Psicologa-Psicoterapeuta Valentina Ferrarelli

Psicologa-Psicoterapeuta Valentina Ferrarelli Psicologa Psicoterapeuta Analista Transazionale certificata EATA. Iscritta all' Ordine degli Psicolo

09/09/2022

"Esiste una parte invisibile e inconscia di noi che potrebbe andare contro i nostri obiettivi consci e persino attaccarli o minarli. Infatti, tutto quel che di noi non conosciamo consapevolmente ha il potere di controllare e gestire le nostre vite, nello stesso modo in cui le correnti sotto la superficie dell’oceano ne rappresentano le forze più potenti. Quando si tratta di cambiare, sperimentiamo i conflitti più profondi. Dietro il desiderio di fare soldi, fare carriera, avere dei figli, potremmo trovare una resistenza al cambiamento, una celata ambivalenza nel diventare adulti, una lotta contro la separazione e la perdita. Potremmo volere una relazione romantica ma, al tempo stesso, resisterle o rifiutarla, spesso perché abbiamo bisogno di proteggerci dal rischio di essere vulnerabili, abbandonati, di perdere il controllo, di struggerci. Alcuni mantengono una fedeltà inconscia nei confronti della propria famiglia d’origine, soprattutto se la percepiscono come superiore alle altre famiglie, il che rende loro difficile appartenere a chiunque altro. Altri si sentono emotivamente responsabili per uno dei propri genitori e perciò provano ansia all’idea di separarsi da loro e lasciarli. Mantengono la struttura familiare dell’infanzia, preoccupandosi all’idea di cambiare la propria posizione e restando fedeli ai miti e all’eredità familiare. Un cambiamento è un congedo lieve dal nostro passato: dalla nostra infanzia, dai nostri ruoli familiari, dai nostri Sé conosciuti. Per evolvere ed essere creativi è necessario separarsi e vivere il futuro, anziché cullarsi nel passato. Un passato non elaborato non ci consente di progredire, bensì ci trattiene nel ruolo di guardiani della nostra storia."
Galit Atlas

27/11/2021

Siamo quello che pensiamo. Siamo quello che mangiamo. Siamo le nostre emozioni. Siamo le nostre scelte. Siamo il nostro astio. Siamo la nostra gentilezza. Siamo le nostre paure. Siamo i nostri sogni. Siamo le nostre consapevolezze. Siamo l’ambiente che viviamo. Siamo i conflitti che portiamo avanti. Siamo le denigrazioni che rivolgiamo al prossimo. Siamo le carezze che sappiamo dare. Siamo gli amici che scegliamo. Siamo la musica che balliamo. Siamo.

Tu chi scegli di essere?

"Se avete messo un fazzoletto in una scatola profumata: quando lo riprendete, dopo qualche tempo, sarà anch'esso profumato.

Ebbene, sappiate che avviene lo stesso con la vostra vita psichica: essa si impregna delle emanazioni di tutti gli argomenti nei quali avete l'abitudine di immergervi e se quegli argomenti sono nauseabondi, non stupitevi se un giorno le stesse vibrazioni emaneranno da voi.

Non prendete alla leggera ciò che vi dico: si tratta di leggi che bisogna conoscere e saper applicare.
Fate quindi attenzione ai libri che leggete, ai film e agli spettacoli che guardate e alle conversazioni cui partecipate, perché nulla di tutto ciò resta senza conseguenze.

Fate lo sforzo di interessarvi a temi profondi, educativi; anche se per il momento superano la vostra comprensione totale".

Omraam Mikhaël Aïvanhov

06/06/2021

I ricordi sono come biglie colorate, possono rimanere per anni in fondo ad un cassetto e in un attimo rotolarci addosso, senza che possiamo fare molto per fermarle.
Tutto quello che ricordiamo è collegato ad un emozione sia positiva che negativa. Non sempre abbiamo consapevolezza di un ricordo, ma lui spunta dal cassetto improvvisamente.
Un odore, un sapore, una canzone ci possono portare indietro e, per un attimo, tornare al “tempo perduto” e sentire nostalgia, la tenerezza e l’amore per i bambini che siamo stati.
Ricordare figure o luoghi che hanno fatto la differenza nella nostra vita. E poi ci sono i ricordi che fanno ancora male, anche questi, evocati da qualcosa che accade e anche se li avevamo chiusi bene, fanno capolino. Ricordiamo le altre volte in cui ci siamo sentiti poco amati, sbagliati e umiliati e sembra che non ci sia poi così tanta distanza dal passato. Spesso a causa dei ricordi passati non riusciamo a vivere bene il presente
La memoria del passato, ostacola le nostre relazioni e il pensiero su noi stessi. Ma elaborare un ricordo è possibile. Questo non significherà dimenticare, ma creare una reale distanza tra passato e presente.
Un ricordo può essere un ostacolo o un’ opportunità di apprendimento. Ecco che le biglie colorate potranno essere solo biglie e non macigni che portiamo nel cuore e nella pelle. Le potremo toccare e sorridere, le potremo mettere in un cassetto senza più doverle nascondere a noi o a gli altri. Potremo pensare che sono parte di noi e guardare al passato con più tenerezza. (Anna Rita Verardo)

L’evidenza clinica e la ricerca sono concordi sul fatto che molti sintomi dei bambini sono una conseguenza di traumi non...
14/05/2021

L’evidenza clinica e la ricerca sono concordi sul fatto che molti sintomi dei bambini sono una conseguenza di traumi non elaborati nei genitori. Non è il tentativo si colpevolizzare madri e padri: i genitori traumatizzati possono essere capaci e attenti emotivamente sintonizzati con i bisogni dei bambini. Eppure in momenti di particolare stress e vulnerabilità rispondere con paura, impotenza o rabbia ad alcuni comportamenti dei figli. Quella paura annidata nelle reti della memoria più antica che proviene da trame familiari intrise di esperienze di perdite precoci, trascuratezza abusi riemerge improvvisamente in alcuni momenti della relazione con il partner o i figli. Prima di ogni altra considerazione nella valutazione di bambini con sintomi occorre ricercare nella storia dei genitori e dei nonni eventi che possano aver sensibilizzato la persona e averla fatta sentire in pericolo o vulnerabile. Questa trasmissione del trauma da padre in figlio, la catena inesorabile di dolore può essere interrotta se, riflettendo sulla nostra storia rintracceremo eventi di questo tipo e li porteremo alla luce dandogli il giusto significato e se ancora troppo dolorosi li elaboreremo. ( Anna Rita Verardo)

Il nostro cervello ha la capacità di raccogliere tutte le informazioni che ci succedono durante la giornata. E' come se ...
26/09/2020

Il nostro cervello ha la capacità di raccogliere tutte le informazioni che ci succedono durante la giornata. E' come se ogni esperienza che viviamo, ogni sapore, odore, colore ma anche credenza su di sè o emozione venissero scritti all'interno di un libro più o meno grande, rispetto a quanto è grande o lunga l'esperienza che stiamo vivendo. Durante la giornata, quindi, vengono scritti e raccolti diversi libri, a volte più picccoli, a volte con più pagine.

Ma è solo di notte che questo sistema di elaborazione si attiva davvero, e in maniera assolutamente spontanea e naturale, "fa ordine" prendendo tutti i libri raccolti durante la giornata e mettendoliall'interno di un'enorme libreria, dando anche loro significato e ordine.

Questo avviene senza che noi ce ne accorgiamo. quando però viviamo delle esperienzemolto forti eripetute, questo sistema si affatica e molte volte si blocca. Per cui le nuove informazioni riguardanti un'esperienza rimangono "chiuse", proprio come se invece che essere posizionate nel posto giusto all'interno della libreria, rimanessero dentro delle piccole scatole, da sole e isolate.
Le informazioni all'interno di queste "scatole" non possono comunicare con il resto delle informazioni all'interno della libreria per cui quando verranno richiamate risponderanno a certe situazioni nello stesso modo in cui abbiamo reagito al tempo in cui è arrivto il trauma.

Il lavoro con Emdr cosiste proprio nel riuscire ad aiutare il nostro sistema innato di elaborazione ad aprire queste scatole e aposizionare le informazioni che contengono all'interno della grande libreria che compone la nostra vita, dando loro il giusto significato e il giusto tempo.

Cit. EMDR ITALIA

16/07/2020

Suo padre è un uomo assente e la madre seppur affettuosa soffre di una forma di depressione.
Così sono le sue sorelle a prendersi cura di lui e a crescerlo.

Queste esperienze risulteranno determinanti per poter sviluppare la sua teoria dello sviluppo infantile.

E’ Donald Woods Winnicott.

Si laurea in medicina nel 1923, contrariamente alla volontà del padre che ne rimane infatti deluso.

Tuttavia, sente che quella è la sua strada e non ha timori nel percorrerla.

Come pediatra lavora per circa quarant'anni presso l’ospedale pediatrico di Paddington Green, acquisendo un’esperienza clinica fondamentale che gli sarà utilissima una volta entrato all’interno della British Psychoanalytic Society nel 1956.

Nel corso della sua vita compie diverse analisi personali, lavorando in modo profondo su se stesso.

Ha lasciato un segno indelebile non solo all’interno della psicoanalisi ma in generale nella psicologia, definendo alcuni concetti teorico-clinici con cui ancora oggi ci si deve confrontare.

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Martedì 09:00 - 19:00
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