20/02/2022
Una strada diversa è possibile!!
Daniel Zaccaro è un ragazzo di 29 anni. Oggi ha una laurea in Scienze dell’educazione e ha raccontato la sua storia in un libro, un vero manuale per comprendere il disagio giovanile. Ma prima di diventare un educatore, Daniel si era perso sulla strada del crimine. Daniel è cresciuto a Quarto Oggiaro, quartiere periferico di Milano. Negli anni scolastici, era un bullo che picchiava i compagni di classe. Poi, dalle botte è passato ai furti di motorini, alle rapine in cui si procurava cellulari da rivendere e portafogli da svuotare. A soli 17 anni, Daniel ha rapinato una banca. La strada del crimine l’ha portato dietro le sbarre del carcere minorile Beccaria.
Sembrava una vita destinata alla delinquenza, di entrate e uscite dagli istituti penitenziari. Invece, qualcuno è riuscito ad afferrare la mano di Daniel. Un’alternativa alla strada del crimine era possibile: la strada del bene. Daniel ha iniziato un percorso di rieducazione alternativa a quella in carcere presso la comunità Kairòs di Milano. Ci sono voluti quasi dieci anni per aiutare Daniel a riprendere gli studi e a trovare un lavoro. “La rabbia e la violenza nascono dal vuoto”, dirà nelle sue nuove vesti professionali. La ministra Marta Cartabia, in commissione Infanzia, ha voluto ricordare il suo incontro con Daniel, “che da bullo di periferia, con gravi reati alle spalle, è diventato a sua volta un educatore”.
Al 31 dicembre 2021, sono 20.748 i minori autori di reato in carico ai Servizi minorili. Nell’ultimo anno, 815 giovani sono entrati negli istituti penali italiani. Nell’intervento di oggi, la ministra ha ribadito che il carcere deve considerarsi davvero l’extrema ratio per i ragazzi che commettono dei crimini, privilegiando invece le misure alternative: percorsi di giustizia riparativa, focus sull’istruzione, formazione professionale, educazione alla cittadinanza attiva. “Crediamoci nei ragazzi – ha detto, con forza, la ministra -. Diamo loro delle proposte alternative al carcere, i giovani autori di reato non sono costretti a rimanere lungo la china di criminalità che hanno intrapreso. Le misure alternative ci dicono che laddove questi giovani sono stati affiancati da adulti che hanno saputo essere adulti al loro fianco, la possibilità di una strada diversa c‘è”.
La stessa strada che è riuscito a imboccare Daniel.