Dott. Marco Ugolotti, JSCC

Dott. Marco Ugolotti, JSCC Laurea in Fisioterapia, Certificazione in Medicina Manuale Osteopatica Americana Strain Counterstrain

Che cos'è la pseudoartrosi e come può aiutare la fisioterapia?Quando subiamo una frattura, il nostro corpo attiva un ecc...
06/06/2026

Che cos'è la pseudoartrosi e come può aiutare la fisioterapia?

Quando subiamo una frattura, il nostro corpo attiva un eccezionale processo di autoriparazione per saldare l’osso. Ma cosa succede se questo meccanismo si blocca? Si parla di pseudoartrosi (o "falsa articolazione") quando un osso fratturato non guarisce spontaneamente entro i normali tempi biologici (di solito circa sei mesi). In parole semplici, il corpo "si arrende" e interrompe il processo di consolidamento, lasciando i frammenti instabili e causando dolore cronico e difficoltà nei movimenti.

In questo scenario, la fisioterapia gioca un ruolo fondamentale e curativo. Non si tratta solo di "ginnastica", ma di una terapia mirata che utilizza stimoli meccanici e fisici per risvegliare le cellule ossee pigre.

Il fisioterapista interviene attraverso:

Terapie fisiche d'avanguardia: Come le onde d'urto o la magnetoterapia, che stimolano la vascolarizzazione e la rigenerazione del tessuto osseo.

Esercizi di carico progressivo: Il carico controllato "insegna" all'osso che deve tornare a essere forte.

Rinforzo muscolare: Protegge l'area lesionata e ne ripristina la corretta mobilità.

Abbinata alle cure mediche, la fisioterapia è la chiave per riaccendere il processo di guarigione e tornare a muoversi senza dolore.

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Diastasi AddominaleLa diastasi addominale consiste nella separazione eccessiva dei due retti dell'addome lungo la linea ...
30/05/2026

Diastasi Addominale

La diastasi addominale consiste nella separazione eccessiva dei due retti dell'addome lungo la linea alba, la banda di tessuto connettivo che li unisce. È una condizione frequente dopo la gravidanza o in seguito a repentini cambi di peso e sforzi fisici intensi. Oltre al disagio estetico, può causare mal di schiena, instabilità pelvica e problemi posturali.

In questo scenario, la fisioterapia specializzata rappresenta la prima linea di difesa. Un percorso riabilitativo mirato non si limita a "chiudere il buco", ma punta a ripristinare la corretta funzionalità della parete addominale e del core.

Il trattamento si concentra su:

Attivazione del muscolo trasverso dell'addome: il nostro "corsetto" naturale, fondamentale per contenere i visceri.

Rieducazione del pavimento pelvico: che lavora in sinergia con l'addome per gestire le pressioni interne.

Ginnastica ipopressiva: tecniche respiratorie che riducono la pressione endo-addominale.

Evitare il fai-da-te è cruciale: i classici crunch (i tradizionali addominali) rischiano infatti di peggiorare la separazione. Affidarsi a un fisioterapista permette di recuperare forza, stabilità e sicurezza nei movimenti quotidiani.

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Il piede piatto: cos'è e come può aiutarti la fisioterapiaIl piede piatto è una condizione molto comune caratterizzata d...
23/05/2026

Il piede piatto: cos'è e come può aiutarti la fisioterapia

Il piede piatto è una condizione molto comune caratterizzata dall'appiattimento della volta plantare: in pratica, quando si è in piedi, l'interno del piede tocca quasi o del tutto il suolo. Se nei bambini piccoli è spesso una fase normale dello sviluppo, negli adulti può manifestarsi a causa di familiarità, postura, calzature inadeguate o cedimenti muscolari legati all'età.

Molti convivono con i piedi piatti senza avvertire alcun fastidio. In altri casi, però, questa condizione altera la distribuzione del peso corporeo, provocando dolori non solo ai piedi, ma anche alle caviglie, alle ginocchia e persino alla colonna vertebrale.

La fisioterapia gioca un ruolo fondamentale nel gestire e risolvere questi sintomi. Attraverso un percorso personalizzato, il fisioterapista non si concentra solo sul piede, ma valuta l'intera postura del corpo. I trattamenti includono esercizi mirati di rinforzo per i muscoli della gamba e del piede (come il tibiale posteriore), tecniche di terapia manuale per migliorare la mobilità articolare e percorsi di rieducazione propriocettiva per ottimizzare l'equilibrio e il cammino. L'obiettivo è restituire benessere e funzionalità stabili nel tempo.

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Il Silenzio Ritrovato: Acufene Somatosensoriale e Strain CounterstrainUn fischio continuo nelle orecchie: l'acufene è un...
16/05/2026

Il Silenzio Ritrovato: Acufene Somatosensoriale e Strain Counterstrain

Un fischio continuo nelle orecchie: l'acufene è un sintomo debilitante, tradizionalmente associato solo a problemi uditivi o neurologici. Tuttavia, esiste una variante meno nota chiamata "acufene somatosensoriale", dove il fastidioso ronzio è scatenato o aggravato da disfunzioni muscolo-scheletriche della colonna cervicale alta o dell'articolazione temporo-mandibolare. È in questo scenario che la fisioterapia interviene in modo del tutto inaspettato.

Quando l'acufene deriva da una contrattura cronica dei muscoli suboccipitali o masticatori, l'approccio terapeutico deve essere estremamente delicato per non sovraeccitare un sistema nervoso già in allarme.

La tecnica Strain Counterstrain (SCS) eccelle proprio in questo. Il terapista mappa specifici Tender Point legati a queste aree tese. Trovato il punto, il paziente viene guidato in una posizione di estremo rilassamento che annulla il dolore locale, mantenendola per 90 secondi.

Questo riposizionamento passivo interrompe l'errato segnale di contrazione inviato dal cervello. Sciogliendo queste tensioni profonde e nascoste alla base del cranio attraverso lo SCS, la pressione e l'irritazione sui nervi cranici diminuiscono, portando spesso a una sorprendente riduzione dell'intensità dell'acufene e restituendo ai pazienti un po' del prezioso silenzio perduto.

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Il Corpo come Sinfonia: L’Approccio Strain CounterstrainImmaginate il vostro corpo non come una serie di pezzi isolati, ...
09/05/2026

Il Corpo come Sinfonia: L’Approccio Strain Counterstrain

Immaginate il vostro corpo non come una serie di pezzi isolati, ma come un’orchestra sinfonica. Quando avvertite dolore a un ginocchio o alla schiena, la tendenza è quella di incolpare il singolo "strumento" scordato. Tuttavia, la biomeccanica umana è un dialogo costante: se il direttore d'orchestra — il sistema nervoso — è in uno stato di allerta o caos, l'intera esecuzione ne risente.

Il dolore cronico e le tensioni persistenti sono spesso il risultato di un "riflesso di protezione" che il sistema nervoso non ha mai disattivato. Qui interviene lo Strain Counterstrain. Questa tecnica osteopatica non si limita a manipolare il tessuto; agisce come un mediatore gentile. Attraverso il posizionamento passivo in posizioni di massimo comfort, invia un segnale di sicurezza ai propriocettori.

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Perché è diverso?

• Non è invasivo: Non forza il tessuto, ma lo asseconda.
• Reset Neurologico: "Calma" i fusi neuromuscolari iperattivi.
• Visione Olistica: Tratta l'origine del riflesso, non solo il sintomo.

Invece di tentare di accordare con la forza una corda tesa, lo Strain Counterstrain sussurra al direttore d'orchestra di abbassare la bacchetta. Quando il sistema nervoso si rilassa, la sinfonia del corpo ritrova naturalmente la sua armonia originaria.

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La Sensibilizzazione Centrale nel Dolore MuscoloscheletricoQuando il dolore muscolare o articolare persiste oltre i norm...
02/05/2026

La Sensibilizzazione Centrale nel Dolore Muscoloscheletrico

Quando il dolore muscolare o articolare persiste oltre i normali tempi di guarigione dei tessuti, la causa potrebbe non risiedere più in un’infiammazione locale, ma in un cambiamento profondo del sistema nervoso: la sensibilizzazione centrale.

In ambito muscoloscheletrico, questo fenomeno si manifesta come un’iper-reattività del midollo spinale e del cervello. Anche se il trauma iniziale (come un colpo di frusta, una lombalgia o una tendinopatia) è guarito, il sistema nervoso continua a inviare segnali di allarme. Si verifica una disfunzione nell'elaborazione degli stimoli: il cervello "impara" a provare dolore, amplificando ogni sensazione proveniente dai muscoli e dalle articolazioni.

Le caratteristiche principali includono:

Espansione dell'area dolorante: il fastidio si diffonde oltre il sito della lesione originale.
Ipersensibilità: la pressione leggera o i movimenti banali vengono percepiti come f***e acute.
Affaticamento: i muscoli appaiono deboli e rigidi nonostante l'assenza di danni strutturali evidenti.

Riconoscere la sensibilizzazione centrale è fondamentale: in questi casi, il riposo prolungato o i classici antinfiammatori sono spesso inefficaci. La soluzione risiede in un percorso di rieducazione al movimento e strategie neuro-cognitive volte a "spegnere" l'ipersensibilità del sistema.

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Il "Click" del Benessere: Cosa succede quando il corpo si resetta?Hai mai provato quella strana, piacevole sensazione di...
25/04/2026

Il "Click" del Benessere: Cosa succede quando il corpo si resetta?

Hai mai provato quella strana, piacevole sensazione di calore improvviso o quel gorgoglio allo stomaco durante un trattamento di Strain Counterstrain?

Non è un caso e, soprattutto, non è solo "suggestione". È il segnale che la tua farmacia interna ha appena aperto i battenti.

Il ponte tra tecnica e biologia: Il Nervo Vago

Molti dei benefici profondi dello Strain Counterstrain passano proprio da qui: dal Nervo Vago, il grande "direttore d'orchestra" del nostro sistema nervoso parasimpatico.

Ecco cosa accade quando lo attiviamo correttamente:

• Reset del Dolore: Spegniamo i riflessi neuromuscolari disfunzionali.
• Risposta Viscerale: Quel "rumore" allo stomaco è il segno che il corpo è passato dallo stato di stress (attacco o fuga) a quello di guarigione e digestione.
• Calore Diffuso: I vasi sanguigni si rilassano, migliorando l'ossigenazione dei tessuti.

Il potere dell'autoguarigione guidata

Lo Strain Counterstrain non "forza" il corpo, ma lo mette nelle condizioni ideali per fare ciò che sa fare meglio: curarsi da solo. È una scienza gentile che parla il linguaggio del sistema nervoso.

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Cosa è il Modic?Il termine Modic (o cambiamenti di Modic) si riferisce a una serie di alterazioni patologiche del midoll...
18/04/2026

Cosa è il Modic?

Il termine Modic (o cambiamenti di Modic) si riferisce a una serie di alterazioni patologiche del midollo osseo all'interno dei corpi vertebrali, visibili esclusivamente tramite Risonanza Magnetica. Queste lesioni interessano le placche terminali delle vertebre e sono strettamente correlate alla degenerazione del disco intervertebrale.

Esistono tre tipologie principali:

1. Tipo 1: Indica un'infiammazione attiva o edema. È la fase più spesso associata al dolore.
2. Tipo 2: Rappresenta la sostituzione del midollo osseo con tessuto adiposo (grasso).
3. Tipo 3: Indica una sclerosi ossea (cicatrizzazione densa).

Sintomi e Diagnosi

Il sintomo cardine è la lombalgia cronica (mal di schiena). A differenza del comune affaticamento muscolare, il dolore da Modic tende a essere persistente, peggiora con il movimento o i carichi prolungati e può manifestarsi con particolare rigidità mattutina.

Opzioni di Cura

Il trattamento è spesso conservativo e multidisciplinare:

• Fisioterapia: Esercizi di stabilizzazione del core per ridurre il carico vertebrale.
• Terapia farmacologica: Antinfiammatori e miorilassanti per gestire le fasi acute.
• Trattamenti mini-invasivi: Infiltrazioni o, in casi selezionati, la denervazione del nervo basivertebrale.
• Stile di vita: Riduzione del peso e correzione posturale.

La chirurgia resta l'ultima opzione, riservata ai casi in cui la degenerazione discale associata comprometta gravemente la qualità della vita.

Protesi Inversa di SpallaLa protesi inversa di spalla è un intervento chirurgico innovativo progettato per restituire mo...
11/04/2026

Protesi Inversa di Spalla

La protesi inversa di spalla è un intervento chirurgico innovativo progettato per restituire mobilità a chi soffre di gravi patologie articolari. A differenza della protesi anatomica classica, questa procedura "inverte" la biomeccanica della spalla: la sfera viene fissata alla scapola, mentre la cavità viene posizionata sull'omero.

Perché si ricorre a questa soluzione?
L’obiettivo principale è risolvere situazioni in cui la cuffia dei rotatori (i tendini che normalmente muovono il braccio) è gravemente lesionata o assente. Invertendo i componenti, il baricentro della rotazione si sposta, permettendo al muscolo deltoide di farsi carico del movimento che i tendini lesionati non possono più sostenere. È indicata soprattutto in caso di:

Artropatia da rottura della cuffia.

Fratture complesse dell’omero.

Fallimenti di precedenti interventi.

Il ruolo cruciale della fisioterapia
L'intervento è solo il primo passo. La fisioterapia è fondamentale per "insegnare" al deltoide il suo nuovo compito. Senza un percorso riabilitativo mirato, il rischio è di avere un’articolazione stabile ma priva di forza e coordinazione. Un programma graduale permette di recuperare l'ampiezza del movimento e l'autonomia nelle attività quotidiane, trasformando il successo chirurgico in un reale miglioramento della qualità della vita.

05/04/2026

Indirizzo

Via Andrea Doria, 4/5
Genova
16128

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 19:30
Martedì 08:00 - 19:30
Mercoledì 08:00 - 19:30
Giovedì 08:00 - 19:30
Venerdì 08:00 - 19:30
Sabato 08:00 - 12:30

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