10/08/2026
𝐅𝐫𝐚 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐢𝐨
All'inizio siamo bisogno.
Bisogno di essere tenuti, guardati, riconosciuti, di abitare un luogo senza doverci meritare la presenza dell'altro. Il bisogno chiede nutrimento, riparo, protezione. La certezza, almeno per un istante, di meritarci l'amore come essere umani in quanto tali.
Se questi bisogni incontrano un ambiente sufficientemente buono, qualcosa lentamente si trasforma e possiamo iniziare a giocare, a immaginare, a creare. Possiamo desiderare.
Il desiderio non ha l'urgenza del bisogno, non chiede soltanto di essere soddisfatto, ma di essere vissuto. Ci muove verso ciò che ci chiama, senza promettere di essere esaudito una volta per tutte.
Il desiderio nasce, forse, proprio lì: nello spazio che non è più mancanza disperata e non è ancora possesso, il desiderio “cerca quello che non si vede”.�In quello spazio intermedio in cui possiamo sostare senza essere travolti dall'assenza, fidandoci che ciò che è importante può continuare a esistere anche quando non è immediatamente disponibile.
Come scriveva Winnicott:
«È 𝒖𝒏𝒂 𝒈𝒊𝒐𝒊𝒂 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒐𝒔𝒕𝒊, 𝒎𝒂 𝒖𝒏 𝒅𝒊𝒔𝒂𝒔𝒕𝒓𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒕𝒓𝒐𝒗𝒂𝒕𝒊.»
Forse soffriamo quando chiediamo al desiderio di saziare le nostre ferite più antiche. O quando ci vergogniamo dei nostri bisogni, come se dipendere, chiedere, attendere cura fosse un difetto anziché una condizione umana.
E forse il desiderio appartiene a quella dimensione umana che non chiede una risposta definitiva, ma una vita abbastanza ricca da poterla accogliere.
Crescere, allora, potrebbe significare questo: dare casa ai propri bisogni e lasciare al desiderio il suo orizzonte, senza confonderli e senza tradirli.
𝑁𝑜𝑛 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐𝑖 𝑒̀ 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑟𝑖𝑜. 𝐸 𝑛𝑜𝑛 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑖 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑒̀ 𝑓𝑎𝑐𝑖𝑙𝑒 𝑑𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒.
📸 foto di Sabrina Fabbri