Dott.ssa Sara Quatrana Psicologa

Dott.ssa Sara Quatrana Psicologa Psicologa con spiccate capacità comunicative,di osservazione, attitudine positiva e profonda empatia.

QUANDO DIVENTARE  GENITORI RISCHIA DI FARCI DIMENTICARE CHI SIAMO!Essere genitori è una delle esperienze più profonde ch...
01/06/2026

QUANDO DIVENTARE GENITORI RISCHIA DI FARCI DIMENTICARE CHI SIAMO!

Essere genitori è una delle esperienze più profonde che una persona possa vivere. È un amore che ridefinisce priorità, tempi, energie e persino il modo in cui guardiamo il mondo.

Ma a volte, quasi senza accorgercene, accade qualcosa di sottile.

Il ruolo di madre o padre diventa così totalizzante da occupare ogni spazio.
Le giornate ruotano attorno ai bisogni dei figli, le decisioni vengono filtrate attraverso di loro, e lentamente l'identità personale rischia di fondersi completamente con quella genitoriale.

Quando succede, non stiamo più "facendo i genitori": stiamo diventando solo quello.

Eppure i figli non hanno bisogno di genitori perfetti o completamente sacrificati. Hanno bisogno di adulti vivi, autentici, capaci di coltivare passioni, relazioni, desideri e confini sani.

Perché un confine non è una distanza dall'amore.

È ciò che permette all'amore di respirare.
Forse una delle sfide più complesse della genitorialità non è imparare a dare tutto. È ricordarsi che esiste ancora un "io" accanto al "noi".

Un figlio non perde nulla quando vede un genitore prendersi cura di sé. Al contrario, impara che amare gli altri non significa scomparire.

Forse la domanda da porci ogni tanto è questa:
Sto vivendo il ruolo di genitore o mi sto identificando completamente con esso?

La risposta potrebbe raccontarci qualcosa di importante sui confini che stiamo costruendo. E su quelli che, forse, stiamo perdendo.


Dott.ssa Sara Quatrana Psicologa

GRAZIE SCUOLA!Grazie per prenderti cura ogni giorno dei ragazzi… con quella delicatezza tutta speciale fatta di moduli, ...
28/05/2026

GRAZIE SCUOLA!

Grazie per prenderti cura ogni giorno dei ragazzi… con quella delicatezza tutta speciale fatta di moduli, protocolli, sigle e progetti dai nomi motivazionali lunghi quanto un PON europeo.

Grazie per il supporto.
Quello emotivo, quello educativo, quello psicologico… soprattutto quello teorico, perché nella pratica spesso restano corridoi pieni e ascolto vuoto.

Grazie per le “attenzioni personalizzate”.
Così personalizzate che a volte uno studente deve stare male tre volte prima che qualcuno se ne accorga davvero.
Grazie ai docenti che riescono ancora a emozionare.

Quelli che insegnano con gli occhi vivi, nonostante tutto.
Perché senza di loro certi ragazzi avrebbero imparato soltanto cosa significa sentirsi invisibili.

Grazie per l’inclusione scritta ovunque: nei PTOF, nei progetti, nei bandi, nelle riunioni, nelle slide colorate.
Talmente presente sulla carta da riuscire quasi a compensare la sua assenza nella realtà.

Grazie per i fondi stanziati, i tavoli tecnici, gli sportelli, i percorsi innovativi, le reti territoriali, i monitoraggi, le valutazioni d’impatto.

Una quantità di iniziative esattamente proporzionata al vuoto che tanti ragazzi continuano a sentire addosso.

E meno male che ci sono i ragazzi.
Che continuano a chiedere ascolto anche quando ricevono procedure.

E meno male che esistono ancora adulti capaci di fermarsi davvero.
Perché educare non è riempire documenti.

È esserci.

Ma GRAZIE soprattutto DAVVERO a quella scuola fatta di PERSONE E DI PROFESSIONISTI! EH SI! PERCHÈ DELLE VOLTE, CI SONO ANCHE LORO!

16/05/2026

Ci sono persone che attraversano la vita lasciando qualcosa di raro: la sensazione di essere stati davvero visti, accolti, amati
Non solo presenti, ma partecipi. Non solo vicini, ma capaci di creare casa nei ricordi di chi resta.

Quando dei figli raccontano di aver vissuto “l’infanzia più bella”, non stanno parlando di perfezione.

Stanno parlando di sguardi che rassicurano, di mani che accompagnano, di una presenza che ha saputo dare sicurezza, gioia, appartenenza.

È forse questa una delle eredità più profonde che una persona possa lasciare.

Alcuni esseri umani hanno il dono di rendere la vita più piena per chi li incontra: coinvolgenti, autentici, capaci di esserci davvero.

E anche quando il loro cammino terreno si interrompe, continuano ad abitare nelle abitudini affettuose, nelle parole imparate, nei gesti tramandati, nella capacità di amare che hanno insegnato.
Il dolore della perdita misura spesso la grandezza del legame.

Ma accanto al vuoto, resta anche la gratitudine immensa per aver condiviso un tratto di strada, "l'infanzia più bella" 💖 con una persona che ha lasciato luce.

Che l’amore ricevuto continui a essere rifugio, memoria viva e forza per andare avanti.

Ciao Marcello❤️

La chiamiamo fragilità. 💔    Ma se fosse, invece, un’eco?Un’eco delle nostre assenze, dei silenzi non ascoltati, dei “do...
06/05/2026

La chiamiamo fragilità. 💔

Ma se fosse, invece, un’eco?
Un’eco delle nostre assenze, dei silenzi non ascoltati, dei “dopo” rimandati all’infinito. Un’eco di sguardi distratti mentre chiedevano attenzione senza saperlo dire. Perché i giovani, spesso, non urlano: si sottraggono. Si chiudono, si perdono, si spengono a piccoli passi.
Ci piace analizzare, etichettare, spiegare. Diamo nomi complessi a ciò che forse è molto più semplice e, allo stesso tempo, più scomodo: esserci davvero. Non solo fisicamente, non solo “quando serve”, ma con presenza autentica, con tempo donato senza riserve, con ascolto che non giudica.
Ogni generazione porta le sue crepe, è vero. I nostri vissuti influenzano il modo in cui guardiamo quelli degli altri. Ma a volte rischiamo di usare le nostre esperienze come filtro, invece che come ponte.
E allora forse la domanda cambia:
non più “perché sono così fragili?”,
ma “dove siamo stati mentre cercavano forza?”
Non è una colpa. È una responsabilità condivisa. E anche un’opportunità.
Perché ogni presenza sincera può ancora fare la differenza.
Ogni dialogo aperto può diventare uno spazio sicuro.
Ogni gesto di attenzione può essere un punto fermo in mezzo al caos.
Forse non possiamo evitare tutte le cadute.
Ma possiamo scegliere di non essere assenti mentre imparano a rialzarsi. 🤝

Dott.ssa Sara Quatrana Psicologa

02/05/2026

Ci sono luoghi dove i bambini crescono… e poi ci sono luoghi dove imparano a diventare sé stessi.

Per me, il karate è uno di questi.
Lo guardo con il cuore di una madre. E vedo molto più di uno sport: vedo un percorso di costruzione dell’identità, fatto di piccoli passi, di cadute e di coraggio.

Si impara a rispettare, prima ancora che a colpire.
Si impara che la forza non è nella vittoria, ma nella disciplina.

Che cadere non è fallire… è parte del viaggio. E che rialzarsi, ogni volta, costruisce qualcosa di profondo dentro.

Il karate insegna ai nostri figli a stare nelle relazioni: nelle amicizie che nascono in palestra, negli sguardi complici dopo un esercizio difficile, nella condivisione della fatica e dei traguardi.
Insegna il valore dell’impegno, della costanza, della presenza.

E noi genitori, spesso seduti a bordo campo, assistiamo a qualcosa di silenzioso e potente: la crescita!!!!
Non solo del corpo, ma dell’anima.

Perché alla fine, ciò che resta non è una cintura più scura… ma una consapevolezza più chiara di chi si è.

E forse è proprio questo il dono più grande dello sport: aiutare i nostri figli a diventare persone capaci di cadere, sì… ma soprattutto di rialzarsi. Sempre.

Grazie Maestro Angelo Rossi

Grazie a tutto lo Staff!!!!

Nel dibattito educativo si cercano spesso colpevoli… "colpa dei genitori" " colpa dei ragazzi" "colpa dei docenti" !!!!!...
29/04/2026

Nel dibattito educativo si cercano spesso colpevoli… "colpa dei genitori" " colpa dei ragazzi" "colpa dei docenti" !!!!!
Ma è davvero lì che nasce il cambiamento?
Le difficoltà dovrebbero guidarci verso una presenza educativa più consapevole, perché è nella relazione che avviene il vero apprendimento.
Che modello trasmettiamo quando le parole dicono una cosa ma il corpo ne comunica un’altra?
Non serve trovare “chi ha sbagliato”, ma riconoscere che la responsabilità è condivisa. È da qui che si costruiscono contesti davvero educativi. 📚✨ 📚🏫🍎

Dott.ssa Sara Quatrana Psicologa

Mi fermo un attimo a guardarti...davvero!13 anni !C'è una luce nuova, più forte, più tua!La vita non sarà sempre semplic...
28/04/2026

Mi fermo un attimo a guardarti...davvero!
13 anni !

C'è una luce nuova, più forte, più tua!
La vita non sarà sempre semplice!
Custodisci la tua gentilezza in un mondo che a volte lo dimentica. Difendi la tua voce!

E ricordati che il tuo valore non dipenderà mai dallo sguardo degli altri.

Che tu possa diventare esattamente chi sei destinata ad essere...senza perdere mai te stessa!

Buon Compleanno piccola mia!🥰

CAPRICCI O DISTURBI ? 🤔🤷I comportamenti emotivi disfunzionali nei bambini non sono “capricci”, ma segnali. 📢Segnali che ...
22/04/2026

CAPRICCI O DISTURBI ? 🤔🤷

I comportamenti emotivi disfunzionali nei bambini non sono “capricci”, ma segnali. 📢
Segnali che qualcosa dentro di loro fatica a trovare parole. 🗣️
Un bambino che urla, che si chiude, che reagisce con aggressività o che sembra “troppo sensibile” non sta cercando di sfidare l’adulto: sta cercando di comunicare un bisogno emotivo non ancora regolato. 💖👶

Dietro questi comportamenti possiamo trovare: • difficoltà nella gestione delle emozioni
• bisogno di attenzione e connessione
• frustrazione non espressa
• insicurezza o cambiamenti nel contesto familiare o scolastico
Il nostro ruolo non è spegnere il comportamento, ma comprenderne il significato. 🧐💡
Educare emotivamente significa: ✔ aiutare il bambino a riconoscere ciò che prova 💖😊
✔ dare un nome alle emozioni
✔ offrire strumenti per regolarle
✔ essere una base sicura, anche nei momenti difficili
La regolazione emotiva si costruisce nella relazione.
E ogni crisi è un’occasione per insegnare, non per punire.

💬 “Ti vedo, anche quando fai fatica.”
Questo è il messaggio che davvero fa la differenza.

Dott.ssa Sara Quatrana Psicologa
347 912 2528

Cosa succede quando un docente “di ieri” entra davvero in contatto con i ragazzi di oggi?Non è solo una questione di met...
06/04/2026

Cosa succede quando un docente “di ieri” entra davvero in contatto con i ragazzi di oggi?
Non è solo una questione di metodi, tecnologie o programmi. È uno scontro, a volte silenzioso, tra mondi diversi. E proprio lì, in quello spazio fragile, può nascere qualcosa di autentico.
“Il mosaico della scuola. Quando un docente di ieri incontra gli studenti di oggi” di Sara Quatrana non dà risposte preconfezionate. Fa qualcosa di più raro: pone le domande giuste.
👉 Cosa vediamo davvero quando guardiamo i nostri studenti?
👉 Siamo pronti a metterci in discussione?
👉 E se il cambiamento partisse proprio da noi?
Tra riflessioni, esperienze e consapevolezze, questo libro accompagna l’insegnante in un viaggio che va oltre la didattica… e arriva dritto alla relazione.
🧩 Perché ogni classe è un mosaico.
E ogni tessera — anche la più difficile — ha qualcosa da insegnare.


Acquistabile su 🛒🛍️ , o

03/04/2026

Indirizzo

Via Aldo Moro
Frosinone
03100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 20:00

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