09/07/2026
Come si dice "morire" in sanscrito?
Esiste un'espressione sanscrita per indicare il trapasso che ho sempre trovato di straordinaria pregnanza: "andare nei cinque elementi".
Secondo buona parte dei sistemi filosofici indiani, infatti, il corpo visibile/grossolano è costituito dai cinque grandi elementi (mahābhūta): terra, acqua, fuoco, aria e spazio.
Morire significa dunque che questa parte grossolana torna semplicemente ad essere riassorbita in quella natura originaria chiamata prakṛti rispetto alla quale i mahābhūta non sono che la componente direttamente percepibile con i sensi.
Ma vi è un dettaglio ancora più interessante. Nel sistema filosofico del Sāṃkhya, la prakṛti non è qualcosa che nasce e muore: è, al pari del principio spirituale denominato puruṣa (la nostra natura autentica), eterna e increata.
Per questo motivo, nulla muore veramente: la materia si trasforma e cambia i propri interpreti, ma ciò che esiste continua eternamente il proprio ciclo di manifestazione e riassorbimento.
Ad esempio nell'Hitopadeśa, gioiello della favolistica indiana, per dire che qualcuno è morto si utilizza spesso la seguente espressione:
स पञ्चत्वं गतः
sa pañcatvaṃ gataḥ
"egli è andato nei cinque elementi"