24/07/2026
𝐒𝐨𝐟𝐟𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐠𝐨𝐧𝐟𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐝𝐝𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 ? 𝐀𝐯𝐯𝐞𝐫𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞, 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐞 𝐒𝐮𝐠𝐠𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐥𝐩𝐞𝐳𝐳𝐢
𝐎𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐨𝐧𝐟𝐢𝐨𝐫𝐞
Il GONFIORE ADDOMINALE è un disturbo comune che può avere cause variegate ed è certamente legato a gas intestinali e/o ad aria ingerita inconsapevolmente durante i pasti nonchè si può spesso legare anche a stitichezza, ad intolleranze alimentari e/o a disturbi intestinali.
In estate molto spesso è causato da sbalzi termici, disidratazione e cattiva digestione.
Il caldo rallenta lo svuotamento gastrico, mentre il consumo di bevande fredde e cibi freddi intrappola i gas intestinali nonché i cibi ricchi di fibre crude ( …le insalatone estive …) e/o anche troppo salate favorisce la fermentazione e la ritenzione idrica .
Ne consegue che non esiste una soluzione e/o un rimedio uguale per tutti né una lista universale di alimenti da evitare e conviene osservare le abitudini alimentari quotidiane e pure osservare come reagisce il proprio intestino alle abitudini.
𝐀𝐬𝐭𝐮𝐳𝐢𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢 .
Mangiare lentamente, masticare bene ogni boccone, evitare i pasti consumati in fretta e preferire porzioni più piccole rispetto ai pasti molto abbondanti.
E’ opportuno limitare sensibilmente le bevande gassate, cannucce, gomme da masticare e caramelle dure, che favoriscono indubbiamente l'ingestione di aria, ma anche le fibre ed il lattosio sono da gestire con oculatezza poichè le fibre andrebbero aumentate gradualmente e accompagnate da un'adeguata idratazione non gasata, mentre il lattosio non va eliminato in automatico, ma deve essere valutato in base alla tolleranza individuale.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐨.
Per ridurre il gonfiore non serve eliminare indiscriminatamente molti alimenti, ma individuare solo quelli che provocano più fastidio e valutarne quantità e frequenza nonché sarebbe oltremodo consigliabile, nel caso, un diario alimentare che può aiutare a riconoscere l’innesco personale dell’accumulo del gas intestinale.
Se però il gonfiore è persistente, ricorrente o si associa a segnali come perdita di peso involontaria, feci scure e/o con sangue evidente, vomito, febbre anche con poche linee, dolore importante o impossibilità a evacuare o eliminare gas, è opportuno rivolgersi al proprio medico per chiarire la causa e impostare il trattamento corretto e/o gli esami diagnostici opportuni.
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐆𝐨𝐧𝐟𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐀𝐝𝐝𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 .
In primis, il Gonfiore Addominale è un sintomo molto comune, ma non ha una sola causa. In molti casi è legato certamente a gas intestinali e ad aria ingerita mentre si mangia o si beve, ma si può associare a stitichezza, intolleranze alimentari, celiachia e/o sindrome del colon irritabile.
In questo contesto, risulta opportuno correggere alcune abitudini quotidiane e così osservare come reagisce il proprio intestino.
𝐄𝐜𝐜𝐨 𝐥𝐞 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐮𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚
𝟏) 𝐌𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐦𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐛𝐞𝐧𝐞
Mangiare troppo in fretta favorisce l'ingestione di aria che altrettanto favorisce lo sgradevole effetto “eruttazioni”, ma anche tensione addominale e sensazione di pancia piena.
Rallentare il ritmo del pasto, masticare con calma e chiudere la bocca durante la masticazione è una delle correzioni più semplici e professionalmente raccomandate in caso di gonfiore addominale.
𝟐) 𝐒𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞 "𝐝𝐚 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐬𝐭𝐚"
Il contesto in cui si mangia è sostanziale quando si parla di gonfiore.
Sedersi a tavola, evitare di pranzare mentre si cammina o si lavora e limitarsi di parlare continuamente mentre si mastica può ridurre l'aria ingerita e tutto ciò non è un dettaglio in quanto per coloro che si gonfiano dopo i pasti, la modalità con cui mangia può incidere quasi quanto gli alimenti che si ingeriscono.
𝟑) 𝐏𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐬𝐭𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐚𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐭𝐢
Pasti più piccoli e più frequenti invece di porzioni molto abbondanti possono essere un valido aiuto per coloro che soffrono di gonfiore addominale. Il motivo è estremamente semplice poiché un carico eccessivo in un solo pasto può accentuare la sensazione di pesantezza, rendere la digestione più lenta e favorire la comparsa di gonfiore.
𝟒) 𝐑𝐢𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐛𝐞𝐯𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐠𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐞, 𝐜𝐚𝐧𝐧𝐮𝐜𝐜𝐞, 𝐠𝐨𝐦𝐦𝐞 𝐝𝐚 𝐦𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐦𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐮𝐫𝐞.
Le bevande frizzanti per via della loro composizione introducono gas; mentre l'uso della cannuccia per bere long drink, spremute e cocktail, il masticare chewing gum e il succhiare caramelle dure possono aumentare l'aria ingerita. Si tratta di abitudini spesso sottovalutate, ma che rientrano fra i comportamenti da limitare quando il problema è il gonfiore associato a gas o eruttazioni.
𝟓) 𝐄𝐯𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐞𝐧𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐚𝐛𝐛𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐭𝐚𝐫𝐝𝐢𝐯𝐞.
Chi concentra gran parte dell'apporto calorico la sera a causa del logorio della vita moderna, magari con un pasto ricco e veloce, può percepire più facilmente una sensazione di pancia tesa e di disagio.
In linea generale e per diverse motivazioni salutistiche, è bene non fare grandi pasti prima di coricarsi.
Altrettanto importante è la postura in quanto mentre si mangia si dovrebbe avere la schiena dritta evitando di "accasciarsi" sul piatto.
𝟔) 𝐀𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐟𝐢𝐛𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀, 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞.
Le fibre sono utili, insieme alla idratazione con acqua non gasata, soprattutto se il gonfiore è legato alla stipsi, ma aumentarne il quantitativo consumato in maniera repentina può peggiorare il problema del gonfiore, favorendo la formazione di gas e la fermentazione. Per questo motivo, si raccomanda di introdurle poco per volta e di personalizzare la quantità.
Da sottolineare, sempre, che insieme alle fibre è indispensabile assumere adeguate quantità di liquidi, poiché è solo con la giusta quantità di acqua naturale e non gasata che le fibre possono espletare la loro azione sul tratto intestinale.
𝟕) 𝐁𝐞𝐫𝐞 𝐚 𝐬𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐞 𝐜'𝐞̀ 𝐬𝐭𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐳𝐳𝐚.
Quando la stitichezza contribuisce al gonfiore, l'idratazione diventa parte fondamentale della strategia alimentare.
I liquidi non gasati, e non certamente gli alcolici, quindi, una idratazione costante di almeno due litri di acqua a temperatura ambiente al giorno aiutano la fibra a funzionare meglio ed, in qualsiasi caso, bere abbastanza acqua rientra tra le misure di base per ridurre il gonfiore ( circa 30 ml per kg di peso corporeo possibilmente lontano dai pasti ). Non si tratta di una soluzione istantanea, ma è una correzione che spesso manca nella routine quotidiana.
𝟖) 𝐍𝐨𝐧 𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐞𝐥𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐨𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢.
Non tutti reagiscono allo stesso modo agli stessi alimenti. Alcune persone riferiscono più gonfiore con legumi, da associare ad insalata a foglia larga o ortaggi più digeribili come il fi*****io, alcuni frutti, cereali integrali o prodotti ricchi di fruttosio.
Altre persone peggiorano soprattutto con cibi molto grassi. Occorre, quindi, osservare quali alimenti possono peggiorare il problema e regolarsi di conseguenza in termini di quantità e frequenza di consumo. Un diario alimentare con sintomi può aiutare a capire quali combinazioni contribuiscono al problema e quali no.
𝟗) 𝐒𝐞 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐭𝐭𝐨𝐬𝐢𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨, 𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐫𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚.
Il lattosio può dare gonfiore, gas e pure saltuariamente dolore addominale nelle persone intolleranti.
Non sempre è necessario eliminare del tutto i latticini poichè molte persone tollerano piccole quantità di lattosio, soprattutto se assunte durante i pasti, e yogurt o formaggi stagionati possono risultare meglio tollerati del latte.
L'approccio corretto è mirato, non estremo.
In ogni modo, se si sospetta un'intolleranza al lattosio, è sempre bene rivolgersi al medico e/o al Farmacista Specializzato della Farmacia Malpezzi poiché il lattosio, tra l’altro, è un eccipiente utilizzato in circa il 20% dei farmaci da prescrizione e nel 6% dei farmaci da banco.
𝟏𝟎) 𝐍𝐨𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐞 𝐝𝐫𝐚𝐜𝐨𝐧𝐢𝐚𝐧𝐞.
Se il gonfiore è frequente o si accompagna a sintomi compatibili con condizioni o malattie intestinali, una dieta specifica può essere presa in considerazione ma, in questi casi, è sempre opportuno 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐠𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐥 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐨 𝐞/𝐨 𝐚𝐥 𝐅𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐒𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐥𝐩𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐞𝐝 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐚𝐢 𝐝𝐚 𝐭𝐞.
La corretta gestione del problema prevede la corretta diagnosi del disturbo che causa il gonfiore addominale e, a seguire, l'individuazione (da parte del professionista sanitario di riferimento) del giusto approccio terapeutico.
𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐠𝐨𝐧𝐟𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐨 ?
Il gonfiore che compare ogni tanto dopo un pasto abbondante è diverso da un gonfiore persistente, ricorrente o associato ad altri sintomi. Diventa quindi opportuno rivolgersi al medico se il disturbo:
• continua nonostante i cambiamenti nella dieta e nelle proprie abitudini durante i pasti,
• si associa a perdita di peso involontaria o feci scure o tracce di sangue nelle feci.
Serve, invece, una 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚 𝐮𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞 se il gonfiore compare insieme a:
• vomito,
• febbre anche leggera, ma costante soprattutto alla sera,
• dolore addominale importante,
• percezione di una massa a livello addominale,
• impossibilità a evacuare o eliminare gas.
𝐂𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢
Per ridurre il gonfiore addominale, nella pratica, contano più le abitudini che le esclusioni indiscriminate di alcuni alimenti. Mangiare lentamente, idratarsi in modo costante, evitare bevande troppo fredde che provocano spasmi addominali, limitare il sale che aumenta la ritenzione idrica ed evitare di ingerire aria in eccesso, ridurre i pasti troppo abbondanti, modulare fibre e lattosio in modo ragionato e osservare i propri fattori scatenanti il gonfiore addominale sono i cambiamenti che è meglio apportare per primi. Se però il sintomo persiste, non risponde ai tentativi più semplici o si accompagna ad altri segnali, il passo corretto non è togliere altri alimenti, ma è chiarire la causa con il proprio medico o ancora meglio con lo specialista gastroenterologo.
𝐈 𝐅𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐒𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐥𝐩𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐮 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨, 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐓𝐮𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐫𝐓𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨.
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