17/10/2026
Ci siamo incontrati la prima volta che tu avevi i pantaloncini corti e un pallone che era più grande di te e io avevo ancora i capelli (e tanti).
Da allora una cosa non è mai mancata sul tuo viso, per chiunque incontrassi: il tuo sorriso.
Quel sorriso che portava e ha portato passione, fiducia e vita ovunque lo indirizzassi.
Hai (ri)portato entusiasmo in una comunità dove si era assopito e tutti te lo riconoscono, io per primo, che ho desiderato essere presente alle tue chiamate, ma non tanto quanto avrei voluto.
Sei stato compagno, compare, amico e soprattutto uomo di esempio per molti e io sono orgoglioso di poter averti incrociato nel mio cammino, perché come a tanti hai portato ricchezza interiore, anche a me ne hai donata e penserò a te ogni volta, che per andare a casa mia, passerò davanti al campo sportivo e quando e so che calcherò ancora quell'erba, sarà più amaro, senza vederti scorrazzare tra il bar e gli spogliatoi, con quella tua polo azzurra.
Poche le cene, ma buone da ricordare e per ricordare. Però ascolta, perché da qualche parte, ovunque tu sia in questo momento, segnati già in agenda, che rifaremo insieme un brindisi, magari ad un successo che hai tanto inseguito e costruito, aspettami con due bicchieri di rosso e la polo azzurra.
Intanto ti auguro un buon viaggio Marco o meglio Ciga, ma non correre, se non dietro a un pallone.