Dott.ssa Alessandra Panetta Psicologa

Dott.ssa Alessandra Panetta Psicologa Psicologa, Psicoterapeuta in formazione

A volte pensiamo alla terapia come a uno spazio fatto soprattutto di parole e ragionamenti.Ma l’esperienza emotiva non v...
19/05/2026

A volte pensiamo alla terapia come a uno spazio fatto soprattutto di parole e ragionamenti.
Ma l’esperienza emotiva non vive soltanto lì.

Non tutto ciò che viviamo riesce subito a diventare parola.
Ci sono emozioni che passano attraverso il corpo, immagini, sensazioni, silenzi, sogni.
Ci sono parti di noi che si fanno sentire prima ancora di potersi raccontare.

Per questo il lavoro terapeutico non passa solo attraverso il “capire”, analizzare o spiegare.
Si lavora anche attraverso altri canali, più profondi e immediati, che permettono di avvicinare esperienze che a volte non sono ancora pensabili o dicibili.

La psicoanalista Wilma Bucci parla di diversi livelli attraverso cui la mente elabora l’esperienza: un livello corporeo, uno immaginativo e uno verbale.

Spesso la sofferenza nasce proprio quando questi livelli restano scollegati: sentiamo qualcosa profondamente, ma non riusciamo a comprenderlo, nominarlo o comunicarlo.

Il lavoro terapeutico allora non è solo “capire con la testa”.
È creare connessioni tra questi diversi linguaggi interni. Dare forma. Trovare immagini, parole e significati per qualcosa che inizialmente magari era solo una stretta nel petto, una sensazione confusa, un nodo difficile da spiegare.

In foto, io che utilizzo le carte Dixit, uno strumento a me molto caro in terapia: immagini che possono creare un ponte con il proprio mondo interno.
Un modo delicato per avvicinarsi a parti profonde di Sé che non riescono ancora a parlare direttamente.

Sono stati mesi ricchi di cambiamenti.Ho preso decisioni difficili, salutando luoghi che per me sono stati casa e proget...
04/02/2026

Sono stati mesi ricchi di cambiamenti.

Ho preso decisioni difficili, salutando luoghi che per me sono stati casa e progetti dentro cui sono cresciuta molto, come professionista e come persona.

I cambiamenti fanno quasi sempre un po’ paura, ma possono anche aprire a nuove strade e nuove possibilità.
Ed eccoci qui.

Sono emozionatissima nel condividere che, oltre a Gallarate, inizierò a ricevere anche in provincia di Bergamo, in uno studio a pochi minuti dal centro città 🌱

📍 Provincia di Bergamo (circa 10 minuti dal centro): lunedì e martedì
📍 Gallarate: mercoledì, giovedì e venerdì
💻 Possibilità di colloqui online

Con gratitudine per ciò che è stato
e curiosità per ciò che verrà.

La terapia non è un processo lineare.Una credenza comune è che i progressi in terapia consistano nello stare sempre megl...
26/10/2025

La terapia non è un processo lineare.

Una credenza comune è che i progressi in terapia consistano nello stare sempre meglio, in un crescendo costante che procede in linea retta, giorno dopo giorno.
La verità è che, nella maggior parte dei casi, non funziona così.

Ci sono fasi della terapia che possono essere davvero difficili, angoscianti, complesse, perturbanti.
Questo accade perché il lavoro terapeutico implica proprio il contatto con esperienze di vita o parti del proprio mondo interno particolarmente dolorose - un dolore che, a volte, non si era mai potuto sentire fino a quel momento.

Questo può accadere all’inizio del percorso, ma non solo. Anche nelle fasi più avanzate, dopo un periodo di maggior benessere e stabilità, puó capitare di stare nuovamente male.
Ma questo non è per forza un segno di regressione, anzi: è proprio quando ci si sente più saldi e sicuri che diventa possibile entrare in contatto con vissuti profondi, con esperienze e stati emotivi che prima non si potevano toccare.

Ma allora, cosa significa tutto questo? Che il cambiamento è qualcosa di lontano e difficilissimo da raggiungere?
Assolutamente no.

Credo che il punto sia ridefinire il concetto stesso di cambiamento.

Il cambiamento non è una linea retta che sale costantemente verso l’alto. È piuttosto una linea a zig zag: sembra andare su e giù, ma nel complesso si muove in avanti.
Non è un salto improvviso da un giorno all’altro, ma un processo fatto di piccoli spostamenti, di sfumature diverse, di modi nuovi di stare nelle stesse situazioni.

Il cambiamento non è diventare sempre più felici o euforici, ma poter abitare l’intera gamma delle emozioni, sentendo di rimanere comunque integri, coesi, presenti a sé.

✨ Sono i “piccoli” movimenti a fare la differenza — perché, anche quando sembra di tornare indietro, qualcosa dentro continua a muoversi, a costruire, a trasformarsi.
E, passo dopo passo, il cambiamento prende forma: non come un’ascesa perfetta, ma come un cammino vivo, che nel tempo ci porta più vicino a noi stessi.

Ma quanto dura la terapia? Quante sedute ci vogliono?La verità è che la terapia richiede tempo.Un tempo che non si può s...
10/10/2025

Ma quanto dura la terapia? Quante sedute ci vogliono?

La verità è che la terapia richiede tempo.
Un tempo che non si può stabilire a priori e che, spesso, non è breve.

Perché?
Provo a dirvi qualcosa — senza la pretesa di essere esaustiva — che forse può aiutare a capirci un po’ di più.

Fare terapia significa andare in profondità: toccare paure, fantasie, bisogni spesso inconsci.
E per permettere a certe cose di emergere e di farsi un po' scrutare, serve tempo.
Serve una relazione — quella con il terapeuta — che diventi via via più stabile, più sicura.

Inoltre, per stare bene, non basta capire, comprendere razionalmente, prendere consapevolezza.
Se la faccenda si risolvesse qui, probabilmente ci si saluterebbe dopo poco.
Capire è importante, certo, ma non è sufficiente per un cambiamento profondo, che si senta da dentro.

Serve stare.
Stare con ciò che si sente, darsi tempo per attraversarlo e sentirlo insieme, dentro la relazione terapeutica.
Spesso si torna su temi già raccontati, ma ogni volta con occhi nuovi: cogliendo sfumature, sentendo emozioni diverse.
E anche qui… serve tempo.

A volte si inizia con una domanda precisa, un sintomo, un disagio specifico — e, lavorandoci su, emergono altri nodi, altre domande ancora più profonde.
Il lavoro allora si amplia, si apre, prende direzioni nuove.

Al netto di tutto questo, ogni percorso è unico: ognuno decide fino a dove vuole arrivare, quanto addentrarsi, qual è il proprio punto di arrivo.
Per questo ci sono percorsi più brevi e altri più lunghi.

Ma, in generale, per muovere cambiamenti che siano veri, duraturi e sentiti,
serve tempo. ⏳

✏️ Nel post precedente scrivevo che in queste vacanze mi sarei dedicata, oltre che al riposo, alla scrittura della tesi....
06/09/2025

✏️ Nel post precedente scrivevo che in queste vacanze mi sarei dedicata, oltre che al riposo, alla scrittura della tesi. Alla fine non l’ho fatto, ma ho comunque ripreso a scrivere: pensieri, riflessioni, parole che mi suonavano care.

📚Mi sono portata dietro due libri da leggere e da studiare, ma l’unica cosa che ho letto davvero è stata La Settimana Enigmistica e qualche pagina di un libro di Hanh sulla Presenza Mentale.

☁️ Quando ero più giovane, cercavo di non perdermi un giorno di mare e di sole. Quest’anno invece ho iniziato ad apprezzare anche le nuvole. Alcuni giorni li ho passati a casa anziché in spiaggia, tra colazioni lente e piccoli momenti di meditazione.

🎲 Mi ero prefissata di fare calcoli per le prossime tasse, ma gli unici calcoli fatti sono stati quelli per vincere gli avversari nella partita di scopone scientifico.

🌀 Ho pensato ai miei pazienti, non però nei termini di quali tecniche e strategie usare…ma ho riflettuto su quanto ci sia faccenda umana di fondo che ci accomuna tutti. Ho pensato a quanto voglio che questo umano sia il filo conduttore del mio lavoro.

🔮 Ho pensato al mio futuro, ai progetti che ho in mente, a cosa vorrei realizzare…Ho preso delle scelte, difficili e sofferte (ogni scelta implica una rinuncia a qualcosa d’altro). Ho pensato però più in grande di quanto sono solita fare.
Ho osservato le mie paure, le ho sentite tutte per bene. Non le ho scacciate nè ho cercato risposte rassicuranti: tanto non funziona. Ci sono rimasta a contatto, lasciandole passare nel mio corpo e nella mia mente.

🌊 Ho ascoltato il mare in tutte le sue sfumature, da quelle più malinconiche a quelle più estasianti.

🍞 Sono stata con le persone a me care, notando e sentendo cose che prima mi sfuggivano. Ho mangiato il pane casareccio, con la ricotta e i fichi.

💃 Al concerto di tarantella ho chiuso gli occhi: ho ascoltato il battito delle percussioni intrecciato al suono della fisarmonica. Mi sono emozionata.

🌱 Mi sono vista cambiata rispetto agli scorsi anni, nel corpo e nella mente.
Ho toccato molti dei miei limiti, che avevo già ma che non sapevo di avere.

Tra malinconia ed entusiasmo.
Tra nostalgia e gratitudine.
E sto.

Eccomi, anch’io ufficialmente in vacanza 🏖️.Alla soglia delle ferie, non posso che pensare all’anno appena trascorso.Pen...
10/08/2025

Eccomi, anch’io ufficialmente in vacanza 🏖️.
Alla soglia delle ferie, non posso che pensare all’anno appena trascorso.

Penso, innanzitutto, che il mio obiettivo di usare maggiormente questa pagina sia, ancora una volta, miseramente fallito (🫠).
Penso al fatto che è stato un anno intenso: in alcuni momenti è passato in un batter d’occhio, in altri mi ha vista strisciare con la lingua di fuori.
Ma penso soprattutto ai miei pazienti: a quelli con cui c’è un lavoro robusto che dura nel tempo; a quelli che ho salutato; a chi di recente ha varcato la mia porta e ha deciso di presentarmi il suo mondo.

Penso alla bellezza di ogni singolo incontro.
Ogni volta che la settimana finiva, una sensazione che mi ha spesso accompagnata è stata quella di sentirmi davvero grata per la fiducia riposta nel mio, anzi, nel nostro lavoro (non è solo il mio, ma anche quello del paziente).
Una fiducia fatta di stare insieme nelle cose difficili; di attraversare le fasi di stallo in cui nulla sembra — almeno in apparenza — accadere; di sorridere delle cose belle; di parlare delle cose scomode che avvengono nella relazione terapeutica, per capire insieme dove ci sta portando tutto questo.

Una cosa che sto capendo è che il mio lavoro centra in pieno il mio desiderio.
Ciò non significa che non ci siano preoccupazioni, momenti in cui sembra davvero difficile, o notti in bianco per quella determinata situazione.
Ma è una dimensione che mi mette in contatto con parti vitali di me.

Adesso stacco per un mese: tra mare, buon cibo e (almeno nelle intenzioni) l’inizio della scrittura della mia tesi di specializzazione.
Mi prenderò il tempo che mi serve per svuotare un po’ la mente e ricaricare le batterie, così da tornare pienamente presente nel mio lavoro.
Ci rivediamo l’8 settembre 💕

Il cammino dentro sè, come quello nella natura, ha bisogno di pause, di ascolto e di qualcuno che cammini accanto, senza...
25/04/2025

Il cammino dentro sè, come quello nella natura, ha bisogno di pause, di ascolto e di qualcuno che cammini accanto, senza forzare il passo. Non c’è fretta, non c’è giudizio.
La relazione terapeutica è un sentiero fatto di fiducia, parole che risuonano, sguardi che accolgono .
La relazione terapeutica permette di non sentirsi soli nell’esplorare le proprie montagne interne.
È lì, dove il tempo rallenta e il rumore si fa silenzio, che si apre lo spazio per il cambiamento.
Un passo alla volta, insieme.

Qualcosa di simile è successo con Shaki(🐶): eccoci in foto, in una mini-vacanza che ho iniziato (e finito) da malatissima e con la schiena completamente bloccata. Ma Shaki ha deciso di non rimanere fermo e di trascinarmi con sé: mi sono affidata al suo passo e alla sua compagnia e, tollerati fatica e dolore, siamo arrivati a scoprire un bellissimo paesaggio.
(Anche se la verità che spiega la mia espressione serena e felice in foto, è che ancora non sapevo che Shaki mi avrebbe costretta a fare l’intero giro del lago. Ma*****ia a me e alla mia ingenuità 🤣).

Ogni quiete custodisce un movimento interno.Ciò che è sommerso, chiede solo di essere visto.Attraverso la relazione tera...
22/04/2025

Ogni quiete custodisce un movimento interno.
Ciò che è sommerso, chiede solo di essere visto.
Attraverso la relazione terapeutica, impariamo ad ascoltare le nostre profondità.
In terapia, ciò che è sommerso trova parole, forma, significato.
Nel riflesso del lago, ciò che siamo… e ciò che possiamo diventare.

Il mio approccio psicoterapeutico si fonda sulla psicoanalisi relazionale e sulla psicologia psicoanalitica del Sé. Si t...
24/03/2025

Il mio approccio psicoterapeutico si fonda sulla psicoanalisi relazionale e sulla psicologia psicoanalitica del Sé. Si tratta di un modello ricco e articolato, che integra diverse prospettive. In questo post ho provato a delinearne alcuni aspetti fondamentali, raccogliendo le caratteristiche più comuni e salienti, pur nella sua ampiezza e profondità. Se vuoi approfondire, continua a leggere.

“La mente si forma nell’incontro con l’altro.” – S. Mitchell

Indirizzo

Gallarate
21013

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Alessandra Panetta Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Digitare