11/08/2026
‼️‼️Stiamo perdendo il polso della situazione .
Attenzione cari genitori , ormai sapete cosa succede . I vostri pediatri ve lo ripetono in continuazione. Siamo preoccupatissimi : sta aumentando esponenzialmente il N di bambini e bambine che stanno male a livello mentale e non più solo i ragazzi e le ragazze.
Attenzione i nostri paeselli non sono più isole felici : già bambini delle elementari fumano si*****te elettroniche e bevono choco pops energy drink e inalano protossido di azoto .
Questo accade perché i genitori lasciano passare / è comodo avere i figli che non “rompono “e poi …”che cosa sarà mai”!
La solitudine dei bambini è dilagante . Riprendiamo le redini : parliamo in famiglia. Spegniamo per primi gli schermi, torniamo ad ascoltare e a guardare negli occhi .
I modelli non devono essere i reel , i social e gli influencer . Riprendete il ruolo genitoriale con forza e determinazione .
Unitevi tra genitori per creare comunità educanti. Se non ci sarà un vero cambiamento la situazione diventerà sempre più incontrollabile e questa non è una minaccia , ma sono dati scientifici documentabili.
Milano. Su un maxi cartellone in via Melchiorre Gioia c'è un bambino di circa due anni che tiene in mano uno smartphone, e accanto la scritta "Tutto ok, è iPhone".
Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva, lo definisce una provocazione gigantesca per chi da anni fa prevenzione sui danni dei dispositivi digitali nei bambini in età prescolare.
Secondo Pellai quell'immagine mostra il lavoro con cui le Big Tech hanno convinto i genitori, negli ultimi quindici anni, che un figlio non possa crescere senza un device in mano. Prima la tesi era che il problema non fosse lo smartphone ma l'uso che se ne fa; adesso, dice, il messaggio è che esiste lo smartphone sicuro, quello del marchio.
"Invece no", scrive. E ricorda che la Società Italiana di Pediatria raccomanda ai genitori italiani di non consegnare uno smartphone a uso personale prima dei 13 anni. Per questo, sostiene, quel cartellone non dovrebbe essere esposto in Italia.
Sul caso è intervenuta anche l'Autorità garante per l'infanzia: Marina Terragni ha trasmesso la segnalazione di un cittadino ad Agcom, Antitrust e Istituto di autodisciplina pubblicitaria. "Non normalizziamo il baby sitting elettronico", ha dichiarato.
Pellai e Barbara Tamborini hanno raccolto in "Esci da quella stanza" (Mondadori) quello che la ricerca ha accertato sui rischi dell'uso precoce degli strumenti digitali.
Fonte: Tecnica della Scuola