e intensità profondissime.
È per questo che porre la coscienza e la discriminazione al posto dell'enorme ventaglio dell'inconsapevolezza, dal potere lenitiva e addolcente è operazione per alcuni versi secondaria.
Secondaria rispetto alla possibilità di lasciar correre gli eventi e la nostra vita lungo un asse di facilità e scioltezza.
Decidere, invece, di osservare all'interno e cercare di comprendere gli eventi scomponendoli nei loro nessi causali, nelle conseguenze dolorose è atto impegnativo.
È, come scriveva giustamente Jung, "una condizione che impone uno sforzo violento. Essere coscienti stanca, sfinisce. È uno sforzo quasi innaturale"
ALDO CAROTENUTO, Oltre la terapia psicologica.
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