03/06/2026
Ieri, sfogliando il giornale nel giorno della Festa della Repubblica, mi sono fermata davanti a due pagine affiancate.
Da una parte il racconto delle donne che nel 1946 votarono per la prima volta.
Dall'altra un articolo dedicato a Ritorno.
Ho pensato che, forse, non fosse soltanto una coincidenza.
Perché entrambe quelle pagine parlavano della stessa cosa.
Della libertà.
Non di quella che riceviamo in dono.
Ma di quella che qualcuno, prima di noi, ha avuto il coraggio di conquistare.
La libertà di scegliere.
La libertà di esprimere la propria coscienza.
La libertà di non voltarsi dall'altra parte.
Ogni diritto che oggi consideriamo normale esiste perché qualcuno ha creduto fino in fondo in un valore, in un principio, in un'idea di giustizia.
E ha trovato la forza di difenderlo.
Forse la memoria serve proprio a questo.
Non a conservare il passato.
Ma a custodire il fuoco.
A raccogliere il testimone da chi ci ha preceduto e continuare a camminare.
Ritorno nasce anche da qui.
Da una domanda che attraversa il tempo e arriva fino a noi:
Cosa facciamo quando la nostra coscienza ci chiede di scegliere?
Credo che ogni generazione sia chiamata a dare la propria risposta.
Il 23 giugno, nel giorno in cui Sara avrebbe compiuto 37 anni, andrà in scena Ritorno.
❤️
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