03/08/2026
Ci sono persone che, al di là delle imprese sportive, lasciano un segno per il modo in cui affrontano la vita.
Per me Nimsdai è stato questo. L’ho conosciuto attraverso il documentario “14 Peaks: nothing is impossible” su Netflix. È un documentario che, secondo me, dovrebbe vedere chiunque voglia approcciarsi o ami la montagna, da chi fa trekking, a chi sogna di salire una vetta, fino a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo. Non perché insegni a sfidare i propri limiti senza criterio, ma perché trasmette il valore della preparazione, del rispetto per la montagna. Da quel momento ho iniziato ad apprezzare non solo l’alpinista, ma soprattutto l’uomo.
Prima di diventare uno dei più grandi alpinisti della sua generazione, è stato un soldato delle forze speciali britanniche. Una scuola di vita che gli ha trasmesso disciplina, resilienza, spirito di squadra e la capacità di rimanere lucido anche nelle situazioni più difficili.
Ma c’è un altro aspetto che ho sempre ammirato di lui. Ha voluto dare voce e riconoscimento agli Sherpa, raccontando al mondo il loro ruolo fondamentale nelle grandi spedizioni himalayane. Per troppo tempo sono rimasti nell’ombra, nonostante siano spesso loro a rendere possibili imprese che fanno il giro del mondo.
Si può essere d’accordo o meno con la scelta di affrontare montagne così estreme, ma il messaggio che ha lasciato va ben oltre l’alpinismo. I limiti spesso esistono prima nella nostra mente che nella realtà.
Le sue imprese resteranno nella storia, ma ciò che porterò con me è soprattutto il suo invito a credere nelle proprie possibilità, a non arrendersi davanti alle difficoltà e a vivere con coraggio, umiltà e profondo rispetto per la natura.
Grazie, Nimsdai, per l’ispirazione che hai regalato a così tante persone.
Buon viaggio verso la tua vetta più alta. 🏔️🤍
Nirmal Purja MBE - NIMSDAI