19/07/2026
Una notizia può proteggere
In questi giorni i mezzi di comunicazione parlano, giustamente, delle allerte per il caldo e dei rischi legati alle temperature elevate.
Ma quando comunichiamo un rischio dovremmo chiederci anche quale effetto producono le parole su chi ascolta.
Espressioni come “caldo killer”, “temperature infernali” o “settimana da incubo” attirano l’attenzione, ma possono aumentare la percezione di minaccia nelle persone più fragili, in chi soffre di ansia, attacchi di panico o patologie psichiatriche.
L’estate, inoltre, non è per tutti sinonimo di vacanza e benessere.
Per alcune persone significa maggiore solitudine, interruzione delle routine, servizi ridotti, familiari e terapeuti assenti, città che si svuotano.
Il caldo può peggiorare il sonno, aumentare stanchezza, irritabilità e disregolazione emotiva, soprattutto quando esiste già una condizione di vulnerabilità.
Il problema non è informare meno.
Il problema è informare senza lasciare le persone sole dentro la paura.
Una notizia efficace dovrebbe dire con chiarezza che il rischio esiste, ma anche che può essere gestito, attraverso comportamenti concreti, reti di supporto e interventi tempestivi.
Informare bene significa:
spiegare chi è maggiormente a rischio;
evitare toni inutilmente catastrofici e ripetitivi;
indicare comportamenti semplici e praticabili;
segnalare servizi, numeri utili e risorse territoriali;
ricordare che un’allerta non significa che tutti staranno male;
invitare a contattare anziani, persone sole e persone fragili.
Il messaggio dovrebbe essere:
“La situazione richiede attenzione, ma può essere affrontata. Esistono comportamenti e reti che possono proteggerci.”
Non basta dire: “State a casa e bevete”.
Non tutti hanno una casa fresca, una rete familiare, la capacità di riconoscere il proprio malessere o qualcuno che possa accorgersi che stanno peggio.
La comunicazione del rischio non deve minimizzare, ma neppure amplificare la paura.
Deve aiutare le persone a comprendere il pericolo e, nello stesso tempo, a sentire di poter fare qualcosa per proteggersi.
Anche una notizia può diventare uno strumento concreto di prevenzione e di cura collettiva.
Dott.ssa Elisabetta Graziano
Psicologa Psicoterapeuta
Supervisore e Facilitator EMDR
Centro Terapia EMDR Genova