Federica Zampighi Pedagogista

Federica Zampighi Pedagogista "Prendersi cura della cura che si offre è un atto d'amore"

Il mio Ikigai vuole che io sia: Pedagogista, Insegnante di massaggio infantile AIMI, formatrice di servizi 0-6 anni e operatori del materno infantile e poi chissà che cosa potrò scoprire di me!

.Esistono bambini "TROPPO TIMIDI?" Domandone a cui risponderei come segue nell'ambito dello sviluppo tipico (anche se po...
28/07/2026

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Esistono bambini "TROPPO TIMIDI?"
Domandone a cui risponderei come segue nell'ambito dello sviluppo tipico (anche se potremmo aggiungere molti altri dettagli!).

Una dimensione affascinante del temperamento prende il nome di APPROCCIO o RITIRATA.
E’ facile coinvolgere i bambini che si lanciano spontaneamente in situazioni nuove, con persone sconosciute, in esperienze magari anche inconsuete. Li vediamo come BAMBINI INTRAPRENDENTI. E spesso questo ci piace (anche se temiamo l’eccessiva confidenza).

Al contrario il bambino che in quei contesti OSSERVA CIRCOSPETTO, STA SULLE SUE, STUDIA IL CAMPO, RIFIUTA DI INTERAGIRE ci inquieta un po’: "sarà normale quel comportamento? "
Perché pensiamo che la vita bisogna mangiarla a morsi e non stare in panchina.

Ma queste sono parti nostre.
PRIMA DOBBIAMO CAPIRE BISOGNI E FUNZIONE DI QUEL COMPORTAMENTO.

IN SECONDO LUOGO, FORSE, POSSIAMO VALUTARE CHE SUPPORTO DARE (LADDOVE CE NE FOSSE IL BISOGNO PERCHE’ POTREMMO ANCHE OPERARE UNA INVASIONE DI CAMPO PER NIENTE UTILE).

𝐋𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐔𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐄𝐃𝐔𝐂𝐀𝐓𝐈𝐕𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐈 𝐆𝐄𝐍𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈Io ci sono, per una delle esperienze che mi riempie di più del mio lavoro, da cui ...
24/06/2026

𝐋𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐔𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐄𝐃𝐔𝐂𝐀𝐓𝐈𝐕𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐈 𝐆𝐄𝐍𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈

Io ci sono, per una delle esperienze che mi riempie di più del mio lavoro, da cui esco con il cuore pieno.

Perchè accompagnarvi negli alti, ma soprattutto nei bassi dell'essere genitori, ascoltarvi profondamente, capire che cosa sentite, trovare insieme strategie e vedervi alla fine di ogni incontro soddisfatti e con nuove intuizioni, è un enorme onore. Naturalmente anche una responsabilità.

Io ci sono, per accogliervi e fare sentire ciascuno compreso e guardato nella sua unicità, per andare insieme in cerca di risposte&di azioni pratiche per stare meglio in famiglia.

E a te, che cosa serve?

.L’INTENSITÀ DELLE REAZIONI EMOTIVE e’ un aspetto interessante del temperamento che dovremmo tenere in considerazione co...
23/06/2026

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L’INTENSITÀ DELLE REAZIONI EMOTIVE e’ un aspetto interessante del temperamento che dovremmo tenere in considerazione con grande attenzione.

E’ il primo aspetto del TEMPERAMENTO che voglio analizzare perché è quello che vedo impattare di più e creare dei loop familiari molto frustranti.

Non mi interessa ora ragionare sulle sue origini (anche se avrebbe il suo perché) e mi concentro solo sul funzionamento tipico (escludendo disturbi).

Quando le reazioni emotive sono “SOPRA LE RIGHE” noi adulti abbiamo tanto il compito di DOSARE IL NOSTRO PEZZO, non per dar ragione ma anzi per placare gli animi, PER NON IMPALLARE IL SISTEMA perché con buona probabilità i bambini sentono che nell’ambiente c’è qualcosa che li iper attiva e li “minaccia”. E di fronte ad un attacco che cosa facciamo da che mondo è mondo sin dai tempi delle caverne?

Ci difendiamo.

E IL CORPO È IL PRIMO MEZZO.
La parola viene dopo, di certo non diplomatica.

Perché ci sono modi di porsi, parole, frasi, sguardi, aspetti del non verbale che fanno trasalire un bambino (ma anche un adulto) e da lì riprendere il bandolo della matassa diventa arduo, tanto più se succede a fine giornata, e ormai la quiete e il sorriso sono persi.

Per questo è utile chiedersi, tra le varie cose che vedremo nei prossimi post, quale è tendenzialmente l'INTENSITA' DELLE REAZIONI del nostro bambino, osservando e capendo l'energia e la dirompenza delle emozioni, per poi muoversi di conseguenza.

𝐏𝐄𝐑 𝐅𝐀𝐑𝐄 𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐈 𝐂𝐎𝐍 𝐋’𝐎𝐒𝐓𝐄 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄 𝐔𝐍𝐎 𝐒𝐓𝐔𝐃𝐈𝐎 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐓𝐄𝐆𝐈𝐂𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐕𝐀𝐃𝐀 𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐀𝐋 “𝐄̀ 𝐂𝐎𝐒𝐈̀” (𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐢 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐧𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞).Tut...
19/06/2026

𝐏𝐄𝐑 𝐅𝐀𝐑𝐄 𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐈 𝐂𝐎𝐍 𝐋’𝐎𝐒𝐓𝐄 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄 𝐔𝐍𝐎 𝐒𝐓𝐔𝐃𝐈𝐎 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐓𝐄𝐆𝐈𝐂𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐕𝐀𝐃𝐀 𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐀𝐋 “𝐄̀ 𝐂𝐎𝐒𝐈̀” (𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐢 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐧𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞).

Tutti i giorni lasciamo la nostra impronta come genitori, ma ogni giorno vediamo anche di che pasta è fatto sotto sotto nostro figlio (state annuendo, lo so).

Forse nessuno o pochissimi vi hanno parlato del 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐄𝐑𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎.
Anche io ho studiato tardivamente questi argomenti e 𝐡𝐨 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ “𝐬𝐩𝐢𝐧𝐨𝐬𝐢”, 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 “𝐬𝐜𝐚𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢”, 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐥 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐨 𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐥𝐨, 𝐬𝐢𝐧 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐥𝐥𝐚 “𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐧𝐨” 𝐫𝐞𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐢, 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐚𝐥 𝐭𝐨𝐥𝐥𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐯𝐢𝐭𝐚̀, 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐝 𝐮𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐟𝐚𝐧𝐧𝐨 𝟕 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐞 𝐯𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨 𝐢𝐧 𝐫𝐢𝐭𝐢𝐫𝐚𝐭𝐚.

Perché se conosciamo le varie caratteristiche del temperamento, iniziamo a pensare a quello di ciascuno NON COME AD UNA ANOMALIA (per superare il pensiero che la legge di Murphy si sia abbattutta su di noi), MA COME AD UNA DELLE TANTE DECLINAZIONI POSSIBILI.

E magari il nostro figliolo, tanto amato ma che tanto risucchia le nostre energie vitali, ci sembrerà anche 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐟𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞. In fondo, oltre a non aver deciso di ve**re al mondo, non ha nemmeno potuto scegliere chi essere e il suo “software” avrà bisogno di aggiornamenti che saranno rilasciati in tempi lunghissimi.

𝐀𝐈𝐔𝐓𝐈𝐀𝐌𝐎𝐋𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐎𝐑𝐀 𝐍𝐎𝐈 𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐕𝐈𝐕𝐄𝐑𝐄 𝐂𝐎𝐍 𝐈 𝐒𝐔𝐎𝐈 𝐒𝐏𝐈𝐆𝐎𝐋𝐈.
Seguite i prossimi post per approfondire questi temi!

𝐏𝐎𝐒𝐓 𝐂𝐇𝐄 𝐏𝐑𝐎𝐒𝐄𝐆𝐔𝐄 𝐈 𝐏𝐑𝐄𝐂𝐄𝐃𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐒𝐔𝐋 𝐑𝐀𝐏𝐏𝐎𝐑𝐓𝐎 𝐓𝐑𝐀 𝐏𝐀𝐏𝐀' 𝐄 𝐁𝐈𝐌𝐁𝐈 (ma che spazia oltre)E’ un post che non necessita di tanti...
17/06/2026

𝐏𝐎𝐒𝐓 𝐂𝐇𝐄 𝐏𝐑𝐎𝐒𝐄𝐆𝐔𝐄 𝐈 𝐏𝐑𝐄𝐂𝐄𝐃𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐒𝐔𝐋 𝐑𝐀𝐏𝐏𝐎𝐑𝐓𝐎 𝐓𝐑𝐀 𝐏𝐀𝐏𝐀' 𝐄 𝐁𝐈𝐌𝐁𝐈 (ma che spazia oltre)

E’ un post che non necessita di tanti commenti, ma che rappresenta una delle più grandi verità in cui si sbatte la testa diventando il genitori: 𝐈𝐋 𝐁𝐀𝐌𝐁𝐈𝐍𝐎 𝐍𝐎𝐍 𝐄’ 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐓𝐔 𝐋𝐎 𝐕𝐔𝐎𝐈.

1.PERCHE’ E’ UN’ALTRA PERSONA DA TE
2.PERCHE’ NON E’ COME TE (per andare più nel dettaglio rispetto al primo punto!)
3.PERCHE’ E’ COMUNQUE UNA PERSONA IN CRESCITA (e fa quello che può in virtù di come funziona il suo “software”)

E’ vero anche che a volte NON è così impegnativo essere genitori se ci sono aspetti di temperamento del bambino più “favorevoli” e quel piccolo d’uomo appare tutto sommato “semplice da maneggiare” (br**ta espressione ma molto rappresentativa):in quelle circostanze essere genitori assomiglia di più ad una passeggiata più o meno pianeggiante.

A volte invece devi stare costantemente SULL'ATTENTI perché l’esperienza insieme è un TREKKING, colmo di imprevisti,di strade senza uscita, di continui “ricalcola” sul percorso, perché tu volevi percorrere un sentiero e invece NO. Devi tornare indietro nonostante i piedi dolenti e magari il morale a terra perché quell’escursione non doveva proprio andare così.NON TE L'AVEVANO VENDUTA COSì.

E vale anche per il rapporto tra papà e bimbo, quando i papà cercano la propria strada, in attesa di un domani in cui sarà più semplice relazionarsi ma che non arriva,mentre l’oggi è burrascoso e prevalgono a voce, o senza, “i non ti voglio, vai via,voglio la mammaaaaa”.Con l’impotenza, il senso di inutilità e la frustrazione che fanno capolino.

𝐍𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐎𝐍 𝐋𝐈𝐍𝐄 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐝𝐞𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐩𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐚 𝐭𝐫𝐞𝐤𝐤𝐢𝐧𝐠 𝐩𝐞𝐫 𝐌𝐄𝐓𝐓𝐄𝐑𝐄 𝐈𝐋 𝐓𝐔𝐑𝐁𝐎, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐟𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐞𝐳𝐳𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐞𝐪𝐮𝐢𝐩𝐚𝐠𝐠𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐝𝐨𝐧𝐞𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐫𝐫𝐚𝐦𝐩𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐧𝐮𝐝𝐞…𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨.

𝐀𝐕𝐄𝐓𝐄 𝐋𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐁𝐄𝐍𝐄.La scuola finisce (o è già finita!), inizia il tetris dei centri estivi per molti, poi forse trascorrer...
09/06/2026

𝐀𝐕𝐄𝐓𝐄 𝐋𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐁𝐄𝐍𝐄.

La scuola finisce (o è già finita!), inizia il tetris dei centri estivi per molti, poi forse trascorreremo qualche settimana tra casa/mare/collina/montagna/piscina, ma 𝐈𝐍 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐄 𝐋𝐄 𝐒𝐓𝐀𝐆𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐑𝐈𝐌𝐀𝐍𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐆𝐄𝐍𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈.

D'estate vorremmo leggerezza, semplicità e ritmo più slow..... ma molto spesso con il tempo insieme che aumenta aumentano anche le fatiche, la tensione, lo stress.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐨𝐦𝐢𝐭𝐨 𝐚 𝐠𝐨𝐦𝐢𝐭𝐨 𝐜𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐢 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐞, 𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞, 𝐪𝐮𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐢 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐥'𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐥'𝐞𝐬𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐯𝐢. 𝐀𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐚𝐜𝐚𝐧𝐳𝐞. 𝐀𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀. 𝐀 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐜𝐮𝐛𝐨.

𝑃𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒̀ 𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑓𝑎𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑖 𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑔𝑢𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑑𝑜𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎𝑓𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑢𝑏𝑖𝑡𝑜. 𝐼𝑛𝑢𝑡𝑖𝑙𝑒 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑟𝑒 "𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎", 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑣𝑜𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎̀ 𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑚𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒.

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲̀ 𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗶𝗰𝗲𝗯𝗲𝗿𝗴, 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 𝘀𝘂 𝗴𝗼𝗼𝗴𝗹𝗲 𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗿𝘂 𝗱𝗶 𝗶𝗴, 𝗺𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗰𝗵𝗲̀ 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗼 "𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮" 𝗻𝗼𝗻 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗼𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗼.

𝐏𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐔𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐄𝐃𝐔𝐂𝐀𝐓𝐈𝐕𝐀 𝐎𝐍 𝐋𝐈𝐍𝐄 𝐑𝐈𝐌𝐀𝐍𝐄 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐀 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐀 𝐋'𝐄𝐒𝐓𝐀𝐓𝐄.

.Lo so che cosa state pensando (e vi ho provocato con il momento peggiore della giornata! ). Sono mamma e alcune frasi m...
06/06/2026

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Lo so che cosa state pensando (e vi ho provocato con il momento peggiore della giornata! ). Sono mamma e alcune frasi me le sono dette anche io per GIORNI, SETTIMANE, MESI, ANNI.

“𝑁𝑜 𝑛𝑜, 𝑠𝑡𝑜 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑖̀, 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑜 𝑚𝑖𝑐𝑎 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑠𝑐𝑖𝑟𝑒”
“𝑆𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑎𝑙 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜, 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜 𝑢𝑠𝑐𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑑𝑒𝑠𝑠𝑜, ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑚𝑒 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡’𝑜𝑟𝑎 𝑒 𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑙𝑜𝑟𝑜”.
L'elenco potrebbe proseguire con il repertorio personalizzato di ciascuna. 𝑳𝒂 𝒕𝒖𝒂 𝒇𝒓𝒂𝒔𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒔𝒂𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆?

Questo secondo post che riguarda la relazione tra padri e figli viene dalle storie di questi giorni su questo tema così caldo. 𝐈𝐧𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐡𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐦𝐚𝐦𝐦𝐞 𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐥’𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐚𝐬𝐩𝐚𝐧𝐨.
Perché a volte per i papà è difficile posizionarsi, ma può diventare un alibi. Perché mamme e papà non sono intercambiabili, specie all’inizio, ma non è detto. A volte ci sono bambini che fanno più fatica,altri imparano presto ad accettare altre figure (non solo il papà, ma anche nonni/zii…).

Il fatto è che se non proviamo restiamo sempre al palo pensando che “tanto il bambino non è pronto”. LUI.
Quindi dopo 1 o 2 tentativi ci mettiamo spesso il cuore in pace (non parlo di situazioni più complesse dove tentativi numerosi non danno esito).
Una mamma mi raccontava di una festa della donna in cui era uscita. Il marito, supportato dalla nonna,la attendeva con il dito puntato e malediceva la serata e future “strambe” idee di uscite.Lui si era trovato in braghe di tela, per una volta, e aveva dovuto ti**re fuori tutto il suo intuito.

I CIRCOLI VIZIOSI DA CUI NON RIUSCIAMO AD USCIRE SONO ANCHE QUELLI IN CUI CONTINUIAMO A STARE PER LA TENDENZA AL CONTROLLO, ALLA NON FIDUCIA E AL QUIETO VIVERE.PERCHE’ DOBBIAMO SUPERVISIONARE MICRO, MACRO E MEGA.PERCHE’ SE NO CI SENTIAMO IN COLPA O QUALCUNO CI FA SENTIRE COSì.

𝐕𝐞 𝐥𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐫𝐨̀ 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐢𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐩𝐞𝐝𝐚𝐠𝐨𝐠𝐢𝐜𝐢. 𝐂𝐡𝐢𝐬𝐬𝐚̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐦𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞𝐭𝐞.

Le vedo le mamme che pur essendo in coppia devono fare tutto da sole. Non perché i papà non ci vogliano essere, anzi, ma...
29/05/2026

Le vedo le mamme che pur essendo in coppia devono fare tutto da sole. Non perché i papà non ci vogliano essere, anzi, magari non ci sono per trasferte lavorative che aiutano l’economia familiare o perché da liberi professionisti il tempo è denaro. A volte però non ci sono perché non sono interessati ad esserci.

Sono spesso le mamme che “sclerano”, quelle che mi contattano perché non ne possono più, quelle che “il bambino non mi lascia vivere” e che quelle poche ore dopo la scuola sembrano durare un’infinità. Quelle che poi urlano, si arrabbiano, poi si sentono in colpa per quello che hanno fatto o detto.
Una mamma una volta mi ha parlato di sua figlia come una “sanguisuga”.

Dietro a quelle parole che è facile giudicare mi fermo e ascolto: c’è una fatica, la pressione di giorni, settimane, mesi, anni che trasforma il rapporto tra la mamma e il suo bambino a volte in una morsa.
Sempre più indispensabili e non sostituibili… diversamente da quello che il cammino della crescita generalmente prevederebbe.
Sempre più disturbate da chi sempre chiede, vuole, reclama attenzione.

Perché per tante, quel tempo esclusivo e appagante di oggi è meraviglioso, ma domani potrebbe diventare straziante.

ALLORA DOBBIAMO COSTRUIRE GIÀ DA OGGI DELLE OCCASIONI PER RIEQUILIBRARE CIÒ CHE AVVIENE QUANDO DA 2 SI DIVENTA 3 (O ANCHE DI PIÙ).
PERCHÉ PIU' LE RIMANDIAMO PIù MALE CI FACCIAMO, PENSANDO ESATTAMENTE IL CONTRARIO.

15 MAGGIO - FESTA DELLA FAMIGLIAUna famiglia è una famiglia sempre, come dice questo splendido albo di Sara O’Leary, edi...
15/05/2026

15 MAGGIO - FESTA DELLA FAMIGLIA
Una famiglia è una famiglia sempre, come dice questo splendido albo di Sara O’Leary, edito da La Margherita edizioni.

Iniziamo a seminare un po’ di umanità, allarghiamo le vedute, vediamo le possibilità piuttosto che le differenze, pratichiamo l’ascolto, perché qua di odio ne abbiamo abbastanza. Che a furia di seminarlo e coltivarlo off e on line guardando quanto sono anomali gli altri, assistiamo sempre più spesso ad episodi che sanno di età della pietra, ad adolescenti che varcano le porte della giustizia minorile perché sono incapaci di stare di fronte a ciò che è diverso da loro. E allora siccome sei diverso vali come un oggetto.

SEMINIAMO IL PENSIERO CHE L’UMANITÀ È ALL’INSEGNA DEL PLURALE.

E allora valorizziamo nelle famiglie ciò che c’è. Insegniamo che la famiglia è tante cose, nelle sue diverse forme e ciò che le dovrebbe caratterizzare tutte è che siano un NIDO in cui trovare AMORE, PROTEZIONE, INCORAGGIAMENTO PER SPICCARE IL VOLO DELLA VITA.

Buona festa della famiglia!

𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐔𝐍𝐀 𝐕𝐎𝐋𝐓𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐃𝐈𝐕𝐄𝐍𝐓𝐀𝐓𝐀 𝐌𝐀𝐌𝐌𝐀 𝐇𝐎 𝐂𝐀𝐏𝐈𝐓𝐎 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐑𝐈𝐆𝐔𝐀𝐑𝐃𝐀𝐍𝐎 𝐋𝐀 𝐆𝐄𝐍𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀𝐋𝐈𝐓𝐀̀.Intuizioni sulle gioie e g...
12/05/2026

𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐔𝐍𝐀 𝐕𝐎𝐋𝐓𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐃𝐈𝐕𝐄𝐍𝐓𝐀𝐓𝐀 𝐌𝐀𝐌𝐌𝐀 𝐇𝐎 𝐂𝐀𝐏𝐈𝐓𝐎 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐑𝐈𝐆𝐔𝐀𝐑𝐃𝐀𝐍𝐎 𝐋𝐀 𝐆𝐄𝐍𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀𝐋𝐈𝐓𝐀̀.

Intuizioni sulle gioie e gli abissi dei genitori che non sono comprese nella quantità o tipologia di targhe attaccate al muro perché i nostri master più sfidanti hanno in verità 1 cuore e 2 gambe sempre in moto.

Nel mio post parto scompigliato in cui, nonostante due lauree da 110 e lode, non riuscivo neanche a fare delle banali operazioni matematiche per capire le dosi dell’artificiale, ho scelto per amore e per forza che davanti alla pediatra sarei stata “solo la mamma di…"

𝐏𝐞𝐫 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐦𝐢 𝐚 𝐥𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐬𝐢𝐚𝐬𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐦𝐚𝐦𝐦𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚 𝐞 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚𝐭𝐚.

Per fare spesso anche delle figure da ebete chiedendo più volte la stessa cosa mentre controlli che il figlio non si arrampichi in ambulatorio come facesse arrampicata sportiva, tenti di fare bella figura, ribolli perché hai addosso i tuoi vestiti, i suoi e cerchi di memorizzare posologie che ti sembrano in arabo.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐝𝐚𝐠𝐨𝐠𝐢𝐬𝐭𝐚/ 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐚/ 𝐩𝐮𝐞𝐫𝐢𝐜𝐮𝐥𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞/ 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐢𝐝𝐨/… 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐧𝐭𝐚𝐠𝐧𝐞 𝐫𝐮𝐬𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐚 𝟏 𝐦𝐞𝐬𝐞, 𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐨 𝟏𝟐 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐚 𝐭𝐞, 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐚 𝐭𝐞 𝐦𝐚 𝐞̀ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚 𝐝𝐚 𝐭𝐞.

In questi 2 anni di libera professione ho volutamente evitato di portare i miei volantini nel suo studio per l’imbarazzo di raccontarmi, per lasciare il campo “puro”, ma per ogni frutto c’è una stagione. Forse oggi che abbiamo salutato un po’ di infanzia e anche un tot di telefonate sintomatiche da lunedì mattina con otiti, febbri, chi più ne ha più ne metta… posso anche disvelarmi.

p.s. lei ha detto che glielo avevo detto (forse per un certificato di lavoro quando ero dipendente?), mistero, io comunque non me lo ricordavo!

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