Dott. Pasquale Saviano Psicologo-Psicoterapeuta

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Dott. Pasquale Saviano Psicologo-Psicoterapeuta Dott. Pasquale Saviano
Psicologo-Psicoterapeuta
Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicoanalitica Perchè lo Psicologo?

Noi tutti non sempre ci prendiamo cura della nostra salute psicologica tanto quanto facciamo con quella fisica. Inoltre esiste ancora in molte persone la diffidenza nei confronti dell'esperto in salute psicologica, considerato spesso il "medico dei pazzi". Andare dallo Psicologo non significa assolutamente essere "pazzi" o "diversi": indica, al contrario, la volontà di prendersi cura della propria salute mentale, che va di pari passo con quella fisica e con il benessere generale.

LA SPETTACOLARIZZAZIONE DEL DOLORECapita a tutti di vivere una relazione difficile, o una storia d’amore che finisce, co...
20/10/2026

LA SPETTACOLARIZZAZIONE DEL DOLORE

Capita a tutti di vivere una relazione difficile, o una storia d’amore che finisce, così come un litigio fra amici o parenti, ma non a tutti (anzi fortunatamente alla maggior parte) viene in mente di mettere in scena tutta la faccenda in un set televisivo. Il desiderio di rivalsa può portare, in alcuni casi, a volersi contrapporre all’altro pubblicamente e nelle sedi meno opportune per “sbattergli” in faccia la propria verità.
Su questa base nascono e riempiono i palinsesti dei canali televisivi programmi che non fanno altro che alimentare quelle tendenze voyeuristiche che caratterizzano molte persone che trascorrono a volte ore ed ore ad osservare padri e figlie angosciate che si cercano e si trovano, fidanzati e fidanzate che devono chiudere una storia o svelare un tradimento, sconosciuti (giovani ed anziani) in cerca di una relazione.

Il tutto è spesso costruito per tenere incollato lo spettatore alla tv (soprattutto durante la pubblicità) grazie anche ad un pubblico in studio che esprime la propria opinione, aizza o cerca di calmare gli animi, gestito da un abile direttore d’orchestra che interviene al momento giusto con interventi studiati ad hoc per dirigere la trasmissione là dove otterrà maggiori consensi e quindi audience.
Il mezzo televisivo attira sempre di più pubblico e partecipanti; il passaggio da una situazione privata raccolta in cui discutere i propri dilemmi e le problematiche che caratterizzano i rapporti (i panni sporchi si lavano in famiglia) è avvenuto lentamente verso ciò che oggi è una necessità di tutti cioè quella di apparire, di essere apprezzati; tutti abbiamo bisogno di un click, di un like, di un cuore che attestino il nostro valore.

È palese, se vogliamo, il ritorno a qualcosa di pubblico, di condiviso, un luogo esterno o interno alla televisione in cui si parla di questa o di quella persona ed in cui si può narrare, sparlare, confrontarsi o criticare il comportamento poco prima nella trasmissione. In tutto questo il diretto interessato rimane totalmente all’oscuro di ciò che si dice di lui perché molto probabilmente non avrà mai a che fare con il suo pubblico, o almeno così dovrebbe essere.
Lo spazio offerto da tali spettacoli non è mai condiviso e finalizzato al confronto. Il fine del programma è quello di creare uno spazio che faccia leva sulla curiosità delle persone, sulla drammaticità delle storie per vendere qualcosa, inserendo i “consigli per gli acquisti” tra una lacrima ed un momento di tensione. In ciò i conduttori si rivelano essere dei maestri, perché riescono a farsi strada nei desideri più profondi del pubblico, nelle loro forme di voyeurismo più forte e per fare ciò utilizzano il protagonista o i protagonisti delle loro storie, aizzandoli, a volte placandoli ma perlopiù esasperando i toni di molte discussioni che potrebbero tranquillamente risolversi tra le mura di casa.

Alla fine, i partecipanti a queste trasmissioni, laddove non siano attori scelti ad hoc che recitano un copione, non solo non risolvono i loro problemi, ma può capitare che si ritrovino in condizioni di disagio psicologico ancora più profonde e complicate da gestire.
Ciò che inoltre va tenuto in considerazione è la facilità con cui si passa dal generale al particolare e viceversa, ovvero con quanta facilità si tenda a far diventare di carattere generale situazioni e vissuti che hanno a che fare col singolo o con due persone e come questo porti tutti ad allontanarsi dalla considerazione che certe situazioni sono personali, uniche ed irripetibili. Pertanto le questioni vengono utilizzate come generici comportamenti che possono essere attribuiti a chiunque oltre quelli che li rappresentano in trasmissione escludendo altre possibili soluzioni ed altri vissuti diversi. Ciò non fa altro che creare confusione tra ciò che si vede in tv e ciò che si vive nella realtà portando ad un intreccio della propria vita con quella che ci viene mostrata in modo artefatto e ben costruito.

Ovviamente per rendere il tutto più coinvolgente la presenza degli “esperti” è un must ma neanche questi riescono a dare una direzione logica all’argomento, vuoi perché spesso si trovano in situazioni paradossali vuoi perché di certo non possono smontare l’impianto sviluppato da ideatori, produttori e conduttori. Quindi fanno continuamente l’andirivieni tra situazioni singole e generali alternandosi tra il classico colpo alla botte e quello al cerchio.
Secondo l’idea del “pensiero acrobatico” di cui si è già parlato in passato, la tendenza nelle relazioni dovrebbe essere quella di andare oltre la regola rigida evitando di rimanere ingabbiati in essa; così facendo si è più disponibili a trovare soluzioni alternative, a scendere a compromessi con il nostro interlocutore, considerando anche il punto di vista altrui. Cosa che invece non capita in questi programmi televisivi in cui pensiero narrativo e pensiero logico restano disgiunti e quindi manca anche quell’idea e quella possibilità del confronto. La tendenza è quella di mostrare, dar voce solo agli aspetti più negativi della narrazione: autodifesa costante e massiccia, fissazione incontestabile sulle proprie idee e posizioni, ripetizione stereotipata del proprio punto di vista, insomma una rigidità assurda ed inutile che probabilmente nella realtà non esiste neanche, anche perché chi volesse dirimere una situazione dovrebbe considerare l’apertura al confronto che invece non caratterizza quest’ambito, forse perché l’assenza del conflitto non attirerebbe pubblico e di conseguenza sponsor.

In ultima analisi è necessario soffermarsi sui dati di ascolto: certe modalità di fare televisione, certi format hanno uno seguito ed attirano gli spettatori. Ora viene da chiedersi se sia più legato a qualcosa che ormai è sfuggito di mano o ad una difficoltà della platea di pensare in modo logico e decentrato, incapace di riuscire a mettere in atto forme di ragionamento più mature e complesse.
Nel caso ci si trovasse di fronte a questa seconda possibilità sarebbe necessario cercare di agire contro queste forme di ragionamento che minano non solo il singolo ma le modalità relazionali di intere società.

Per approfondire:
S. Bonino “Il pensiero ferito” in Psicologia Contemporanea, Mag-Giu 2000, 159, Giunti, pp. 12-13

© Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta

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20/10/2026

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19/10/2026



TERAPIA DI SUPPORTO CON ANIMALI: CARATTERISTICHE E BENEFICI PER ANSIA, DEPRESSIONE, AUTISMO La terapia di supporto con a...
19/10/2026

TERAPIA DI SUPPORTO CON ANIMALI: CARATTERISTICHE E BENEFICI PER ANSIA, DEPRESSIONE, AUTISMO

La terapia di supporto con animali prevede il possesso o l’interazione con animali per scopi terapeutici o legati alla salute. La differenza tra questo tipo di intervento e il trattamento assistito da animali, la cosiddetta Pet-Therapy consiste nel fatto che in questo caso non è prevista la presenza o la supervisione di un terapista o un operatore e gli animali possono o meno essere addestrati. Chiunque può trarre beneficio dalla terapia di supporto con animali prendendo un animale domestico o visitando un rifugio per animali.

Ma quali sono i vantaggi e le caratteristiche della terapia di supporto con animali? Essa si basa sul concetto che trascorrere del tempo con animali, domestici o non, può essere un beneficio per la salute mentale e fisica. Numerosi studi hanno dimostrato che il contatto regolare con gli animali riduce lo stress, combatte la solitudine, aiuta ad alleviare la sintomatologia ansiosa e depressiva; inoltre la presenza di un animale nella quotidianità di persone con autismo favorisce in loro un senso di rilassamento con conseguente riduzione delle stereotipie.

Costruire una relazione terapeutica con un animale è qualcosa che chiunque può fare. Ad esempio, nel caso di persone depresse il trattamento potrebbe prevedere di portare a casa un animale domestico, aderire a un gruppo di dog-walking o il volontariato presso un rifugio per animali. Bisogna però tenere in considerazione il fatto che non tutti gli animali sono “animali da supporto” e se non si è preparati a possedere e gestire un animale domestico un’esperienza del genere può essere travolgente.

Quando invece parliamo di Pet-therapy ci riferiamo a qualcosa di più strutturato che viene svolto in ospedali e centri appositi con gli animali, addestrati e alla presenza di terapisti e operatori specializzati che aiutano i pazienti a gestire o superare i propri limiti e le proprie ansie. Ad esempio l’utilizzo di cavalli per la terapia specifica viene fatta con cavalli addestrati al sostegno emotivo dei pazienti ma anche i cavalli non addestrati a tale scopo possono aiutare magari chi soffre d’ansia a trovare un buon equilibrio.

I benefici della terapia di supporto con animali possono essere positivi per la maggior parte delle persone. Numerose ricerche riportano che i proprietari di animali affetti da ansia e depressione riferiscono miglioramenti nella salute mentale e nello stato d’animo.
La terapia di supporto con animali può essere particolarmente utile per coloro che presentano un Disturbo Postraumatico da Stress, Ansia, Depressione, Stress. Gli animali domestici rappresentano una fonte di compagnia non verbale e le relazioni con loro possono essere particolarmente vantaggiose per le persone che hanno problemi con le interazioni sociali. Possedere un animale domestico può alleviare il senso di solitudine che vivono le persone che hanno difficoltà ad interagire con gli altri. Un’altra caratteristica importante del possedere un animale è la forte connessione con la natura, perché è un animale domestico può portarti a trascorrere più tempo nella natura. Inoltre, che si tratti di inseguire un gatto per casa o portare a spasso un cane ogni giorno gli animali domestici possono incoraggiare l’esercizio fisico in individui altrimenti sedentari. Infine ricerche hanno dimostrato che i bambini abitualmente esposti agli animali hanno un sistema immunitario migliore e allergie ridotte rispetto a quelli che non lo sono.

Anche le persone con autismo traggono notevoli benefici dalla terapia di supporto con animali. Per gli autistici spesso è più facile interagire con un animale piuttosto che un altro essere umano perché il comportamento animale non è giudicante e non è verbale. I cani, ad esempio, possono fungere da ponte perché aiutano i bambini con autismo a comunicare con altri bambini e adulti. Ogni anno vengono pubblicate ricerche sui benefici degli interventi assistiti dagli animali in presenza di autismo: anche se un animale domestico potrebbe non essere adatto ad ogni famiglia, una continua esposizione agli animali è risultata benefica per lo sviluppo e il benessere di bambini con autismo.

La terapia di supporto con animali per l’autismo come tutte le forme di terapia di supporto con animali deve essere attentamente valutata prima di essere messa in atto e il benessere degli animali deve essere assicurato.
Gli animali possono essere estremamente utili per la nostra felicità e il nostro benessere ma solo se si sentono a proprio agio nel loro ambiente e nelle loro interazioni.

© Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta

La vita non ci risparmia le intemperie. Ci sono stagioni complesse in cui la fatica si accumula, gli ostacoli sembrano i...
18/10/2026

La vita non ci risparmia le intemperie. Ci sono stagioni complesse in cui la fatica si accumula, gli ostacoli sembrano insormontabili e la mente si affolla di paure. In quelle circostanze, la tentazione di cedere allo sconforto è fortissima.

Eppure, la clinica e l'esperienza umana ci insegnano una verità fondamentale: quando sei nella tempesta, l'errore più grande è farsi logorare dai dubbi. Non è il momento delle analisi infinite o delle risposte perfette. È il momento della sopravvivenza emotiva e della determinazione.

La regola d'oro in mezzo al caos è disinnescare l'inquietudine aggrappandosi a un'unica, inossidabile certezza: quella che, costi quel che costi, in un modo o in un altro, ce la farai. Non significa sapere come andrà a finire o avere la strada spianata; significa avere fiducia radicale nelle proprie risorse e nella propria capacità di reggere l'urto.

Le tempeste passano. Ma il modo in cui le attraversiamo definisce la nostra storia.

Raccontami nei commenti se c'è una tempesta che hai superato aggrappandoti a questa certezza.

Ci sono momenti dell'anno, o della vita, in cui la ripresa ha il sapore di un bivio. Si chiude una parentesi, che sia un...
17/10/2026

Ci sono momenti dell'anno, o della vita, in cui la ripresa ha il sapore di un bivio. Si chiude una parentesi, che sia una pausa estiva o un capitolo complesso e ci si ritrova a fare i conti con un'identità in movimento.

L’errore più comune, in queste fasi, è pretendere di ripartire esattamente da dove eravamo rimasti, come se il tempo trascorso non avesse lasciato tracce. Ma i nostri bisogni cambiano. Quello che ci faceva sentire al sicuro o motivati fino a qualche mese fa oggi potrebbe starci stretto.

Nel lavoro clinico vedo spesso la fatica di accettare questa evoluzione. C'è quasi un senso di colpa nel dover ammettere di volere o dover fare le cose diversamente. Eppure, la salute psicologica passa proprio per la flessibilità: la capacità di sintonizzarsi con chi siamo oggi, e non con chi eravamo ieri.

Una ripartenza autentica non è un ritorno al passato, ma l'apertura a nuove possibilità. È il momento di chiedersi: quali vecchie abitudini sto trascinando per inerzia, e quale nuovo bisogno sta invece chiedendo ascolto?

Indirizzo

Via Carmelo Pezzullo, 103
Frattamaggiore
80027

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00

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