Psicologa/Docente Dott.ssa Sonia Perilli

Psicologa/Docente Dott.ssa Sonia Perilli Psicologa Clinica - Master in Psicotraumatologia - Consulenza psicologica individuale, di coppia e di gruppo.

Psicologia del turismo
Psicologia scolastica
Lingue parlate DE/EN Dott.ssa Sonia Perilli (iscritta all'Albo degli Psicologi del Lazio) Esperta in Psicotraumatologia

Oggi è venuto a studio un ragazzo. Parlavamo della sua relazione e, a un certo punto, ha usato un'immagine potentissima....
18/06/2026

Oggi è venuto a studio un ragazzo. Parlavamo della sua relazione e, a un certo punto, ha usato un'immagine potentissima. Mi ha detto: “A volte mi sento come il protagonista di Shutter Island. Mi sento il 'pazzo' della situazione... inizio a pensare che forse sono io quello sbagliato, e che il resto del mondo sia normale”.
​Hai presente quel dubbio profondo che si prova guardando quel film? Quel momento in cui non capisci più quale sia la realtà.
​A volte, questo thriller psicologico non si consuma sullo schermo, ma all’interno di un rapporto affettivo.
​Succede quando cerchi di portare avanti una relazione basata sulla fiducia, sulla libertà e sull'assenza di controllo. Non sei geloso? Non sei possessivo? Rifiuti i giochi di potere?
Eppure, dall'altra parte, questa tua sanità viene letta come "disinteresse", e vieni provocato continuamente: “Ma perché non reagisci?”, “Lo fai per ripicca?”, “Allora non ti importa di me?”.
​A forza di essere messi sotto accusa per il fatto di essere "sani", si rischia di cadere in un grande inganno. Si inizia a pensare: “Forse sono io quello strano? Forse dovrei essere tossico e possessivo per dimostrare amore?”.
​Questo è il momento esatto in cui, provocazione dopo provocazione, rischiamo di perdere la nostra integrità.
​Mantenersi integri significa:
✨ Non farsi ridefinire dalle insicurezze e dai copioni disfunzionali altrui.
✨ Riconoscere che l'amore non si misura in base al livello di controllo.
✨ Difendere la propria salute mentale, anche quando l'altro cerca di farti dubitare di essa.
​Se ti senti costantemente sul banco degli imputati solo perché ti rifiuti di stare al gioco di una relazione tossica, fermati. Non sei tu quello "fuori fuoco". Stai solo cercando di proteggere te stesso.
​Custodisci la tua integrità. È il bene più prezioso che hai.




Finalmente è ufficiale! 💳✨​Da oggi, al mio percorso da psicologa e ricercatrice si unisce anche il tesserino da Accompag...
14/06/2026

Finalmente è ufficiale! 💳✨

​Da oggi, al mio percorso da psicologa e ricercatrice si unisce anche il tesserino da Accompagnatrice Turistica.

​Perché questa scelta? Perché credo fermamente nel potere della Psicologia del Turismo: studiare come il viaggio, la scoperta e la connessione con il territorio possano diventare veri e propri strumenti di benessere, rigenerazione e crescita personale.

​Mente e viaggio da oggi camminano insieme. Sto progettando nuovi modi per unire la clinica, la mindfulness e l'esplorazione, ma per ora è un bellissimo work in progress.

​Nessun programma fisso, solo nuove strade da tracciare (dentro e fuori).

​Vi incuriosisce questa unione tra mente, scienza e territorio?



Dietro una vita ordinata, un buon lavoro e la stima degli altri, a volte si nasconde un vuoto profondo. È la storia di u...
23/05/2026

Dietro una vita ordinata, un buon lavoro e la stima degli altri, a volte si nasconde un vuoto profondo. È la storia di una mia paziente: 50 anni, una buona posizione professionale, ma una vita passata a seguire solo la rigida logica del dovere, bloccata da sempre in una simbiosi un po' morbosa con la madre. Ha sempre messo tutti al primo posto, tranne se stessa.
Oggi ha una forte voglia di imparare ad ascoltarsi, ma non sa come fare.
L'altro giorno in seduta le ho chiesto:
"Se anziché ascoltare i tuoi doveri, ora dovessi ascoltare ciò che desideri e che ti fa stare bene... cosa emerge?".
Lei è rimasta in silenzio. Un silenzio lungo, disorientato. Non ha risposto, perché la verità è che 'non lo sa'.
Questo silenzio a 50 anni è il risultato di una disconnessione antica. Quando da bambini non ci insegnano ad ascoltarci, le conseguenze sono precise:
Ci si annulla per l'adulto: Nei legami troppo simbiotici, il bambino impara a sentire le emozioni del genitore al posto delle proprie, pur di non deluderlo.
Si vive di sole aspettative: Ci si adatta così bene a ciò che gli altri vogliono da noi che il "dovere" diventa l'unico motore. Si costruisce una vita che funziona, ma in cui non si esiste.
I desideri repressi per decenni si trasformano spesso in ansia, peso sul petto o in quella stanchezza cronica di chi è intrappolato nel proprio dovere.
Quel silenzio in terapia non è un fallimento, ma l'inizio di tutto. È il momento in cui ci si rende conto che la vecchia bussola non serve più e bisogna costruirne una nuova.
Imparare ad ascoltarsi a cinquant'anni richiede pazienza e il coraggio di tollerare il senso di colpa quando si inizia a dire qualche "no" agli altri. Ma è l'unico modo per iniziare, finalmente, ad abitare la propria vita.

Sono felice di condividere un nuovo capitolo del mio percorso professionale. Dal 1° luglio collaborerò con un team di ri...
08/05/2026

Sono felice di condividere un nuovo capitolo del mio percorso professionale. Dal 1° luglio collaborerò con un team di ricerca internazionale della Technische Universität München (TUM) su un progetto dedicato all'apprendimento e allo sviluppo cognitivo.
​Questa collaborazione mi porterà a operare sul campo in Italia, all'interno di campus di ricerca dove osserverò da vicino i processi di esplorazione attiva non solo nei bambini, ma anche negli adolescenti.

L'adolescenza è una fase di trasformazione profonda, in cui il modo di apprendere e di relazionarsi con il mondo cambia radicalmente. Mentre nel bambino l'apprendimento è guidato dalla curiosità primaria, nell'adolescente diventa una ricerca di identità e di autonomia decisionale.
​Partecipare a un progetto di ricerca accademica di questo livello mi permetterà di:
​Osservare la "fisiologia" dell'apprendimento e come si evolve la capacità di risolvere problemi complessi nel passaggio all'età adulta.
​Arricchire gli strumenti che porto ogni giorno nel mio spazio di ascolto professionale, integrando i modelli scientifici più recenti con la mia esperienza nel sostegno psicologico.
​Credo che l'incontro tra la ricerca d'eccellenza e l'attività in studio privato sia la chiave per offrire una visione sempre più completa e aggiornata delle sfide che i ragazzi e le loro famiglie affrontano oggi.
​Pronta per questo stimolante arricchimento internazionale! 🇮🇹🇩🇪

01/05/2026


Quella sensazione 🙄Finalmente inizi a respirare. Le giornate pesanti sono meno frequenti, torni a fare progetti, senti d...
10/04/2026

Quella sensazione 🙄
Finalmente inizi a respirare. Le giornate pesanti sono meno frequenti, torni a fare progetti, senti di avere di nuovo il telecomando della tua vita in mano. Poi, all'improvviso, un piccolo trigger — un commento, una tachicardia, una giornata di pioggia o una stanchezza improvvisa — e il castello sembra crollare.
​In un attimo, la mente fa un salto nel buio e urla: "Ecco, ci risiamo. Sto tornando come prima. Non ne uscirò mai."
​Questo è un fenomeno molto comune nel percorso terapeutico. Quando iniziamo a stare meglio, la nostra "asticella" del benessere si alza. Di conseguenza, il contrasto tra il nuovo equilibrio e una piccola ricaduta sembra enorme.
​Il trauma ha una memoria muscolare: Il cervello riconosce i segnali del malessere e attiva subito l’allarme antincendio, anche se c’è solo un po’ di fumo.
​Abbiamo faticato così tanto per stare bene che l’idea di scivolare di nuovo nel buio ci terrorizza.
​Interpretiamo un momento di difficoltà non come una fluttuazione naturale, ma come il fallimento totale del percorso.
​La guarigione non è una linea retta, perché se potessimo disegnare il progresso, non sarebbe una freccia che punta dritta verso l'alto.
​Anche se ti sembra di passare nello stesso punto di dolore di un mese fa, non sei nello stesso posto: sei un "livello sopra". Hai più consapevolezza, hai nuovi strumenti e, soprattutto, hai la prova testata che sai come si fa a stare meglio.
Cosa puoi fare:
1) ​Riconosci il trigger: Dai un nome a ciò che è successo. "Mi sento così perché quella situazione mi ha attivato, non perché il mio percorso è fallito".
2) ​Osserva il panico senza giudicarlo: È normale avere paura di stare male di nuovo. 3) Accogli quella paura, ma non trattarla come una verità assoluta.
4) ​Guarda indietro: Confronta come stai oggi con come stavi sei mesi fa. Anche in questa giornata "no", sei davvero la stessa persona? Probabilmente no.
​Un passo indietro è solo parte della danza e non significa che hai perso la strada.


🧠 Il dialogo tra i nostri "due cervelli"Oggi riflettevo su quanto sia preziosa la fiducia che si è consolidata nel tempo...
10/04/2026

🧠 Il dialogo tra i nostri "due cervelli"
Oggi riflettevo su quanto sia preziosa la fiducia che si è consolidata nel tempo con uno stimato gastroenterologo di Roma, che mi invia regolarmente i suoi pazienti quando sospetta una forte componente psicosomatica dietro ai disturbi intestinali.

Non si tratta di un episodio isolato, ma di un metodo di cura integrato che mette al centro il benessere reale della persona.

Perché è così importante questo passaggio?
L’intestino è il nostro "secondo cervello": è l’organo che più di tutti reagisce alle nostre emozioni, alle ansie e ai carichi che non riusciamo a elaborare a livello conscio. Gonfiori, dolori e irregolarità spesso non sono solo un problema di "digestione", ma il segnale di qualcosa che stiamo faticando a "mandare giù" nella vita di tutti i giorni.

Voglio fare un plauso pubblico a questo medico perché:

Guarda oltre l'analisi: Non si ferma al referto, ma vede la persona nella sua interezza.

Valuta la connessione mente-corpo: Riconosce che se la mente è sotto pressione, l'intestino ne diventa il portavoce.

Collaborare in questo modo permette ai pazienti di non sentirsi soli o "malati immaginari", ma persone che stanno finalmente ricevendo una risposta completa.

Grazie a chi, nella medicina, ha la lungimiranza di capire che la guarigione passa anche attraverso l'ascolto delle proprie emozioni.




"Alles Vergängliche ist nur ein Gleichnis""​Tutto ciò che passa è solo un simbolo"W.GoetheGoethe, nell’Urfaust, ci ricor...
02/04/2026

"Alles Vergängliche ist nur ein Gleichnis"

"​Tutto ciò che passa è solo un simbolo"

W.Goethe

Goethe, nell’Urfaust, ci ricorda che le difficoltà e i momenti bui non sono la fine, ma tappe transitorie di qualcosa di più grande. Ogni ostacolo è solo il simbolo della tua prossima evoluzione.
Il dolore di oggi è la metafora della forza che avrai domani. Tutto passa, tutto insegna.





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27/03/2026

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