09/09/2022
"Esiste una parte invisibile e inconscia di noi che potrebbe andare contro i nostri obiettivi consci e persino attaccarli o minarli. Infatti, tutto quel che di noi non conosciamo consapevolmente ha il potere di controllare e gestire le nostre vite, nello stesso modo in cui le correnti sotto la superficie dell’oceano ne rappresentano le forze più potenti. Quando si tratta di cambiare, sperimentiamo i conflitti più profondi. Dietro il desiderio di fare soldi, fare carriera, avere dei figli, potremmo trovare una resistenza al cambiamento, una celata ambivalenza nel diventare adulti, una lotta contro la separazione e la perdita. Potremmo volere una relazione romantica ma, al tempo stesso, resisterle o rifiutarla, spesso perché abbiamo bisogno di proteggerci dal rischio di essere vulnerabili, abbandonati, di perdere il controllo, di struggerci. Alcuni mantengono una fedeltà inconscia nei confronti della propria famiglia d’origine, soprattutto se la percepiscono come superiore alle altre famiglie, il che rende loro difficile appartenere a chiunque altro. Altri si sentono emotivamente responsabili per uno dei propri genitori e perciò provano ansia all’idea di separarsi da loro e lasciarli. Mantengono la struttura familiare dell’infanzia, preoccupandosi all’idea di cambiare la propria posizione e restando fedeli ai miti e all’eredità familiare. Un cambiamento è un congedo lieve dal nostro passato: dalla nostra infanzia, dai nostri ruoli familiari, dai nostri Sé conosciuti. Per evolvere ed essere creativi è necessario separarsi e vivere il futuro, anziché cullarsi nel passato. Un passato non elaborato non ci consente di progredire, bensì ci trattiene nel ruolo di guardiani della nostra storia."
Galit Atlas